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Jacopo Meldolesi

Il 23 agosto 2026, all’età di 88 anni, si è spento a Milano Jacopo Meldolesi, Professore Emerito di Farmacologia nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Con lui, la comunità scientifica italiana perde uno dei protagonisti della ricerca biomedica, uno scienziato che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo di questo settore nel nostro Paese ed in Europa.

Nato a Roma nel 1937, Jacopo Meldolesi si laureò nel 1962 in Medicina e Chirurgia all’Università di Catania. Dopo una specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Ricambio, iniziò la propria attività scientifica nel 1965 presso l’Istituto di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano diretto dal Professor Emilio Trabucchi, lavorando con Francesco Clementi e Bruno Ceccarelli. Determinante per la sua formazione fu il periodo trascorso alla Rockefeller University di New York nel laboratorio di George E. Palade, Premio Nobel per la Fisiologia o Medicina. Qui maturò la convinzione che per comprendere i meccanismi fondamentali del meccanismo d’azione dei farmaci fosse necessario integrare diverse discipline: farmacologia, fisiologia, biologia cellulare e biochimica.

Rientrato in Italia, Meldolesi sviluppò presso l’Istituto di Farmacologia dell'Università di Milano un proprio gruppo di ricerca, che inizialmente si concentrò sui meccanismi cellulari della secrezione e del traffico di membrana, argomenti che aveva affrontato nel laboratorio di Palade, ma che in seguito estese i propri interessi alla neurofarmacologia cellulare e molecolare, con importanti contributi allo studio della liberazione dei neurotrasmettitori e del ruolo del Ca²⁺ e di altri secondi messaggeri nella comunicazione cellulare. Successivamente si occupò dei segnali che sottendono alla maturazione dei fenotipi di neuroni e astrociti, e quindi della comunicazione intercellulare tramite sinapsi e vescicole extracellulari.

La sua carriera accademica si svolse a Milano, inizialmente presso l’Università degli Studi, dove fu Professore Incaricato dal 1971, e Professore Ordinario di Farmacologia dal 1981. Fu quindi membro del Comitato Ordinatore del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffele, dove fu Professore Ordinario dal 1999 al 2010 e successivamente Professore Emerito. Svolse inoltre un ruolo fondamentale nello sviluppo della ricerca di base dell’Istituto Scientifico San Raffaele, fondando il Dibit (Dipartimento di Biotecnologie).

Assieme a Francesco Clementi e Bruno Ceccarelli, Jacopo Meldolesi fu tra gli scienziati che fondarono il Centro per lo Studio della Farmacologia Cellulare e Molecolare del CNR (confluito poi nell’attuale Istituto di Neuroscienze), sostenendo l’idea di una struttura capace di riunire competenze diverse,  dalla farmacologia allo studio dei circuiti nervosi, in una virtuosa compenetrazione di saperi.

Jacopo Meldolesi contribuì in maniera importante alla costruzione ed al rafforzamento della comunità scientifica italiana ed europea. Fu Presidente della Società Italiana di Neuroscienze e della Federazione Italiana Scienze della Vita. Guidò commissioni importanti per la definizione dei criteri di valutazione dei progetti di ricerca, enfatizzando la necessità di una selezione rigorosa che preservasse però la libertà intellettuale dei ricercatori.

La sua presenza in editorial boards di importanti riviste, tra cui Trends in Pharmacological Sciences, ed in prestigiose istituzioni scientifiche, tra cui EMBO ed Accademia Nazionale dei Lincei, testimoniano la rilevanza della sua produzione scientifica. Ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Camillo Golgi, il Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei e la Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica.

L’aspetto più rilevante della sua carriera sta tuttavia nell’enorme influenza che ha avuto nella formazione di generazioni di ricercatori, che hanno portato i suoi insegnamenti in numerose istituzioni di altissimo profilo e che permetteranno alla sua insaziabile curiosità ed al suo rigore scientifico di continuare a vivere nelle future generazioni di farmacologi in Italia e nel mondo.

Ricordo a cura della Prof.ssa Flavia Valtorta

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