Indica quanto è probabile che una reazione avversa sia realmente collegata all’assunzione di un determinato prodotto. La semplice successione temporale non dimostra un rapporto di causa-effetto: occorre valutare quando sono comparsi i sintomi, se sono migliorati dopo la sospensione, se si sono ripresentati dopo una nuova esposizione e se esistono spiegazioni alternative. La prima valutazione è spesso affidata al medico; per renderla più oggettiva si utilizzano algoritmi decisionali basati su criteri predefiniti. Tra i più usati figurano la scala di Naranjo, i criteri WHO-UMC dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e il RUCAM (Roussel Uclaf Causality Assessment Method), impiegato soprattutto nei casi di sospetta epatotossicità. Il rapporto viene classificato come certo, probabile, possibile, improbabile o non valutabile.