SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
CLUB "PONTIGNANE e PONTIGNANI"
Pagina dedicata a tutti i partecipanti del
Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia ed affini

Certosa di Pontignano, Siena
COMMENTI E RICORDI
Parte prima: A - I
Alfieri Alessio (Università di Napoli)
Ancona Silvia (Università di Milano)
Anzellotti Paola (Università di
Chieti)
Bassani Silvia (Università di Milano)
Benetti Elisa (Università di Torino)
Bianco Giuseppe (Università di Salerno)
Biason Paola (Università di Padova)
Bitto Alessandra (Università di
Modena e Reggio)
Bizzarro Valentina (Università di
Salerno)
Bonamassa Barbara (Università di
Bologna)
Bonomo Sara (Università di Milano)
Caffino Lucia (Università di Milano)
Calligaro Giulia (Università di
Padova)
Calza Arianna (Università di Cagliari)
Casarin Elisabetta (Università di
Padova)
Castrignanò Silvia (Università
di Foggia)
Catania Maria Antonietta (Università di
Messina)
Chiarot Emiliana (Università di
Padova)
Cigognini Daniela (Università di
Milano)
Cippone Valentina (Università di
Bari)
Cirino Giuseppe (Università di Napoli
Federico II)
Colaianna Marilena (Università di
Foggia)
Coletta Ciro (Università di Napoli)
Comelli Francesca (Università di
Milano Bicocca)
Coppi Andrea (Università di Roma
La Sapienza)
Cozzoli Anna (Università di Bari)
Crucil Ilaria (Università di Padova)
De Simone Mara Laura (Università
Cattolica di Roma)
Di Francesco Andrea (Università
di Chieti)
Di Francesco Luigia (Università
di Chieti)
Di Gennaro Claudio (Università di
Bari)
Di Sotto Antonella (Università di
Roma "La Sapienza")
D'Incau Paola (Università di Padova)
Donato Valerio (Università di Perugia)
Donniacquo Maria (Università di
Napoli)
Dore Riccardo (Università di Cagliari)
Epis Roberta (Università di Milano)
Esposito Emanuela (Università di
Messina)
Gaburro Stefano (Università di Padova)
Gaion Rosa Maria (Università di
Padova)
Giudice Stefania (Università di
Modena e Reggio)
Giudice Stefania (Università di
Padova)
Grigoletto Jessica (Università di
Padova)
Guidali Cinzia (Università di Varese)
Herrero Hernandez Helena (Portland)
Iacono Anna (Università di Napoli)
Isak Ilena (Università di Padova)
Dott.
Alessio Alfieri (Napoli): "L'evento di Pontignano
(IX Seminario; Settembre 2005) è da me ricordato
come un'esperienza significativa sia sul piano scientifico
che umano. L'incontro ed il confronto con allievi e professori
provenienti
da tutta Italia contribuiscono a quello scambio di interessi,
idee ed opinioni che rappresenta un momento fondamentale
ed inevitabile durante il percorso formativo di un dottorando;
l'organizzazione del programma scientifico e di quello sociale,
oltre che la sede del convegno, rappresentano un esempio
per i congressi scientifici".
Mi chiamo Silvia Ancona e svolgo il mio
dottorato presso l’Università degli
Studi di Milano e questo è stato il primo
anno in cui ho partecipato al seminario. Questa mia prima
esperienza a Siena è stata davvero splendida. Non
solo ho avuto l’opportunità di ascoltare e
imparare argomenti nuovi e, a volte, a me poco conosciuti,
ma ho avuto anche la fortuna di potermi confrontare, sia
da un punto di vista lavorativo che umano, con persone che
stanno facendo il mio stesso percorso di studi.
La gestione delle sessioni “poster e comunicazioni”
sono state bene gestite, diversamente i dopo cena in cui
si poteva dare più spazio allo svago e ad argomenti
più adeguati all’orario. Considero, quindi,
la mia esperienza del tutto positiva e spero di poterla
ripetere nonostante il costo dell’iscrizione e del
viaggio, che forse sono un po’ eccessivi. Credo, inoltre,
che i giovani debbano essere agevolati per quanto riguarda
la partecipazione a congressi e seminari, perché
sono esperienze utili che permettono la crescita professionale
di una persona; sono quindi ben felice che la SIF possa
rimborsare parte della quota di partecipazione e mi auguro
che possa essere così anche nei prossimi anni.
Paola Azellotti: "Gent.mo Prof. Caputi,
sono una dottoranda del secondo anno e questa è la
prima volta che partecipo a questo Seminario.
Sono rimasta molto soddisfatta di questa esperienza e spero
di avere l’opportuntà di tornare anche l’anno
prossimo. Le presentazioni fatte dai dottorandi del terzo
anno erano di alto valore scentifico. Ho particolarmente
apprezzato l’intervento del Prof. D’Aquisto;
dal suo curriculum e dalla sua presentazione emerge una
grande passione per la ricerca, un requisito fondamentale
per chi vuole affrontare seriamente questo lavoro. Colgo
l’occasione per ringraziare Lei e tutto il comitato
organizzativo per il contributo economico che ci avete fornito
in questo momento dove i fondi per la ricerca sono ridotti
al minimo".
Silvia Bassani, Dottorando al terzo anno
in Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia Mediche, Università
di Milano IN-CNR c/o Istituto di farmacologia
È stato il primo anno in cui ho partecipato al seminario
ed è stata un’esperienza che reputo, nel complesso,
molto positiva. Come iscritta al terzo anno di dottorato,
ho avuto la possibilità di esporre il mio lavoro
di ricerca in un tempo consono (circa 25 minuti), opportunità
importante dal momento che per un dottorando sono solitamente
poche le occasioni di parlare di fronte ad un pubblico abbastanza
eterogeneo per interessi scientifici. Inoltre, nonostante
il mio lavoro potesse essere classificato come inerente
alle “scienze affini” in quanto non strettamente
farmacologico, ma più strettamente legato all’ambito
delle neuroscienze, ho avuto modo di stabilire contatti
con potenziali collaboratori tra i dottorandi presenti al
congresso. Inoltre, ho apprezzato molto l’idea di
accostare all’esposizione dei poster dei dottorandi
dei primi due anni una breve esposizione orale. Questo ha
permesso di coinvolgere in prima persona tutti i partecipanti
e ha reso più immediata e incisiva la sessione poster.
Infine, il contesto del congresso, la Certosa di Pontignano,
è stata una piacevole sorpresa e, nonostante l’alloggio
nel vicino agriturismo avrebbe potuto creare scomodità,
il servizio navetta ha sopperito con disponibilità
alla mancanza di trasporti pubblici.
Elisa Benetti - Dip. di Anatomia, Farmacologia
e Medicina Legale- Univ. Torino. Tutore Roberto Fantozzi, Responsabile del ciclo
Roberta Fruttero.
Nel corso dei miei tre anni di dottorato mi sono
resa conto che è difficile potersi confrontare con
persone che professionalmente condividono la stessa passione
e gli stessi interessi. Beh, il seminario per i dottorandi
in Farmacologia e Scienze affini organizzato dalla Società
Italiana di Farmacologia alla Certosa di Pontignano offre
proprio questa possibilità. All’interno di
un’atmosfera particolare, un clima congressuale ma
allo stesso tempo affabile, si ha la grande occasione di
apprendere, confrontarsi, imparare e dialogare.
Ho avuto l’occasione di parteciparvi al primo e in
quest’ultimo anno di dottorato e ho potuto constatare
che, a fronte della numerosa partecipazione e dei tre giorni
pieni di attività che denotano la grande mole di
lavoro necessaria al fine di preparare l’intero evento,
l’organizzazione è sempre stata precisa e puntuale,
praticamente perfetta.
La cosa che mi ha però sempre colpito di più
è che le persone che hanno lavorato in tal senso
e che hanno interagito con noi si sono sempre rivelate estremamente
disponibili e pronte ad accoglierci con il sorriso, quasi
a voler condividere il nostro piacere nel trovarci lì.
Ritengo che per un dottorando la partecipazione a questo
seminario sia davvero un evento formativo. In modo graduale,
prima con i poster e poi con la comunicazione orale, a conclusione
dell’intero ciclo di dottorato, ogni partecipante
è infatti tenuto ad esporre il proprio lavoro davanti
ad una platea professionalmente competente avendo quindi
la possibilità di imparare e mettersi alla prova
in un evento ufficiale e questo risulta particolarmente
importante al fine di affrontare in futuro con più
tranquillità altre sedi congressuali.
Essendo poi all’ultimo anno, quest’anno ho avuto
anche la possibilità di partecipare alla moderazione
di una sessione di poster, cosa che ho trovato veramente
stimolante in quanto utile a sviluppare capacità
di analisi critica e costruttiva.
Ho concluso la mia partecipazione al seminario vincendo
il premio messo in palio dalla SIF, premio del tutto inaspettato
che mi ha riempito di gioia e soddisfazione diventando così
un motivo in più per rivolgere all’intera organizzazione
un sentito grazie per i bei momenti che ho vissuto e che
porterò sempre con me.
Dott. Giuseppe Bianco, Dept. Pharmaceutical
Sciences, Faculty of Pharmacy, University of Salerno.
Eccomi qui, in laboratorio come sempre, a darvi le mie impressioni,
assolutamente personali, sul XII Seminario per Dottorandi
in Farmacologia e Scienze Affini, che si è tenuto
dal 22 al 25 settembre 2008 a Siena, nella splendida cornice
della Certosa di Pontignano.
Per la seconda volta, durante il mio dottorato, ho avuto
il piacere di partecipare a questo evento, che si presenta
come un appuntamento chiave dell’anno lavorativo;
già dopo la pausa natalizia, infatti, tra i dottoranti
è consuetudine informarsi sulle modalità e
sui tempi d’iscrizione, pronti a partire e a fare
gruppo da ogni parte d’Italia, con le giovani matricole
avide di informazioni e timorose, soprattutto se, come spesso
accade, il seminario si presenta come “rituale di
iniziazione”, come prima vera occasione per un confronto.
Fortunatamente, all’arrivo in Certosa, la paura ed
i timori sono eclissate dall’ambiente esageratamente
rilassante e dall’atmosfera giovane; e così,
armati di programma alla mano, tra una tavola rotonda, le
comunicazioni orali e le escursioni tra i poster, si trascorrono
alcuni giorni essenziali per la formazione di ogni giovane
ricercatore.
Quest’anno, forse per la maggiore maturità,
ho apprezzato molto il dopocena regalatoci dal Prof. Di
Rosa, così come il panel discussion “Fare ricerca
perché”, con i piacevoli interventi del Dott.
D’Aquisto e del Prof. Cuzzocrea.
Spero di ritornare a Pontignano, l’anno prossimo,
come Dottorando dell’ultimo anno, e magari tra qualche
anno come tutor di qualche giovane dottorando… Come
augurio alla SIF ed ai bravissimi organizzatori: alla prossima.
Paola Biason, Dottorato in Farmacologia,
Tossicologia e Terapia, Dipartimento di Farmacologia ed
Anestesiologia dell'Università di Padova
Ho partecipato per il terzo ed ultimo anno al XII Seminario
di Pontignano per Dottorandi ed ho tenuto, quindi, la relazione
finale riguardante il mio lavoro di questi tre anni, sviluppato
al Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano (PN),
in collaborazione con l’Università di Padova.
Ritengo che l’opportunità che ci viene data
di incontrarci a Pontignano una volta l’anno sia utile
e formativa, perché ci dà la possibilità
di scambiare opinioni, progetti e difficoltà. I professori
che sono presenti all’evento si sono dimostrati, in
tutti gli anni in cui ho partecipato, molto attenti ai lavori
che sono stati presentati. Ho molto apprezzato, infatti,
il loro interesse verso il lavoro dei dottorandi e la loro
capacità di dare consigli e suggerimenti per migliorare
il lavoro svolto. Trovo che l’esperienza sia anche
molto utile dal punto di vista personale dei dottorandi
che hanno così l’opportunità di avere
un confronto diretto e costruttivo con i loro colleghi ed
hanno la possibilità di mettersi alla prova anche
nell’esposizione di un progetto.
Alessandra Bitto, Dottoranda in Medicina
Sperimentale, Dip. Di Scienze Biomediche, Università
di Modena e Reggio Emilia
Pontignano 2008: per me è stato il primo anno, devo
essere sincera non mi aspettavo un congresso di alto livello,
chissà, forse perché eravamo tutti ragazzi,
magari non proprio alle prime armi, ma comunque giovani.
Invece sono stata piacevolmente sorpresa dal livello scientifico
di questa manifestazione e dalla serietà con cui
è stata gestita da entrambe le parti (organizzatori
e partecipanti). Faceva piacere vedere le aule piene anche
alle 8:30 del mattino o dopo pranzo e anche il fatto che,
nonostante fosse una riunione di giovani “ricercatori”,
tutti abbiamo tentato di dare il meglio come in un congresso
internazionale o forse meglio! Che dire poi dell’interazione
tra gruppi!!! Bello confrontarsi e vedere che i vari campi
di ricerca, per quanto sembrino lontani, siano in realtà
vicini e ci sia voglia di interagire e un giorno chissà,
magari anche di stabilire delle collaborazioni tra i vari
istituti. Credo a questo punto che Pontignano possa essere
di monito per il prossimo congresso SIF… largo ai
giovani!
Valentina Bizzarro, Università
degli Studi di Salerno, Dipartimento di Scienze
Farmaceutiche, Via Ponte Don Melillo, 84084 Fisciano (SA)
Il XII Seminario Nazionale dei Dottorandi in Farmacologia
e Scienze Affini ha rappresentato per me la prima esperienza
ad una manifestazione di questo tipo.
La prima osservazione che vorrei fare è che questo
evento non solo ci consente di mostrare il nostro lavoro
e di migliorarlo, ma è un momento di incontro tra
dottorandi che rappresenta un validissimo strumento di crescita
sia dal punto di vista scientifico che umano. Ho, inoltre,
avuto la preziosa opportunità di poter discorrere
a lungo con diversi docenti e di poter entrare in contatto
con ambienti e punti di vista differenti che rappresentano
sempre un indubbia ricchezza. A loro tutti va il mio sentito
ringraziamento. Vorrei infine ringraziare gli organizzatori
della manifestazione che nonostante le difficoltà
continuano ogni anno a darci questa possibilità.
Barbara Bonamassa, Dottoranda in Farmacologia
e Tossicologia, XXII ciclo – Università
di Bologna
Ritengo la partecipazione a questo seminario un evento davvero
formativo per innumerevoli motivi. In primo luogo, perché
la presentazione del mio progetto di ricerca mi ha dato
l’occasione di far conoscere il mio lavoro e di ottenere
critiche costruttive relative al suo prosieguo. In seconda
battuta perché, in modo graduale (poster, prima,
e comunicazione orale, poi) ogni dottorando è tenuto
a misurare le proprie competenze davanti ad una platea professionalmente
competente, avendo quindi la possibilità di mettersi
alla prova in un evento ufficiale. Penso infatti che potersi
misurare e confrontare senza il timore di essere troppo
severamente giudicati – in tal senso estremamente
formativo è il coinvolgimento dei dottorandi del
terzo anno a moderare le sessioni - aiuti ad affrontare
con tranquillità future sedi congressuali. Inoltre,
condividere le proprie esperienze e i risultati delle proprie
ricerche con coetanei che condividono la stessa passione
per la ricerca crea un ambiente familiare, ma stimolante
allo stesso tempo che permette ai dottorandi di intraprendere
con spirito positivo l’inizio di un percorso di formazione
professionale. Ho trovato infine i temi trattati di grande
attualità scientifica e gli studi presentati hanno
mostrato quanto sia viva la partecipazione di tanti giovani
ricercatori al raggiungimento di traguardi farmacologicamente
sempre più ambiziosi.
La Dottoressa Sara Bonomo (Università di
Milano) "L'esperienza di Pontignano rappresenta
per me un ricordo importante, un ricordo che associo non
soltanto al lavoro e alla ricerca ma al piacere di condividere
delle intere giornate con persone
con cui mi sono divertita e con cui in alcuni casi ho conservato
un'amicizia che dura ancora ora, con cui mi lamento dei
problemi che incontro ogni giorno in laboratorio o che mi
aiutano a risolverli e con cui gioisco dei successi o a
cui mando da leggere i lavori che scrivo per avere un parere.
Pontignano è stato il primo incontro con un congresso
in piena regola, organizzato per i giovani dove, seppure
alle prime armi, non mi sono mai sentita inesperta, ma,
al contrario, ho avuto la sensazione di potere dare qualcosa
di mio, ho avuto la possibilità di spiegare con soddisfazione
per cosa mi impegno credendoci tutti i giorni e la cosa
più bella è stata percepire l'interesse di
chi mi ascoltava. Grazie a Pontignano mi sono sentita a
mio agio al mio primo grande congresso, conoscevo l'agitazione
prima di parlare, ho imparato a gestirla e ad avere un rapporto
con il pubblico non interrogatorio ma di condivisione. Consiglio
Pontignano a tutti i Dottorandi in Farmacologia e Scienze
Affini come una festa di conoscenza ed incontro tra tutti,
sia come momento in cui si impara davvero molto per il lavoro
in cui hanno deciso di impegnarsi".
Lucia Caffino
Sono una dottoranda del primo anno in Scienze Farmacotossicologiche,
Farmacognostiche e Bioteconologie Farmacologiche presso
il Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell’Università
degli Studi di Milano. La mia prima esperienza
vissuta alla Certosa di Pontignano è stata preziosa
per diversi motivi. In primo luogo, ho particolarmente apprezzato
la possibilità di apprendere, confrontarsi, imparare
e dialogare con dottorandi provenienti da tutta Italia e
con docenti in un’atmosfera informale. In secondo
luogo, ritengo che l’occasione che ci avete dato,
di poter esporre i propri risultati ad un pubblico con un
background simile al proprio, sia, per noi giovani, veramente
importante e decisivo nel nostro percorso di formazione
e di crescita scientifica. Il valore aggiunto di questo
congresso è stato, oltre alla rilevanza scientifica,
la possibilità di stringere amicizie con coetanei.
Sono stata veramente contenta di poter condividere con gli
altri dottorandi tutti i momenti della giornata, dalla colazione
alla serata danzante; in questo modo abbiamo avuto la possibilità
di approfondire sia argomenti scientifici di interesse comune,
sia di conoscerci meglio.
Ringrazio la Società Italiana di Farmacologia per
l’impegno e l’attenzione con cui ha preparato
il congresso e spero di potervi partecipare anche l’anno
prossimo.
Giulia Calligaro, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia, Università di Padova
Ho purtroppo già terminato la mia esperienza a Pontignano,
essendo arrivata al terzo anno di dottorato. Mi rimarranno
molti bellissimi ricordi dei tre seminari per dottorandi
che ho avuto la fortuna di frequentare. Innanzitutto, il
privilegio di poter vivere per quattro giorni tra la pace
delle colline senesi nella bellezza della Certosa. Sicuramente
la tranquillità dell’ambiente ha un ruolo nel
favorire il bellissimo clima che si crea, non solo tra ragazzi,
ma anche tra ragazzi e docenti. I momenti di scambio sono
sempre dettati da voglia di approfondire e desiderio di
imparare, con spirito critico costruttivo che non diventa
mai un giudizio fine a sé stesso. Infine, trovo bellissima
questa iniziativa che permette di ottenere un piccolo rimborso
spese: questo sicuramente aiuterà i ragazzi che vengono
da lontano, permettendo così a molte università
italiane di essere presenti e favorendo perciò i
contatti tra i gruppi di ricerca, con lo stimolo alla nascita
di nuove e numerose collaborazioni.
La Dott.ssa Arianna Calza (Dottoranda di
ricerca in Neuroscienze, Università di Cagliari)
ringrazia innanzitutto per la possibilità di poter
partecipare ad un evento così importante per i Dottorandi
in Farmacologia, soprattutto per quanto riguarda ovviamente
l'organizzazione dell'evento stesso.
“Personalmente era il primo anno che partecipavo al
Seminario di Siena per Dottorandi in Farmacologia e Scienze
Affini, e ne ho preso parte direttamente da studente del
III anno, subito attraverso l'esperienza della comunicazione
orale! Posso ritenermi una Pontignana molto soddisfatta,
in quanto sono risultata nominata fra le 9 migliori comunicazioni
orali durante le premiazioni per voce del Prof. Sgaragli
e questo, anche se non mi ha permesso di poter usufruire
del desiderato premio finale, mi ha reso molto soddisfatta
sia per i risultati scientifici che ho presentato a nome
della mia Università, sia per la chiarezza espositiva
che ho dimostrato nel comunicarli.
Credo che questo evento sia quindi importantissimo per noi
Dottorandi per conoscerci e confrontarci con altre realtà
universitarie sparse per l'Italia, nonché per incontrare
e stringere contatti con altri ragazzi impegnati come noi
nella Ricerca, principalmente universitaria e nelle Scienze
farmacologiche.
Per quanto riguarda la scelta della sede dell'evento, la
Certosa di Pontignano, posso ammettere di essere stata ospite
in un edificio incantevole ed affascinante, che ci ha permesso
di concentrarci e di seguire attentamente le varie sessioni
scientifiche, avvolti in un'atmosfera di pace e tranquillità
spirituale!!
Ammetto anche di aver dedicato un mezzo pomeriggio alla
città di Siena che meritava assolutamente una visita
dei suoi affascinanti vicoli e soprattutto del Duomo e dei
musei annessi, con particolare ammirazione per l'affaccio
panoramico che permette una vista a 360 gradi della città
stessa e delle colline senesi.
L'unico appunto che posso comunicarvi è il mio personale
commento sull'inadeguatezza del riscaldamento delle stanze
e delle aule dei seminari presso la Certosa di Pontignano
che mi hanno fatto ritornare a casa in brutte condizioni
di salute...
Rilascio, invece, da buon gustaia, un commento altamente
positivo sul servizio di ristorazione presso la Certosa!!
Degno di nota anche il punto internet per le ultime ricerche
online e per la possibilità di leggere la propria
posta elettronica.
Elisabetta Casarin, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia dell’Università di
Padova
Riguardo al Seminario per Dottorandi in Farmacologia e Scienze
Affini tenutosi a Pontignano lo scorso settembre il mio
giudizio è decisamente positivo. Essendo iscritta
al primo anno della scuola di dottorato, per me è
stata la prima occasione di preparare un poster ed una presentazione
da esporre davanti a molte persone. Sicuramente questa esperienza
mi sarà di grande aiuto per le occasioni future che
si presenteranno di partecipare a congressi o conferenze.
Sicuramente la partecipazione di tanti dottorandi da tutta
Italia, oltre che essere un bel momento di aggregazione,
si è rivelato essere una buona occasione di confronto
con chi ha trovato le mie stesse difficoltà, per
poterne discutere e capire come superarle. Inoltre, poter
assistere all’esposizione dei vari lavori mi ha permesso,
da un lato, di ampliare le mie conoscenze, ascoltando la
presentazione di argomenti diversi da quello del mio studio,
e, dall’altro, mi è servita molto come spunto,
assistendo a lavori affini al mio che mi hanno dato un’ampia
panoramica su metodiche nuove e mi hanno permesso di ragionare
su come meglio proseguire il mio progetto di ricerca. Ugualmente
utili si sono rivelate le domande poste alla fine della
mia presentazione, che venendo da persone competenti e preparate,
mi sono servite per capire anche quali siano le tematiche
del mio lavoro che possono essere di maggior interesse e
su cui concentrarmi.
Silvia Castrignanò e Marilena Colaianna
Università degli Studi di Foggia
Siamo due dottorande in Neuroscienze Sperimentali del terzo
anno. Abbiamo vissuto l'esperienza alla Certosa per tre
anni consecutivi e questo ci ha permesso di compiere un
graduale percorso formativo professionale sicuramente di
valore inestimabile. Il rapporto ed il continuo scambio
di idee con gli altri partecipanti ci ha arricchito anche
umanamente e ci ha permesso di rafforzare la passione e
l'impegno costantemente dedicati alla ricerca. Giunti alla
fine di questa irripetibile esperienza, vogliamo ringraziare
quanti ci hanno consentito di vivere questo momento e tutti
coloro che hanno così contribuito alla nostra crescita
personale.
Maria Antonietta Catania (Dip. Clinico e Sperimentale
di Medicina e Farmacologia, Università di
Messina)
Quella appena trascorsa è stata la mia seconda esperienza
al seminario di Pontignano. Come molti altri colleghi prima
di me, mi preme ribadire la particolarità dell’evento:
un incontro-confronto tra giovani ricercatori accomunati
dall’impegno e dalla passione per la ricerca farmacologica
dove ognuno porta il suo carico di esperienza (per quanto
limitato), ma anche di curiosità, di perplessità
e di voglia di fare a dispetto delle difficoltà dell’universo
lavorativo.
Rispetto all’edizione passata ho notato che la farmacologia
clinica (disciplina nell’ambito della quale svolgo
la mia attività di ricerca) ha sicuramente ricevuto
più spazio, ma a mio avviso sempre in misura non
adeguata alle esigenze della settore biomedico.
Quello che auspico per le prossime edizioni è un
maggior interesse nei confronti della farmacologia clinica,
forse spesso troppo trascurata (e non solo dal seminario
di Pontignano), perché essa ha la stessa dignità
e la stessa valenza delle scienze precliniche.
Lungi dal voler essere una critica, il mio è solo
l’esternazione del desiderio e della necessità
di un dibattito sempre più vivace sull’argomento.
Emiliano Chiarot, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia dell’Università di
Padova
L’esperienza di Pontignano è sicuramente una
tappa molto importante nel percorso di formazione dei dottorandi
che possono accedervi. Poter presentare e discutere i propri
risultati al di fuori della cerchia ristretta delle persone
con cui si collabora tutti i giorni è fonte di accrescimento
personale, non solo da un punto di vista lavorativo, ma
anche nella semplice esposizione dei dati. Un altro punto
sicuramente a favore dell’iniziativa è l’informalità
che pervade tutte le sessioni e che riesce a mettere a proprio
agio anche i dottorandi, facilitando gli interventi. Avrei
anche un suggerimento relativo ai partecipanti. Attualmente,
i dottorandi che prendono parte ai seminari si occupano
prettamente di farmacologia e ben pochi, come me, si occupano
di altro (lavoro presso la Novartis Vaccines and Diagnostic
di Siena, progetto per lo sviluppo di un vaccino contro
Streptococcus pyogenes). Potrebbe essere molto interessante
aprire i seminari ancora di più a studenti che svolgono
un dottorato in microbiologia, biotecnologie, chimica, biologia,
medicina ecc…, anche promuovendo l’intervento
di studenti che lavorano in azienda, permettendo, così,
un maggior scambio di esperienze.
Daniela Cigognini
Frequento l’ultimo anno di dottorato in Fisiopatologia,
Clinica e Terapia delle Malatttie Metaboliche presso l'Università
di Milano e questa per me è stata la prima (e purtroppo
l'ultima) volta che partecipo al Seminario di Pontignano.
Pur lavorando su una materia, la terapia cellulare delle
malattie neurodegenerative, un pò diversa dalla classica
farmacologia molecolare, ho trovato molto stimolante ascoltare
le esperienze di altri dottorandi provenienti da ogni parte
d'Italia, non solo per l’arricchimento scientifico,
ma anche per confrontare la mia esperienza e la mia preparazione
con quella dei miei colleghi. Inoltre penso che dover esporre
il proprio lavoro in pochi minuti davanti a persone che
ne sanno poco o nulla di quello che stai studiando, e dover
poi rispondere alle relative domande, sia una prova importante
per chi vorrà entrare nel mondo della ricerca, in
quanto si impara a essere chiari, concisi e, soprattutto,
a mantenere i nervi saldi! La Certosa di Pontignano credo
non abbia bisogno di commenti, in quanto è semplicemente
splendida. Buonissimo anche il cibo. Un solo appunto sulla
gestione dei dopocena: va bene che siamo ad un seminario,
ma organizzare qualcosa di più movimentato di una
lettura scientifica alzerebbe sicuramente il morale dei
poveri dottorandi che il giorno dopo devono esporre e sono
terrorizzati! Basterebbe una gita serale a Siena…
Mi chiamo Valentina Cippone e sono una
dottoranda al terzo anno di corso (Bari) , per cui quella
di quest'anno è stata la mia ultima partecipazione
al Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e
Scienze Affini. Avevo già partecipato al seminario
due anni fa ed avevo vissuto una esperienza molto formativa,
oltre che emozionante.
Quest'anno, con la comunicazione orale, le emozioni si sono
moltiplicate, ma non solo quelle. La mia partecipazione,
più matura, mi ha dato l'occasione di confrontarmi
più consapevolmente con i miei colleghi. Il Seminario
è soprattutto questo: un luogo di incontro e di confronto
alla pari. Ed il confronto non riguarda solo tematiche prettamente
scientifiche, ma ci si rapporta ad altre realtà di
ricerca, si possono scambiare opinioni circa la nostra condizione,
per certi versi molto penalizzata e per altri molto stimolante,
di dottorandi in Italia. Il seminario è anche il
luogo per creare nuove amicizie e per rafforzare legami
che credi si fermino solo alla sfera lavorativa e che invece
rappresentato qualcosa di più. Inoltre, il seminario
si svolge in un luogo splendido, anche se quest'anno ci
ha colpiti un preludio di inverno... Alla luce di tutto
questo, sento di dover consigliare questa esperienza a tutti
i dottorandi che ancora non l'hanno vissuta, soprattutto
ai "piccoli" del mio dipartimento, anche se i
costi del Seminario sono diventati, purtoppo, piuttosto
elevati da sostenere per un dottorando (fatevi aiutare dai
vostri dipartimenti e sfruttate i VOSTRI fondi di dottorato,
ne avete diritto!). Appoggio, pertanto, il suggerimento
che il Presidente della SIF, Prof. Achille Caputi, ha scherzosamente
rivolto agli organizzatori in sede di congresso, circa la
possibilità di organizzare il seminario per il prossimo
anno alle Maldive... Farebbe meno freddo e, forse, costerebbe
meno!!!
Il Prof. Giuseppe Cirino (Preside Facoltà di Farmacia, Università
di Napoli Federico II) scrive: "Dei Sogni
e dei Bisogni - La scuola di Pontignano".
Vado a Pontignano da quando è nata e ci torno sempre
con piacere per respirare quell’aria piena di entusiasmo
che solo i giovani che hanno cominciato a confrontarsi con
un progetto di ricerca, il loro progetto di ricerca per
il dottorato, sanno creare. Eh sì! A Pontignano si
respira l'emozione, l'ansia, la gioia (dopo la relazione
orale), si ascoltano i sogni ed i bisogni. Dei sogni e dei
bisogni vorrei parlare. Dei sogni dei giovani e della loro
energia vorrei parlare, del loro entusiasmo che trapela,
dalle loro brevi lettere inviate a SIF Informa, e dei loro
bisogni, bisogno di confrontarsi, di avere consigli, di
sentire critiche mirate che aiutano a crescere.
Bisogni: Pontignano dovrebbe ruotare attorno a questo; secondo
me, è necessario che Pontignano cresca per dare a
tutti coloro che lavorano nel mondo della Farmacologia una
palestra dove, come suggerisce la parola, ci devono essere
maestri ed allievi. Ecco, vorrei che ci fossero più
maestri e che si fermassero di più nei cortili a
chiacchierare con i dottorandi chiedendo, suggerendo e spingendo,
se ci sono affinità, i giovani a collaborare tra
di loro. Tra questi giovani ci sono, ci saranno, i farmacologi
di domani, sì, ed allora bisogna insegnargli a discutere
i dati, a fargli notare che esistono più soluzioni
e che le buone idee sono il cardine della ricerca, non soltanto
i soldi. Fargli capire che loro adesso, grazie alla velocità
e fruibilità dell'informazione, hanno accesso a lavori
scientifici, banche dati etc alla stessa velocità
del loro equivalente ad Harvard, Oxford etc. Ed allora non
basta mandare i dottorandi a Pontignano, ma bisogna dare
un contributo che allo stato attuale é molto variabile,
anche se devo dire esiste uno "zoccolo duro".
Quindi più professori e ricercatori, non per moderare,
ma per essere lì a fare domande, ad accendere la
discussione e soprattutto per chiacchierare dopo e creare
quella "palestra".
Sogni: Ho portato molti miei allievi dottorandi e ne ho
conosciuti tanti altri ed ho imparato una cosa: coloro che
sognano di poter continuare a fare questo lavoro si riconoscono,
perché si vede da come parlano, dai loro occhi che
è questo il lavoro che vogliono fare. Tra questi
studenti che hanno partecipato a Pontignano, alcuni sono
ancora con me ed ora sono ricercatori, altri lavorano in
altre istituzioni straniere, in Inghilterra o Stati Uniti.
Penso a questo proposito che è importante far capire
che la ricerca non ha confini e che è importante
fare delle esperienze in altri laboratori. A questo proposito
penso che l'iniziativa di quest'anno vada ripetuta portando
a Pontignano non solo ex-allievi di Pontignano, ora stabilmente
impegnati in Istituzioni di ricerca straniere, ma anche
ricercatori senior al fine di creare opportunità
e contatti per i giovani. Vorrei concludere dicendo che
la scuola di Pontignano è importante, va preservata,
sponsorizzata e soprattutto allargata e resa fruibile ai
nostri giovani con il minimo esborso di denaro possibile.
Quest'ultimo punto è quello più critico in
quanto sta diventando sempre più difficile sostenere
questa spesa che è andata aumentando di anno in anno,
anche a causa dei continui tagli e degli esigui finanziamenti
erogati alle scuole di dottorato dagli Atenei".
La Dottoressa Marilena Colaianna (Dipartimento di Scienze Biomediche della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Foggia, XX Ciclo di Dottorato di Ricerca) ha scritto: "Partecipare e vivere l’esperienza umana e scientifica del Seminario per Dottorandi in Farmacologia alla Certosa di Pontignano ha rappresentato per me una fonte di arricchimento dal valore davvero inestimabile. Ricordo di essere arrivata alla Certosa in occasione della IX edizione…ero emozionata, seguivo le sessioni dei poster degli altri miei colleghi con trepidazione, ascoltavo le domande dei moderatori cercando di immaginare quali interrogativi potevano porre dopo aver ascoltato il mio lavoro. Credevo che l’emozione avrebbe mandato in tilt la presentazione che con tanta cura avevo preparato e che il risultato di tanti sforzi potesse non essere apprezzato. La mia presentazione era prevista nella sala Palio…c’ero già stata più volte fino a quel pomeriggio, ma ad essere sincera, sembrava che vi entrassi per la prima volta. Aspettavo con ansia che arrivasse la mia professoressa…volevo convincere anche lei che la fiducia che mi era stata concessa era ben riposta e che quella della ricerca potesse essere la mia strada. Alla fine, è arrivato il tanto temuto momento…il moderatore ha presentato il mio poster ed io ho iniziato ad illustrare quanto avevo fatto nel primo anno del mio Dottorato. Tutto si è svolto con estrema naturalezza…naturale era anche rispondere alle domande che mi venivano poste. Alla luce di questa mia prima esperienza, credevo che la partecipazione alla X edizione non avrebbe scatenato la stessa agitazione provocata il primo anno. Quello che l’aria “certosina” è in grado di regalare ai giovani che si apprestano ad affrontare una carriera piena di possibili grandi soddisfazioni, ma anche di ostacoli è la possibilità di condividere le proprie sensazioni con altri coetanei. Nel secondo anno, ho provato anche la gioia di vincere uno dei premi assegnati per il miglior poster, un premio che non mi aspettavo e che ha valorizzato il lavoro fatto stimolando ulteriori approfondimenti. Con la presentazione all’XI edizione del Seminario, ho potuto completare questo percorso e, giunta alla fine di questa irripetibile esperienza, che ha favorito il continuo scambio di idee con gli altri partecipanti, mi ha arricchito umanamente ed ha permesso di rafforzare la passione e l'impegno costantemente dedicati alla ricerca, voglio ringraziare quanti mi hanno consentito di vivere questo momento contribuendo così alla mia crescita personale".
Ciro Coletta, dottorando in Scienza del Farmaco presso la Facoltà di Farmacia di Napoli: "ho partecipato quest'anno per la prima volta al Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia (Pontignano '08), un’esperienza che mi ha segnato positivamente, una bella occasione di confronto con colleghi dottorandi di altre università; mi ha quasi sorpreso che per i tre giorni del Seminario noi giovani fossimo il fulcro delle discussioni. Ho conosciuto personalità del mondo scientifico, tutti segnati da una passione profonda per la ricerca in farmacologia; ho apprezzato la semplicità e la simpatia con la quale lei, Prof. Caputi, così come il professor Di Rosa, avete parlato a noi giovani. Sono tornato a Napoli con la convinzione che la ricerca in italia è viva, spero vivamente di poter partecipare ad un Pontignano '09".
Francesca Comelli
Dip. di Biotecnologie e Bioscienze, Università
Milano Bicocca. Docente tutore Barbara Costa (anche
lei una ex dottoranda che è stata a Pontignano).
"Desidero iniziare ringraziando la Società Italiana
di Farmacologia per l’attenzione, ineguagliata in
Italia, che dimostra nei confronti dei dottorandi. Tale
impegno si manifesta sia nelle grandi cose, di cui il Seminario
Nazionale per Dottorandi è la prova più evidente,
sia nelle piccole, come dimostra lo spazio concesso a questo
breve articolo.
L’utilità e la necessità di congressi
scientifici nell’ambito della ricerca appare evidente.
Dedicarne uno unicamente ai dottorandi consente loro di
trovarsi nella condizione di protagonisti assoluti in un
ambiente in cui spesso rappresentano solo delle comparse.
Potersi misurare e confrontare alla pari senza il timore
di essere troppo severamente giudicati aiuta a vincere la
paura di esporre se stessi e le proprie capacità
a un giudizio insindacabile. Condividere le proprie esperienze
e i propri studi con coetanei crea un ambiente familiare
che permette ai dottorandi di intraprendere con successo
l’inizio del loro percorso di formazione e crescita
senza aver di fronte solo obiettivi che possono apparire
irraggiungibili. In questo senso appare ottima l’idea
del Presidente Caputi di istituire un “Club dei Pontignani”.
Un Club in perpetuo rinnovo e composto da giovani ricercatori
che consentirebbe di estendere nello spazio e nel tempo
i pregi dei Seminari. L’istituzione di un riconoscimento
per la migliore comunicazione orale e per i migliori posters
innesca un meccanismo di sana competizione, che facendo
leva sull’impegno e sull’orgoglio personale,
stimola a dare il meglio di sé. Inoltre la splendida
cornice delle colline senesi e la suggestiva Certosa di
Pontignano rendono ottima questa già positiva esperienza.
Sono una dottoranda al secondo anno e queste sono alcune
mie brevi riflessioni. Specifico di essere al secondo anno
per sottolineare il piacere che provo sapendo di poter partecipare
a questo seminario anche l’anno prossimo".
Il dott. Andrea Coppi ha scritto. "Ho partecipato a Pontignano nel triennio 2004-2007 come dottorando dell'Università degli Studi di Padova e credo sia stata un'esperienza molto bella anche se non nascondo di aver avuto un certo timore nel presentare il mio lavoro alle persone presenti. Il primo anno sono stato solo un giorno in Certosa e subito sono rimasto affascinato dal luogo che, cred,o non abbia bisogno di presentazioni. Negli anni successivi ho partecipato all'intera settimana e questo mi ha aiutato nel confronto con gli altri e soprattutto ad instaurare nuove amicizie. Il seminario lo considero uno dei ricordi più belli del mio dottorato e un'esperienza che aiuta noi giovani "alle prime armi" nella formazione scientifica e nell'apprendimento di nuove tecniche e metodologie di lavoro. Ringrazio vivamente chi si è impegnato nell'istituire questa lodevole iniziativa dato che si parla sempre di ricerca da promuovere e spesso non viene considerata quella già esistente e che spesso raggiunge grandi risultati. Personalmente mi impegno nel supportare questo club dei "Pontignani" sperando che in futuro abbia un sempre maggiore risalto".
Anna Cozzoli, Dipartimento Farmaco-Biologico,
Sezione di Farmacologia, Dottorato in Scienze Biochimiche
e Farmacologiche (XXI ciclo) Università di
Bari.
Il Seminario Nazionale per i Dottorandi in Farmacologia
e Scienze Affini offre, ogni anno, a noi dottorandi italiani,
la possibilità di essere, all’interno di un
congresso nazionale, i “protagonisti assoluti”
di un evento scientifico, dandoci l’opportunità
di confrontarci, conoscerci, di crescere, rapportandoci
con i nostri “colleghi” coetanei.
L’atmosfera familiare ed informale è visibile
sia durante l’esposizione dei i poster sia durante
le comunicazioni orali.
Il clima favorevole è anche merito di tutte le persone
che lavorano alla preparazione ed all’organizzazione
di tale evento, che anche quest’anno, impressione
personale, è risultato perfetto.
Molto interessanti e con temi utili ed attuali sono state
le discussioni serali.
L’unica cosa che mi è apparsa superflua è
presentare il cartaceo del poster, poiché i risultati
delle ricerche sono mostrati in formato powerpoint.
Porterò con me questa esperienza, con un po’
di nostalgia, perché frequentando il terzo anno di
dottorato mi risulterà difficile ritornare in quel
magico contesto senese.
Ilaria Crucil, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia dell'Università di Padova.
Per quanto mi riguarda, questo è stato il terzo Seminario
di Pontignano a cui ho partecipato come dottoranda. Inizio
dalla cornice che ci ha sempre ospitato, che definire bella
mi sembra pure poco. La Certosa ha sempre un grande fascino,
ed è la prima cosa che mi ha colpito tre anni fa
e non ha smesso neppure quest'anno. L'unica pecca, riscontrata
ogni anno, è l'immancabile freddo che puntualmente
si fa sentire.
L'organizzazione dell'evento è sempre stata per me
ineccepibile, sia nelle tempistiche sia nella logistica:
tutti ci sentiamo sempre un po' "coccolati" dagli
organizzatori.
Gli argomenti trattati nelle sessioni non sono sempre (chiaramente,
aggiungo, essendo il seminario aperto a tutti i campi della
farmacologia) stati espressamente del campo in cui lavoro,
ma in ogni caso sia i poster, sia le esposizioni spesso
mi hanno dato l'opportunità di poter pensare a nuovi
spunti e correzioni nella mia ricerca, specie in questo
ultimo anno.
Inoltre, per me è stato un bel banco di prova la
discussione del terzo anno, un'opportunità di impratichirmi
con la difficoltà dell'esporre ad un pubblico il
mio lavoro.
Molto interessante, ed aggiungo per certe cose divertente,
è stato per me il ruolo di moderatrice che mi è
stato affidato questo terzo anno. Dopo aver provato, posso
davvero dire che sia stata una splendida esperienza.
Ho notato, però, che facendo fare la presentazione
con powerpoint oltre ai poster, purtroppo questi passano
un po' in sordina: l'attenzione in sala era infatti solo
focalizzata alla discussione ed i poster, seppur molto ben
realizzati, venivano tralasciati dal pubblico in sala.
A tirare le somme, il Seminario per me è sempre stato
una bella esperienza, una bella opportunità per provare,
imparare e scambiarsi esperienze.
Maria Laura De Simone, dottoranda al terzo
anno del Dottorato in NEUROSCIENZE, che sto svolgendo presso
l'Istituto di Farmacologia dell'Università
Cattolica del Sacro Cuore di ROMA. Quest'anno per
la terza volta ho partecipato al SEMINARIO NAZIONALE PER
DOTTORANDI IN FARMACOLOGIA E SCIENZE AFFINI (XII) in veste
di relatore, presentando in comunicazione orale la mia attività
di ricerca, e in veste di moderatore nel corso di una sessione
di poster. Come è stato ricordato in apertura dei
lavori del congresso “la formazione del dottorando
prevede non solo la capacità di analisi e critica
scientifica, la tecnica laboratoristica, l'ideare ed attuare
proggetti di ricerca, la capacità di fare gruppo,
coinvolgendo nel proprio progetto tutte le figure professionali
e non che ruotano in un laboratorio, ma anche la capacità
di misurarsi e confrontarsi con colleghi che condividono
gli stessi interessi, la capacità di presentare ed
esporre i propri dati coinvolgendo l'uditorio, anche coloro
che non si occupano direttamente del settore specifico della
ricerca.”
Ritengo che “Pontignano” consenta proprio questo:
uno scambio proficuo di esperienze, un’occasione di
crescita fondamentale per i giovani ricercatori che si affacciano
al mondo della Farmacologia. Tutto questo nella splendida
cornice della Certosa. Per questo ringrazio la SIF per l'attenzione
che dimostra nei confronti dei dottorandi, patrocinando
eventi come il SEMINARIO NAZIONALE PER DOTTORANDI IN FARMACOLOGIA
E SCIENZE AFFINI.
Andrea Di Francesco, Università
degli Studi "G.d'Annunzio", Via dei Vestini,31 Chieti.
Frequento il secondo anno di dottorato in Fisiopatologia
del Metabolismo presso l’Università di Chieti.
Per la prima volta quest’anno mi sono trovato partecipe
di un’esperienza affascinante e per alcuni aspetti
unica. Mi riferisco in particolare all’intervento
del Prof. Massimo di Rosa, che ha rivelato alcuni valori
della ricerca scientifica che stanno forse passando un po’
in secondo piano e che personaggi di grande valore scientifico
come lui riescono ancora a trasmettere.
Nel corso del congresso ho avuto modo di incontrare ragazzi
straordinariamente preparati e di assistere a comunicazioni
brillanti e coinvolgenti. Di grande interesse (e divertimento)
sono stati anche gli interventi di coloro che si potrebbe
dire “ce l’hanno fatta”; mi riferisco
a personalità come il Prof Fulvio D’Acquisto
che con la sua simpatia è riuscito a gettare un barlume
di speranza in chi, come noi dottorandi, si sente a volte
perso nei meandri della ricerca.
Spero per questo (e per molto altro) di avere l’opportuntà
di tornare anche l’anno prossimo. Confesso che la
partecipazione a questo congresso mi ha offerto un forte
stimolo a perseverare e continuare a credere in ciò
che faccio. Colgo l’occasione per ringraziare Lei
e tutto il comitato organizzativo per il contributo economico
che ci avete fornito.
Luigia Di Francesco (Università di Chieti)
Sono una dottoranda dell’ultimo anno che ha partecipato
a due seminari che si sono tenuti a Pontignano, in un’occasione
presentando un poster ed in un’altra una comunicazione
orale. È un’esperienza positiva, un punto di
incontro e uno scambio di idee sulla ricerca scientifica.
È un confronto formativo, costruttivo sia tra noi
dottorandi, ma anche con i Professori che ogni anno, in
questa esperienza a Pontignano, ci sostengono e ci aiutano
a capire cosa vuol dire fare ricerca. Quest’anno molto
interessanti sono state le serate dedicate alla ricerca.
Un po’ più distante ho trovato il mondo dell’industria
che crea sempre nuove figure, ma con una formazione e con
obiettivi diversi rispetto all’ambiente universitario,
dove la passione e l’amore per la ricerca ogni giorno
ci fanno andare avanti.
Ringrazio Lei, Prof. Caputi, e il comitato organizzativo
per il contributo economico che ci avete fornito.
Claudio Digennaro, Dottorando al secondo
anno (XXII ciclo) in Scienze Biochimiche e Farmacologiche, Università degli Studi di Bari
Il Seminario Nazionale per Dottorandi della SIF è
un evento straordinario che riesce a rendere disponibili
idee ed esperienze personali all'attenzione di tutti. È
l'opportunità per tutti i dottorandi di crescere
ed aprirsi alla diversità di metodologie, di linee
di ricerca, nonchè di approcci alla ricerca stessa.
La mia impressione su questa prima esperienza congressuale
SIF è molto positiva. Ho avuto l'occasione di confrontarmi
con dottorandi e professori di alto livello: ricordo con
molto piacere la comicità “napoletana”
ed "internazionale" del Prof. Fulvio D'Acquisto
e l'utile ironia del Prof. Achille Caputi nelle loro comunicazioni;
i consigli pratici di molti dottorandi partecipanti al Seminario;
e poi le comunicazioni dei dottorandi del 3° anno. Solo
un piccolo disguido mi ha fatto tremare (... ma solo per
una notte): non ero a conoscenza che dovessi presentare
il mio poster con una presentazione power point. Sono riuscito
a farla in circa tre ore durante la notte. TUTTO OK! Ma
perchè preparare un poster per poi presentarlo e
discuterlo in power point e per di più non avere
a disposizione neanche una sessione per discuterlo in modo
meno formale? Questo mi ha lasciato un po' "pensieroso"!
Per quanto riguarda l'organizzazione... bè, i miei
complimenti a tutti, la Sig.ra Valacchi, i Camerieri, l'autista
della navetta, ecc..; mi ha colpito la loro estrema cortesia
e disponibilità.
Sto già pensando che mi dispiacerà non rivivere
tutto questo (a parte la nottata in bianco), quando terminerò
il mio dottorato perchè è un'esperienza che
arricchisce sia da un punto di vista professionale che umano.
Però... ho ancora un altro anno: l'ultimo, il più
impegnativo e forse quello che mi permetterà di capire
i limiti che devo superare (... o non superare) e di continuare
ad avere la giusta curiosità per scoprire nuove cose.
Grazie a tutti quelli che ho incontrato... e al prossimo
anno.
Antonella Di Sotto (Corso di Dottorato
in Tossicologia, XXI ciclo, del Dipartimento di Fisiologia
Umana e Farmacologia "V. Erspamer" dell'Università
"Sapienza" di Roma.
Ho partecipato per la prima volta al Seminario per Dottorandi
in Farmacologia e Scienze Affini, presso la Certosa di Pontignano,
durante l’ultimo anno del mio corso di dottorato,
l’anno in cui provi a tirare le somme sul lavoro svolto,
sulle esperienze vissute e sulla formazione acquisita, l’anno
in cui inizi a pensare con maggiore consapevolezza al cambiamento
imminente e alla necessità di dover fare progetti
più concreti per il futuro. Purtroppo la realtà
che si vive oggi da giovani aspiranti ricercatori non apre
grosse prospettive, perlomeno in Italia, e spesso si è
costretti a scegliere tra la passione e la vita.
Raccontare l’esperienza “Pontignano” in
questo contesto lascia spazio alle emozioni e alla speranza
che la ricerca, sebbene continuamente penalizzata, possa
trovare nuova linfa vitale nei giovani e in chi continua
a lottare per ricordarne il valore.
Sono arrivata a Pontignano con tutto un bagaglio di ricordi
di chi prima di me aveva vissuto l’esperienza e aveva
voluto raccontarmela…
Appena arrivi, ti guardi intorno spaesato, incuriosito dalla
maestosità e dalla calma della Certosa… fuori
dal caos cittadino (e partendo da Roma mi è sembrato
di trovare un angolo di Paradiso!!), all’orizzonte
la natura, quasi a perdere di vista per un momento la vera
ragione del viaggio; infine ti cali nella realtà
del Seminario… Vivi l’attesa della presentazione,
l’ansia del tempo che sembra sempre troppo poco, il
timore di non suscitare interesse per il lavoro presentato;
e poi l’incontro con i “grandi”, le loro
esperienze, i consigli su come muoversi nella fase del post-dottorato
e, infine, le “curiosità”, tanto temute,
ma allo stesso tempo attese, perchè rappresentano
lo stimolo giusto a migliorare e crescere professionalmente.
Oggi, a distanza di poco più di un mese, riguardo
all’esperienza “Pontignano” con gioia
e rimpianto… gioia, per aver avuto anch’io la
possibilità di vivere e raccontare “Pontignano”,
rimpianto per aver vissuto quest’esperienza solo per
una volta, alla fine del mio dottorato.
“Pontignano” non è solo un seminario,
è una scuola per i dottorandi, un momento in cui
si impara ad ascoltarsi, sostenersi, un momento in cui si
abbattono le distanze, le “origini universitarie”
e le esperienze vissute e ci si ritrova a fremere, a guardarsi
intorno in cerca di un volto amico, e poi a scambiarsi idee
e instaurare nuove amicizie. Credo che vivere “Pontignano”
dal primo anno di dottorato sia davvero importante non solo
per crescere professionalmente, imparando a superare l’ansia
del confronto e talvolta dello “scontro”, ma
anche per acquisire maggiore consapevolezza dei proprio
lavoro, degli obiettivi e delle scelte sperimentali.
Ringrazio fortemente tutti coloro che mi hanno permesso
di partecipare a questo incontro ed in particolare gli organizzatori
che hanno saputo rispondere con disponibilità e attenzione
alle nostre esigenze.
Mi auguro che, nonostante il problema dei notevoli costi,
tutti i dottorandi possano continuare a vivere l’esperienza
“Pontignano”, incontrandosi e rincontrandosi,
crescendo insieme, sostenenendosi e stimolandosi…
in una parola “pontignando”!!!”
Paola D’Incau, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia dell'Università di Padova.
Nel riflettere e nel pensare ai quattro giorni passati alla
Certosa di Pontignano (io sono al primo anno di dottorato)
posso constatare come sia stata un’esperienza, per
me e credo per molti dottorandi, utile nonché necessaria
per imparare ad aprirsi, a confrontarsi, a discutere con
la comunità che pratica la Farmacologia.
Ho potuto, infatti, conoscere e condividere la mia esperienza
lavorativa; non nego che sono stata affascinata da campi
di ricerca per me in gran parte sconosciuti, tanto da chiedermi
se il mio settore d’indagine, la farmacoepidemiologia,
sia proprio la strada giusta.
Questo stimolo nel crescere, nel curiosare oltre il proprio
settore di ricerca, credo sia uno dei risultati efficaci
per il percorso formativo dei dottorandi; a ciò si
aggiunge il miglioramento delle abilità trasversali,
quali il comunicare, parlare, esporre, rappresentare, che
sono indispensabili per un buon ricercatore.
Concludo ringraziando l’ottima organizzazione e l’Università
di Padova che mi ha permesso di conoscere questa realtà,
e mi auguro che si possa mantenere nel tempo.
Valerio Donato, Perugia
Non so perché, ma ogni volta che vado in Toscana
in auto finisco col perdermi. Stavolta le lapidarie indicazioni
di ViaMichelin hanno messo in difficoltà anche il
compagno di merende Enrico, che, come me, partecipava per
la prima volta al convegno di Pontignano. L’arrivo
alla Certosa è stato quindi accompagnato da un continuo
guardar l’orologio… fortunatamente, le nostre
conferenze erano programmate per la mattina seguente. Fortunatamente?
Non tanto per questioni di orario (alla fine, siamo arrivati
comunque puntuali), quanto perché, e non smetterò
mai di ringraziare Microsoft per questo, la formattazione
delle slides della mia conferenza era completamente andata,
sicché, nei ritagli tra le sessioni di conferenza
del primo giorno del convegno mi sono trovato a dover prepotentemente
occupare il computer della sala per “restaurare”
il mio file, sotto gli occhi perplessi delle dottorande
senesi.
Passata la nottata nella nostra camera, spartana ma funzionale
(e anche fredda – questo nel sito della Certosa non
c’era… -), è giunto il gran giorno. Dopo
3 convegni cui avevo partecipato presentando poster, mi
trovavo a tenere la mia prima conferenza: una bella emozione,
nonché un buon test, dato che, essendo giunto al
termine del mio Dottorato, ho anche fatto le prove generali
di quella che sarà la mia dissertazione finale. Non
posso che ricordare felicemente quel momento, per il feedback
ricevuto, la curiosità della platea e, ovviamente,
per il riconoscimento di cui la commissione dei Docenti
del convegno mi ha onorato.
L’aver sostenuto la mia prova fin da subito mi ha
consentito di vivere il resto del convegno con maggiore
serenità e gusto, potendo quindi apprezzare la preparazione,
la tenacia e le ambizioni dei miei colleghi, oltre che gli
aspetti sociali che un convegno fatto da e per i giovani
non può non dare (e chi l’avrebbe mai detto
che avrei rigiocato a nascondino, dopo tutti questi anni?)
Tirando le somme, esperienze del genere sarebbero davvero
da incentivare: di certo, sarebbe d’aiuto una sede
più confortevole e, soprattutto, un costo più
popolare, consentendo la partecipazione ad un numero di
dottorandi sempre maggiore.
Maria Donniacuo, Dipartimento di Medicina
Sperimentale Sez. di Farmacologia, Seconda Università
di Napoli
Anche quest'anno, per la seconda volta, ho avuto la possibilità
di partecipare al Seminario per dottorandi a Siena con una
comunicazione orale, essendo all'ultimo anno di dottorato.
È stata davvero una bella esperienza non solo da
un punto di vista scientifico, ma anche sociale. Ho avuto
la possibiltà di confrontarmi con tanti altri dottorandi
e professori, scoprire modi diversi di affrontare e portare
avanti degli esperimenti e, soprattutto, come risolvere
tanti piccoli, ma importantissimi problemi per chi fa ricerca.
Molto interessanti sono stati i dopo-cena per i temi affrontati,
in particolar modo quello riguardante "Perchè
fare ricerca".
La scelta del posto, naturalmente bellissima, anche se pure
quest'anno ha fatto abbastanza (davvero tanto) freddo!
Riccardo Dore (Dottorando di ricerca in
Neuroscienze all'Università di Cagliari)
desidera, prima di tutto, ringraziare il suo tutor Prof.ssa
Mariangela Serra e il coordinatore del dottorato Prof. Giovanni
Biggio per avergli dato l'opportunità di partecipare
al XII Seminario per Dottorandi in Farmacologia e Scienze
Affini alla Certosa di Pontignano. Ringrazia, inoltre, la
Società Italiana di Farmacologia e l'Università
di Siena per l'impegno e per lo sforzo promulgato nel corso
degli anni nell'organizzazione di tale evento, che rende
un "dottorando" un "piccolo ricercatore"!
Frequento il II anno di dottorato e partecipare al Seminario
ha rappresentato per me l'occasione di riassumere quasi
un anno di duro lavoro in una comunicazione orale di 10
minuti, esercizio fondamentale per riuscire ad esporre in
maniera chiara e semplice nuovi argomenti a colleghi che
lavorano in altri settori della ricerca. Anche le brevi
pause tra le diverse sessioni, i coffee breaks, i pranzi
e le cene sono stati momenti importanti per un confronto
culturale e non, per conoscere le altre realtà al
di fuori dell'Università di provenienza e per fare
il punto circa la nostra preparazione scientifica.
Una piccola nota di demerito circa la logistica delle sessioni
poster: spesso la sala Veranda era più popolata della
sala Bracci, ma i posti a sedere erano insufficienti!
Nota altamente positiva per il sito prescelto per l'incontro
e un plauso agli organizzatori per la loro disponibilità,
cortesia e gentilezza; e al Prof. Massimo di Rosa, per averci
deliziato con la lettura della prima sera dal titolo "L'infiammazione
ed io". Mi sembra doveroso rivolgere un augurio a tutti
quei dottorandi che non hanno avuto (ancora) occasione di
partecipare al Seminario e a tutti quei dottorandi non beneficiari
di borsa di studio che, comunque, lavorano nella ricerca
con passione e dedizione.
Epis Roberta (Dip. Scienze Farmacologiche, Università di Milano)
COMMENTI SULLA PARTECIPAZIONE AL XII SEMINARIO PER DOTTORANDI
IN FARMACOLOGIA E SCIENZE AFFINI
Ritengo che il Seminario per Dottorandi in Farmacologia
e Scienze Affini sia stato ben organizzato ed offra una
buona possibilità agli studenti di dottorato. È
importante, infatti, imparare ad esporre il proprio lavoro
davanti ad un pubblico competente e imparare ad argomentare
i risultati ottenuti durante le discussioni. Sarebbe opportuno
però che, almeno le presentazioni dell’ultimo
anno, venissero proposte in inglese.
Inoltre, si potrebbero invitare i professori già
presenti come moderatori a tenere delle letture, dedicando
possibilmente almeno 40 minuti per ogni intervento in modo
da poter offrire un’ampia introduzione per chi lavora
su temi diversi. Questi interventi, però, non dovrebbero
essere tenuti la sera dopo cena, perché è
molto difficile mantenere la concentrazione dovuta.
L’organizzazione delle presentazioni degli studenti
dei primi anni di dottorato andrebbe invece modificata.
È inutile chiedere agli studenti di preparare un
poster che non viene poi utilizzato. Se si volesse continuare
a richiedere il contributo dei poster questi dovrebbero
restare esposti per tutta la durata del congresso in uno
spazio comune, quale ad esempio il chiostro esterno, in
modo da essere facilmente accessibili in ogni momento.
Dott.ssa Emanuela Esposito, Dottoranda
di Ricerca in Scienze Neurobiologiche Cliniche, Scuola di
Dottorato in Neuroscienze, Università degli
Studi di Messina.
Ho partecipato come dottoranda del II anno in Scienze Neurobiologiche
Cliniche (Scuola di Dottorato in Neuroscienze, Università
degli Studi di Messina) al XII SEMINARIO NAZIONALE PER DOTTORANDI
IN FARMACOLOGIA E SCIENZE AFFINI che si è tenuto
a Siena nella Certosa di Pontignano, dal 22 al 25 Settembre
2008. Gli organizzatori si sono distinti in cordialità
e gentilezza, creando un clima sereno e piacevole. Quest’anno
ogni poster veniva presentato tramite una breve comunicazione
orale. La possibilità di soffermarsi sui poster per
più tempo e la presentazione orale successiva hanno
permesso un valido confronto. Infatti, la partecipazione
alle sessioni è stata attiva e dinamica (anche l’ultimo
giorno) e l'ambiente gradevole ed informale ha favorito
la discussione e lo scambio d'idee. Il programma era particolarmente
ricco. Le tematiche affrontate sono sempre state accompagnate
da vivaci discussioni che spesso sono andate oltre l’orario
previsto dal programma, proseguendo a tavola o davanti ad
una tazza di caffè. Ho avuto la possibilità
di incontrare dottorandi proveniente da altri atenei italiani
e di discutere e di approfondire temi molto attuali nel
campo della Farmacologia. Una particolare emozione ha suscitato
in me la lettura magistrale del Prof. Di Rosa, presentato
in maniera divina dal Prof. Patrono, che è riuscito
ad entrare perfettamente nello spirito di questo incontro
e che ha trasformato l’incontro in una piacevolissima
chiacchierata tra amici. Ho partecipato con passione ed
entusiasmo all’incontro “Fare ricerca, perché?”
con gli interventi dei Proff. D’Aquisto, Saso, Cuzzocrea
e Pons, che hanno reso la serata particolarmente brillante
e per niente noiosa; sono stati tutti molto pratici e realisti,
ma non disfattisti. Mi è molto piaciuta la serata
“danzante”, anche se non ne ho potuto godere
a pieno e ad un certo orario ho dovuto lasciare la pista
da ballo, perché il giorno dopo ero tra gli “eletti”
che dovevano presentare il proprio poster. La partecipazione
al Seminario ha rappresentato per me una esperienza costruttiva,
un notevole stimolo a proseguire le mie ricerche. Un grazie
particolare va alla Società Italiana di Farmacologia
per aver concesso un contributo economico importante alla
partecipazione al Seminario.
È stato un piacere partecipare… peccato il
freddo! Distinti Saluti
Dott. Stefano Gaburro, Dipartimento di
Farmacologia ed Anestesiologia dell’Università
di Padova: commento all’esperienza al XII
Seminario per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini
Questa è stata la mia seconda presenza a Pontignano.
Di anno in anno il contributo delle presentazioni e dei
poster cresce di qualità e il numero di partecipanti
aumenta, rendendo la manifestazione sempre più interessante.
In particolare, essendo un meeting abbastanza eterogeneo,
è facile interagire sul piano scientifico oltre che
sul piano umano. Infatti, tra l’anno scorso e quest´anno
abbiamo fatto partire alcune collaborazioni che senza Pontignano
non sarebbero potute esistere.
Un grazie agli organizzatori che ogni anno si prodigano
perché le cose riescano al meglio, rendendo la manifestazione
ancora più interessante.
Molto interessanti, quest’anno, gli interventi della
serata a tema “Perché fare ricerca” e
“dove cercare per un lavoro futuro”: interventi
più mirati per giovani dottorandi che non hanno idea
a volte a chi potersi rivolgere per un lavoro futuro.
Menziono per ultimo, ma non per importanza, la serata musicale
organizzata ad hoc perché i dottorandi possano passare
un po’ di tempo assieme, dopo alcuni giorni ad ascoltare
presentazioni, in cui si può interagire e, perché
no, divertirsi.
Ringrazio l’Università di Padova, in particolare
il Dipartimento di Farmacologia e Tossicologia, per avermi
dato la possibilità di partecipare a questa esperienza
formativa.
Prof.ssa Gaion Rosa Maria (Università
di Padova)
Da alcuni anni partecipo al Seminario dedicato ai nostri
dottorandi e, come loro, ne sono entusiasta. Ritengo che
per i giovani farmacologi sia un'occasione unica di incontro
per mettere a confronto le loro idee creative e le loro
esperienze, indipendentemente dal progetto di ricerca specifico
che stanno sviluppando. Parlano tutti di studio, di sperimentazione,
di tecniche avanzate e dei possibili traguardi scientifici
verso i quali sono protesi con lo spirito semplice ed entusiasta
di chi crede in quello che fa. Parlano delle loro esperienze,
delle loro speranze, dei piccoli e grandi sacrifici e a
volte dei timori. Amano lo scambio di opinioni con noi docenti,
che abbiamo già percorso gli stessi sentieri. Nell'atmosfera
magica della Certosa di Pontignano, tutto questo assume
un significato particolare, perché lì è
facile percepire il suono del pensiero. Proprio così,
almeno fino a quando non arriva il tanto atteso evento di
Roberto Ricci con la sua band, per farci ben vedere che
i nostri giovani non vivono solo di scienza. Se non ci fosse,
il Seminario di Pontignano bisognerebbe inventarlo. Per
fortuna ci ha già pensato l'amico Prof. Sgaragli,
che dirige con maestria questa meravigliosa orchestra fatta
di elementi che si rinnovano di anno in anno. Altrettanto
efficienti sono i suoi collaboratori, che organizzano la
nostra vita nella Certosa in maniera minuziosa, permettendoci
di trarre il massimo da quelle giornate.
Ho avuto modo di apprezzare i pontignani/e sotto il profilo
umano e di osservare che i risultati del loro impegno scientifico
sono in continuo crescendo. Forza ragazzi, siete dei grandi!
Sono convinta che a questo ha contribuito anche la palestra
del Seminario nazionale, che nessun congresso al mondo può
sostituire nel valore formativo. Ne sono tanto convinta
che già dal XIX ciclo del Dottorato a Padova ho proposto
ed ottenuto l'inserimento del Seminario di Pontignano nel
percorso formativo obbligatorio per i nostri studenti. Fortunatamente
l'Ateneo di Padova crede e investe molto nei giovani dottorandi,
mettendoci ogni anno a disposizione un numero adeguato di
borse di studio e un fondo da dedicare alla loro mobilità.
Al di là di questo, considerato il numero dei nostri
iscritti, l'impegno economico richiesto per la partecipazione
al Seminario non è indifferente, tanto che quest'anno
ho subito chiamato il Presidente della SIF per chiedergli,
in maniera forse un poco sfacciata, uno "sconto comitiva".
Un grazie al Prof. Caputi per aver recepito e tradotto il
messaggio a favore di tutti i partecipanti.
Nei giorni che precedono il Seminario è bello vivere
il fermento dei preparativi: posters, diapositive, testi
delle comunicazioni che i dottorandi ci sottopongono con
orgoglio per l'ultima revisione. E poi finalmente si parte.
Il tempo del viaggio trascorre rapido, con l'appennino toscano
pronto ad accoglierci in tutto il suo splendore e poi giù
fino alla Certosa di Pontignano. Spero che a nessuno venga
in mente l'idea di un trasloco in altra sede, perché
non ce ne può essere una migliore. Quello che non
riesco a capire è il perché di una partecipazione
così limitata da parte dei docenti. Cari colleghi,
provate a venire con i vostri allievi l'anno prossimo e
sono certa che sentirete anche voi il desiderio di ritornarci.
C'è tanto ancora da fare per migliorare le Scuole
di dottorato in Italia e Pontignano può essere un
momento adeguato per confrontare le diverse situazioni e
raccogliere proposte che possano avere un valore a livello
nazionale. Questo sarà possibile discutendone con
i dottorandi, ai quali certo non mancano le idee. È
evidente che qualcosa di negativo c'è anche a Pontignano.
Ho dovuto pensarci un poco, ma non ho dubbi. La cosa per
me negativa è stata la frittata con le erbe che abbiamo
mangiato quest'anno, il giorno dell'arrivo. Le uova non
erano state montate a sufficienza e in più era stata
aggiunta troppa farina. Per il resto, tutto meravigliosamente
bene.
Stefania Giudice, Dottoranda al secondo
anno presso l'Università degli Studi di Padova,
Scuola di Dottorato in Farmacologia indirizzo Farmacologia,
Tossicologia e Terapia.
Che dire del mio secondo anno a Pontignano? Sicuramente
che è una delle migliori esperienze che un giovane
ricercatore può vantare nel suo curriculum vitae.
Ritengo che sia un’esperienza valida soprattutto dal
punto di vista formativo e professionale. Il potersi confrontare
con ragazzi come te, con le tue stesse esperienze e paure,
con diversi docenti proventi da tutta Italia, davanti ad
un pubblico più o meno ristretto di persone che sono
lì per ascoltarti ed aiutarti e non per giudicare
severamente il tuo lavoro, rappresenta sicuramente un’ottima
scuola per la nostra preparazione professionale. Quest’anno
parte delle paure che avevo avuto l’anno scorso erano
scomparse, mi sentivo un po’ più sicura, quasi
a casa. Ha contribuito a ciò sicuramente il fatto
di aver ritrovato molti amici conosciuti già l’anno
scorso e di averne trovato di nuovi. La Certosa, poi, ritengo
che sia la cornice ideale per questo quadro quasi perfetto.
Ho solo una piccola lamentela da fare, altrimenti il mio
giudizio sembrerebbe poco veritiero. Partendo dal presupposto
che ho trovato molto interessanti tutte le Sessioni presentate,
ritengo che però il Seminario di quest’anno
fosse troppo incentrato sulla Farmacologia del sistema nervoso
e poco su altre branche che penso siano altrettanto importanti.
A parte questo ringrazio tutti quelli che hanno partecipato
per la buona riuscita di questo Seminario e ringrazio sia
la SIF che l’Università di Padova che mi hanno
dato la possibilità di diventare una “Pontignana”.
Stefania Giudice (Università di Modena e Reggio Emilia): "Cari colleghi, ritengo che la vostra iniziativa di creare un database dei componenti del Club dei Pontignani sia davvero molto interessante e costruttiva. In merito alla mia esperienza personale posso dire che ho avuto l'onore di partecipare l'anno scorso, per la prima volta, al Seminario nazionale per Dottorandi in farmacologia. Bè l'esperienza è stata sicuramente positiva sotto tutti i punti di vista. L'organizzazione mi è sembrata impeccabile, sia per la sede scelta (la Certosa sembra un piccolo angolo di Paradiso), sia soprattutto per l'opportunità che viene data a noi, giovani "ricercatori" , di essere per la prima volta protagonisti. Penso sia un evento utile che ci permette non solo di condividere le nostre esperienze, ma anche di confrontarci allargando sempre più i nostri orizzonti. Credo che per il nostro percorso di formazione questa esperienza sia necessaria. Ringrazio quindi tutti voi e la SIF per avermi dato la possibilità di partecipare a questo evento. Un saluto a tutti".
Jessica Grigoletto, Dipartimento di Farmacologia
e Anestesiologia dell'Università degli Studi
di Padova.
Il XII seminario per dottorandi in Farmacologia e Scienze
affini è stata per me la seconda volta. Nulla è
cambiato rispetto all'anno precedente, nel senso che il
trattamento presso la Certosa di Pontignano (luogo molto
carino) è stato, come sempre, molto buono per ciò
che riguarda vitto e alloggio. Con un elogio alla Signora
Valacchi e all'intera organizzazione, sempre pronta a far
fronte alle nostre esigenze e soddisfare le nostre richieste.
E' poi sempre un piacere ritrovare dottorandi conosciuti
l'anno prima e conoscerne di nuovi e scambiarci idee e consigli
che tornano poi utili nel nostro lavoro quotidiano. Per
tutto questo un meritato grazie va alla macchina organizzativa.
Volendo piuttosto dare un giudizio sull'aspetto scientifico
del seminario, a mio parere è molto importante che
ci siano e che vengano mantenuti seminari come questo di
Pontignano perché ciascuno di noi ha la possibilità
di "rompere il ghiaccio" di fronte ad un pubblico
di professori, ricercatori, dottorandi. Soprattutto ha la
possibilità di far conoscere il progetto su cui lavora
e di ascoltarne altri. Questo diventa un arricchimento personale
e professionale insieme: si può tornare nel proprio
laboratorio con una carica in più e proporre nuove
idee. L'unica nota negativa in questo seminario è
che mi piacerebbe ci fossero più interventi da parte
dei professori e dei ricercatori, mi piacerebbe che anche
loro ci parlassero del loro lavoro e soprattutto che tenessero
qualche lezione. Si imparerebbe ancora di più. Ma
forse è la natura di questo seminario che non lo
consente, forse questo seminario è stato concepito,
così, per noi. In ogni caso un grazie va anche al
comitato scientifico e alla disponibilità e al lavoro
di coloro che hanno reso possibile questo incontro.
Cinzia Guidali, Università dell'Insubria
Scrivo questa e-mail dopo aver partecipato al XII Seminario
Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini.
Questo è stato il mio secondo anno alla Certosa di
Pontignano e, come atteso, è stata un’esperienza
piacevole da molti punti di vista. Il clima rilassato e
amichevole è ideale per consentire il dialogo e lo
scambio d’idee, molto utile per far conoscere il proprio
lavoro e ricevere preziosi suggerimenti. La bellezza delle
colline senesi e la suggestività architettonica della
Certosa fa da cornice ad un seminario ben organizzato, ricco
di temi interessanti e interventi molto utili anche per
guardare al futuro con positività.
Ringrazio tutti gli organizzatori del seminario, per aver
reso così gradevoli questi quattro giorni e per realizzare
ogni anno questo evento che gratifica tanti giovani dottorandi.
Dott.ssa Elena Herrero Hernandez, OHSU-CROETV di Portland, che ha partecipato al V Seminario (2001): “Il ricordo di Pontignano è ancora vivo e piacevole come quando vi arrivai nel settembre del 2001. Il clima di condivisione, non solo scientifica, ma anche umana, era facilitato dalla cornice architettonica e dalla bellezza naturale del luogo. Restano nella memoria i complimenti ricevuti per il mio piccolo poster sul trattamento del manganismo (Pharmacologic treatment of manganese-induced parkinsonism with CaNa2EDTA), ma anche le danze in compagnia di colleghi e docenti dei vari dottorati. Un clima rilassato e festoso, ideale per consentire il dialogo e lo scambio d’idee. Un modo per vedere gli altri e per vedersi in modo nuovo, fuori dagli schemi consueti. Un’esperienza che ripeterei volentieri in futuro se ne avessi l’occasione. Ed un ringraziamento che mi pare doveroso a chi lavora per realizzare questo tipo di incontri”.
Dott.ssa Anna Iacono (dottoranda in Scienza
del Farmaco, afferente al Dip.to di Farmacologia Sperimentale, Facoltà di Farmacia ''Federico II di Napoli).
Come dottoranda in Scienza del Farmaco ho avuto l’occasione
di partecipare al primo Seminario e di ritornare con molto
piacere in quest’ultimo anno di dottorato. Nei quattro
giorni trascorsi alla Certosa ho rincontrato molti dei miei
colleghi e conosciuto dei nuovi con i quali ho potuto scambiare
riflessioni, opinioni, idee e consigli tecnici. L’organizzazione
scientifica del congresso si è rivelata impeccabile
e meticolosa nella scelta dei tempi e dei temi affrontati,
ha valorizzato il programma con interessanti tavole rotonde
ed ha dato una giusta rilevanza ai contributi scientifici
dei primi anni con presentazioni in power point, che in
questo modo sono risultate più facili da seguire.
Penso che l’esperienza al Seminario Farmacologia e
Scienze affini organizzato dalla Società Italiana
di Farmacologia alla Certosa di Pontignano offre la possibilità
di misurarsi e confrontarsi con persone professionalmente
competenti e di intrecciare un network di collaborazione
tra diversi laboratori italiani.
Ilena Isak, Dipartimento di Farmacologia
ed Anestesiologia dell’Università di
Padova
Il XII Seminario per Dottorandi in Farmacologia a cui ho
partecipato è stata la mia prima esperienza in veste
di dottoranda.
Ho avuto la possibilità di esporre ad un pubblico
del settore i risultati preliminari ottenuti nel corso del
primo anno di sperimentazione del mio progetto di ricerca.
L’incontro con gli altri dottorandi ha favorito lo
scambio di idee ed esperienze sia per quanto riguarda le
tecniche di laboratorio, sia per le diverse applicazioni
in ambiti affini.
Per quanto riguarda l’organizzazione del seminario,
l’ambientazione è stata sicuramente soddisfacente
ed accogliente.
Il programma delle sessioni non ha consentito di partecipare
facilmente alle comunicazioni, poiché le tempistiche
non sono state rispettate, sia per mancanza dei relatori,
sia a causa di cambiamenti non programmati né resi
noti in precedenza. Inoltre, il tempo programmato per l’esposizione
dei poster, durante la sola sessione della rispettiva comunicazione,
non è stato per nulla sufficiente né per la
loro lettura, né per un loro eventuale approfondimento.
| Webmaster: Federico Casale (webmaster@sifweb.org) | Ultimo aggiornamento: Febbraio 2009 |





