SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
Position Paper
"energy drinks: una lettera dalla red bull ed un commento"
Ad oltre 6 mesi dalla pubblicazione
di un nostro documento sull’argomento (SIF-Informa
n.44/2007 del 18/12/2007) ci è pervenuta dalla
Red Bull una raccomandata (con ricevuta di ritorno) che volentieri desideriamo portare a
conoscenza di tutti, seguita da un commento della nostra Società.
Poco tempo dopo, l'opinione della SIF ha contribuito a far sì
che il
Ministero del Welfare emanasse in data 4 Agosto un comunicato riguardante l'etichettatura degli energy drinks a tutela della
salute dei consumatori.
Lettera della Red Bull alla SIF
“Faccio seguito alla pubblicazione sul vostro sito di un documento
relativo agli Energy Drink, per fornirvi le seguenti
precisazioni sul nostro energy drink "Red Bull".
Soltanto nell'ultimo anno, in oltre 143 Paesi nel mondo, sono
state consumate 3,5 miliardi di lattine e bottiglie dell'energy
drink "Red Bull".
Nessuno ha mai dimostrato scientificamente l'esistenza di un legame
tra Red Bull e pretesi effetti dannosi.
Red Bull ha potuto raggiungere un tale livello di diffusione -
in tutto il mondo - anche perchè le autorità sanitarie
- in tutto il mondo - sono giunte alla conclusione che è
una bevanda che si può consumare senza problemi.
In nessun paese si ritiene o si è mai ritenuto che Red
Bull possa essere pericoloso per la salute, come da voi dichiarato.
Numerosi dati e test clinici e svariate stime tossicologiche,
svolte da esperti indipendenti, hanno infatti dimostrato che Red
Bull è una bevanda sicura come qualsiasi altra bevanda,
destinata ad un pubblico adulto.
Una lattina di Red Bull contiene approssimativamente la stessa
quantità di caffeina (80 mg) di una tazza di caffè.
Poichè l'unico ingrediente che potrebbe creare problemi
alla persona è la caffeina, iI consumo dl Red Bull Energy
Drink non dovrebbe superare il consumo di caffè: se una
persona beve 5 caffè al giomo, può tranquillamente
bere 5 lattine di Red Bull. Gli altri ingredienti, infatti, non
costituiscono un problema per l'organismo.
Per quanto riguarda le diciture sulle etichette, queste vengono
concordate separatamente con ognuno dei paesi in cui Red Bull
è venduto. Red Bull preferisce lo stile semplice che viene
applicato nell'Unione Europea e negli Stati Uniti e in molti altri
paesi, ma riconosce il diritto di ogni giurisdizione di determinare
come debba essere etichettato il prodotto. Pochè, come
già detto, l'unico ingrediente del nostro energy drink
che può causare qualche problema è la caffeina e
la sensibilità a questa varia da persona a persona, tutti
gli ingredienti contenuti in Red Bull sono indicati sulla lattina.
La nostra lattina riporta anche la dicitura "Tenore elevato
di caffeina (32 mg/100 ml)" come previsto dall'art. 6, par.3-quarter
del Decreto Legislativo n. 109 del 27 gennaio 1992. Inoltre, contrariamente
a quanto da voi dichiarato e in linea con il 2002/67/EC, il nostro
prodotto è venduto in Gran Bretagna con la sola avvertenza
"alto contenuto di caffeina".
Sempre contrariamente a quanto da voi dichiarato, le autorità
francesi hanno recentemente autorizzato la commercializzazione
di Red Bull Energy Drink, che è stato perciò lanciato
in Francia a partire del 10 aprile 2008. Vi segnaliamo inoltre
che Red Bull non è bandito in nessun paese. Semplicemente
ci sono dei paesi in cui la vendita di Red Bull non è ancora
stata autorizzata.
Infatti, ci vuole molto tempo per introdurre un prodotto nuovo
con ingredienti particolari e una formulazione complessa, passando
attraverso tutti i canali ufficiali. Comunque nessuna autorità
nel mondo ha mai dimostrato che Red Bull possa avere effetti nocivi.
Red Bull sta cercando attivamente di ottenere autorizzazioni in
diversi paesi, quali ad esempio la Danimarca, mentre da poco è
appunto ufficialmente entrata in Francia. Questi paesi hanno infatti
politiche alimentari molto restrittive in merito a prodotti arricchiti
con vitamine, minerali e aminoacidi. Non solo Red Bull, ma anche
altri alimenti come i cereali e i dolci hanno difficoltà
ad essere introdotti in questi paesi. Ad esempio, i cereali Kellogg's
possono essere importati in Norvegia solo in una formulazione
speciale. Le restrizioni che Red Bull incontra in questi paesi
sono perciò legate ai regolamenti locali e non a questioni
di carattere sanitario.
Infine, comprendiamo bene quanto sia seria la problematica relativa
all'abuso di alcool da parte dei giovani o giovanissimi, ma non
possiamo accettare di essere chiamati in causa come responsabili
primari di questo fenomeno, che non è correlato al consumo
del nostro prodotto più di quanto lo sia a quello di un
qualsiasi altro drink analcolico. Red Bull energy drink, infatti,
non è una bevanda alcolica e, nonostante alcuni consumatori
amino mischiarla con differenti tipi di alcool, da parte nostra
non promuoviamo questa tipologia di consumo, in quanto potrebbe
annullare gli effetti positivi del nostro energy drink, la cui
funzione è quella di stimolare corpo e mente, migliorando
le prestazioni in caso di necessità, mentre l'alcool, al
contrario, causa stanchezza. Ciò detto, non esiste comunque
alcuna indicazione a proposito degli effetti (positivi o negativi)
che Red Bull ha se consumato insieme all'alcool. Non vi è
dunque ragione per cui Red Bull non dovrebbe, come ogni altro
drink, essere miscelato con l'alcool, purchè le persone
non sottovalutino che l'assunzione di alcool potrebbe indebolire
le loro facoltà mentali e psichiche. Red Bull non è
pensato per annullare gli effetti dell’alcool. Tutti sanno
che il consumo eccessivo e irresponsabile di alcool può
avere effetti dannosi sulla nostra salute e sul nostro comportamento,
ma dovrebbe essere chiaro che questo è dovuto alla bevanda
alcolica e non al mix, che si tratti di cola, succo di arancia,
tonici o qualsiasi altra cosa venga miscelata all'alcool.
Alla luce di quanto appena specificato, vi chiedo pertanto di
rivedere le vostre dichiarazioni relative al nostro prodotto e
di rimuovere dal vostro sito il documento in oggetto.
Resto a vostra disposizione per qualsiasi domanda o chiarimento
necessitiate e colgo l'occasione per inviarvi distinti saluti.
1. Il nostro documento riguardava tutti gli Energy Drinks e non solo la Red Bull, che veniva citata solo nella seguente frase “la più venduta (in virtù anche di una fortissima pressione pubblicitaria) è la Red Bull.” Questo dato è peraltro confermato proprio dalla Red Bull considerato che scrive quanto segue “soltanto nell’ultimo anno, in oltre 143 paesi nel mondo sono state consumate 3.5 miliardi di lattine e bottiglie di tale bevanda”.
2. Quanto alle affermazioni contenute nella lettera riguardo alla autorizzazione al commercio della bibita Red Bull in Francia, si osserva che l’autorizzazione alla commercializzazione in Francia della bevanda è stata ottenuta nell’aprile del 2008, mentre il nostro documento è uscito precedentemente (18 dicembre 2007).
3. Sappiamo che “nessuno ha
mai dimostrato scientificamente l’esistenza di un legame
tra Red Bull e effetti dannosi”. Tuttavia, non possiamo
ignorare una serie di lavori scientifici che dimostrano una “correlazione
fra bevande contenenti caffeina e consumo di alcool” e che
mettono in guardia dai potenziali rischi che si possono correre
in seguito all’assunzione di bevande contenenti caffeina.
4. Riteniamo che il compito di una società scientifica,
che si occupa della Salute, consista proprio nel mettere in evidenza
e portare a conoscenza del pubblico tutte le informazioni che
scaturiscono da indagini scientifiche, essendo queste ultime il
principale strumento da utilizzare quando si voglia argomentare
correttamente di “Salute”.
5. Pertanto, portiamo a conoscenza di chi fosse interessato che al momento esistono in letteratura le seguenti evidenze che la caffeina, contenuta negli energy drinks, può essere un ulteriore stimolo a bere alcool.
Kunin D, Gaskin S, Rogan
F, Smith BR, Amit Z.
Caffeine promotes ethanol drinking in rats. Examination using
a limited-access free choice paradigm
Alcohol. 2000; 21:271–7.
Si tratta di studio progettato per stabilire l’effetto di
un pretrattamento con caffeina sul consumo volontario di alcool.
In tale lavoro sono stati condotti 3 diversi esperimenti. Nel
primo è stato valutato l’effetto della caffeina sull’acquisizione
dell’ingestione di alcool in un modello sperimentale denominato
“scelta ad accesso limitato”, nel corso del quale
acqua e alcool sono stati messi entrambi a disposizione di ratti
maschi del ceppo Wistar. A questi animali veniva data ogni giorno,
per 1 ora, la possibilità di scegliere tra acqua e concentrazioni
crescenti di alcool (2-10 %). Ogni concentrazione di alcool era
proposta per 4-6 giorni per un totale di 20 giorni di accesso
all’alcool. Trenta minuti prima di ogni sessione di scelta
i ratti ricevevano una iniezione intraperitoneale di caffeina
(5 o 10 mg/kg) o di soluzione fisiologica. La caffeina ha prodotto
un aumento dose-dipendente dell’assunzione di alcool. Nel
secondo esperimento sono stati valutati gli effetti della caffeina
sul mantenimento dell’assunzione della dose di etanolo raggiunta
durante il primo esperimento. Dopo che gli animali si sono abituati
alle concentrazioni crescenti di alcool (2-10 %) veniva loro presentato
l’alcool al 10 % per altre 18 volte, suddivise in un periodo
basale di 6 giorni seguito da uno di 6 giorni di trattamento durante
il quale, prima della presentazione dell’alcool, veniva
somministrata soluzione fisiologica o caffeina ad una delle seguenti
dosi: 2.5, 5 o 10 mg/kg. Il periodo di trattamento era seguito
da un periodo di post-trattamento di 6 giorni. I risultati evidenziavano
un effetto della caffeina sull’assunzione di alcool a U
invertita. Le dosi più basse e quelle più alte di
caffeina non hanno prodotto alcun effetto, mentre la dose di 5
mg/kg ha prodotto un incremento della bevuta di alcool che è
continuato per tutto il periodo di post-trattamento. In un terzo
esperimento si è osservato come le dosi di caffeina utilizzate
nell’esperimento non producono modificazioni dei livelli
ematici di alcool e quindi le differenze osservate non possono
essere ascritte a differenze nell’alcool nel sangue.
O'Brien MC, McCoy TP, Rhodes
SD, Wagoner A, Wolfson M.
Caffeinated cocktails: Energy Drinks consumption, high-risk drinking,
and alcohol-related consequences among college students
Acad Emerg Med. 2008; 15:453-60.
Scopo di questo studio condotto dal Dipartimento di Medicina delle
Emergenze e delle Scienze Sociali e Pediatriche dell’Università
Wake Forest di Winston-Salem, North Carolina, negli Stati Uniti
è stato quello di esaminare, in una popolazione di 4271
studenti universitari, la relazione tra Energy Drinks, drinking
behaviour ad alto rischio e conseguenze correlate all’alcool.
L’indagine, condotta mediante interviste sul web, rivela
che il 25 % degli studenti aveva utilizzato il mix ED + alcool
nei 30 giorni precedenti l’intervista. I consumatori più
frequenti erano maschi e di razza bianca, frequentavano palestre
ed avevano una età media inferiore rispetto alla media
degli intervistati. Gli autori della ricerca ritengono che tali
studenti siano esposti ad un aumento dei rischi correlati all’alcool,
inclusa la dipendenza, e auspicavano interventi delle autorità
regolatorie per ridurre tali rischi.
Oteri A, Salvo F, Caputi
AP, Calapai G.
Intake of Energy Drinks in association with alcoholic beverages
in a cohort of students of the School of Medicine of the University
of Messina
Alcohol Clin Exp Res. 2007; 31: 1677-80.
Lo studio è stato condotto mediante la somministrazione
di un questionario contenente domande sull’uso di Energy
Drinks da soli o in associazione con alcool. Il questionario è
stato somministrato a 500 studenti della Facoltà di Medicina
e Chirurgia dell’Università di Messina. Il numero
totale di studenti che hanno compilato il questionario è
stato di 450. Il 56,9% degli studenti che ha compilato il questionario
ha dichiarato di assumere Energy Drinks ed una gran parte di essi
lo associa all’alcool. In particolare il 35,8 % di quest’ultimo
gruppo aveva associato Energy Drinks ed alcool più di 3
volte nell’ultimo mese. La divisione in due gruppi di utilizzatori,
uno che usa in associazione Energy Drinks ed alcool e un altro
che usa sia Energy Drinks da solo che in associazione con alcool
ha permesso di osservare, attraverso un esame analitico delle
risposte fornite al questionario, un uso più frequente
dell’associazione nel secondo gruppo. I dati indicano che
l’associazione Energy Drinks ed alcool è molto popolare
tra gli studenti.
Malinauskas BM, Aeby VG,
Overton RF, Carpenter-Aeby T, Barber-Heidal K.
A survey of Energy Drinks consumption patterns among college students
Nutr J. 2007; 6: 35.
Scopo dello studio è stato quello di determinare la prevalenza
e la frequenza d’uso di Energy Drinks tra gli studenti universitari
degli Stati Uniti con sei diverse motivazioni: per deficit di
sonno, per incrementare l’energia, per aiutarsi nello studio,
per poter guidare per periodi più lunghi, per poter bere
alcool alle feste, per trattare l’hangover. Sono stati anche
studiati gli effetti conseguenti all’uso di Energy Drinks.
Gli studenti interpellati sono stati 496, di questi il 51% (253)
ha riportato di avere consumato più di una lattina al mese
negli ultimi sei mesi (definito come utilizzatore di energy drink).
La maggioranza degli utilizzatori aveva consumato Energy Drinks
per deficit di sonno (67%), per incrementare l’energia (65%),
per bere più alcool alle feste (54%). La maggior parte
degli utilizzatori consuma una lattina di Energy Drink per trattare
le varie situazioni, ma alle feste l’alcool viene comunemente
miscelato utilizzando 3 o più lattine (49%). Il 29 % degli
utilizzatori era Weekly jolt e coinvolto in incidenti stradali,
il 22% riportava episodi di cefalea e il 19% palpitazioni cardiache.
Era evidente un effetto dose-dipendente jolt ed episodi di incidenti
stradali. Gli autori della ricerca concludono auspicando ulteriori
ricerche atte a determinare se gli studenti riconoscano o meno
la quantità di caffeina presente e consumata nei vari prodotti
che la contengono e gli effetti collaterali associati al suo uso.
Miller KE.
Wired: Energy Drinks, jock identity, masculine norms, and risk
taking
J Am Coll Health. 2008; 56:481-9.
Scopo dello studio è stato quello di investigare, attraverso
una indagine condotta su 769 studenti universitari, la correlazione
tra il consumo di Energy Drinks e la frequenza di alcune caratteristiche
sociodemografiche. Il 39% degli intervistati ha dichiarato di
avere consumato Energy Drinks nell’ultimo mese. I maschi
risultavano essere maggiori consumatori (2.49 d/mese) rispetto
alle donne (1,22 d/mese). Gli autori dello studio indicano come
il consumo di Energy Drinks si correli positivamente con alcune
caratteristiche della personalità che possono rappresentare
un segnale di rischio elevato per comportamenti che mettono a
repentaglio la salute. Dato che gli studenti universitari consumano
frequentemente Energy Drinks gli autori suggeriscono una maggiore
attenzione al consumo di tali bevande poichè esso potrebbe
rappresentare un comportamento predittivo di disturbi della personalità.
Nagajothi N, Khraisat A,
Velazquez-Cecena JL, Arora R, Raghunathan K, Patel R, Parajuli
R. Energy Drinks-related supraventricular tachycardia
Am J Med. 2008; 121: e3-4.
La Divisione di Cardiologia del Dipartimento di Medicina Interna
del Mount Sinai Hospital di Chicago illustra il caso di una giovane
donna che ha manifestato una crisi di tachicardia sopraventricolare
in seguito alla ingestione di una bevanda chiamata GNC Speed Shot.
A questo proposito è importante segnalare che la ditta
produttrice di tale bevanda avverte i consumatori del pericolo
che si corre associandola ad altri prodotti contenenti caffeina
e suggerisce, nel caso sia la prima volta che la si beve, di consumarne
la metà anziché l’intero contenuto della bottiglia.
E’ possibile verificare questa informazione al seguente
sito: GNC Speed Shot product information. Available at: http://www.gnc.com.
Ultimo accesso 10 giugno 2008.
Anderson C, Horne JA.
A high sugar content, low caffeine drink does not alleviate sleepiness
but may worsen it
Hum Psychopharmacol. 2006; 21:299-303.
In questo studio è stato messo a confronto un ben noto
Energy Drink (42 g di zuccheri, 30 mg di caffeina) nella quantità
di 250 ml con un’altra bevanda dal gusto simile ma non contenente
zucchero né caffeina. Le bevande sono state somministrate
a distanza di una settimana in doppio cieco prima della notte
a 10 soggetti ai quali è stato ristretto il periodo di
sonno a 5 ore. Sono stati valutati la capacità di contrastare
la sonnolenza e i tempi di reazione. Dai risultati, valutati 80
minuti dopo l’assunzione, è emerso che l’Energy
Drink utilizzato non contrasta la sonnolenza e rallenta i tempi
di reazione.
Conclusioni
Nell’ultimo decennio le vendite
degli Energy Drinks sono enormemente cresciute anche in virtù
di campagne pubblicitarie che hanno puntato strategicamente e
decisamente sul mondo giovanile. Negli USA, ed anche in Italia,
i nomi scelti per queste bevande sono ispirati a volte ai fumetti
(Daredevil), altre al mondo dello spettacolo (“Rockstar”),
altre ancora richiamano il mondo del wrestling (“Tiger Shot”).
Sono state anche chiamate con nomi che in maniera neanche velata
rimandano alle sostanze d’abuso (“Cocaine”).
Gli Energy Drinks contengono caffeina e rappresentano un nuovo
modo di consumarla, sostituendo alla “vecchia” tazzina
una forma di bevanda più appetibile, che fornisce la stessa
energia, ma che non produce quella che per molti giovani è
una fastidiosa alitosi e che per i meno giovani è il buon
gusto del caffè. Questa nuova veste della caffeina ha il
pregio (per chi la vende) o il difetto (per chi scrive) di scavalcare
tutto che quello che concettualmente si associa alla tossicità
della caffeina: in particolare gli effetti sull’apparato
cardiovascolare e la potenziale induzione di dipendenza.
Alla luce di quanto è stato
detto sopra sarebbe opportuno, allo scopo di proteggere i consumatori,
che sui contenitori degli Energy Drinks venisse specificato, oltre
alla quantità di caffeina, a quante tazzine di caffè
ne corrisponde il contenuto, nonché la controindicazione
ad assumerle in associazione ad alcol. Sarebbe inoltre utile proibirne
l’uso sotto i 12 anni e in particolari categorie (gravidanze
a rischio, allattamento). Tutto ciò andrebbe riportato
sulle confezioni e non solo nei siti internet ufficiali delle
bevande.
Comunicato del Ministero del Welfare sull'etichettatura degli energy drinks
4 Agosto 2008 (www.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_1762_testo.rtf)
ETICHETTE SICURE PER GLI ENERGY DRINK
DAL MINISTERO DEL WELFARE
E' atteso a breve il parere della Commissione Unica Dietetica
e Nutrizione.
Un'etichetta 'di sicurezza' per gli energy drink. La sta studiando
il Ministero della Salute, in conseguenza degli allarmi legati
al consumo eccessivo di queste bevande. Recentemente, spiega una
nota del ministero, "è emersa la problematica dell'uso
eccessivo di queste bevande- comunemente presenti sul mercato
comunitario, e caratterizzate da un elevato livello di caffeina
- e soprattutto della loro associazione con alcool, purtroppo
frequente tra i giovani". Dopo una circolare emanata nel
1998, e sempre nell'ambito delle norme comunitarie, il ministero
del Welfare "ha sottoposto recentemente all'attenzione della
Commissione unica per la dietetica e la nutrizione la problematica
legata al consumo di tali drink, soprattutto negli ambienti giovanili,
in associazione con bevande alcoliche o super alcoliche".
Dal parere della Commissione, "nei limiti consentiti dalla
legislazione comunitaria in vigore si stanno valutando specifiche
disposizioni di etichettatura per favorire un uso corretto e sicuro
dei prodotti in questione". Nel frattempo, aggiunge il ministero,
"sono in corso i contatti con le associazioni di categoria
per disciplinare, anche su base volontaria, una corretta informazione
sul consumo di detti prodotti e sulla pubblicita' al fine di permettere
scelte consapevoli legate al loro eccessivo consumo o all'assunzione
in contemporanea di alcool".
| Webmaster: Federico Casale (webmaster@sifweb.org) | Ultimo aggiornamento: Agosto 2008 |





