SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
- La ricerca sui farmaci
LO STUDIO OSSERVAZIONALE DEL
MESE
"Use of alendronate and risk of incident
atrial fibrillation in women"
Heckbert SR, Li G, Cummings SR, Smith NL, Psaty BM
Arch Intern Med 2008; 168: 826-31
Archivio studi osservazionali
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Lo Studio Osservazionale
del Mese – A cura del Dr. Giampiero Mazzaglia Use
of alendronate and risk of incident atrial fibrillation in
women La recente pubblicazione dello
studio HORIZON (Health Outcomes and Reduced Incidence With
Zoledronic Acid Once Yearly) ha evidenziato un aumento statisticamente
significativo del rischio di Fibrillazione Atriale (FA) in
pazienti trattati con acido zoledronico rispetto al placebo
(50 pazienti [1.3%] vs. 20 [0.5%]; P< 0.001). Questa evidenza
è stata confermata da uno studio successivo, dove è
stato riportato un aumento del rischio di FA associato all’uso
di alendronato rispetto al placebo (47 pazienti [1.5%] vs
31 [1.0%]; P< 0.07). Questo evento avverso era inatteso
e non è stato riportato negli studi di registrazione
delle varie molecole di bifosfonati. In un recente editoriale
pubblicato sul New England sono stati ipotizzati diversi meccanismi
fisiopatologici alla base di tale associazione ed è
stato posto il problema di verificare se la differente affinità
di legame al tessuto osseo tra i vari bifosfonati sia correlata
al rischio di insorgenza di FA [Cummings
SR, et al., N Engl J Med 2007;356(18):1895-6].
Il presente studio caso-controllo, pubblicato su Archives
of Internal Medicine, è stato realizzato con l’obiettivo
di valutare l’effetto dell’alendronato sul rischio
di FA nelle donne. I dati sono stati ottenuti dal Group Health
(GH), un ampio sistema integrato di cure primarie e specialistiche
presente nello stato di Washington. Sono stati selezionati
i soggetti con una prima diagnosi di FA (ICD 9: 427.3) nel
periodo Ottobre 2001 - Dicembre 2004. I controlli sono stati
selezionati dalla stessa popolazione di riferimento ed appaiati
ai casi per età (decadi), presenza/assenza di ipertensione
e data di insorgenza dell’evento FA. Per i casi, la
data indice è stata individuata come la data della
diagnosi di FA, mentre per i controlli essa è stata
selezionata random all’interno di un determinato periodo
nel quale era registrata anche la data indice dei casi appaiati. I risultati del presente studio
indicano un aumento del rischio di FA associato all’uso
di alendronato. Nello studio HORIZON la maggior parte degli
eventi di FA si sono verificati dopo l’infusione di
acido zoledronico per più di 30 giorni; nel Fracture
Intervention Trial il rischio di FA è risultato più
elevato nel corso del follow-up. Alla luce di queste evidenze
è stato ipotizzato che l’insorgenza di FA è
associata ad un effetto cumulativo che i bifosfonati esercitano
a livello delle cellule atriali. Nonostante la mancanza di
una chiara relazione dose-risposta, gli autori sostengono
che il minore rischio rilevato nel gruppo current user rispetto
a ever e past user (OR: 3.27; 95% IC: 1.43-7.47) conferma
l’ipotesi di un effetto cumulativo di tali farmaci come
fattore di rischio nella FA. Sono stati proposti diversi meccanismi
fisiopatologici che possono spiegare questa associazione.
La somministrazione di bifosfonati aumenta i livelli sierici
di TNF-a e l’interleuchina 6; l’effetto prolungato
di questi fattori sembra essere associato al rimodellamento
atriale ed alla fibrosi cellulare, ipotizzando pertanto una
possibile influenza dei bifosfonati nei meccanismi patogenetici
della FA. Un'altra ipotesi è associata alla diminuzione
della concentrazione sierica di calcio a livello delle cellule
atriali che potrebbe provocare dei meccanismi di alterazione
della conduzione atriale. |
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Ultimo
aggiornamento: 21 Maggio 2008 |





