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Newsletter N°6 del 12 ottobre 2017

  • N° 1 - Orphan medicinal products in Europe and United States to cover needs of patients with rare diseases: an increased common effort is to be foreseen

    Rivista:

    Orphanet Journal of Rare Diseases. 2017 Apr 3;12(1):64. DOI: 10.1186/s13023-017-0617-1

     

    Titolo:

    Orphan medicinal products in Europe and United States to cover needs of patients with rare diseases: an increased common effort is to be foreseen.

     

    Autori:

    Giannuzzi V, Conte R, Landi A, Ottomano SA, Bonifazi D, Baiardi P, Bonifazi F, Ceci A.

     

    Dettagli autori SIF Giovani:

    GIANNUZZI VIVIANA. Fondazione per la Ricerca Farmacologica Gianni Benzi onlus, Via Abate Eustasio, 30 – 70010 Valenzano, Italy.

    vg@benzifoundation.org

    LANDI ANNALISA . Fondazione per la Ricerca Farmacologica Gianni Benzi onlus, Via Abate Eustasio, 30 – 70010 Valenzano, Italy.

    al@benzifoundation.org

     

    Breve descrizione dell’articolo:

    In questo lavoro abbiamo analizzato lo status dei farmaci orfani designati ed approvati fino a dicembre 2015 per la diagnosi, prevenzione e trattamento delle malattie rare. Per ogni farmaco, sono state estrapolate le seguenti informazioni: principio(i) attivo(i), data di designazione, indicazione orfana, nome commerciale, indicazione terapeutica, età approvata, natura genetica e se colpisce i bambini.

    I risultati di questo studio indicano che in Europa sono state rilasciate 1264 designazioni orfane e 133 autorizzazioni per l’immissione in commercio per un totale di 179 indicazioni terapeutiche che coprono 122 malattie rare. Negli Stati Uniti, invece, sono state rilasciate 3082 designazioni orfane e 415 autorizzazioni per l’immissione in commercio per un totale di 521 indicazioni terapeutiche che coprono 300 malattie rare.

    Di particolare rilevanza è la percentuale di farmaci orfani approvati per i bambini: solo il 46.6% in Europa e il 35.2% negli Stati Uniti.

    Infine, se si considerassero nell’insieme tutti i farmaci approvati, ci sarebbero 362 indicazioni terapeutiche in più in Europa e 72 negli Stati Uniti.

    In conclusione, nonostante gli incentivi stanziati per lo sviluppo dei farmaci orfani, il numero di farmaci per le malattie rare è ancora limitato. Se considerassimo tutti i farmaci approvati nell’insieme, i pazienti beneficerebbero di vantaggi sostanziali in entrambe le aree geografiche.

     

     

  • N° 2 - Sunitinib in Metastatic Renal Cell Carcinoma: The Pharmacological Basis of the Alternative 2/1 Schedule

    Rivista:

    Front Pharmacol. 2017 Aug 7;8:523. doi: 10.3389/fphar.2017.00523. eCollection 2017.

     

    Titolo:

    Sunitinib in Metastatic Renal Cell Carcinoma: The Pharmacological Basis of the Alternative 2/1 Schedule

     

    Autori:

    Di Paolo A, Bracarda S, Arrigoni E, Danesi R

     

    Dettagli autore SIF Giovani:

    ARRIGONI ELENA - Clinical Pharmacology and Pharmacogenetic Unit, Department of Clinical and Experimental Medicine, University of Pisa, Via Roma 55, 56126 - elena.arrigoni@hotmail.com

     

    Breve descrizione dell’articolo

    Sunitinib, inibitore dei recettori del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGFR) e vascolare-endoteliale 2 (VEGFR2), viene ad oggi utilizzato per il trattamento di pazienti con carcinoma renale metastatico (mRCC). Infatti, sunitinib alla dose di 50 mg/giorno per 28 giorni ogni 6 settimane è efficacie contro il mRCC e induce un incremento significativo nella sopravivenza libera da progressione e complessiva. Inoltre, nel 30-50% dei pazienti, l’efficacia di sunitinib è controbilanciata dalla sua tossicità.

    Recentemente, in letteratura, diversi studi hanno descritto uno schema modificato per la somministrazione di sunitinib, 50 mg/giorno per 14 giorni ogni 3 settimane (schema 2/1) anziché lo schema standard 4/2 (4 settimane dopo il trattamento e 2 settimane di riposo).

    Da diversi studi condotti, lo schema alternativo 2/1 ha dimostrato un’efficacia identica rispetto al trattamento standard 4/2; tuttavia, lo schema 2/1 è caratterizzato da una ridotta incidenza di eventi avversi che consentirebbe una durata più lunga del trattamento e, di conseguenza, un più lungo controllo della malattia con un vantaggio terapeutico importante per i pazienti mRCC.

    Questi risultati sono dimostrati dai dati farmacologici. Di notevole interesse, mediante modello farmacodinamico è stato dimostrato che l’aumento del rischio di tossicità raddoppia quasi ogni 8 giorni, spiegando quindi perché un trattamento di 2 settimane è privo di quelle tossicità gravi riportate durante il programma standard.
    Dall’analisi di questi risultati si evidenzia come la pianificazione della somministrazione farmacologica mediante modifica razionale dei regimi standard, possa avere un importante impatto sulla tollerabilità e l’efficacia farmacologia di sunitinib in pazienti mRCC.

     

  • N° 3 - A flavonoid agonist of the TrkB receptor for BDNF improves hippocampal neurogenesis and hippocampus-dependent memory in the Ts65Dn mousemodel of DS

    Rivista:

    Experimental Neurology, 2017 Sep, 298, 79-96PubmedPMID: 28882412

     

    Titolo:

    A flavonoid agonist of the TrkB receptor for BDNF improves hippocampal neurogenesis and hippocampus-dependent memory in the Ts65Dn mousemodel of DS.

     

    Autori:

    Fiorenza Stagni, Andrea Giacomini, Sandra Guidi, Marco Emili, Beatrice Uguagliati, Maria Elisa Salvalai, Valeria Bortolotto, Mariagrazia Grilli, Roberto Rimondini, Renata Bartesaghi.

     

    Dettagli autore SIF Giovani:

    MARIA ELISA SALVALAI: Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università del Piemonte Orientale, Novara

    mariaelisa.salvalai@uniupo.it

     

    VALERIA BORTOLOTTO: Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università del Piemonte Orientale, Novara

    valeria.bortolotto@uniupo.it

     

    Breve descrizione dell’articolo:

    La Sindrome di Down è una malattia del neurosviluppocaratterizzata da disabilità cognitiva. Una ridotta neurogenesi, già in fase fetale, e una difettosa maturazione neuronale sono considerate essere le principali cause delle alterazioni cerebrali dettate dalla trisomia del cromosoma 21.Ad oggi non esiste una terapia farmacologica che corregga questi difetti, ma dati in letteratura mostrano che è possibile ripristinare la neurogenesi e la maturazione dei neuroni intervenendo in una precisa finestra temporale durante lo sviluppo. Nella maturazione del cervello gioca un ruolo fondamentale il fattore neurotrofico cerebrale (BDNF) che lega specificamente il recettore TrkB.Il recente screening di una libreria di composti haidentificato il flavone derivato7,8-Dihydroxyflavone (7,8-DHF). Questo composto, a differenza del BDNF, è in grado di attraversare la barriera emato-encefalicae legare con alta affinità e specificità il recettore TrkB. Topi Ts65Dn, modello per la Sindrome di Down,trattatisottocute con 7,8-DHF dal giorno p3 al p15 hanno mostrato un significativo aumento del numero dei precursori neurali nel giro dentato dell’ippocampo, un ripristino del numero delle cellule dei granuli, della densità delle spine dendritiche e dei livelli presinaptici della proteina sinaptofisina. Gli animali trattati da p3 fino a p45/p50hanno mostrato un miglioramento nella memoria e nell’ apprendimentoconnesso al ripristino dell’anatomia e della funzionalità ippocampale. Questi dati mostrano che il trattamento con 7,8-DHF durante l’immediato periodo postnatale ripristina in gran parte i difetti di sviluppo cerebrale dettati dalla trisomia, suggerendolo come potenziale terapia traslazionale nella Sindrome di Down.

     

  • N° 4 - Proneurogenic Effects of Trazodone in Murine and Human Neural Progenitor Cells

    Rivista:

    ACS Chemical Neuroscience. 2017 Jul, doi: 10.1021/acschemneuro.7b00175

     

    Titolo:

    Proneurogenic Effects of Trazodone in Murine and Human Neural Progenitor Cells

     

    Autori:

    Valeria Bortolotto, Francesca Mancini, Giorgina Mangano, Rita Salem, Xia Er, Erika Del Grosso, Michele Bianchi, Pier Luigi Canonico, Lorenzo Polenzani, Mariagrazia Grilli

     

    Dettagli autore SIF Giovani

    VALERIA BORTOLOTTO: Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università del Piemonte Orientale, Novara

    valeria.bortolotto@uniupo.it

    XIA ER: Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università del Piemonte Orientale, Novara

    er.xia@uniupo.it

     

    Breve descrizione dell’articolo

    Negli ultimi anni è stato dimostrato che alcuni farmaci antidepressivi sono capaci di stimolare positivamente il processo di neurogenesi ippocampale adulta (ahNG), ovvero la formazione di nuovi neuroni nell’ippocampo dei mammiferi adulti, incluso l’uomo. Questo effetto potrebbe in parte essere responsabile della loro azione terapeutica. La disponibilità di farmaci antidepressivi come trazodone, caratterizzati da un meccanismo d’azione che coinvolge diverse classi di recettori per i neurotrasmettitori, rappresenta un’importante opportunità per ampliare le conoscenze relative alle loro peculiarità e per svelare il contributo delle diverse classi recettoriali nella modulazione della ahNG. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare, in vitro, gli effetti dell’antidepressivo trazodone (TZD) sulla ahNG utilizzando colture primarie di progenitori neurali ippocampali (NPC) derivati da topo adulto e progenitori neurali umani derivati da cellule staminali pluripotenti indotte. Abbiamo dimostrato che TZD è capace di aumentare il differenziamento neuronale sia di NPC murini che umani e che questa azione è mediata dal suo antagonismo per il recettore 5-HT2a. Nei progenitori murini è coinvolto anche l’antagonismo per il recettore 5-HT2c. A valle dell’azione proneurogenica di TZD è inoltre necessaria la traslocazione nucleare del fattore di trascrizione NF-kB. Questo lavoro di caratterizzazione farmacologica di TZD ha svelato nuove e rilevanti informazioni sul ruolo sia positivo che negativo svolto della trasmissione serotoninergica nel differenziamento neuronale dei progenitori neurali in vitro.