SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
CLUB "PONTIGNANE e PONTIGNANI"
Pagina dedicata a tutti i partecipanti del
Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia ed affini

Certosa di Pontignano, Siena
COMMENTI E RICORDI
Parte seconda: L - Z
Linetti Anna (Università di Milano)
Luciani Sisto (Università di Padova)
Maiuri Maria Chiara (Università
di Napoli)
Malinverno Matteo (Università di
Milano)
Malorgio Francesca (Università di
Padova)
Mazza Roberta (Università di Ferrara)
Mazza Roberta (Università di Ferrara)
Merlicco Adriana (Università di
Bologna)
Migliardi Gaetana (Università di
Perugia)
Mitidieri Emma (Università di Napoli)
Molteni Roberta (Università di Varese)
Moltrasio Danilo (Gentium S.p.A. )
Montagnani Monica (Università di
Bari)
Nassi Alberto (Università di Padova)
Orlotti Donatella (Seconda Università
di Napoli)
Oteri Alessandro (Università di
Messina)
Pasini Matteo (Università di Milano)
Patrignani Paola (Università di
Chieti)
Pegoraro Paola (Università di Padova)
Pendin Diana (Università di Padova)
Piccinni Carla (Università di Bologna)
Raschi Emanuel (Università di Padova)
Rodolico Gabriella (Università di
Napoli)
Ruggieri Valentina (Università di
Modena e Reggio)
Ruggieri Valentina (Università di
Padova)
Russo Alessandra (Università di
Messina)
Schiavone Stefania (Università di
Roma "La Sapienza")
Siniscalco Dario (Università di
Napoli)
Soffia Silvia (Università di Padova)
Sorato Elisa (Università di Padova)
Spagnuolo Paola (Università della
Calabria)
Tosetto Jessica (Università di Padova)
Tramentozzi Elena (Università di
Padova)
Trifirò Gianluca (Università
di Messina)
Turrini Eleonora (Università di
Bologna)
Valensisi Cristina (Università di
Modena e Reggio)
Valnegri Pamela (Università di Milano)
Valsecchi Anna Elisa (Università
di Milano)
Vasina Valentina (Università di
Bologna)
Velardi Enrico (Università di Perugia)
Vitalone Annabella (Università di
Roma La Sapienza)
Zanarella Erika (Università di Padova)
Zani Diletta (Università di Milano)
Zoppellaro Chiara (Università di Padova)
Zotti Margherita (Università di
Foggia)
Anna Linetti
Sono tornata a Pontignano per il secondo anno e confermo
anche quest'anno la mia opinione: venire a Pontignano rimane
un'esperienza molto positiva, formativa e utile. Come iscritta
al terzo anno di dottorato, ho avuto la possibilità
di esporre il mio lavoro di ricerca in un tempo appropriato
e questa è decisamente un' opportunità importante,
dal momento che per un dottorando sono solitamente poche
le occasioni di parlare di fronte ad un pubblico abbastanza
eterogeneo per interessi scientifici. Inoltre, nonostante
il mio lavoro rientrasse nelle cosidette “Scienze
Affini", in quanto non strettamente farmacologico,
quanto decisamente più legato all'ambito delle neuroscienze,
ho avuto modo di discutere con potenziali collaboratori
e di confrontarmi con i dottorandi presenti al Congresso.
Inoltre, ho apprezzato molto l'idea di far esporre i dottorandi
del secondo anno, perchè questo ha permesso di coinvolgere
in prima persona tutti i partecipanti e ha reso più
immediata e incisiva la sessione poster. Essendo stata selezionata
per essere moderatrice di una di queste sessioni volevo
anche dare un'opinione su questa iniziativa: molto positiva!
È, infatti, molto utile iniziare a provare a rivestire
questo ruolo. Infine, il contesto del congresso, la Certosa
di Pontignano, è come sempre incantevole e, nonostante
l'alloggio nel vicino agriturismo avrebbe potuto creare
scomodità, il servizio navetta ha sopperito con disponibilità
alla mancanza di trasporti pubblici.
Il parere dei docenti: prof. Sisto Luciani (Università
di Padova)
Sono un assiduo frequentatore dei Seminari di Pontignano
che ogni anno offrono a dottorandi e docenti un’eccellente
occasione di presentare i risultati delle loro ricerche
nell’ambiente gradevole e austero della Certosa, dove,
in un clima sereno e impegnato, si confrontano esperienze
ed osservazioni realizzate nei laboratori di farmacologia
del nostro paese. Devo dire che nel complesso sono entusiasta
della mia partecipazione ai seminari che risale all’inizio
di questo secolo (2001).
Tuttavia, poichè mi viene richiesto di esprimere
un parere motivato, cercherò di superare questo mio
pregiudizio positivo e di analizzare pregi e difetti di
questo evento annuale. Tra i pregi va citato in primo luogo
l’impegno intelligente e la dedizione di Giampietro
Sgaragli e dei suoi collaboratori che ogni anno sostengono
l’onere della organizzazione, cercando costantemente
di migliorare da ogni punto di vista la riuscita dell’incontro.
Un altro pregio, a mio parere, è rappresentato dalla
opportunità che viene offerta, anche al di fuori
del programma ufficiale, di incontro e di scambio di idee
tra i docenti e gli allievi dei vari laboratori. La discussione
e lo scambio di informazioni, anche di carattere tecnico,
tra i gruppi di ricerca, meglio se stimolata dai coordinatori,
rappresenta uno degli aspetti più interessanti e
peculiari di questi incontri. È molto raro che questo
tipo di scambio di idee avvenga nei tradizionali congressi
o meetings. Per venire agli aspetti critici e ai suggerimenti,
vorrei citare la partecipazione dei dottorandi alla discussione
delle comunicazioni e dei poster. Nonostante gli sforzi
degli organizzatori di mettere insieme argomenti affini
nelle varie sessioni e il lodevole impegno dei chairmen
nello stimolare la discussione, la partecipazione dei dottorandi
è praticamente nulla. Quali possono essere i suggerimenti
per risolvere questo problema? Non è facile: un premio
per le migliori domande? Oppure l’invito ai dottorandi
a concludere così la loro presentazione: colleghi
fatemi una domanda, ho pronta un’ottima risposta!
Per concludere suggerisco di continuare con la interessante
iniziativa inaugurata nell’ultimo seminario (2008)
di invitare un ricercatore che ha raggiunto la maturità
della sua vicenda scientifica ed umana, ad illustrare le
principali tappe ed i risultati della sua ricerca, e alcuni
giovani ricercatori a presentare motivazioni e difficoltà
del percorso accidentato ed entusiasmante della ricerca.
Lunga vita ai Seminari di Pontignano.
La dottoressa Maria Chiara Maiuri di Napoli, che ha partecipato al II Seminario Nazionale (27-30 settembre 2003), ci ha scritto: "La Certosa di Pontignano! Quell'anno, Carmen, Raffaele, Valentina ed io fummo alloggiati in un appartamentino con balconcino e giardino privato, al centro del secondo cortile. Ho ancora la foto di noi tre ragazze al balcone in posa “dolce stil novo”! Eravamo entusiasti, peccato per la perdita d'acqua dal frigo della cucina... La mattina successiva, Raffaele si alza per primo e non c’è la corrente! L’aveva detto la sera prima “attenzione alla lampada e all’acqua che esce dal frigo!” Mortificati telefoniamo alla reception e scopriamo che in tutta la Certosa non c’è corrente... mortificatissimi per aver causato un corto circuito da manuale usciamo per “costituirci” e scopriamo che in tutta Italia non c’è la corrente! Fortunatamente, non l’acqua del nostro frigo bensì un dispettoso pino, caduto tra l’Italia e la Svizzera, era la causa del peggior black out degli ultimi dieci anni!!! Il segno del destino: la mia comunicazione orale sarebbe saltata! Certo come segnale avrei preferito non costringere tutti a fare la doccia gelata.. ma al destino, si sa, non si può chiedere spiegazioni! Ed invece, la Certosa era dotata di un generatore di emergenza, quindi le presentazioni orali erano confermate. Fato imprevedibile, e per di più pioveva e faceva freddo! E quindi, per concludere in crescendo, essendo la sala delle comunicazioni l’unico ambiente illuminato, tutti i partecipanti erano lì riuniti in cerca di luce e calore... I relatori di quella domenica mattina, me compresa, furono gratificati da molto interesse e tantissime domande...... In breve, un'esperienza indimenticabile! Unico rimpianto: troppo breve! Sono molto affezionata alla mia partecipazione al seminario di Pontignano, è stato per me un primo vero momento di confronto in una atmosfera molto più intensa dei normali congressi. Gli spunti, i commenti, le discussioni e le riflessioni raccolte in quei giorni mi hanno accompagnato ed aiutato durante la fase finale del mio dottorato. Il mio ringraziamento è rivolto a coloro che ogni anno si adoperano per l’eccellente organizzazione del seminario ed a tutti quelli che partecipano con entusiasmo. Inoltre, vorrei congratularmi con chi ha pensato ed organizzato i pontignani/e, sono felice di essere una di loro!"
Matteo Malinverno (Dip. Scienze Farmacologiche, Università di Milano)
Ho partecipato al congresso per dottorandi per in farmacologia
e scienze affini per la prima volta quest’anno e devo
innanzitutto esprimere il mio apprezzamento per la bellissima
location scelta. Ritengo che il congresso sia una importante
opportunità per tutti i dottorandi poiché
viene data loro la possibilità, altrimenti rara,
di presentare il proprio lavoro ad una platea di scienziati
sia del proprio livello, sia di grande esperienza, di poter
confrontare opinioni e ricevere, ma anche esprimere, consigli
o critiche.
La sezione delle presentazioni orali dei dottorandi del
terzo anno è stata ben organizzata dando ai relatori
un tempo adeguato solitamente seguito da ampie discussioni.
Per quanto riguarda la sezione dedicata ai dottorandi più
giovani, ritengo sia abbastanza inutile portare un poster
che non viene nella maggior parte dei casi guardato, dal
momento che ogni lavoro viene esposto oralmente. Si potrebbero
esporre tutti i poster insieme per l’intera durata
del meeting lungo il porticato, per dare la possibilità
a tutti i partecipanti, magari nei momenti di pausa, di
poterli osservare. Infine penso sarebbe utile invitare i
professori presenti come moderatori a tenere un seminario
sul proprio lavoro.
Francesca Malorgio,
Dipartimento di Farmacologia ed Anestesiologia, Università
degli Studi di Padova
Sono iscritta al primo anno della scuola di dottorato in
Scienze Farmacologiche, pertanto per me si è trattato
della prima esperienza al Seminario Nazionale per Dottorandi
in Farmacologia e Scienze Affini. Ritengo sia stata un’esperienza
costruttiva, un momento di incontro con colleghi provenienti
da diversi atenei d’Italia per aver modo di aggiornarsi
sulle diverse linee di ricerca. Ho trovato positiva l’opportunità
di confrontarsi e di seguire con attenta curiosità
i lavori presentati più erano vicini alla mia tematica,
per poter coltivare nuove idee e magari innovativi progetti.
Penso che i giorni trascorsi a Pontignano abbiano rappresentato
anche un modo per avviare delle collaborazioni tra diversi
laboratori; sono contenta di questa iniziativa, perché
permette di incontrare personalmente docenti e collaboratori,
facilitando i rapporti interpersonali sempre preferiti a
quelli via posta elettronica. Per concludere trovo positivo
il fatto di aiutare i partecipanti contribuendo in parte
alle spese per il seminario.
Roberta Mazza, Dottorando, 3° anno,
Dip. Medicina Clinica e Sperimentale Sez. di Farmacologia, Università di Ferrara
Sono una dottoranda all’ultimo anno dell’Università
degli Studi di Ferrara; ho partecipato per la prima volta
al seminario di Pontignano durante il mio primo anno, esperienza
che è risultata molto utile e formativa, motivo per
il quale ho deciso di ripeterla al termine del mio percorso
di dottorato.
La possibilità di esporre il lavoro svolto ad un
gruppo qualificato di studenti di diverse scuole di dottorato
mi ha permesso di effettuarne una valutazione critica, valorizzandone
gli aspetti positivi e mettendo in luce quanto invece sia
ancora possibile migliorare ed approfondire. Il seminario
di quest’anno ha assunto per me anche una ulteriore
valenza; infatti, mi ha consentito di sottoporre una parte
del lavoro che inserirò nella tesi finale alla valutazione
di docenti e ricercatori, non solo esperti e qualificati,
ma anche estremamente disponibili alla discussione, permettendomi
quindi di approcciarmi alla stesura della tesi di dottorato
con meno dubbi e più entusiasmo. L’utilità
di questo seminario è stata, inoltre, quella di avermi
consentito di mantenere ed ampliare i contatti instaurati
nella precedente esperienza, importanti sia da un punto
di vista umano che professionale.
Non posso quindi concludere questo breve, ma sentito, commento
senza un ringraziamento a quanti si impegnano affinchè
il Seminario di Pontignano possa continuare a svolgersi
puntualmente ogni anno, sottolineando che il loro impegno
è per noi dottorandi un momento di formazione e crescita
insostituibile.
Adriana Merlicco, Dottoranda in Farmacologia
e Tossicologia – Università di Bologna
Sono trascorsi tre anni di dottorato e, per quanto riguarda
la mia esperienza personale, tre grandi opportunità
di partecipare al Seminario di Pontignano. Ancora ricordo
con quanto entusiasmo il gruppo di Bologna si preparava
all’evento. Già, perché per noi dottorandi
il Seminario in Farmacologia e Scienze Affini rappresenta
un vero e proprio evento. Forse è l’unica realtà
dove i dottorandi possono considerarsi protagonisti e avere
la possibilità di mettersi alla prova, pur consapevoli
di essere giudicati, e pronti ad accogliere qualsiasi suggerimento
utile. Sicuramente il tutto è organizzato alla perfezione,
sia dalla scelta del luogo (la Certosa lascia sempre il
suo spazio alla riflessione e isola, nel nostro caso, il
mondo della scienza da qualsiasi interferenza esterna) sia
dal rispetto della tabella di marcia, sempre attenta e puntuale,
ricca di argomentazioni ad elevato contenuto. Ne approfitto
per ringraziare tutti coloro che attivamente hanno reso
possibile la realizzazione del Seminario. Sono certa che
mi resterà un bel ricordo.
Gaetana Migliardi, dottoranda in Biotecnologie
e Farmacologia Clinica dell’Università
di Perugia
Mi chiamo Gaetana Migliardi, sono una dottoranda in Biotecnologie
e Farmacologia Clinica dell’Università di Perugia
e svolgo la mia attività di ricerca presso l’Università
di Messina.
Sono stata per la prima volta a Pontignano ed è stata
per me un’esperienza formativa di particolare importanza
che mi ha permesso di confrontarmi con dottorandi e docenti
provenienti da realtà differenti da quella in cui
quotidianamente svolgo la mia ricerca.
È stata un’opportunità per poter presentare
il lavoro di cui mi occupo ed è stato gratificante
aver suscitato l’interesse nei partecipanti che, con
le loro domande, mi hanno consentito di andare oltre i dati
riportati nel poster che riassumeva in poche righe l’intero
anno di lavoro.
Perchè dietro quelle presentazioni, poster o comunicazioni
orali, si nasconde l’impegno, il desiderio di portare
avanti con orgoglio e ambizione un progetto in cui ognuno
di noi crede.
Avere la possibilità di trasmettere tutto questo
ad un pubblico che svolge attività di ricerca differenti,
ma che condivide lo stesso obiettivo, è senz’altro
uno stimolo per continuare a coltivare i propri interessi
e la propria passione per la ricerca.
L’unica nota riguarda il poco spazio che è
stato riservato alla ricerca clinica che in questa occasione
è sembrata messa ai margini della medicina di base,
mentre credo che da una equilibrata integrazione delle due
si possano raggiungere dei traguardi e aprire nuovi orizzonti
verso l’obiettivo che ogni ricercatore pone come fine
ultimo del proprio impegno: una migliore qualità
di vita.
Infine un ringraziamento va ai docenti, ai colleghi e agli
organizzatori tutti, con cui ho avuto il piacere di condividere
questa esperienza.
Emma Mitidieri, dottoranda di Farmacologia
della Facoltà di Farmacia di Napoli.
È il secondo anno che partecipo al Seminario per
Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini, una grande
opportunità di crescita per noi ragazzi. La presentazione
orale dei poster o delle comunicazioni è secondo
me un ottimo allenamento, per noi ragazzi inesperti, ad
esporre in pubblico i risultati dei nostri lavori. È
molto interessante, inoltre, ascoltare le esperienze di
altri colleghi e magari trovare interessi scientifici comuni,
e perchè no, magari chiedere anche un consiglio...
Quest'anno ho trovato molto interessante gli incontri serali.
È stato bello e di conforto ascoltare le parole del
Prof. Di Rosa, un uomo che ha dedicato una vita alla scienza,
ed ho trovato interessante e pratica la panel discussion
che ci ha mostrato i vari aspetti della scienza. Questo
per quanto riguarda l'aspetto scientifico del Seminario;
non va però sottovalutato l'aspetto "sociale".
Infatti, questa è un'occasione per stringere nuove
amicizie e per rivedere i ragazzi che ho conosciuto l'anno
scorso!
Dott.ssa Roberta Molteni DBSF - Università
degli Studi dell’Insubria
Sono una dottoranda in Farmacologia Clinica e Sperimentale
dell’Università dell’Insubria con sede
a Busto Arsizio (VA). È appena iniziato per me il
terzo anno di dottorato e quest’anno, primo anno in
cui ho partecipato al seminario dei dottorandi, ho tenuto
la mia relazione sui dati ottenuti nel secondo anno di lavoro
(presentazione di 10 min e poster). Per me è stata
una bellissima esperienza, un po’ per il posto meraviglioso,
ma soprattutto perché ho potuto confrontarmi con
quei ragazzi che come me hanno intrapreso il cammino del
dottorato di ricerca. Sono tornata nel mio lab più
motivata e con tanta voglia di dare il meglio: ogni tanto,
un sano confronto e il potersi mettere in gioco contano
tantissimo per migliorarsi!
Inutile dire che ero agitatissima all’idea di dover
presentare i dati in una comunicazione orale, se pur breve
e tra amici, anche se tutto è andato per il meglio
(anche le tanto temute domande!!!). Spero di aver la possibilità
di tornare al prossimo incontro con nuovi dati e ritrovare
gli amici conosciuti in quei giorni a Siena.
Dott. Danilo Moltrasio, Chemical R&D
della Gentium S.p.A, che ha partecipato
all'XI Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia
e affini" alla Certosa di Pontignano, ha fatto pervenire
alla nostra Società la lettera che di seguito integralmente
riportiamo.
"Spettabile SIF, la scorsa settimana, dal 24 al 27
settembre, ho potuto assistere a diverse presentazioni orali
e poster nel corso del « XI Seminario Nazionale per
Dottorandi in Farmacologia e affini ». Ho apprezzato
molto favorevolmente l’iniziativa che consente ai
dottorandi di trovare annualmente un punto di incontro in
cui confrontarsi e mettere in discussione l’esito
del proprio contributo alla ricerca in un campo come quello
farmacologico, svolto con competenza e rigore scientifico
molto apprezzabili. Ho trovato poi veramente opportuna la
locazione dell’incontro nella Certosa di Pontignano,
favorevole a un clima di intensa attività e partecipazione.
Ringrazio infinitamente la organizzazione che mi ha consentito
di incontrare i dottorandi e tutti coloro che mi hanno contattato
dimostrando il loro interesse a collaborare con la società
Gentium SpA".
Dott.ssa Monica Montagnani, Dip. Farm.
e Fisiol. Umana, Università degli Studi di Bari:
il Seminario dei Dottorandi, visto dai Docenti.
Leggendo le impressioni sul Seminario dei Dottorandi in
Farmacologia e Scienze Affini che nel corso di questi anni
sono state inviate dai partecipanti e, soprattutto, avendo
personalmente preso parte al Seminario in veste di docente,
non posso che condividere l’apprezzamento e l’entusiasmo
dei ragazzi che hanno vissuto questa esperienza.
Il Seminario dei Dottorandi rappresenta un momento importante
di crescita, di confronto e di stimolo per chiunque vi partecipi.
I Dottorandi dei primi anni si danno appuntamento all’evento
successivo ed attendono il momento in cui saranno protagonisti
della sessione di comunicazioni orali. Quelli che arrivano
alla esperienza del Seminario in prossimità della
conclusione del proprio ciclo di Dottorato rimpiangono di
non aver avuto l’occasione di sperimentare questa
esperienza negli anni precedenti. I docenti che vi prendono
parte (parlo per me, ma sono certa di interpretare il pensiero
di colleghi più illustri) condividono e rivivono
le ansie, la determinazione, le incertezze e l’appagamento
dei Dottorandi, si incontrano e confrontano con i colleghi,
imparano e si divertono.
La qualità scientifica dei progetti presentati e
l’intensità emotiva della partecipazione per
i giovani che si sono avvicendati alla Certosa di Pontignano
rappresentano due ragioni sostanziali per augurare a tutti,
discenti e docenti, di vivere personalmente questa esperienza.
Nel corso degli anni la manifestazione ha visto una partecipazione
sempre più nutrita, si è arricchita di contributi
importanti, ed ha previsto tavole rotonde ed incontri finalizzati
a far conoscere possibilità e strategie per valorizzare
ed indirizzare nel mondo della ricerca intra/extrauniversitaria
le competenze acquisite dai Dottorandi.
Il Seminario dei Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini
è, da sempre, il Seminario della Certosa di Pontignano.
Sicuramente contribuisce al successo della manifestazione
il luogo che la ospita e la capacità organizzativa
di chi la sostiene. Al di là del fascino struggente
del posto, la grande disponibilità dei responsabili
locali, l’ambiente raccolto e la struttura isolata
semplificano lo scambio e la condivisione delle esperienze
tra Dottorandi, allentano le tensioni di un congresso “ufficiale”,
facilitano il contatto tra Dottorandi e docenti.
Tuttavia, proprio la aristocratica bellezza di Pontignano
e la sua esclusività ne rappresentano il lato fragile.
Alla Certosa di Pontignano non si arriva per caso, bisogna
volerci andare, e spesso il viaggio è lungo e faticoso.
Per molti ragazzi (e per molti dei loro docenti!), sebbene
la partecipazione ripaghi ampiamente le aspettative ed i
sacrifici, il costo del Congresso è quasi proibitivo.
La Società Italiana di Farmacologia, avvertendo l’importanza
di questo evento e la quasi assoluta indissolubilità
con il luogo in cui è nato, ha instancabilmente cercato
incentivi e co-partecipazioni per limitare l’entità
delle quote di iscrizione che, sebbene complessive di vitto
e alloggio, vengono pur sempre ad aggiungersi alle spese
di trasporto dei Dottorandi. Il timore è che, proprio
per i costi di gestione della struttura troppo elevati,
i Dottorandi degli anni a venire possano rischiare di non
partecipare all’incontro annuale a Pontignano.
Nonostante il dispiacere connesso ad una simile eventualità,
è necessario considerare ancora più grave
l’evenienza che, insieme a Pontignano, si perda anche
l’occasione del Seminario stesso. È quindi
in quest’ottica che bisognerebbe sin d’ora cercare
alternative, mettere in atto nuove strategie, pensare a
soluzioni che garantiscano a tutti i Dottorandi l’occasione
di un incontro “speciale”, riservato, esclusivo
e gratificante. Mi è venuto in mente che un gruppo
di studenti della Facoltà di Medicina di Oporto,
tre anni fa, è stato in grado di organizzare un congresso
europeo aperto ad altri studenti e garantendo la partecipazione
di speakers internazionali. Il congresso si chiama YES (Young
European Students) Meeting, ed è stato riproposto
l’anno scorso da un collettivo formato da solo due
dei primi organizzatori (che nel frattempo si sono laureati)
e quattro nuovi studenti dell’ultimo anno di Medicina.
Hanno fatto tutto da soli: dalla lettera di invito, alla
prenotazione dell’area del congresso, alla gestione
delle sessioni, alla organizzazione della gita notturna
ad Oporto… è stata una esperienza indimenticabile,
che mi ha insegnato quanto sia importante la determinazione
di pochi e quanto contagiosa ed inarrestabile l’energia
dei giovani che vogliono fare e dimostrano di saper fare.
Ma la cosa ancora più strabiliante è stato
conoscere altri ragazzi, partecipanti al Congresso venuti
dall’Olanda, che si sono proposti per organizzare
lo stesso incontro nell’anno a venire ad Amsterdam…
un Congresso Europeo vero e proprio, che nasce per l’entusiasmo
di un gruppo di pochi e acquista respiro internazionale
nel giro di pochissimo tempo… Forse si potrebbe provare
a proporre una soluzione del genere (su scala più
piccola) per il Seminario dei Dottorandi, se le spese per
Pontignano diventeranno improponibili: variare annualmente
la sede dell’incontro e lasciare che Pontignano acquisti
ogni anno una nuova identità…
Alberto Nassi,
Dipartimento di Farmacologia ed Anestesiologia dell'Università
di Padova
Per quanto riuarda la mia seconda esperienza al Seminario
Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini,
tenutosi alla Certosa di Pontignano, il giudizio non può
che essere di piena soddisfazione. Infatti, sia il luogo
che il trattamento di vitto e alloggio ricevuti sono stati
di primo ordine. Inoltre, tutto ciò ha fatto da cornice
ai momenti di scambio culturale fra noi dottorandi e con
docenti di altre realtà universitarie, che ritengo
utilissimi per trovare nuove idee e nuovi stimoli al lavoro
personale di tutti i giorni. I lavori proposti mi sono sembrati
tutti molto interessanti, anche se, a dire la verità,
ho visto una preponderanza verso argomenti di neuroscienze
che, forse, rubano un po' troppo spazio alla farmacologia
vera e propria (metabolismo, antitumori...). Altra cosa
che forse sarebbe da aggiustare è il tempo di esposizione
dei posters. Il solo spazio di una sessione è troppo
poco, forse esporli per l'intera giornata della propria
sessione in uno spazio comune potrebbe essere più
proficuo.
Tutto ciò, comunque, non toglie nulla all'unicità
di questa ottima iniziativa.
Orlotti Donatella, Dottoranda in Scienze
Farmacologiche e Fisiopatologia Respiratoria della Seconda
Università di Napoli, commenti sull'esperienza
al XII seminario dei dottorandi.
Già l'anno scorso ebbi la fortuna di partecipare
al seminario dei dottorandi e, anche quest'anno, ho avuto
un riscontro positivo, sia per quanto riguarda la possibilità
di poter arricchire il nostro bagaglio culturale e scientifico,
sia perchè questa iniziativa ci consente di rapportarci
con tanti ragazzi e diversi professori delle varie università
d'Italia.
Essendo dell'ultimo anno di dottorato, ho dovuto esporre
la presentazione orale che mi ha dato molte soddisfazioni
anche se, in queste circostanze, l'ansia e la tensione non
mancano mai, ma fanno parte di questo cammino e quindi ben
vengano!
Siamo ragazzi e per questo possiamo anche sbagliare, ma
sicuramente abbiamo tanta voglia di provare, di rischiare,
e quindi di metterci in gioco senza sapere come andrà
a finire...
L'organizzazione è stata come sempre eccellente e
ringrazio tutti per la disponibilità dimostrata nei
momenti di difficoltà: anche questo ha reso molto
più semplice l'attesa della discussione.
Queste esperienze, a mio parere, servono molto anche a socializzare
e quindi lasciano spazio al divertimento che, anche quest'anno,
non è mancato.
Posso dire di essere fiera di rientrare tra le "pontignane"
e quindi di poter ammirare anche quest'anno le foto che
verranno esposte sul sito, che ci faranno ridere e ricordare
quell'esperienza, riassaporando tutto il bello che c'è
e che ci dà un'iniziativa di questo tipo.
Posso concludere dicendo che mai nessuno potrà dirci
cosa ci riserva il futuro, ma di sicuro non bisogna mai
rinunciare a ciò che la vita ci propone; bisogna
quindi cogliere l'attimo senza aspettare di fare domani
quello che si può fare oggi, per questo tutti i giovani
dottorandi dovrebbero senza dubbio partecipare a questo
seminario perchè non può che essere positivo
per la nostra formazione professionale e personale.
Ringrazio tutti per avermene dato l'opportunità!
Alessandro Oteri, Dottorando al II anno
in Medicina Sperimentale presso l’Università
di Messina.
Anche per me, come per tanti altri colleghi, è stata
la “prima volta” a Pontignano e, sebbene all’inizio
fossi abbastanza riluttante a parteciparvi, mi sono dovuto
ricredere circa l’importanza di confrontarsi con le
varie realtà della ricerca italiana. Incontrare tanti
giovani ricercatori, carichi di entusiasmo e ricchi di speranze
per il futuro, mi ha fatto rendere conto di quanto la ricerca
in Italia abbia bisogno di essere motivata e sostenuta da
chi, più grande di noi, ha la “forza”
di spronare le autorità.
Da un punto di vista scientifico l’esperienza è
stata particolarmente pregnante. Ascoltare le relazioni
dei mie colleghi, vederne gli sguardi carichi di emozione
prima di ogni comunicazione e la gioia al termine della
discussione, mi ha fatto comprendere la passione e gli sforzi
che ognuno di noi ha messo e mette ogni giorno nel proprio
lavoro.
Per quanto mi riguarda, posso certamente affermare che,
esporre la mia relazione ed ascoltare i commenti dei colleghi
intervenuti, mi ha posto di fronte ai miei limiti e mi ha
fatto desiderare di sfidarli ogni giorno con impegno e dedizione.
Non va infine dimenticato l’aspetto ludico del Seminario.
I momenti di socializzazione e la festa finale con lo splendido
concerto mi hanno dato la certezza che “i buoni ricercatori
hanno anche voglia di divertirsi”.
Un ringraziamento particolare va al Prof. Caputi che, con
la sua solita veemenza, mi ha spinto a partecipare al Seminario,
fermamente convinto dell’importanza che questo potesse
avere per la mia crescita umana e scientifica. Ovviamente,
il ringraziamento va anche agli organizzatori e a tutti
coloro che ne hanno reso possibile la realizzazione.
Una piccola critica riguarda invece i temi affrontati; ritengo
che una maggiore attenzione alla ricerca clinica possa fornire
una spinta a settori come la farmacovigilanza e la farmacoepidemiologia
che purtroppo in Italia sono ancora troppo marginali.
Matteo Pasini
Sono un dottorando del secondo anno in Neurofarmacologia
e lavoro presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche
dell’Università degli Studi di Milano.
Quest’anno è stata la mia prima esperienza
alla Certosa di Pontignano, esperienza che ho trovato davvero
interessante per numerose ragioni. Innanzitutto per la possibilità
di esporre i propri dati attraverso una presentazione orale,
esperienza preziosa per un lavoro come il nostro dove è
importante essere in grado di presentare in modo professionale
i risultati della ricerca da noi condotta. Inoltre, è
stata preziosa anche la possibilità di confrontarci
con altri dottorandi per arricchire il nostro bagaglio culturale
e per accrescere le nostre conoscenze in ambito scientifico.
Altro punto secondo me importante è stato il clima
informale del congresso, che ci ha permesso di socializzare
con ragazzi e ragazze della nostra età e di stringere
nuove amicizie. Globalmente mi ritengo soddisfatto di questa
esperienza e spero vivamente di poter partecipare anche
alle prossime edizioni.
I docenti scrivono: prof. Paola Patrignani,
Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento, Università “G. d’Annunzio”,
e CeSI, Chieti.
Sono una “abitué” di Pontignano. Infatti,
da anni accompagno i miei dottorandi a presentare il loro
lavoro di ricerca al Seminario Nazionale per Dottorandi
in Farmacologia e Scienze affini. Mi è piaciuta subito
l’idea della SIF di puntare i riflettori sui dottorandi
e sulla loro formazione. In più, il luogo, con il
suo fascino austero ed essenziale, mi ha subito attratta
e mi è sembrato ideale per nutrirci di sola scienza
per alcuni giorni, lasciando alle spalle le problematiche
della vita universitaria. Il distacco già inizia
durante il viaggio in treno da Roma. Dopo il primo tratto
in eurostar si cambia per prendere il piccolo treno locale,
pieno di turisti inglesi e di studenti, che si avventura
tra le dolci colline della campagna toscana. Poi si arriva
nella piccola stazione di Siena e lì troviamo ad
aspettarci la navetta che ci porterà in collina a
Pontignano. A me piace stare con le mie dottorande e quindi
ci facciamo sempre dare un appartamento. Devo dire che ce
ne sono di bellissimi. Lì le ragazze tirano fuori
i loro notebook per ripassare le presentazioni e così
ho l’opportunità di dare gli ultimi suggerimenti
e stimolare le risposte alle possibili critiche, ed è
così che facciamo le “ore piccole”. Penso
che questo evento sia importante per i dottorandi e che
rimarrà dentro di loro a prescindere dalle scelte
ed opportunità che la vita gli offrirà.
Ho apprezzato molto quest’anno i 2 incontri serali,
in cui sia i dirigenti di diverse industrie che alcuni ricercatori
hanno riportato le loro esperienze ed il loro percorso,
sia formativo che lavorativo, ed hanno mostrato ai dottorandi
le possibili opportunità di lavoro, in Italia ed
all’estero. Inoltre, è stato importante assistere
alla lettura del Prof. Massimo Di Rosa che in modo ironico
ed intelligente ha raccontato la sua storia di scienziato
di successo. Credo che queste iniziative siano molto utili
per aiutare i dottorandi ad avere una visione completa delle
loro possibilità future. Per dare significato all’evento
propongo di organizzare nel website della SIF uno sportello
lavoro per i dottorandi di Pontignano.
Quello che cercherei di fare per il prossimo anno è
di rendere più visibile questo evento. Vorrei che
i mass media (in particolare i telegiornali del servizio
pubblico, la RAI) riportassero quello che accade a Pontignano,
con tutti quei giovani che hanno fatto la scelta coraggiosa
di dedicarsi alla ricerca scientifica. Infatti, nella gente
comune del nostro paese c’è una scarsa conoscenza
del significato della ricerca scientifica (specie quella
di base che si svolge nelle Università) e della sua
utilità per la crescita dell’Italia. Infine,
inviterei esponenti del governo per indurli a spiegare ai
giovani dottorandi quali strategie applicherà per
implementare la ricerca scientifica in Italia e per utilizzare
al meglio la loro preparazione scientifica.
Colgo l’occasione per ringraziare il Prof. Giampietro
Sgaragli e la Sig.ra Maria Luisa Valacchi per il lavoro
svolto nell’organizzazione di questo “importante”
evento".
Paola Pegoraro, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia dell'Università di Padova
La mia esperienza a Pontignano si è conclusa quest'anno
e devo dire che il bilancio è estremamente positivo.
Ho vissuto questi tre anni in modo diverso: all'inizio avevo
un po' paura di non essere sufficientemente preparata, ma
questo è stato un ottimo spunto per studiare ancora
di più e approfondire il mio argomento di studio.
Inoltre, sono tornata in laboratorio con idee nuove che
ho proposto al mio professore. Ho cercato di imparare il
più possibile dagli altri, in particolare ho fatto
attenzione alle domande che venivano poste durante le sessioni
orali e mi sono preparata alla discussione finale. E devo
dire che la presentazione è andata bene.
Ma il Seminario Dottorandi non è solo questo. È
anche una buona occasione per fare amicizia con studenti
di atenei diversi e confrontarsi; inotre, l'ambiente conviviale
permette di parlare con i professori in un tono rilassato.
Ad esempio cenare a un tavolo con dei professori crea una
situazione ideale per chiedere consigli.
Consiglio a tutti i miei colleghi di partecipare numerosi.
E colgo l'occasione per ringraziare gli organizzatori.
Diana Pendin, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia dell’Università di
Padova
È stato un vero piacere per me partecipare al XII
Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze
Affini. Questa è la mia seconda esperienza alla Certosa
e, come l’anno scorso, Pontignano non ha deluso! Nonostante
il mio progetto di Dottorato sia un po’ lontano rispetto
alla farmacologia classica, è stato molto interessante
e stimolante poter far conoscere il mio lavoro e conoscere
quelli degli altri partecipanti. Inoltre, nel corso dei
quattro giorni trascorsi a Pontignano ho avuto la possibilità
di conoscere molti altri dottorandi ed interagire con loro,
dopo le presentazioni o a cena davanti ad un buon bicchiere
di vino. L’ambientazione nella Certosa di Pontignano
scelta per il Seminario è molto suggestiva e contribuisce
a rendere questo evento, oltre che interessante, davvero
piacevole.
Carlo Piccinni, dottorando del II anno
(Dipartimento di Farmacologia - Università
di Bologna)
Avendo partecipato per due anni consecutivi al Seminario
di Pontignano non posso considerarmi del tutto un veterano,
ma quasi. Questo appuntamento rappresenta una tappa fondamentale
del mio percorso di dottorato. L’appellativo più
consono per questo convegno è sicuramente “palestra”.
Pontignano, infatti, in molti casi rappresenta la prima
esperienza dove i dottorandi hanno, fin dal primo anno,
un ruolo da protagonisti all’interno di un convegno
dal carattere nazionale.
Per quel che mi riguarda, il Seminario di Pontignano mi
ha permesso di espormi completamente: di “difendere”
il mio lavoro di ricerca e di lanciarmi in discussioni scientifiche
con altri dottorandi e professori accomunati dalla passione
per la Farmacologia (e le sue scienze affini).
Le sale, i chiostri e le campagne che circondano la Certosa,
contribuiscono poi a creare un ambiente unico, in grado
di stimolare incontri e scambi tra tutti i partecipanti.
Non va dimenticata l’utilità di tale convegno
nel ribadire l’importanza della ricerca per la società
civile e nel rafforzare il riconoscimento sociale dei dottorandi.
Pur sapendo che questa esperienza rimarrà, nei miei
ricordi, così positiva proprio per tutte queste sue
caratteristiche, sono del parere che può essere modificata
in alcune sue parti, ad esempio nel luogo o semplicemente
nella programmazione delle giornate e degli eventi.
Emanuel Raschi, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia, Università di Padova
Come dottorando di Farmacologia, Tossicologia e Terapia
ho partecipato al XII Seminario presso la Certosa di Pontignano.
È stata per me la seconda opportunità di esporre
in prima persona i miei studi nel campo della ricerca farmacologia
e questo mi ha permesso un confronto con l’anno precedente,
rispetto al quale vorrei evidenziare alcuni parallelismi
e diversità. Le note comuni sono ovviamente legate
all’aspetto “conviviale” che dà
la possibilità di conoscere giovani accomunati dalla
passione per la ricerca. A mio parere, la suddivisione delle
comunicazioni e delle sessioni di poster è stata
quest’anno più coerente e razionale. Questo
mi ha dato la possibilità di confrontarmi con persone
che condividono la mia stessa area di ricerca (farmacoepidemiologia
e farmacovigilanza), creando e stimolando nuove prospettive
per approfondire e migliorare i miei studi soprattutto nei
“punti deboli”. L’esperienza di Pontignano
rappresenta, inoltre, una delle poche opportunità
per noi giovani di mettersi in gioco e far conoscere ciò
di cui ci occupiamo, una vera e propria “palestra”
insomma, tramite cui affinare conoscenze e competenze. Spero
e credo che l’esperienza della Certosa, luogo incantato
e opportunamente scelta come sede del Seminario, possa rappresentare
il trampolino di lancio per future esperienze e sia di aiuto
per entrare a pieno titolo nel difficile campo della ricerca.
Unico neo la ridotta partecipazione, in termini numerici,
rispetto allo scorso anno. Va sottolineato tuttavia che,
a mio avviso, questa “selezione” ha portato
ad un miglioramento della qualità degli studi presentati,
contribuendo ad innalzare il livello scientifico del Seminario.
Rodolico Gabriella, XX ciclo, 4° anno Dottorato
in Scienze Farmacologiche e Fisiopatologia Respiratoria, Seconda Università degli Studi di Napoli.
Ritengo che l’esperienza vissuta a Siena, Certosa
di Pontignano nel periodo tra il 22 ed il 25 settembre 2008,
durante il quale si è tenuto il XII SEMINARIO NAZIONALE
PER DOTTORANDI IN FARMACOLOGIA E SCIENZE AFFINI, sia stata
molto proficua per la conclusione del mio ciclo di dottorato
(XX ciclo, 4° anno Dottorato in Scienze Farmacologiche
e Fisiopatologia Respiratoria). Ho potuto, infatti, sia
presentare i dati ottenuti durante il corso dei 4 anni di
dottorato, organizzandoli ed elaborandoli nel modo opportuno
per una presentazione ufficiale, sia provare me stessa davanti
ad un pubblico di auditori di alta competenza. Non di meno,
ho potuto ascoltare una serie di altre presentazioni che
mi hanno permesso, da un lato, di prendere contatti con
i giovani ricercatori di altri gruppi di ricerca che si
occupano della mia stessa linea di ricerca, dall’altro
di apprendere la possibilità di utilizzare tecniche,
a me non del tutto familiari, per portare avanti i progetti
di cui mi sto occupando. Ritengo, in definitiva, che sia
un’esperienza da ripetere nel corso del tempo anche
per coloro che si stanno adesso avvicinando alla ricerca
con la frequenza di un dottorato di ricerca.
La dott.ssa Valentina Ruggieri di Modena ha scritto: "Credo che l'incontro organizzato ogni anno dalla SIF a Pontignano per i dottorandi in Farmacologia e Scienze affini, sia un' esperienza valida, importante per permettere a tutti noi di socializzare sia a livello umano che scientifico".
Valentina Ruggieri, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia dell’Università di
Padova
Mi chiamo Valentina Ruggieri e sono una dottoranda al terzo
anno del corso di Dottorato in Farmacologia, Tossicologia
e Terapia dell’Università di Padova. Ho avuto
la possibilità di vivere l’esperienza “Pontignanina”
per tre anni consecutivi e per questo mi ritengo molto fortunata.
Anno dopo anno, ho arricchito il mio bagaglio scientifico
grazie al continuo scambio di idee con gli altri partecipanti
con i quali ci si confronta e si dialoga su diversi temi.
Questo seminario, organizzato dalla Società Italiana
di Farmacologia in un ambiente tranquillo e tra i magnifici
colli senesi, offre l’opportunità di conoscere
nuova gente con la quale poter instaurare non solo collaborazioni
a livello di ricerca, ma anche ottimi rapporti di amicizia.
Spero negli anni futuri di poter partecipare come accompagnatrice
di dottorandi del mio gruppo o come uditrice a tale manifestazione,
per continuare a vivere questa splendida esperienza. Infine
voglio ringraziare quanti ci hanno consentito di partecipare
a questo momento e specialmente l’Università
di Padova che ritiene questo seminario indispensabile alla
nostra crescita, alla preparazione e alla conclusione del
nostro Dottorato.
La dott.ssa Alessandra Russo (Università
di Messina), ci scrive: “Sono una dottore
di ricerca in “Medicina Sperimentale” (XVII
ciclo, conseguito presso il Dipartimento Clinico e Sperimentale
di Medicina e Farmacologia dell'Università di Messina).
La mia esperienza al Seminario Nazionale dei Dottorandi
in Farmacologia e Scienze Affini, svoltosi presso la Certosa
di Pontignano, risale al settembre 2003 e al settembre 2005.
Purtroppo per motivi personali non mi è stato possibile
partecipare al Seminario tutti e 4 gli anni del mio corso
di dottorato.
Di queste due esperienze ho un ricordo bellissimo. Entrambe,
per motivi diversi, hanno avuto un ruolo molto importante
per la mia crescita personale e professionale.
Infatti nel 2003 ho avuto modo di affrontare la mia prima
esperienza diretta e non soltanto da partecipante…
Inoltre era la prima volta che partecipavo ad un Congresso,
tutto dedicato, organizzato e rivolto ai giovani.
Nell’ambito del Seminario, ogni dottorando aveva la
possibilità di esporre il proprio Poster. Inizialmente
pensai che si svolgesse diversamente. Infatti credevo di
presenziare davanti al mio Poster, per rispondere alle domande
degli eventuali interessati. Poi mi resi conto che si trattava
invece di una vera e propria presentazione orale.
Ricordo ancora il silenzio della stanza. Tutti attenti a
quello che stavo descrivendo... Che emozione.... e perchè
non essere sinceri? Era forte anche il timore di non essere
all’altezza, soprattutto perchè si trattava
della mia prima presentazione di un poster. Nonostante i
miei timori e l’emozione, andò bene, infatti
esposi l’argomento del mio lavoro con molta serenità.
Ricordo ancora la Prof.ssa Autore (Università di
Salerno) che mi fece alcune domande inerenti la mia esposizione.
E ciò mi fece molto piacere perchè significava
che la tematica, oggetto del mio poster, aveva attirato
la sua attenzione.
Nel 2005, invece, trovandomi all’ultimo anno di dottorato,
l’esperienza fu ancora più forte... Infatti
in questo caso si trattava di un’esposizione orale
con supporto diapositive davanti ad una platea.
E’ vero, rispetto a due anni prima mi sentivo più
sicura di me e forte delle luci soffuse nell’aula
mi feci coraggio e parlai esponendo il lavoro svolto nei
4 anni di dottorato. Non mi resi conto (per fortuna!) che
mentre parlavo l’aula si era riempita. Quando le luci
si sono accese..... Che emozione! Anche in questo caso le
domande attinenti l’argomento furono diverse e ciò
mi fece piacere.
Vorrei anche aggiungere che, oltre ai momenti di confronto
scientifico, era bello riunirsi al momento del pranzo e
della cena con altri colleghi di tutte le Università
d’Italia. Inoltre la sera, dopo cena, era piacevole
stare insieme ad ascoltare un pò di musica.
Oggi lavoro presso il Centro per la segnalazione spontanea
delle sospette reazioni avverse da farmaci della Regione
Sicilia.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli organizzatori
del Seminario, ma in particolare la dott.ssa Valacchi che
è stata sempre presente in ogni circostanza ed esigenza.
Già, ancora prima di conoscerci di persona, al telefono
ha sempre fornito tutte le informazioni con la massima precisione
e disponibilità. Grazie infine alla SIF per questa
opportunità di crescita e di confronto e colgo l’occasione
anche per affermare che sono entusiasta della iniziativa
di costituire il Club “I Pontignani e le Pontignani”.
Dott.ssa Stefania Schiavone, Dip.to di
Fisiologia Umana e Farmacologia "Vittorio Erspamer", Università La Sapienza di Roma.
“Scrivo questa e-mail dopo aver partecipato al XII
Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze
Affini. È stata la mia prima esperienza alla Certosa
di Pontignano. Negli anni precedenti avevo vissuto indirettamente
questo momento attraverso i racconti e i commenti entusiasti
delle colleghe che avevano preso parte al seminario. Poi,
finalmente anche per me, è arrivato il momento di
parteciparvi. È stata davvero un’esperienza
meravigliosa, da più punti di vista. Prima di tutto,
scientificamente e professionalmente, in quanto mi è
stata offerta la possibilità di far conoscere il
mio lavoro e di ricevere numerosi feed-back che mi hanno
fatto riflettere su come poter continuare e su come poter
migliorare. Non meno importante, l’aspetto "umano"
del seminario. Infatti, nei quattro giorni trascorsi alla
Certosa, ho conosciuto molti altri dottorandi con i quali
ho potuto scambiare riflessioni ed opinioni, rendendomi
conto di quanti altri giovani vivano quotidianamente le
"gioie ed i dolori" legati al fare ricerca. Alla
luce di tutto ciò, vorrei ringraziare tutti gli organizzatori
del seminario, per aver reso così intensi e piacevoli
questi quattro giorni e per aver realizzato, anche quest´anno,
un evento tanto importante per noi dottorandi. Infine, vorrei
aggiungere di essere particolarmente onorata di aver ricevuto
il riconoscimento per il poster che ho presentato e per
questo ringrazio tutte le persone che quotidianamente mi
stanno guidando per la realizzazione del mio progetto di
ricerca.
Il dott. Dario Siniscalco (Napoli) ha scritto:
"Sono stato a Pontignano negli anni 2002 (VI, poster),
2003 (VII, poster), 2004 (VIII, comunicazione orale), come
dottorando in Scienze Farmacologiche (ciclo XVI) della Seconda
Università di Napoli.
L'esperienza di questi tre seminari è stata eccezionalmente
proficua. Ho avuto la possibilità di interagire con
altri dottorandi delle stessa disciplina, quindi scambio
di informazioni, idee, opinioni, novità utili per
il proseguimento delle mie ricerche. L'ultimo anno è
stato poi importantissimo per la comunicazione orale. Comunicazione
che avveniva tre mesi prima della discussione orale della
mia tesi di Dottorato. Quale migliore banco di prova? Inoltre,
come non essere conquistati dalla bellissima campagna toscana
o dalla meravigliosa Siena? Ricordo che al mio primo anno
di partecipazione, 2002, alcuni di noi furono alloggiati
presso la struttura di S. Patrizia dell'Università
di Siena. Struttura incredibilmente organizzata per accogliere
ricercatori "fuori sede" già laureati.
Pontignano rappresenta un'importante opportunità
per i giovani dottorandi. Un evento eccezionalmente positivo
nella carriera scientifica di un giovane ricercatore".
Silvia Soffia, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia dell'Università di Padova
Il Seminario è stato un'esperienza molto positiva
e stimolante, come del resto quello dell'anno scorso; l'idea
del poster, oltre alla presentazione orale, per i dottorandi
del I e II anno mi sembra ottima, dato che spesso alcune
comunicazioni si sovrappongono e non è possibile
parteciparvi. Inoltre, l'eterogeneità degli argomenti
trattati offre molti spunti di ricerca e le serate “a
tema” sono state molto interessanti.
Il trattamento presso la certosa è stato ottimo,
sia come pernottamento che dal punto di vista culinario;
inoltre, credo che la permanenza a Pontignano sia un'utilissima
occasione per imparare a relazionarsi e confrontarsi in
ambito lavorativo e non.
Sorato Elisa, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia dell’Università di
Padova
Essendo al primo anno di dottorato, questa è stata
la mia prima partecipazione al XII Seminario per Dottorandi
in Farmacologia e Scienze Affini. Non posso fare un confronto
con gli anni precedenti, ma il giudizio che ne ho tratto
è sommariamente positivo. Le esposizioni delle presentazioni
e dei poster che ho ascoltato sono state interessanti e
stimolanti, soprattutto quelle che si avvicinavano di più
al mio campo di ricerca. Ovviamente, non tutto quello che
ho ascoltato ho potuto capirlo, dal momento che gli argomenti
trattati erano molto specifici. La location del seminario
è senza dubbio ottima, così come l’organizzazione.
Da aggiustare, a mio parere, un particolare puramente tecnico:
le sedie nelle aule delle esposizioni dei poster erano troppo
poche e costringevano così le persone a stare in
piedi o a sedersi per terra. Un’altra cosa che forse
va considerata è che l’affissione dei poster
solo durante la propria sessione di esposizioni è
un po’ troppo limitativa. Molto utile invece ho trovato
la redazione di tutti gli abstract in un unico fascicolo.
Paola Spagnuolo, Dipartimento Farmacobiologico, Università della Calabria
Sono al mio ultimo anno di dottorato e non avevo mai partecipato
al seminario di Pontignano. Ne ho sempre sentito parlare,
come una splendida esperienza, dalla ricercatrice che mi
ha seguito durante la mia tesi di laurea e dal mio attuale
tutor di dottorato, che a loro volta hanno partecipato all’evento.
Devo dire che avevano ragione: partecipare al seminario
di Pontignano è stato per me un importante e piacevolissimo
momento di formazione professionale. Ho avuto modo, infatti,
di conoscere e di confrontarmi con ragazzi che vivono la
mia stessa passione per la farmacologia e docenti disponibili
a discutere con noi giovani sulle tematiche scientifiche
proposte. Ho trovato molto stimolante poter presentare il
mio lavoro e, soprattutto, ascoltare e conoscere il lavoro
degli altri, in quanto il meeting di Pontignano rappresenta
per noi dottorandi un momento di condivisione di idee, tecniche
ed esperienze maturate all’interno delle diverse realtà
universitarie. Inoltre, ho particolarmente apprezzato la
tavola rotonda “I Dottorandi e le prospettive di Ricerca
nel mondo extra-universitario” e quindi, il tentativo
di coinvolgere le aziende in questi eventi di formazione.
Ritengo che sia opportuno, per lo sviluppo della farmacologia,
stabilire una sempre maggiore convergenza tra Università
ed azienda, in modo che si possano instaurare sinergie tra
le linee di ricerca pubblica e privata.
Jessica Tosetto, Università
di Padova
Quest'anno, al Seminario di Pontignano, ho fatto da moderatrice
ad una sessione di poster. L'esperienza è stata utile
per una duplice motivazione. Da una parte, ho assistito
a presentazioni su argomenti a cui non avrei partecipato,
se non "costretta" dal ruolo che ricoprivo, in
quanto molto distanti dalla mia area di ricerca. Ho riscoperto
come lo scambio di idee e di informazioni su argomenti,
che a prima vista appaiono molto distanti dai propri interessi,
porti ad un arricchimento di conoscenze e capacità.
D'altra parte, quest'esperienza mi ha fatto riflettere sul
valore di un lavoro scientifico. Alla fine della sessione
siamo infatti stati chiamati a scegliere la migliore tra
le esposizioni. È stato un momento di confronto che
ha messo in luce la difficoltà di giudicare un lavoro:
unpiccolo, ma importante passo verso l'acquisizione di una
capacità critica costruttiva e competente.
Dott.ssa Elisa Tramentozzi, Dipartimento
di Farmacologia ad Anestesiologia dell'Università
di Padova
Questo secondo Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia
e Scienze Affini a Pontignano è stato, come il precedente,
una buona occasione di formazione, non solo dal punto di
vista scientifico, ma anche umano. Le relazioni intercorse
tra gli studenti di Dottorato di varie Università
mi hanno permesso di confrontare attivamente la mia esperienza
con quelle più varie di altri studenti ed hanno favorito
un proficuo scambio di conoscenze. Oltre a ciò è
stata un’occasione per aprire la mente verso aree
di ricerca più varie ed approfondire diverse tematiche,
anche non attinenti al mio più specifico campo di
interesse. Altro punto positivo è rappresentato dall’impegno
applicato per presentare i risultati del mio lavoro: è
stata questa, infatti, una buona occasione per “vincere
il timore” della presentazione dei risultati ed apprendere
il giusto atteggiamento da tenere in analoghe occasioni.
Per quanto riguarda i punti che potrebbero essere migliorati,
ritengo che i due formati di presentazione del proprio lavoro
(cartaceo come poster ed elettronico come presentazione
PowerPoint) potrebbero essere ridotti ad uno (ad es.: solo
la presentazione in formato elettronico).
Per quanto riguarda altri aspetti, sia l’organizzazione
che la sede, nonchè il periodo di svolgimento del
seminario hanno dato un ulteriore contributo positivo all’esperienza.
Gianluca Trifirò, dottorando in Medicina Sperimentale presso l’Università di Messina. Io non ho purtroppo mai partecipato al Seminario per Dottorandi in Farmacologia e scienze Affini, e di questo sono decisamente pentito. Infatti, l'entusiasmo che traspare dai commenti e dai racconti dei colleghi di tutta Italia e' assolutamente contagioso. Non mancherò sicuramente all'appuntamento del prossimo anno. Una proposta, forse fuori luogo: si potrebbe invitare anche qualche giovane collega farmacologo straniero al prossimo seminario? Il confronto con altre realtà é sempre stimolante".
Eleonora Turrini - Università di Bologna
Questo è stato per me il primo anno di partecipazione
a tale Seminario. Sono rimasta piacevolmente colpita dal
luogo nel quale il seminario si svolge, Certosa e dintorni.
L’esperienza mi è stata utile a livello formativo,
perché mi ha dato la possibilità di esporre
il mio lavoro con una breve presentazione, e a livello conoscitivo,
per prendere coscienza della direzione nella quale si sta
evolvendo la ricerca nelle materie di interesse. Mi è
stato utile, inoltre, prendere qualche spunto dalle presentazioni
di alcuni colleghi e dagli interventi fatti da altri docenti
a seguito della mia presentazione. Da non trascurare la
possibilità di confrontarsi ed incontrare altri dottorandi
e docenti che condividono gli stessi interessi e la stessa
passione per la ricerca. Degna di nota l’organizzazione
e la puntualità di tutti i relatori; ciò ha
permesso a tutti di avere il dovuto spazio e la relativa
attenzione. Un ringraziamento va a coloro che si sono adoperati
al fine della buona riuscita dell’evento.
Cristina Valensisi (Università
di Modena e Reggio Emilia)
Sono una dottoranda della Scuola di Dottorato in Scienze
e Tecnologie dei Prodotti per la Salute e sto svolgendo
il mio dottorato di ricerca a Modena nel Dipartimento di
Scienze Biomediche. Questa è stata la mia prima partecipazione
al congresso dei dottorandi della SIF. L’esperienza
di Pontignano mi ha lasciato, insieme ad un piacevolissimo
ricordo per l’atmosfera di amicizia e condivisione
che vi ho trovato, tanti stimoli per il mio lavoro di ricerca.
Ritengo che l’organizzazione di questo congresso sia
stata particolarmente eccellente nel riuscire a creare proficue
occasioni di confronto tra giovani che condividono non solo
la passione per il proprio lavoro, ma anche le medesime
problematiche e talvolta frustrazioni. Per me è stato
veramente utile confrontarmi sul mio lavoro con altri dottorandi
e dottorande che stanno facendo un cammino di crescita simile
al mio; e sono rimasta molto colpita dell’ottimo livello
dei lavori che sono stati presentanti. Ma la cosa che forse
più delle altre ho apprezzato è che Pontignano
ha rappresentato per me l’occasione di condividere
anche i problemi e le incertezze che accompagnano il mio
lavoro. E quando dalla condivisione e dal confronto sugli
aspetti negativi nascono entusiasmo e voglia di proseguire
penso che si possa dire che questa esperienza alla certosa
di Pontignano abbia veramente realizzato lo scopo per la
quale è nata. Certamente mi auguro di parteciparvi
il prossimo anno.
Pamela Valnegri (Milano)
La partecipazione al seminario è stata un’esperienza
molto positiva soprattutto dal punto di vista didattico
(è la prima volta che partecipo). È stata
un’ottima occasione per conoscere ragazzi di altri
laboratori e questo mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze
soprattutto in campo farmacologico (dato che mi occupo più
di neuroscienze che farmacologia): l’ambiente non
eccessivamente formale mi ha infatti permesso di confrontarmi
con gli altri partecipanti e di discutere liberamente delle
mie opinioni riguardo i lavori presentati.
Come iscritta al secondo anno ho avuto la possibilità
di esporre il mio lavoro ed in questo modo siete riusciti
a farmi sentire partecipe del seminario in prima persona
e non solo come spettatrice. Trovo che questa idea dell’esposizione
orale estesa a tutti i partecipanti, oltre ai dottorandi
dell’ultimo anno, sia ottima. Ho trovato la Certosa
di Pontignano un’ottima location, perchè poco
dispersiva. L’unica nota negativa riguarda l’alloggio
al vicino agriturismo non sempre facilmente raggiungibile,
dato il servizio navetta non propriamente efficiente.
Anna Elisa Valsecchi, Dottorato in Farmacologia,
Chemioterapia e Tossicologia Mediche (secondo anno), Dipartimento
di Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia Medica dell'Università
degli Studi di Milano
È il secondo anno che partecipo al Seminario per
Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini alla Certosa
di Pontignano e, quest'anno, come l'anno passato, è
stata un'esperienza molto piacevole, non solo dal punto
di vista didattico, poichè ho avuto la possibilità
di ascoltare, imparare, scambiare idee in campo scientico,
ma anche dal punto di vista umano. La possibilità
di interagire con altri dottorandi come me, ma anche con
i docenti, è stato sicuramente stimolante e gradevole.
Stupenda è la sede del congresso, ottima la ristorazione,
impeccabile il servizio e l'ospitalità. Vorrei ringraziare
tutte le persone che in questi anni si sono impegnate con
passione, interesse e dedizione nell'organizzare questo
seminario, la SIF per averci rimborsato in parte le spese
di partecipazione al seminario ed infine tutte le persone
che con me hanno codiviso questi momenti che ricoderò
con molto piacere.
La Dott. ssa Valentina Vasina (Università di Bologna) ha scritto: "La mia esperienza come Pontignana è iniziata nel settembre 2003, quando mi sono avventurata come Dottoranda al primo anno in quel di Pontignano, “sconosciuta località” delle colline senesi. Anche io, come racconta la Dott.ssa Vitalone, ero stata “messa in guardia” da miei colleghi sulla preparazione ed esigenza dei Professori e colleghi presenti a Pontignano e mi apprestavo a presentare per la prima volta un poster sul mio lavoro, con non poca preoccupazione. Non appena arrivata a Pontignano, tuttavia, ho trovato ad accogliermi, con molta cordialità, organizzatori (come dimenticare la gentilezza di Maria Luisa Valacchi e la disponibilità dei ragazzi e dei docenti di Siena) e altri dottorandi come me e si respirava un clima familiare e molto positivo. Non dimenticherò mai lo splendido paesaggio che mi si è parato davanti quando, aprendo la finestra della mia stanza, mi sono ritrovata di fronte ad una vista mozzafiato sulle colline senesi e sui giardini e i vitigni che circondano la Certosa. Come sempre le occasioni conviviali rappresentano momenti di incontro e conoscenza, ed al primo coffee-break, superata la timidezza, ho conosciuto ragazze e ragazzi che come me lavoravano nelle diverse Università di Italia, e con cui è stato possibile scambiare idee, opinioni e condividere, perché no, anche la preoccupazione della presentazione del poster! Il giorno della mia presentazione, finito il mio quarto d’ora di gloria (o terrore!) ho tirato un sospiro di sollievo....le domande erano state molto pertinenti, avevo ricevuto più che altro consigli molto utili e suggerimenti che mi avevano fatto riflettere su aspetti che non avevo considerato e che mi avrebbero consentito di proseguire il mio lavoro in tale modo da renderlo migliore...voto 10 e lode, ma non a me, al Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini e a Pontignano! Quando nel 2005, come dottoranda al terzo anno, sono tornata a Pontignano per esporre la mia presentazione orale, mi sono sentita come a casa ed ho ritrovato con piacere colleghi e docenti che avevo conosciuto il primo anno, che hanno reso piacevole l’esperienza della discussione orale, seppur accompagnata da quella sottile tensione tipica delle grandi occasioni. Credo che il Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini rappresenti un’ottima occasione di confronto tra giovani dottorandi e che sia una tappa fondamentale nella crescita di ciascun ricercatore; per molti di noi è stata la prima volta, il primo confronto con altri ricercatori e docenti, la prima volta in cui ci si è trovati ad esporre in pubblico e devo dire che ho trovato un pubblico preparato, curioso e attento, pronto alla discussione ed al confronto. É stata una splendida esperienza anche dal punto di vista umano, mi ha permesso di conoscere colleghi di tutta Italia, stringere amicizie ed iniziare collaborazioni scientifiche che durano tutt’oggi".
Enrico Velardi, M.Sc (Biol), Ph.D. Student,
Dept. Clinical & Experimental Medicine, Section of Pharmacology, Perugia University Medical School.
La mia esperienza al “Seminario Nazionale per Dottorandi
in Farmacologia e Scienze Affini”, svoltosi alla Certosa
di Pontignano dal 22 al 25 settembre, è stata sicuramente
positiva. Come tutti i commenti di feedback presenta, comunque,
dei lati positivi e alcuni importanti aspetti negativi.
Positivo: é stata la mia prima esperienza a Pontignano
e, frequentando l’ultimo anno di dottorato, ho avuto
la possibilità, per la prima volta in un congresso,
di presentare oralmente i miei dati. La possibilità
di esporre il proprio lavoro ad un pubblico competente per
noi giovani è sicuramente un aspetto molto importante
per la crescita professionale. In questo il Seminario di
Pontignano ha il suo punto di forza: attività simili
dovrebbero essere sempre incentivate. Le presentazioni dei
poster, ma soprattutto le presentazioni orali dei dottorandi
dell’ultimo anno, sono state esposte in modo molto
professionale. Questa mia impressione è stata confermata
dal colloquio con alcuni docenti e professori presenti al
convegno, che mi hanno raccontato di come il livello delle
esposizioni sia cresciuto nel corso degli anni. Inoltre,
ho potuto confrontarmi con altri dottorandi sia in ambito
prettamente sperimentale, sia in quello personale, discutendo
delle nostre diverse esperienza lavorative.
Negativo: come principale aspetto negativo ritengo che il
prezzo del congresso sia sicuramente eccessivo, non giustificato
dall’alloggio (“spartano ma funzionale”,
rigorosamente senza riscaldamento), dal menù dei
pranzi e delle cene e dalle aule adibite alle presentazioni.
La certosa di Pontignano è sicuramente un luogo bellissimo,
ma secondo me non è funzionale. Dimezzare il prezzo
del congresso inviterebbe probabilmente più del doppio
dei dottorandi che vi hanno partecipato.
Dott.ssa Annabella Vitalone, Ricercatore
Universitario non confermato (“Sapienza”
Università di Roma)
La mia esperienza quale Pontignana risale al V Seminario
Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini
e precisamente a quando il 27 settembre 2001, durante il
mio secondo anno di Dottorato in Farmacologia, Farmacognosia
e Tossicologia, attaccai il mio poster nella “Sala
Veranda” della Certosa di Pontignano! …non posso
credere che siano già passati quasi sette anni! Confesso
che la paura era tanta…paura delle domande a cui eventualmente
non sapevo rispondere… Tutte le persone che prima
di me erano state al Seminario Nazionale mi dicevano “A
Pontignano sono molto esigenti, ti faranno tantissime domande…soprattutto
sulla statistica!” Sebbene io abbia imparato a non
prendere sempre per “oro colato” ciò
che la gente dice, questo non faceva che aumentare il mio
stress! Ho scoperto invece che il Seminario non solo non
è stato stressante, non solo non mi hanno fatto domande
prettamente “statistiche”, ma mi è stato
utilissimo. Mi è servito a capire come procedere
in una ricerca, mi è servito a imparare come strutturare
un lavoro, mi ha aiutato a confrontarmi con gli altri dottorandi
(che altrimenti non avrei neanche probabilmente conosciuto).
In tutto ciò mi sono anche divertita; la sera a cena
si dialoga e dopo cena chi vuole balla… occasione
in cui le persone che ancora devono presentare il loro lavoro
si riconoscono dal fatto che generalmente hanno sempre un
quaderno in mano.., anche nelle occasioni conviviali.
L’anno successivo, tra il 24 ed il 27 Settembre 2002,
partecipai al VI Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia
e Scienze Affini. Ormai dottoranda all’ultimo anno,
era quasi inevitabile presentarmi al Seminario con una Comunicazione
orale e non con un Poster. La mia Comunicazione fu, ovviamente
in Sala Bracci, martedì 24 settembre nella tarda
mattinata. Tutti i dottorandi avevano a disposizione 20
minuti per presentare il proprio lavoro e 5 di discussione,
in risposta ad “eventuali” (sempre certe, poiché
se non te le faceva nessuno te le faceva il moderatore)
domande.
Le regole che mi ero imposta, anche per l’esperienza
maturata nell’anno prima erano: 1) rispettare i tempi
che ti concedono (mi sono cronometrata diverse volte!)…
anche il potere di sintesi è importante; 2) se ti
fanno domande su cose a cui non sai rispondere … dentro
di te vergognati, perché vuol dire che non hai studiato
a sufficienza, ma non ti abbattere e riprometterti di approfondire
quanto ti è stato chiesto e rispondi qualcosa del
tipo: “..La ringrazio per la domanda, che mi consente
ottimi spunti di riflessione per futuri studi” (un
po’ come il “Further studies should elucidate…”
con cui finiscono molti lavori!); 3) nella presentazione
non scendere nei dettagli di tutto, ottimizza i tempi per
esporre i risultati ottenuti, se vorranno i dettagli te
li chiederanno in seguito.
Ciò detto, intimidita ma carica e concentrata, salgo
sulla pedana presente in Sala Bracci. E’ una stanza
che mi ricordo molto grande e che sarei curiosa di rivedere;
le persone presenti non mi sembrarono moltissime. Raggiungo
il computer, si accende il videoproiettore e si spengono
le luci…comincio ad esporre i miei dati, termino di
parlare esattamente al suono del timer ed ottengono l’applauso
“di rito”, che però mi sembrò
più fragoroso di quanto ero abituata a sentire...
Si riaccendono le luci e, prima dell’inizio delle
domande di discussione, alzai gli occhi e capii…Non
ero probabilmente stata più brava di altri, poiché
l’applauso “fragoroso” non era scaturito
da un maggiore entusiasmo, ma era dovuto alla presenza di
non so quante persone, in un aula che si era nel frattempo
riempita…c’era addirittura gente in piedi! La
mia tesi di Dottorato riguardava essenzialmente le eventuali
potenzialità applicative di estratti di piante nel
trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna e mi
stupii di vedere quanta gente era presente nella sala, in
quanto interessata all’argomento. Solo pochi minuti
più tardi capii…poco dopo di me ci fu una lettura
magistrale del Prof. Daniele Piomelli (nome che non ha bisogno
di presentazioni) su “La logica molecolare dei messaggeri
lipidici” e le persone erano entrate in anticipo per
prendere posto…
Ho voluto raccontare la mia esperienza, più personale
che scientifica, perché credo che i Seminari Nazionali
per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini ti preparano
e ti aiutano in una formazione scientifica, ma ti formano,
ti restano e non si dimenticano neanche nella vita personale.
Dott.ssa Erica Zanarella, Department of
Pharmacology, University of Padova
La partecipazione al Seminario per i dottorandi di Farmacologia
è stata una esperienza potiviva e molto costruttiva,
in quanto ho avuto la possibilità di conoscere nuove
persone con le quali scambiare esperienze e conoscenze lavorative.
La struttura in cui si è svolto il Seminario, la
Certosa di Pontignano, si è rivelata accogliente
oltre che molto bella. Inoltre, il Seminario è stato
organizzato in modo accurato, con precisione e attenzione
nel soddisfare le esigenze di ognuno.
Alessia Diletta Zani, XXI ciclo, Università
degli Studi di Milano
Sono una dottoranda in Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia
Mediche dell’ultimo anno e come prima cosa vorrei
ringraziare la Società Italiana di Farmacologia per
la splendida opportunità che ogni anno offre a noi
dottorandi: grazie alla SIF possiamo confrontarci con persone
che condividono gli stessi interessi e lo stesso amore per
la ricerca scientifica e avere la possibilità di
presentare il nostro lavoro, rendendo partecipi tutti dei
nostri risultati. Questa esperienza mi ha fatto crescere
professionalmente e acquisire più fiducia in me stessa,
mi ha aiutato a vincere la paura di parlare davanti ad un
pubblico, in quanto offre la possibilità di confrontarci
alla pari ed in un ambiente famigliare e non competitivo.
A rendere poi questa esperienza ancora più bella,
è stato il soggiorno alla Certosa di Pontignano e
la magnifica atmosfera che la circonda.
Chiara Zoppellaro, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia dell’Università di
Padova
Come dottoranda in Scienze Farmacologiche dell’Università
degli Studi di Padova, quest’anno ho partecipato per
la seconda volta al Seminario per Dottorandi in Farmacologia
e Scienze Affini, organizzato dalla Società Italiana
di Farmacologia presso la Certosa di Pontignano. Quest’esperienza
si è riconfermata un’occasione unica per conoscere
e confrontarmi con dottorandi provenienti da tutta Italia
che non solo condividono l’interesse per la ricerca,
ma anche le stesse insicurezze e preoccupazioni. Durante
i quattro giorni di Seminario ho avuto la possibilità
di vivere a contatto con i colleghi del mio dipartimento,
stringendo con loro un rapporto personale spesso trascurato
per gli impegni di ricerca quotidiani. Le sessioni di poster
e comunicazioni orali mi hanno permesso non solo di apprezzare
il lavoro degli altri dottorandi, ma anche di avere spunto
per nuove idee, imparare ad essere critica sui miei risultati
e conoscere nuove tecniche e metodiche. Inoltre illustrare
il mio lavoro davanti ad un pubblico attento e competente
è stato certamente un ulteriore stimolo per mettermi
alla prova e dare sempre il meglio. La splendida Certosa,
il paesaggio delle colline senesi e la perfetta organizzazione
hanno reso piacevolissimo il mio soggiorno.
La dott.ssa Margherita Zotti (dottoranda del XXII ciclo presso l'Università di Foggia) ha scritto: "per me è stata la prima volta (2008) alla Certosa. Credo che l’esperienza vissuta sia stata preziosa per tanti motivi, primo tra tutti la possibilità di incontrare docenti e dottorandi provenienti da tutta Italia che condividono gli stessi interessi e lo stesso amore per la ricerca. L’ordinata scansione degli eventi e l’attenzione ad ogni particolare da parte degli organizzatori ha favorito senz’altro momenti di scambio di idee, conoscenze e passioni. I temi affrontati erano di attuale rilevanza e i risultati degli studi presentati hanno mostrato quanto sia vivo l’impegno di tanti ricercatori nel raggiungere traguardi sempre più ambiziosi e nell’aprire nuovi orizzonti in campo farmacologico. In particolare, per quanto mi riguarda come esperienza in prima persona, la presentazione del mio poster mi ha dato l’occasione di far conoscere i miei studi e di ottenere utili consigli relativi al loro proseguimento. Ringrazio quanti mi hanno permesso di sperimentare tutto questo.
| Webmaster: Federico Casale (webmaster@sifweb.org) | Ultimo aggiornamento: Febbraio 2009 |





