Welcome to the Italian Society of Pharmacology

SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
STORIA DELLA SIF 1939-2009

di Giancarlo Pepeu
UniversitÓ di Firenze


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Ringrazio il Consiglio Direttivo per avermi affidato l’incarico di scrivere la storia della Società. Tuttavia, nel momento in cui mi sono messo al lavoro, mi sono reso conto di quante informazioni mancano e quanti documenti sono andati dispersi perché ritenuti al momento di scarsa importanza. La Segreteria della SIF a Milano conserva i verbali delle Assemblee della Società dal 1975 in poi. I verbali dei 30 anni precedenti sono andati persi o sono negli istituti dei diversi presidenti che si sono succeduti in quegli anni. Non basta certo che io abbia partecipato attivamente a 50 anni di vita della Società per supplire alla mancanza di documenti. Con quelli che ho sinora raccolto, ho scritto questa prima versione che mi riprometto di completare in futuro se troverò altri documenti e invito i Soci che abbiano conservato atti dei congressi anteriori al 1968, lettere e fotografie a mandare il materiale, anche in copia, alla Segreteria della SIF. Sarò anche grato ai Soci che vorranno suggerire integrazioni o correzioni a quanto io ho scritto.
La storia della Società è ovviamente solo una parte delle vicende della farmacologia italiana, che ha origine ai primi dell’Ottocento, e dei suoi istituti e dipartimenti di alcuni dei quali è stata scritta la storia (Berti, 1997; Berti et al., 2001; Buffoni 2004, Rossi 1995).
La Società Italiana di Farmacologia nacque nel 1939 con Regio Decreto n° 2162 del 22 Dicembre 1939 per iniziativa del Prof. Pietro Di Mattei, Ordinario di Farmacologia all’Università di Roma, e di un piccolo numero di colleghi. Il primo Presidente della Società fu il senatore Prof. Gaetano Vinci di Messina. Il primo congresso della Società si tenne a Firenze nel 1940.
Al momento della nascita della SIF, in Italia erano già attive in campo preclinico le Società di Fisiologia, di Chimica Biologica, di Biologia Sperimentale ed esistevano numerose Società Cliniche. All’estero la American Society of Pharmacology and Experimental Therapeutics era stata fondata nel 1908, the Deutsche Gesellschaft für Pharmakologie nel 1920, the Japanese Pharmacological Society nel 1927 e la British Pharmacological Society nel 1930. Era quindi tempo che anche i farmacologi italiani si riconoscessero “come una famiglia, con una reale uniformità di interessi scientifici e con spirito di collegiale amicizia” come riporta il Prof. Antonio Imbesi in un breve articolo scritto nel 1994 (anno IX, n. 1) di SIF Notizie. Lo stesso Imbesi, che fu professore ordinario di Farmacognosia all’Università di Messina, così descrisse la situazione della farmacologia italiana al momento della nascita della Società e i motivi che avevano spinto alla sua istituzione: “I farmacologi erano pochi, lavoravano in piccoli istituti e… non avevano molte frequentazioni fra loro, eccetto che nelle occasioni di commissioni di concorso, e sembravano, a dire il vero, compiacersi quasi del loro splendido isolamento”. Tuttavia già dal 1932 esisteva l’Archivio Italiano di Scienze Farmacologiche fondato dal Prof. Adriano Valenti, Ordinario di Farmacologia all’Università di Milano, e da lui diretto fino al 1946, anno in cui ne prese la direzione Mario Aiazzi Mancini. Il giornale aveva lo scopo di “riunire nello stesso periodico tutto il frutto del nostro lavoro… per dare… più precisa ed evidente l’impressione che la nostra produzione farmacologica nulla più ha da invidiare, per qualità e quantità, a quella pur notevole ed importante di altre Nazioni” come lo stesso Valenti scriveva nella Presentazione del primo numero.
Nel Supplemento al Volume IX, 1940 dell’Archivio sono pubblicati gli “Atti del Primo Convegno della Società Italiana di Farmacologia” tenutosi a Firenze il 20-22 Dicembre 1940. Va ricordato che l’Italia era entrata in guerra nel Giugno del 1940 ed è ammirevole che la Società tenesse il suo congresso in un momento nel quale le infrastrutture del Paese non erano ancora state devastate dai bombardamenti, ma le difficoltà, soprattutto alimentari, erano pesanti, milioni di giovani erano stati chiamati alle armi e le prime sconfitte militari diffondevano ansia e pessimismo fra la popolazione. Le due relazioni di apertura sono indicative di due livelli culturali che esistevano nella Società. Da un lato una relazione di Vittorio Erspamer su “Attuali aspetti farmacologici delle sostanze attive tessutali”, di sorprendente modernità, con ben 336 voci bibliografiche, dimostrava le solide basi culturali sulle quali si sarebbe sviluppata la brillante carriera scientifica dello scopritore della 5-idrossitriptamina e di tanti peptidi. Dall’altro una dignitosa ma convenzionale relazione del Prof. Italo Simon su “Lo stato attuale della farmacologia del mercurio e del piombo”. Simon era Ordinario di Farmacologia a Sassari mentre Erspamer era Aiuto nell’Istituto di Farmacologia di Roma. Iniziava con questo Congresso una prassi che la SIF avrebbe seguito per molti anni, quella di affidare una delle relazioni ad uno dei giovani farmacologi più promettenti per valutarne le capacità e metterlo in evidenza per il prossimo concorso ad ordinario.
Oltre alle due relazioni, furono tenute 46 comunicazioni e 46 sono i partecipanti che si vedono in una bella fotografia fatta a chiusura del congresso davanti al vecchio Istituto di Farmacologia di Viale Morgagni 65 a Firenze. Questo numero ci dà un’idea delle dimensioni della neonata Società. Fra i nomi degli autori delle comunicazioni troviamo quelli dei professori ordinari di allora e alcuni di quelli che sarebbero diventati professori ordinari nel dopoguerra, come Leonardo Donatelli, Renato Santi, Pietro Mascherpa, Emilio Beccari, e avrebbero avuto un ruolo importante nello sviluppo della Società. Anche senza entrare nei dettagli, è interessante segnalare che gli argomenti delle comunicazioni erano i più diversi e il livello scientifico di molte di esse era modesto e risentiva del clima “autarchico” della cultura del momento. Nel corso dell’Assemblea della Società, tenuta durante il Convegno, furono eletti Presidente il Prof. Adriano Valenti e Segretario Generale il Prof. Pietro Di Mattei.
Il II Convegno della SIF fu tenuto a Roma il 26 Aprile 1942. Di esso ho trovato solo una breve sintesi riportata nel Notiziario pubblicato nel Vol. XI, 1942 dell’Archivio Italiano di Scienze Farmacologiche. Nel Notiziario non viene data alcuna informazione sulle comunicazioni scientifiche. Viene invece ricordato che “fu approvato all’unanimità un ordine del giorno in cui si fa voti che l’Eccellenza il Ministro voglia aprire il concorso per la cattedra di Farmacologia, dato il grande numero di posti vacanti, ed il rischio che vadano perduti…”. Fin dall’inizio la Società si è quindi preoccupata di difendere la sua disciplina, un compito cui ha dedicato le sue energie nei decenni successivi, anche se i ministri non erano più eccellenze.
La sorprendente vitalità della giovane Società è dimostrata dal fatto che riuscì a tenere il III Convegno nell’Ottobre del 1944 a Firenze, pochi mesi dopo la liberazione. Sarebbe interessante trovare notizie su questo convegno, sul numero di partecipanti e i titoli delle comunicazioni, testimonianza della tenacia ed entusiasmo dei soci che riuscivano a mantenere un interesse per la ricerca e la vita universitaria anche in un periodo così tragico.
La IV riunione della SIF fu tenuta a Roma nel 1946 un anno dopo la fine della guerra e il nome fu cambiato da Convegno a Congresso. Da allora i Congressi furono tenuti regolarmente con cadenza biennale o triennale fino ad arrivare all’ultimo, il XXXIV a Rimini nel 2009.
Alla sua fondazione la Società fu retta da un Presidente e un Segretario, dal 1940 al 46 fu eletto anche un Vice Presidente, ma negli anni successivi tornò di nuovo ad avere solo Presidente e Segretario. Nel 1965 fu reintrodotta la carica di Vice Presidente e fu affidata al Prof Enrico Adami, responsabile delle ricerche della Società Farmaceutica De Angeli di Milano. Per la prima volta i farmacologi dell’industria avevano un rappresentante nel direttivo della Società. Purtroppo questa apertura verso i soci che lavoravano nei laboratori dell’industria durò solo 4 anni e dobbiamo arrivare fino al 1995 perché l’industria farmaceutica abbia di nuovo un rappresentante negli organi direttivi della SIF. Questa mancanza di rappresentanza dell’importante nucleo di farmacologi dell’industria fu motivo di critiche e risentimenti e portò alla nascita di una società inizialmente rivale, la Società di Scienze Farmacologiche Applicate (SSFA). D’altro canto, per molto tempo la SIF fu l’espressione di un piccolo gruppo di farmacologi universitari fra i quali ritroviamo Mario Aiazzi Mancini, Egidio Meneghetti e Pietro Di Mattei, legati da personale amicizia, che per diversi anni furono gli arbitri degli sviluppi accademici della farmacologia italiana.
Il primo vero cambiamento generazionale avvenne nel 1969-1972 con l’elezione di Leonardo Donatelli alla Presidenza, con Alberto Giotti Vice-Presidente e Rodolfo Paoletti Segretario. Non è un caso che questo Consiglio Direttivo abbia modificato lo statuto portando il Consiglio Direttivo a 7 membri in modo da adeguarlo alle cresciute dimensioni della Società. Infatti il numero dei soci era passato dalle poche decine del 1939 a circa 200 nel 1963, 550 nel 1974, 842 nel 1986, 1075 nel 1994, di cui 230 impiegati nell’industria, per poi arrivare 1160 nel 2004.
Un successivo allargamento del Consiglio Direttivo alla attuale composizione di 9 membri avvenne nel 1990.
Il salto generazionale nella guida della Società era stato preceduto e forse preparato dalla “rivoluzione culturale” avvenuta con il 1° Joint Meeting fra la SIF e la British Pharmacological Society (BPS), tenutosi a Firenze nel Settembre 1968. I giovani che partecipano agli attuali congressi della SIF non si rendono conto quale rottura con il passato fu l’introduzione dell’inglese, come sola lingua del meeting e dell’obbligo, imposto dalla Società inglese, di sottoporre le comunicazioni ad un comitato scientifico formato da membri delle due Società. L’estensore di questa breve storia era allora “aiuto”, come si diceva, a Firenze e segretario del congresso e ben ricorda l’irato rifiuto di alcuni anziani professori di partecipare ad un congresso tenuto in una lingua straniera che molti di loro non conoscevano. E ancora di più ricorda il suo disagio quando, latore a Londra di tutte le comunicazioni proposte dalla SIF, la cui scelta era stata il risultato di un difficile compromesso, se ne vide respingere alcune, non senza ironia, da John Vane, futuro premio Nobel, che ricopriva la carica di Meeting Secretary della BPS. La “rivoluzione culturale” fu completata nel 1969 con la sostituzione dell’Archivio Italiano di Scienze Farmacologiche con un nuovo giornale in lingua inglese chiamato Pharmacological Research Communications.
Si aprì nel 1968 la lunga serie dei Joint Meetings con le principali Società di Farmacologia Europee e con essa avvenne la completa sprovincializzazione della SIF. Ad essa contribuì anche il fatto che stava diventando comune per i giovani farmacologi andare in laboratori stranieri, soprattutto americani, per periodi più o meno lunghi. Molti di essi sono rimasti all’estero, e fra quelli che hanno raggiunto posizioni di preminenza e sono soci della SIF ricorderemo Erminio Costa, Sandro Guidotti, Pietro De Camilli, Lucio G. Costa, Ezio Giacobini. Un buon numero è tornato in Italia e ha riportato nei nostri laboratori l’entusiasmo per la ricerca avanzata, nuove metodologie scientifiche, nuovi criteri di valutazione, ma soprattutto la comprensione dell’importanza culturale della ricerca. Tutto ciò, unito ad un certo aumento dei finanziamenti per la ricerca, ha gradualmente innalzato il livello scientifico della farmacologia italiana e ne ha fatto una disciplina competitiva a livello internazionale, come emerge chiaramente dai censimenti della ricerca farmacologica in Italia effettuati dalla SIF nel 1987-1992, 1993-1996 e 1997-2001, coordinati rispettivamente dai professori Paolo Preziosi, Lucio Annunziato e Alessandro Mugelli.
Un nuovo censimento èattualmente in corso.
Il sito web della SIF contiene l’elenco di tutti i Presidenti, Segretari e Membri dei Consigli Direttivi dalla fondazione fino a oggi. Alla Presidenza si sono succeduti, dalla fondazione ad oggi, 20 ordinari di Farmacologia, alcuni per due mandati di 2 anni ciascuno. Dai nomi e dalla sede dei Presidenti emerge il predominio delle due scuole farmacologiche di Milano e di Firenze/Napoli, una creata dal Prof. Emilio Trabucchi, ma di radici padovane, l’altra fondata dal Prof. Mario Aiazzi Mancini. Scuole che, dopo un conflittuale inizio fra i loro fondatori, hanno saputo trovare un fecondo accordo, basato sulla stima reciproca e sulle amicizie personali. Questo accordo è stato uno dei fattori dello sviluppo e del prestigio della Farmacologia Italiana. Anche la vivace ed estesa scuola farmacologica sarda, che ha dato due Presidenti alla Società negli ultimi anni, deriva dalla scuola di Trabucchi attraverso il Prof. William Ferrari. Tuttavia, la composizione dei Consigli Direttivi dimostra che è stata sempre data voce anche alle Scuole di minori dimensioni.
La SIF ha sempre avuto intensi rapporti con le Società internazionali di Farmacologia e con le Società nazionali degli altri paesi Europei. Nel 1965 nasceva lo IUPHAR (International Union of Pharmacological Societies) del quale la SIF è stata sin dall’inizio un membro attivo. Numerosi soci hanno sempre partecipato ai World Congresses of Pharmacology organizzati dall’IUPHAR e i professori Rodolfo Paoletti e Paolo Preziosi hanno rappresentato la SIF nell’Executive Committee per numerosi anni. Il Prof. Gianpaolo Velo è stato membro dell’Executive Committee della Clinical Pharmacology Division dello IUPHAR e il Prof. Emilio Perucca lo è attualmente. La SIF, nella persona dell’allora suo presidente Prof. Rodolfo Paoletti, è stata la promotrice della fondazione dell’EPHAR (Federation of European Pharmacological Societies) nel 1990. I primi due presidenti dell’EPHAR sono stati i professori Rodolfo Paoletti e Flaminio Cattabeni. La SIF, con l’allora Coordinatore della Sezione di Farmacologia Clinica, è stata tra le società promotrici dell’EACPT (European Association for Clinical Pharmacology and Therapeutics) di cui il Prof. Gianpaolo Velo è stato Presidente ed ora è Consigliere il Prof. Pierangelo Geppetti. Fra i fondatori del Collegium Internationale Neuro-Psychopharmacologicum (CINP), istituito a Milano nel 1957, ci furono i soci professori Emilio Trabucchi e Silvio Garattini, e il professore Giorgio Racagni ne è stato il presidente nel 1992-94. Il primo congresso del CINP fu tenuto a Roma nel 1958.
Per sviluppare i rapporti con le Società nazionali degli altri paesi Europei, la SIF ha favorito l’organizzazione di joint meetings. Dopo il primo e storico Joint Meeting con la British Pharmacological Society nel 1968, sono stati tenuti altri 23 Meetings con le società Tedesca, Belga, Francese, Russa, Scandinava, Olandese, Iugoslava, Polacca e Ungherese. Dall’elenco riportato nel sito della SIF risulta che ben 6 Joint meetings sono stati tenuti con la British Pharmacological Society e 6 con la Società Ungherese.
In concomitanza con la istituzione della Division of Clinical Pharmacology dello IUPHAR, nel 1990, la SIF istituì la Sezione di Farmacologia Clinica venendo incontro alla richiesta di numerosi Soci interessati allo sviluppo di questa branca della Farmacologia. La Sezione conta attualmente 149 membri che partecipano attivamente alle World Conferences of Clinical Pharmacology and Therapeutics, una delle quali è stata organizzata a Firenze nel 2000 dai soci Giampaolo Velo e Giancarlo Pepeu, e hanno ampio spazio nei Congressi Nazionali della Società.
Nel 2003 l’Assemblea dei Soci della SIF ha istituito la “Drug Education & Investigation" (DEI) Foundation-ONLUS con lo scopo di “favorire la ricerca farmacologica, l’aggiornamento dei medici, farmacisti e altri operatori sanitari nell’utilizzazione dei farmaci e la divulgazione dei progressi della terapia farmacologica”.
L’aumento del numero dei soci e delle attività della Società spinse a creare nel 1980 un ufficio permanente di segreteria amministrativa che si occupasse anche della gestione editoriale delle pubblicazioni della Società. L’ufficio fu affidato alla Dott.ssa Ida Ceserani, che lo regge tutt’ora, e per diversi anni rimase nei locali del Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell’Università di Milano fino a quando nel 1993 l’aumento delle attività della Società e del suo bilancio resero necessario e possibile prendere in affitto dei locali siti prima in Via Jan 18 e dal 1998 in Viale Abruzzi 32, Milano.
La Società ha tre pubblicazioni periodiche. Il suo giornale ufficiale è Pharmacological Research che fino al 1988 si chiamava Pharmacological Research Communications, in lingua inglese, fondato nel 1969 al posto dell’Archivio Italiano di Scienze Farmacologiche. Il primo direttore fu il Prof. Alberto Giotti che passò il giornale al Prof. Rodolfo Paoletti nel 1972. Il giornale, la cui redazione scientifica è affidata alla segreteria della Società, è stato pubblicato e distribuito per molti anni da Academic Press e lo è attualmente da Elsevier. Nel 2008 ha pubblicato 156 manoscritti, la maggior parte dei quali provengono da laboratori di ricerca stranieri, ed ha un Impact Factor di 3,287. La SIF pubblica anche “Quaderni della SIF” che ha preso il posto di “SIF Notizie”, pubblicato dal 1986 come supplemento de “Le Basi Razionali della Terapia”, una rivista in lingua italiana della casa editrice Piccin di Padova, di cui il Segretario del Consiglio Direttivo della SIF era direttore responsabile. “Quaderni della SIF”, rivista trimestrale, diretto da un socio nominato dal Consiglio Direttivo, pubblica articoli sui farmaci e i molteplici problemi medici, di prescrizione, sociali, economici, storici ad essi connessi, rivolti non solo ad operatori sanitari ma ad un pubblico più vasto. Le informazioni sull’attività della Società e sui congressi, i comunicati che ne esprimono il punto di vista, le informazioni riguardanti gli insegnamenti universitari di farmacologia e numerose notizie di carattere sanitario e di interesse generale sono inviate settimanalmente ai soci, mediante posta elettronica, con la newsletter “SIF Informa” che ha sostituito “SIF Notizie” e “Lettera della SIF” che è stata pubblicata con cadenza trimestrale, dal 1998 al 2005 come strumento di continuo contatto della Società con i soci. Oltre ad essa SIF invia ai soci, mediante posta elettronica, la newsletters quindicinali “SIF Farmaci in evidenza”, “Il Trial Clinico del Mese” e “SIF Farmacogenetica”. Dal 1997 la SIF ha un sito: http://www.sifweb.org. In esso i soci possono trovare tutte le informazioni riguardanti la Società, inclusi gli statuti e le pubblicazioni, l’elenco dei soci, le notizie sui congressi, sulle borse di studio e uno “sportello lavoro”.
La vita della Società e la possibilità di sviluppare numerose iniziative dipendono dalle disponibilità finanziarie. Non è stato possibile trovare notizie sui bilanci della Società dalla sua istituzione fino al 1965-67. In quell’anno il bilancio fu di Lire 5.856.705 e rimase così modesto per diversi anni. Nel 1980 le entrate furono di 16 milioni di Lire e fino al 1987 l’unica fonte di entrate furono le quote dei soci ordinari e gli eventuali residui dei fondi raccolti per i congressi nazionali. La maggior visibilità acquistata gradualmente dalla Società e lo spirito di iniziativa degli organi direttivi hanno attirato l’interesse dell’industria farmaceutica e ed è stata creata la categoria dei Soci sostenitori che contribuiscono alla Società con una quota circa 70 volte maggiore a quella dei soci ordinari. Come risultato, nel 1990 le entrate raggiunsero i 148 milioni di Lire per superare i 300 milioni nel 1993 e arrivare ai 300.000 € nel 2009.
Fin dalla sua origine la SIF cercò i mezzi per istituire premi e borse di studio per stimolare la ricerca farmacologica fra i giovani. Nel 1955 Mario Aiazzi Mancini istituì il Premio Benedicenti per onorare la memoria di Alberico Benedicenti (1866 – 1961), Professore di Farmacologia a Camerino e successivamente a Cagliari, Messina e Genova, con i fondi ottenuti dall’affitto di un piccolo appartamento da lui acquistato e affidato in amministrazione all’Università di Firenze. Il primo vincitore nel 1957 fu Alberto Giotti e dall’esame dell’elenco dei vincitori emerge che il premio è sempre stato di buon auspicio perché la maggior parte dei vincitori sono diventati professori di prima fascia. Nel 1979 è stato istituito il premio Upjohn cui si sono aggiunti altri premi istituiti da industrie farmaceutiche o da privati che nel 2009 hanno raggiunto il numero di 51. Tuttavia, oltre ai premi, la Società negli ultimi anni ha sempre dedicato una sostanziosa parte delle sue risorse economiche a borse di viaggio e a borse di studio, queste ultime anche in collaborazione con la Farmindustria. Particolarmente utili sono state le borse di viaggio perché hanno facilitato i viaggi all’estero di molti giovani, integrando le borse di studio che essi avevano ottenuto da altri enti o permettendo brevi soggiorni all’estero per apprendere nuove metodologie. Nel 2008 sono state assegnate 29 borse per un totale di € 116.000 e 50 rimborsi spese per la partecipazione di giovani dottorandi al Seminario dei Dottorandi (Certosa di Pontignano) per un totale di circa € 20.000.
Una attività fondamentale della Società sono sempre stati e sono i congressi. La Società ha tenuto dal 1940 un Congresso Nazionale con scadenza per lo più biennale. L’ultimo Congresso Nazionale tenuto a Rimini nel 2009 è stato il 34°. Inoltre, dal 1968 al 2003 ha tenuto 23 Joint Meetings con le principali Società di Farmacologia Europee. Essi sono stati sostituiti dai Congressi dell’EPHAR, la Federazione delle Società Europee di Farmacologia nata per l’impegno del Prof. Rodolfo Paoletti, Presidente della SIF negli anni 1988 – 1990. Dal 2000 in poi la SIF ha organizzato 10 convegni monotematici su temi di ricerca di particolare attualità. Infine, nel 1997 ha istituito i Seminari per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini che sono stati sinora organizzati ogni anno in autunno dal Prof. Gianpietro Sgaragli alla Certosa di Pontignano, splendido complesso di edifici di proprietà dell’Università di Siena.
I veri momenti di aggregazione della Società, quelli nei quali la maggioranza dei Soci si incontrano e dove è possibile valutare lo sviluppo scientifico della Farmacologia Italiana sono sempre stati i Congressi Nazionali. È già stato detto che nel primo Congresso tenuto a Firenze nel 1940 furono presentate 46 comunicazioni. Non mi è stato possibile trovare gli atti dei Congressi dal primo fino al XXI. Purtroppo, pur avendo partecipato alla maggioranza di essi, non ho conservato gli atti ed essi non sono conservati neppure nell’archivio della Società. Nella fotografia fatta a conclusione dell’VIII Congresso tenuto a Roma nel 1954, il primo al quale ho avuto l’onore di partecipare, si possono contare 70 soci di cui 10 donne. Questo ci dà un’idea delle dimensioni del congresso e della composizione della Società, allora. Nel XXIV Congresso tenutosi a Brescia nel 1988 vi furono 417 presentazioni fra comunicazioni orali e posters. Dieci anni dopo, nel XXIX Congresso tenuto a Firenze nel 1999, vi furono 6 lezioni magistrali, 268 comunicazioni orali, 234 posters, 2 simposi, una tavola rotonda e un workshop per un totale di 510 presentazioni. Numero superato nell’ultimo congresso tenutosi a Rimini nel 2009 che, con 3 letture magistrali, 15 letture, 39 simposi, 24 sessioni di comunicazioni orali (186 comunicazioni orali) e 416 posters, ha raggiunto le 776 presentazioni. Ma quello che è più importante del numero è la qualità delle presentazioni che, nella grande maggioranza, hanno raggiunto uno standard internazionale, garantito dall’impegno della Società che fa esaminare tutte le presentazioni da comitati scientifici formati da soci esperti nell’argomento della comunicazione e fa correggere o respinge quelle inadeguate.
L’esame degli argomenti delle comunicazioni e dei posters presentati ai convegni dei quali ho potuto consultare gli atti dimostra che i soci si sono sempre interessati ai principali campi della farmacologia con una prevalenza della farmacologia del sistema nervoso centrale e periferico e della cardiofarmacologia. Gli ultimi anni hanno visto anche nella SIF un grande sviluppo della farmacologia molecolare. Numerosi soci si sono sempre occupati di tossicologia e di chemioterapia, come risulta anche dalle comunicazioni presentate al 1° Congresso della SIF, e sono anche soci delle Società Italiana di Chemioterapia fondata nel 1953 dal Prof. Emilio Trabucchi, che ne è stato il primo presidente, e della Società Italiana Tossicologia, fondata nel 1967 dal Prof. Pietro Mascherpa. Accanto agli argomenti tradizionali della Farmacologia sperimentale e clinica, nei congressi nazionali sono comparse anche la Farmacovigilanza, la Farmacoepidemiologia e la Farmacoeconomia dimostrando l’apertura della Società verso i rapporti fra farmaci e servizio Sanitario e più in generale fra farmaci e società.
D’altro canto la lettura dei verbali delle Assemblee generali della SIF, cosa che è possibile fare dal 1975 in poi, dimostra che la SIF, oltre ad essere una tipica “learned society” dedicata allo sviluppo e diffusione della ricerca farmacologica, è sempre stata aperta a tutti i problemi riguardanti la politica del farmaco nel suo significato più largo. Ricorrono nelle Assemblee sempre gli stessi argomenti. La SIF ha cercato senza successo di essere un interlocutore privilegiato del Ministero della Sanità, o della Salute come si chiama oggi, a differenza di quanto succede in altri paesi Europei. Molti suoi soci sono stati e sono membri delle commissioni ministeriali per la valutazione dei nuovi farmaci e per la revisione, ma la Società come tale non è mai stata consultata. È tuttavia diventata interlocutore privilegiato e critico della Farmindustria. La SIF è intervenuta nei dibattiti sulla sperimentazione clinica dei farmaci, è riuscita, tramite alcuni suoi soci, a rendere meno limitative le disposizioni di legge sulla sperimentazione animale. Inoltre si è battuta, con limitato successo, per l’Istituzione dei Servizi di Farmacologia e Tossicologia nei principali ospedali, nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Analogamente, la SIF è sempre intervenuta presso il Ministero dell’Istruzione, il cui nome è cambiato più volte nei decenni, fin dal Congresso del 1942, per sostenere ed espandere l’insegnamento della Farmacologia, allargandolo dalla Medicina e Farmacia alle Scienze Biologiche e ai nuovi corsi di laurea di carattere sanitario.
Purtroppo il peso politico della SIF è stato sempre limitato ed essa non è riuscita a influenzare in nessun modo la politica industriale del paese nei riguardi dell’industria farmaceutica che è praticamente scomparsa negli ultimi decenni, a differenza di quanto è successo in altri paesi dell’Unione Europea, come la Francia, che la hanno considerata un’industria strategica per lo sviluppo del paese. Ciò ha ridotto il numero dei soci che lavorano nell’industria e le opportunità di lavoro per i giovani dottori di ricerca che escono dai laboratori universitari.
1939 – 2009, sono trascorsi 70 anni nei quali la SIF è passata da circa 50 a 1160 soci accompagnando e contribuendo allo sviluppo scientifico e culturale del Paese grazie all’intelligenza e all’impegno appassionato di tanti soci. Come farmacologo che ha partecipato a 55 di questi 70 anni non posso che augurare ai giovani farmacologi che il futuro della loro Società continui ad essere altrettanto brillante.

Giancarlo Pepeu

Professore Emerito
Dipartimento di Farmacologia Preclinica e Clinica
Mario Aiazzi Mancini, Università di Firenze


Bibliografia

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Berti T. 1848-1948: un secolo di storia della farmacologia padovana, scuola di scienza e di libertà. Atti e Memorie dell’Accademia Patavina di Scienze, Lettere ed Arti CIX (1996-97) – Parte II: Memorie della Classe di Scienze Matematiche e Naturali.

Buffoni F. Gli studi di Farmacia a Firenze. Olschki, Firenze 2004.

Imbesi A. Cenni storici sulla fondazione della Società Italiana di Farmacologia.
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Pepeu G. La ricerca farmacologica italiana dal 1930 al 1940. Quaderni della SIF 18: 16 – 22, 2009

Rossi F. Lo sviluppo della Farmacologia a Napoli. In: Dai Semplici al Farmaco. Una storia del progresso biomedico a Napoli attraverso la collezione del Museo di Farmacologia. Edizioni 10/17 Salerno, 1995.

 


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