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SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
Relazioni dei borsisti sif

RELAZIONE ATTIVITA’ SCIENTIFICA
OTTOBRE - DICEMBRE 2007
Dott.ssa Mariantonella Colucci
Dipartimento del Farmaco
Istituto Superiore di Sanità (ISS)

I leucociti si accumulano al sito di infiammazione o di infezione in risposta alla produzione di fattori chemiotattici, come gli N-formilpeptidi, che agiscono attivando specifici recettori accoppiati a proteine G, definiti recettori per peptidi formilati (Prossnitz and Ye, 1997). Nell’uomo se ne conoscono tre: FPR, che lega ad alta affinità il formil-Metionil-Leucil-Fenilalanina (fMLF), un agonista prototipo degli N-formilpeptidi; FPRL1 (o ALX), che lega a bassa affinità fMLF e in grado di legare sia peptidi che lipidi; FPRL2, ancora non ben studiato, in grado di legare piccoli peptidi non formilati riconosciuti anche da FPRL1. Nel topo sono stati identificati sette geni codificanti per gli FPR, ma solo quattro recettori sinora sono stati isolati: mFPR, ortologo di FPR e legante fMLF a bassa affinità; ALXR e FPR2, ortologhi di FPRL1; FPR6, a funzione ancora sconosciuta. Oltre gli N-formilpeptidi, è stata caratterizzata una serie differente di ligandi endogeni per i recettori FPR, quali l’annessina 1, una proteina che modula la risposta antiinfiammatoria dei glucocorticoidi (Goulding et al., 1990) e la lipossina A4, un lipide che agisce modulando la chemiotassi leucocitaria (Chiang et al., 2000). Il ruolo cruciale dei recettori FPR nei processi di difesa immunitaria è ulteriormente avvalorato dalla capacità di questi recettori di legare proteine coinvolte in malattie umane infettive o neurodegenerative, quali morbo di Alzheimer, amiloidosi, AIDS, malattie prioniche. Infine è stata dimostrata la presenza dei recettori FPR, oltre che su monociti e leucociti, anche su linee cellulari non mieloidi (epatociti, cellule dendritiche, astrociti, microglia) e su organi e tessuti (endotelio vasale, muscoli, tiroide, Sistema Nervoso Centrale ed Autonomo), ma il loro ruolo in queste sedi resta ancora ampiamente sconosciuto.
Negli ultimi anni lo studio dei recettori FPR si è avvalso anche dell’utilizzo di topi C57Bl/6 knockout per il rettore mFPR (FPRKO) (Gao et al., 1999). Questi animali presentano sviluppo, accrescimento e fertilità comparabile con il ceppo wild type (FPRWT) e, in ambienti non controllati, non hanno una maggiore suscettibilità alle infezioni, tranne che in seguito all’esposizione a Listeria monocytogenes, un batterio in grado rilasciare peptidi formilati e di attivare le risposte immunitarie innate ed acquisite dell’organismo ospite. Soltanto in questo caso infatti i topi FPRKO sono notevolmente più sensibili all’infezione batterica rispetto ai topi FPRWT. Inoltre è stato dimostrato che la delezione di mFPR riduce sensibilmente gli effetti antiinfiammatori dell’annessina1 (Perretti et al., 2001; Gavins et al., 2005; Buckingham et al., 2006).
Negli ultimi mesi ho collaborato con il dott. Stefano Pieretti, Ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità, ad uno studio volto a caratterizzare le risposte comportamentali di questi topi FPRKO in seguito a stimoli nocicettivi (test della formalina, hot plate e tail flick), infiammatori (edema da zymosan) e stressogeni di varia natura (test del nuoto forzato, elevated plus maze, convulsioni da pentilentetrazolo). Abbiamo inoltre valutato le prestazioni locomotorie di questi animali rispetto al genotipo wild type (test dell’arena aperta e rotarod). I dati sinora raccolti indicano che i topi FPRKO, rispetto ai topi FPRWT, presentano un’aumentata risposta nella seconda fase nocicettiva al test della formalina, suggerendo che i recettori FPR possano svolgere un ruolo importante nei fenomeni nocicettivi a base infiammatoria. Inoltre questi topi presentano un’aumentata performance locomotoria rispetto al ceppo wild type, che si traduce sia in una minore tendenza all’esplorazione degli spazi aperti che in una migliore capacità di coordinazione motoria.

Dott.ssa Mariantonella Colucci
Gennaio 2008