SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
STORIA DELLA SIF 1939-2009
di Giancarlo Pepeu
Università di Firenze
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Ringrazio
il Consiglio Direttivo per avermi affidato l’incarico
di scrivere la storia della Società. Tuttavia,
nel momento in cui mi sono messo al lavoro, mi sono reso
conto di quante informazioni mancano e quanti documenti
sono andati dispersi perché ritenuti al momento
di scarsa importanza. La Segreteria della SIF a Milano
conserva i verbali delle Assemblee della Società
dal 1975 in poi. I verbali dei 30 anni precedenti sono
andati persi o sono negli istituti dei diversi presidenti
che si sono succeduti in quegli anni. Non basta certo
che io abbia partecipato attivamente a 50 anni di vita
della Società per supplire alla mancanza di documenti.
Con quelli che ho sinora raccolto, ho scritto questa prima
versione che mi riprometto di completare in futuro se
troverò altri documenti e invito i Soci che abbiano
conservato atti dei congressi anteriori al 1968, lettere
e fotografie a mandare il materiale, anche in copia, alla
Segreteria della SIF. Sarò anche grato ai Soci
che vorranno suggerire integrazioni o correzioni a quanto
io ho scritto.
La storia della Società è ovviamente solo
una parte delle vicende della farmacologia italiana, che
ha origine ai primi dell’Ottocento, e dei suoi istituti
e dipartimenti di alcuni dei quali è stata scritta
la storia (Berti, 1997; Berti et al., 2001; Buffoni 2004,
Rossi 1995).
La Società Italiana di Farmacologia nacque nel
1939 con Regio Decreto n° 2162 del 22 Dicembre 1939
per iniziativa del Prof. Pietro Di Mattei, Ordinario di
Farmacologia all’Università di Roma, e di
un piccolo numero di colleghi. Il primo Presidente della
Società fu il senatore Prof. Gaetano Vinci di Messina.
Il primo congresso della Società si tenne a Firenze
nel 1940.
Al momento della nascita della SIF, in Italia erano già
attive in campo preclinico le Società di Fisiologia,
di Chimica Biologica, di Biologia Sperimentale ed esistevano
numerose Società Cliniche. All’estero la
American Society of Pharmacology and Experimental Therapeutics
era stata fondata nel 1908, the Deutsche Gesellschaft
für Pharmakologie nel 1920, the Japanese Pharmacological
Society nel 1927 e la British Pharmacological Society
nel 1930. Era quindi tempo che anche i farmacologi italiani
si riconoscessero “come una famiglia, con una reale
uniformità di interessi scientifici e con spirito
di collegiale amicizia” come riporta il Prof. Antonio
Imbesi in un breve articolo scritto nel 1994 (anno IX,
n. 1) di SIF Notizie. Lo stesso Imbesi, che fu professore
ordinario di Farmacognosia all’Università
di Messina, così descrisse la situazione della
farmacologia italiana al momento della nascita della Società
e i motivi che avevano spinto alla sua istituzione: “I
farmacologi erano pochi, lavoravano in piccoli istituti
e… non avevano molte frequentazioni fra loro, eccetto
che nelle occasioni di commissioni di concorso, e sembravano,
a dire il vero, compiacersi quasi del loro splendido isolamento”.
Tuttavia già dal 1932 esisteva l’Archivio
Italiano di Scienze Farmacologiche fondato dal Prof. Adriano
Valenti, Ordinario di Farmacologia all’Università
di Milano, e da lui diretto fino al 1946, anno in cui
ne prese la direzione Mario Aiazzi Mancini. Il giornale
aveva lo scopo di “riunire nello stesso periodico
tutto il frutto del nostro lavoro… per dare…
più precisa ed evidente l’impressione che
la nostra produzione farmacologica nulla più ha
da invidiare, per qualità e quantità, a
quella pur notevole ed importante di altre Nazioni”
come lo stesso Valenti scriveva nella Presentazione del
primo numero.
Nel Supplemento al Volume IX, 1940 dell’Archivio
sono pubblicati gli “Atti del Primo Convegno della
Società Italiana di Farmacologia” tenutosi
a Firenze il 20-22 Dicembre 1940. Va ricordato che l’Italia
era entrata in guerra nel Giugno del 1940 ed è
ammirevole che la Società tenesse il suo congresso
in un momento nel quale le infrastrutture del Paese non
erano ancora state devastate dai bombardamenti, ma le
difficoltà, soprattutto alimentari, erano pesanti,
milioni di giovani erano stati chiamati alle armi e le
prime sconfitte militari diffondevano ansia e pessimismo
fra la popolazione. Le due relazioni di apertura sono
indicative di due livelli culturali che esistevano nella
Società. Da un lato una relazione di Vittorio Erspamer
su “Attuali aspetti farmacologici delle sostanze
attive tessutali”, di sorprendente modernità,
con ben 336 voci bibliografiche, dimostrava le solide
basi culturali sulle quali si sarebbe sviluppata la brillante
carriera scientifica dello scopritore della 5-idrossitriptamina
e di tanti peptidi. Dall’altro una dignitosa ma
convenzionale relazione del Prof. Italo Simon su “Lo
stato attuale della farmacologia del mercurio e del piombo”.
Simon era Ordinario di Farmacologia a Sassari mentre Erspamer
era Aiuto nell’Istituto di Farmacologia di Roma.
Iniziava con questo Congresso una prassi che la SIF avrebbe
seguito per molti anni, quella di affidare una delle relazioni
ad uno dei giovani farmacologi più promettenti
per valutarne le capacità e metterlo in evidenza
per il prossimo concorso ad ordinario.
Oltre alle due relazioni, furono tenute 46 comunicazioni
e 46 sono i partecipanti che si vedono in una bella fotografia
fatta a chiusura del congresso davanti al vecchio Istituto
di Farmacologia di Viale Morgagni 65 a Firenze. Questo
numero ci dà un’idea delle dimensioni della
neonata Società. Fra i nomi degli autori delle
comunicazioni troviamo quelli dei professori ordinari
di allora e alcuni di quelli che sarebbero diventati professori
ordinari nel dopoguerra, come Leonardo Donatelli, Renato
Santi, Pietro Mascherpa, Emilio Beccari, e avrebbero avuto
un ruolo importante nello sviluppo della Società.
Anche senza entrare nei dettagli, è interessante
segnalare che gli argomenti delle comunicazioni erano
i più diversi e il livello scientifico di molte
di esse era modesto e risentiva del clima “autarchico”
della cultura del momento. Nel corso dell’Assemblea
della Società, tenuta durante il Convegno, furono
eletti Presidente il Prof. Adriano Valenti e Segretario
Generale il Prof. Pietro Di Mattei.
Il II Convegno della SIF fu tenuto a Roma il 26 Aprile
1942. Di esso ho trovato solo una breve sintesi riportata
nel Notiziario pubblicato nel Vol. XI, 1942 dell’Archivio
Italiano di Scienze Farmacologiche. Nel Notiziario non
viene data alcuna informazione sulle comunicazioni scientifiche.
Viene invece ricordato che “fu approvato all’unanimità
un ordine del giorno in cui si fa voti che l’Eccellenza
il Ministro voglia aprire il concorso per la cattedra
di Farmacologia, dato il grande numero di posti vacanti,
ed il rischio che vadano perduti…”. Fin dall’inizio
la Società si è quindi preoccupata di difendere
la sua disciplina, un compito cui ha dedicato le sue energie
nei decenni successivi, anche se i ministri non erano
più eccellenze.
La sorprendente vitalità della giovane Società
è dimostrata dal fatto che riuscì a tenere
il III Convegno nell’Ottobre del 1944 a Firenze,
pochi mesi dopo la liberazione. Sarebbe interessante trovare
notizie su questo convegno, sul numero di partecipanti
e i titoli delle comunicazioni, testimonianza della tenacia
ed entusiasmo dei soci che riuscivano a mantenere un interesse
per la ricerca e la vita universitaria anche in un periodo
così tragico.
La IV riunione della SIF fu tenuta a Roma nel 1946 un
anno dopo la fine della guerra e il nome fu cambiato da
Convegno a Congresso. Da allora i Congressi furono tenuti
regolarmente con cadenza biennale o triennale fino ad
arrivare all’ultimo, il XXXIV a Rimini nel 2009.
Alla sua fondazione la Società fu retta da un Presidente
e un Segretario, dal 1940 al 46 fu eletto anche un Vice
Presidente, ma negli anni successivi tornò di nuovo
ad avere solo Presidente e Segretario. Nel 1965 fu reintrodotta
la carica di Vice Presidente e fu affidata al Prof Enrico
Adami, responsabile delle ricerche della Società
Farmaceutica De Angeli di Milano. Per la prima volta i
farmacologi dell’industria avevano un rappresentante
nel direttivo della Società. Purtroppo questa apertura
verso i soci che lavoravano nei laboratori dell’industria
durò solo 4 anni e dobbiamo arrivare fino al 1995
perché l’industria farmaceutica abbia di
nuovo un rappresentante negli organi direttivi della SIF.
Questa mancanza di rappresentanza dell’importante
nucleo di farmacologi dell’industria fu motivo di
critiche e risentimenti e portò alla nascita di
una società inizialmente rivale, la Società
di Scienze Farmacologiche Applicate (SSFA). D’altro
canto, per molto tempo la SIF fu l’espressione di
un piccolo gruppo di farmacologi universitari fra i quali
ritroviamo Mario Aiazzi Mancini, Egidio Meneghetti e Pietro
Di Mattei, legati da personale amicizia, che per diversi
anni furono gli arbitri degli sviluppi accademici della
farmacologia italiana.
Il primo vero cambiamento generazionale avvenne nel 1969-1972
con l’elezione di Leonardo Donatelli alla Presidenza,
con Alberto Giotti Vice-Presidente e Rodolfo Paoletti
Segretario. Non è un caso che questo Consiglio
Direttivo abbia modificato lo statuto portando il Consiglio
Direttivo a 7 membri in modo da adeguarlo alle cresciute
dimensioni della Società. Infatti il numero dei
soci era passato dalle poche decine del 1939 a circa 200
nel 1963, 550 nel 1974, 842 nel 1986, 1075 nel 1994, di
cui 230 impiegati nell’industria, per poi arrivare
1160 nel 2004.
Un successivo allargamento del Consiglio Direttivo alla
attuale composizione di 9 membri avvenne nel 1990.
Il salto generazionale nella guida della Società
era stato preceduto e forse preparato dalla “rivoluzione
culturale” avvenuta con il 1° Joint Meeting
fra la SIF e la British Pharmacological Society (BPS),
tenutosi a Firenze nel Settembre 1968. I giovani che partecipano
agli attuali congressi della SIF non si rendono conto
quale rottura con il passato fu l’introduzione dell’inglese,
come sola lingua del meeting e dell’obbligo, imposto
dalla Società inglese, di sottoporre le comunicazioni
ad un comitato scientifico formato da membri delle due
Società. L’estensore di questa breve storia
era allora “aiuto”, come si diceva, a Firenze
e segretario del congresso e ben ricorda l’irato
rifiuto di alcuni anziani professori di partecipare ad
un congresso tenuto in una lingua straniera che molti
di loro non conoscevano. E ancora di più ricorda
il suo disagio quando, latore a Londra di tutte le comunicazioni
proposte dalla SIF, la cui scelta era stata il risultato
di un difficile compromesso, se ne vide respingere alcune,
non senza ironia, da John Vane, futuro premio Nobel, che
ricopriva la carica di Meeting Secretary della BPS. La
“rivoluzione culturale” fu completata nel
1969 con la sostituzione dell’Archivio Italiano
di Scienze Farmacologiche con un nuovo giornale in lingua
inglese chiamato Pharmacological Research Communications.
Si aprì nel 1968 la lunga serie dei Joint Meetings
con le principali Società di Farmacologia Europee
e con essa avvenne la completa sprovincializzazione della
SIF. Ad essa contribuì anche il fatto che stava
diventando comune per i giovani farmacologi andare in
laboratori stranieri, soprattutto americani, per periodi
più o meno lunghi. Molti di essi sono rimasti all’estero,
e fra quelli che hanno raggiunto posizioni di preminenza
e sono soci della SIF ricorderemo Erminio Costa, Sandro
Guidotti, Pietro De Camilli, Lucio G. Costa, Ezio Giacobini.
Un buon numero è tornato in Italia e ha riportato
nei nostri laboratori l’entusiasmo per la ricerca
avanzata, nuove metodologie scientifiche, nuovi criteri
di valutazione, ma soprattutto la comprensione dell’importanza
culturale della ricerca. Tutto ciò, unito ad un
certo aumento dei finanziamenti per la ricerca, ha gradualmente
innalzato il livello scientifico della farmacologia italiana
e ne ha fatto una disciplina competitiva a livello internazionale,
come emerge chiaramente dai censimenti della ricerca farmacologica
in Italia effettuati dalla SIF nel 1987-1992, 1993-1996
e 1997-2001, coordinati rispettivamente dai professori
Paolo Preziosi, Lucio Annunziato e Alessandro Mugelli.
Un nuovo censimento èattualmente in corso.
Il sito web della SIF contiene l’elenco di tutti
i Presidenti, Segretari e Membri dei Consigli Direttivi
dalla fondazione fino a oggi. Alla Presidenza si sono
succeduti, dalla fondazione ad oggi, 20 ordinari di Farmacologia,
alcuni per due mandati di 2 anni ciascuno. Dai nomi e
dalla sede dei Presidenti emerge il predominio delle due
scuole farmacologiche di Milano e di Firenze/Napoli, una
creata dal Prof. Emilio Trabucchi, ma di radici padovane,
l’altra fondata dal Prof. Mario Aiazzi Mancini.
Scuole che, dopo un conflittuale inizio fra i loro fondatori,
hanno saputo trovare un fecondo accordo, basato sulla
stima reciproca e sulle amicizie personali. Questo accordo
è stato uno dei fattori dello sviluppo e del prestigio
della Farmacologia Italiana. Anche la vivace ed estesa
scuola farmacologica sarda, che ha dato due Presidenti
alla Società negli ultimi anni, deriva dalla scuola
di Trabucchi attraverso il Prof. William Ferrari. Tuttavia,
la composizione dei Consigli Direttivi dimostra che è
stata sempre data voce anche alle Scuole di minori dimensioni.
La SIF ha sempre avuto intensi rapporti con le Società
internazionali di Farmacologia e con le Società
nazionali degli altri paesi Europei. Nel 1965 nasceva
lo IUPHAR (International Union of Pharmacological Societies)
del quale la SIF è stata sin dall’inizio
un membro attivo. Numerosi soci hanno sempre partecipato
ai World Congresses of Pharmacology organizzati dall’IUPHAR
e i professori Rodolfo Paoletti e Paolo Preziosi hanno
rappresentato la SIF nell’Executive Committee per
numerosi anni. Il Prof. Gianpaolo Velo è stato
membro dell’Executive Committee della Clinical Pharmacology
Division dello IUPHAR e il Prof. Emilio Perucca lo è
attualmente. La SIF, nella persona dell’allora suo
presidente Prof. Rodolfo Paoletti, è stata la promotrice
della fondazione dell’EPHAR (Federation of European
Pharmacological Societies) nel 1990. I primi due presidenti
dell’EPHAR sono stati i professori Rodolfo Paoletti
e Flaminio Cattabeni. La SIF, con l’allora Coordinatore
della Sezione di Farmacologia Clinica, è stata
tra le società promotrici dell’EACPT (European
Association for Clinical Pharmacology and Therapeutics)
di cui il Prof. Gianpaolo Velo è stato Presidente
ed ora è Consigliere il Prof. Pierangelo Geppetti.
Fra i fondatori del Collegium Internationale Neuro-Psychopharmacologicum
(CINP), istituito a Milano nel 1957, ci furono i soci
professori Emilio Trabucchi e Silvio Garattini, e il professore
Giorgio Racagni ne è stato il presidente nel 1992-94.
Il primo congresso del CINP fu tenuto a Roma nel 1958.
Per sviluppare i rapporti con le Società nazionali
degli altri paesi Europei, la SIF ha favorito l’organizzazione
di joint meetings. Dopo il primo e storico Joint Meeting
con la British Pharmacological Society nel 1968, sono
stati tenuti altri 23 Meetings con le società Tedesca,
Belga, Francese, Russa, Scandinava, Olandese, Iugoslava,
Polacca e Ungherese. Dall’elenco riportato nel sito
della SIF risulta che ben 6 Joint meetings sono stati
tenuti con la British Pharmacological Society e 6 con
la Società Ungherese.
In concomitanza con la istituzione della Division of Clinical
Pharmacology dello IUPHAR, nel 1990, la SIF istituì
la Sezione di Farmacologia Clinica venendo incontro alla
richiesta di numerosi Soci interessati allo sviluppo di
questa branca della Farmacologia. La Sezione conta attualmente
149 membri che partecipano attivamente alle World Conferences
of Clinical Pharmacology and Therapeutics, una delle quali
è stata organizzata a Firenze nel 2000 dai soci
Giampaolo Velo e Giancarlo Pepeu, e hanno ampio spazio
nei Congressi Nazionali della Società.
Nel 2003 l’Assemblea dei Soci della SIF ha istituito
la “Drug Education & Investigation" (DEI)
Foundation-ONLUS con lo scopo di “favorire la ricerca
farmacologica, l’aggiornamento dei medici, farmacisti
e altri operatori sanitari nell’utilizzazione dei
farmaci e la divulgazione dei progressi della terapia
farmacologica”.
L’aumento del numero dei soci e delle attività
della Società spinse a creare nel 1980 un ufficio
permanente di segreteria amministrativa che si occupasse
anche della gestione editoriale delle pubblicazioni della
Società. L’ufficio fu affidato alla Dott.ssa
Ida Ceserani, che lo regge tutt’ora, e per diversi
anni rimase nei locali del Dipartimento di Scienze Farmacologiche
dell’Università di Milano fino a quando nel
1993 l’aumento delle attività della Società
e del suo bilancio resero necessario e possibile prendere
in affitto dei locali siti prima in Via Jan 18 e dal 1998
in Viale Abruzzi 32, Milano.
La Società ha tre pubblicazioni periodiche. Il
suo giornale ufficiale è Pharmacological Research
che fino al 1988 si chiamava Pharmacological Research
Communications, in lingua inglese, fondato nel 1969 al
posto dell’Archivio Italiano di Scienze Farmacologiche.
Il primo direttore fu il Prof. Alberto Giotti che passò
il giornale al Prof. Rodolfo Paoletti nel 1972. Il giornale,
la cui redazione scientifica è affidata alla segreteria
della Società, è stato pubblicato e distribuito
per molti anni da Academic Press e lo è attualmente
da Elsevier. Nel 2008 ha pubblicato 156 manoscritti, la
maggior parte dei quali provengono da laboratori di ricerca
stranieri, ed ha un Impact Factor di 3,287. La SIF pubblica
anche “Quaderni della SIF” che ha preso il
posto di “SIF Notizie”, pubblicato dal 1986
come supplemento de “Le Basi Razionali della Terapia”,
una rivista in lingua italiana della casa editrice Piccin
di Padova, di cui il Segretario del Consiglio Direttivo
della SIF era direttore responsabile. “Quaderni
della SIF”, rivista trimestrale, diretto da un socio
nominato dal Consiglio Direttivo, pubblica articoli sui
farmaci e i molteplici problemi medici, di prescrizione,
sociali, economici, storici ad essi connessi, rivolti
non solo ad operatori sanitari ma ad un pubblico più
vasto. Le informazioni sull’attività della
Società e sui congressi, i comunicati che ne esprimono
il punto di vista, le informazioni riguardanti gli insegnamenti
universitari di farmacologia e numerose notizie di carattere
sanitario e di interesse generale sono inviate settimanalmente
ai soci, mediante posta elettronica, con la newsletter
“SIF Informa” che ha sostituito “SIF
Notizie” e “Lettera della SIF” che è
stata pubblicata con cadenza trimestrale, dal 1998 al
2005 come strumento di continuo contatto della Società
con i soci. Oltre ad essa SIF invia ai soci, mediante
posta elettronica, la newsletters quindicinali “SIF
Farmaci in evidenza”, “Il Trial Clinico del
Mese” e “SIF Farmacogenetica”. Dal 1997
la SIF ha un sito: http://www.sifweb.org.
In esso i soci possono trovare tutte le informazioni riguardanti
la Società, inclusi gli statuti e le pubblicazioni,
l’elenco dei soci, le notizie sui congressi, sulle
borse di studio e uno “sportello lavoro”.
La vita della Società e la possibilità di
sviluppare numerose iniziative dipendono dalle disponibilità
finanziarie. Non è stato possibile trovare notizie
sui bilanci della Società dalla sua istituzione
fino al 1965-67. In quell’anno il bilancio fu di
Lire 5.856.705 e rimase così modesto per diversi
anni. Nel 1980 le entrate furono di 16 milioni di Lire
e fino al 1987 l’unica fonte di entrate furono le
quote dei soci ordinari e gli eventuali residui dei fondi
raccolti per i congressi nazionali. La maggior visibilità
acquistata gradualmente dalla Società e lo spirito
di iniziativa degli organi direttivi hanno attirato l’interesse
dell’industria farmaceutica e ed è stata
creata la categoria dei Soci sostenitori che contribuiscono
alla Società con una quota circa 70 volte maggiore
a quella dei soci ordinari. Come risultato, nel 1990 le
entrate raggiunsero i 148 milioni di Lire per superare
i 300 milioni nel 1993 e arrivare ai 300.000 € nel
2009.
Fin dalla sua origine la SIF cercò i mezzi per
istituire premi e borse di studio per stimolare la ricerca
farmacologica fra i giovani. Nel 1955 Mario Aiazzi Mancini
istituì il Premio Benedicenti per onorare la memoria
di Alberico Benedicenti (1866 – 1961), Professore
di Farmacologia a Camerino e successivamente a Cagliari,
Messina e Genova, con i fondi ottenuti dall’affitto
di un piccolo appartamento da lui acquistato e affidato
in amministrazione all’Università di Firenze.
Il primo vincitore nel 1957 fu Alberto Giotti e dall’esame
dell’elenco dei vincitori emerge che il premio è
sempre stato di buon auspicio perché la maggior
parte dei vincitori sono diventati professori di prima
fascia. Nel 1979 è stato istituito il premio Upjohn
cui si sono aggiunti altri premi istituiti da industrie
farmaceutiche o da privati che nel 2009 hanno raggiunto
il numero di 51. Tuttavia, oltre ai premi, la Società
negli ultimi anni ha sempre dedicato una sostanziosa parte
delle sue risorse economiche a borse di viaggio e a borse
di studio, queste ultime anche in collaborazione con la
Farmindustria. Particolarmente utili sono state le borse
di viaggio perché hanno facilitato i viaggi all’estero
di molti giovani, integrando le borse di studio che essi
avevano ottenuto da altri enti o permettendo brevi soggiorni
all’estero per apprendere nuove metodologie. Nel
2008 sono state assegnate 29 borse per un totale di €
116.000 e 50 rimborsi spese per la partecipazione di giovani
dottorandi al Seminario dei Dottorandi (Certosa di Pontignano)
per un totale di circa € 20.000.
Una attività fondamentale della Società
sono sempre stati e sono i congressi. La Società
ha tenuto dal 1940 un Congresso Nazionale con scadenza
per lo più biennale. L’ultimo Congresso Nazionale
tenuto a Rimini nel 2009 è stato il 34°. Inoltre,
dal 1968 al 2003 ha tenuto 23 Joint Meetings con le principali
Società di Farmacologia Europee. Essi sono stati
sostituiti dai Congressi dell’EPHAR, la Federazione
delle Società Europee di Farmacologia nata per
l’impegno del Prof. Rodolfo Paoletti, Presidente
della SIF negli anni 1988 – 1990. Dal 2000 in poi
la SIF ha organizzato 10 convegni monotematici su temi
di ricerca di particolare attualità. Infine, nel
1997 ha istituito i Seminari per Dottorandi in Farmacologia
e Scienze Affini che sono stati sinora organizzati ogni
anno in autunno dal Prof. Gianpietro Sgaragli alla Certosa
di Pontignano, splendido complesso di edifici di proprietà
dell’Università di Siena.
I veri momenti di aggregazione della Società, quelli
nei quali la maggioranza dei Soci si incontrano e dove
è possibile valutare lo sviluppo scientifico della
Farmacologia Italiana sono sempre stati i Congressi Nazionali.
È già stato detto che nel primo Congresso
tenuto a Firenze nel 1940 furono presentate 46 comunicazioni.
Non mi è stato possibile trovare gli atti dei Congressi
dal primo fino al XXI. Purtroppo, pur avendo partecipato
alla maggioranza di essi, non ho conservato gli atti ed
essi non sono conservati neppure nell’archivio della
Società. Nella fotografia fatta a conclusione dell’VIII
Congresso tenuto a Roma nel 1954, il primo al quale ho
avuto l’onore di partecipare, si possono contare
70 soci di cui 10 donne. Questo ci dà un’idea
delle dimensioni del congresso e della composizione della
Società, allora. Nel XXIV Congresso tenutosi a
Brescia nel 1988 vi furono 417 presentazioni fra comunicazioni
orali e posters. Dieci anni dopo, nel XXIX Congresso tenuto
a Firenze nel 1999, vi furono 6 lezioni magistrali, 268
comunicazioni orali, 234 posters, 2 simposi, una tavola
rotonda e un workshop per un totale di 510 presentazioni.
Numero superato nell’ultimo congresso tenutosi a
Rimini nel 2009 che, con 3 letture magistrali, 15 letture,
39 simposi, 24 sessioni di comunicazioni orali (186 comunicazioni
orali) e 416 posters, ha raggiunto le 776 presentazioni.
Ma quello che è più importante del numero
è la qualità delle presentazioni che, nella
grande maggioranza, hanno raggiunto uno standard internazionale,
garantito dall’impegno della Società che
fa esaminare tutte le presentazioni da comitati scientifici
formati da soci esperti nell’argomento della comunicazione
e fa correggere o respinge quelle inadeguate.
L’esame degli argomenti delle comunicazioni e dei
posters presentati ai convegni dei quali ho potuto consultare
gli atti dimostra che i soci si sono sempre interessati
ai principali campi della farmacologia con una prevalenza
della farmacologia del sistema nervoso centrale e periferico
e della cardiofarmacologia. Gli ultimi anni hanno visto
anche nella SIF un grande sviluppo della farmacologia
molecolare. Numerosi soci si sono sempre occupati di tossicologia
e di chemioterapia, come risulta anche dalle comunicazioni
presentate al 1° Congresso della SIF, e sono anche
soci delle Società Italiana di Chemioterapia fondata
nel 1953 dal Prof. Emilio Trabucchi, che ne è stato
il primo presidente, e della Società Italiana Tossicologia,
fondata nel 1967 dal Prof. Pietro Mascherpa. Accanto agli
argomenti tradizionali della Farmacologia sperimentale
e clinica, nei congressi nazionali sono comparse anche
la Farmacovigilanza, la Farmacoepidemiologia e la Farmacoeconomia
dimostrando l’apertura della Società verso
i rapporti fra farmaci e servizio Sanitario e più
in generale fra farmaci e società.
D’altro canto la lettura dei verbali delle Assemblee
generali della SIF, cosa che è possibile fare dal
1975 in poi, dimostra che la SIF, oltre ad essere una
tipica “learned society” dedicata allo sviluppo
e diffusione della ricerca farmacologica, è sempre
stata aperta a tutti i problemi riguardanti la politica
del farmaco nel suo significato più largo. Ricorrono
nelle Assemblee sempre gli stessi argomenti. La SIF ha
cercato senza successo di essere un interlocutore privilegiato
del Ministero della Sanità, o della Salute come
si chiama oggi, a differenza di quanto succede in altri
paesi Europei. Molti suoi soci sono stati e sono membri
delle commissioni ministeriali per la valutazione dei
nuovi farmaci e per la revisione, ma la Società
come tale non è mai stata consultata. È
tuttavia diventata interlocutore privilegiato e critico
della Farmindustria. La SIF è intervenuta nei dibattiti
sulla sperimentazione clinica dei farmaci, è riuscita,
tramite alcuni suoi soci, a rendere meno limitative le
disposizioni di legge sulla sperimentazione animale. Inoltre
si è battuta, con limitato successo, per l’Istituzione
dei Servizi di Farmacologia e Tossicologia nei principali
ospedali, nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.
Analogamente, la SIF è sempre intervenuta presso
il Ministero dell’Istruzione, il cui nome è
cambiato più volte nei decenni, fin dal Congresso
del 1942, per sostenere ed espandere l’insegnamento
della Farmacologia, allargandolo dalla Medicina e Farmacia
alle Scienze Biologiche e ai nuovi corsi di laurea di
carattere sanitario.
Purtroppo il peso politico della SIF è stato sempre
limitato ed essa non è riuscita a influenzare in
nessun modo la politica industriale del paese nei riguardi
dell’industria farmaceutica che è praticamente
scomparsa negli ultimi decenni, a differenza di quanto
è successo in altri paesi dell’Unione Europea,
come la Francia, che la hanno considerata un’industria
strategica per lo sviluppo del paese. Ciò ha ridotto
il numero dei soci che lavorano nell’industria e
le opportunità di lavoro per i giovani dottori
di ricerca che escono dai laboratori universitari.
1939 – 2009, sono trascorsi 70 anni nei quali la
SIF è passata da circa 50 a 1160 soci accompagnando
e contribuendo allo sviluppo scientifico e culturale del
Paese grazie all’intelligenza e all’impegno
appassionato di tanti soci. Come farmacologo che ha partecipato
a 55 di questi 70 anni non posso che augurare ai giovani
farmacologi che il futuro della loro Società continui
ad essere altrettanto brillante.
Giancarlo Pepeu
Professore Emerito
Dipartimento di Farmacologia Preclinica e Clinica
Mario Aiazzi Mancini, Università di Firenze
Bibliografia
Berti F., Chiesara E., Clementi F., Montorsi W., Sironi
V. A. Uomini e Farmaci La farmacologia a Milano fra storia
e memoria, Laterza, Bari, 2001.
Berti T. 1848-1948: un secolo di storia della farmacologia
padovana, scuola di scienza e di libertà. Atti
e Memorie dell’Accademia Patavina di Scienze, Lettere
ed Arti CIX (1996-97) – Parte II: Memorie della
Classe di Scienze Matematiche e Naturali.
Buffoni F. Gli studi di Farmacia a Firenze. Olschki, Firenze
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Imbesi A. Cenni storici sulla fondazione della Società
Italiana di Farmacologia.
SIF Notizie IX, 1, 1994.
Pepeu G. La ricerca farmacologica
italiana dal 1930 al 1940. Quaderni della SIF 18: 16 –
22, 2009
Rossi F. Lo sviluppo della Farmacologia a Napoli. In:
Dai Semplici al Farmaco. Una storia del progresso biomedico
a Napoli attraverso la collezione del Museo di Farmacologia.
Edizioni 10/17 Salerno, 1995.
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