In un contesto globale sempre più instabile e competitivo, il sistema farmaceutico italiano non può permettersi di restare fermo: servono scelte rapide, una visione condivisa e un rafforzamento strutturale della governance per garantire accesso all’innovazione, sostenibilità e sviluppo. Per questo, la Società Italiana di Farmacologia (SIF) ha riunito oggi a Roma istituzioni, industria e comunità scientifica nell’ambito dell’evento “Il futuro della farmaceutica”, in corso presso il Roma Eventi Fontana di Trevi, con l’obiettivo di avviare un confronto concreto e definire priorità e strumenti per il rafforzamento del sistema.
In un contesto caratterizzato da rapida evoluzione scientifica, crescente complessità regolatoria da uno scenario geopolitico profondamente instabile – con le tensioni in Medio Oriente e le criticità legate allo Stretto di Hormuz, snodo strategico per le catene globali – e una forte competizione tra aree geografiche per attrarre investimenti il sistema italiano si trova di fronte alla necessità di consolidare la competitività del Paese nel panorama internazionale.
L’iniziativa segna l’avvio di un percorso strutturato promosso da SIF, che vedrà il coinvolgimento degli stakeholder in tavoli di lavoro tematici e la produzione di documenti di policy, con l’obiettivo di contribuire concretamente al dibattito pubblico e alle future politiche del farmaco.
“Lo sviluppo farmaceutico sta attraversando un’era d’oro, con nuove tecnologie e tanti farmaci che fanno la differenza per i nostri pazienti. Eppure, è urgente per l’Italia fare un salto di qualità nella capacità di fare sistema per essere protagonista”, ha dichiarato Armando Genazzani, Presidente della Società Italiana di Farmacologia SIF. “Riteniamo, per questo, fondamentale promuovere un confronto strutturato tra tutti gli attori - istituzioni, industria, comunità scientifica e clinica - per individuare soluzioni condivise, ridurre le frammentazioni e rafforzare il ruolo dell’Italia in un contesto sempre più competitivo e interconnesso. Aiutare la politica a prendere decisioni vuol dire anche essere in grado di fare sintesi tra posizioni diverse mettendo a disposizione le proprie competenze”.
Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato alla Salute
DICHIARAZIONE
"Lo scenario internazionale impone oggi all’Italia scelte chiare e coraggiose: l’industria farmaceutica è un asset strategico per la salute dei cittadini, ma anche per la competitività, la crescita, l’occupazione, lo sviluppo delle competenze e la sicurezza della nostra Nazione. In questo quadro, è fondamentale rafforzare la capacità di fare sistema, semplificare i processi decisionali e garantire un accesso rapido e uniforme all’innovazione su tutto il territorio nazionale, guardando anche alle politiche messe in campo dall'amministrazione statunitense, come la clausola della Most Favored Nation. L’industria è pronta a fare la propria parte, investendo in ricerca, sviluppo e produzione, ma è necessario un quadro regolatorio stabile, prevedibile e capace di valorizzare il contributo del settore. Confidiamo nel percorso parlamentare del Testo Unico sulla legislazione farmaceutica perché solo attraverso una collaborazione strutturata tra istituzioni, comunità scientifica e industria possiamo cogliere appieno le opportunità offerte da questa fase di trasformazione e consolidare il ruolo dell’Italia come hub farmaceutico di primo piano a livello internazionale. La voce delle Società Scientifiche, e della SIF in particolare, ha grande rilevanza per costruire una consapevolezza condivisa che permetta di guardare oltre ad interventi economicistici, come quello della revisione del prontuario a cui sta lavorando Aifa, per costruire un contesto favorevole all’innovazione, basato sulla valutazione e la valorizzazione degli esiti delle cure", ha dichiarato Marcello Cattani, Presidente Farmindustria.
Nel corso del confronto è emersa con chiarezza la necessità di intervenire lungo tre direttrici strategiche: l’accesso tempestivo ai farmaci, l’impatto delle dinamiche internazionali e il rafforzamento dell’ecosistema della ricerca e sviluppo.
Sul tema dell’accesso anticipato, Claudio Jommi, Presidente Eletto ISPOR ITALY-ROME CHAPTER, ha sottolineato che “l'Italia ha attivato da tempo programmi di accesso anticipato ai farmaci, anche a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Tali programmi presentano però una forte frammentarietà e regole diverse nella gestione degli stessi. E' importante, a partire da una disamina di vantaggi e rischi dell'accesso precoce e delle esperienze internazionali, prima fra tutte quella francese, definire un sistema più strutturato di early access che preveda in modo chiaro le condizioni di eleggibilità, i processi di gestione, gli effetti sul percorso di accesso ordinario e le clausole di salvaguardia per tutti gli stakeholder”.
Una riflessione che si inserisce nel più ampio contesto internazionale, come evidenziato da Massimo Riccaboni, Professore di Economia, Direttore AXES, IMT, Scuola Alti Studi, Lucca. “La nuova politica americana Most Favored Nation (MFN) - ha spiegato - àncora i prezzi dei farmaci negli Stati Uniti a quelli praticati in un gruppo di paesi, tra cui l'Italia. I prezzi netti italiani, già tra i più bassi tra i paesi industrializzati, rischiano di diventare il benchmark, diretto o indiretto, del mercato americano, con evidenti implicazioni per la sostenibilità della spesa farmaceutica e l'accesso all'innovazione. Inoltre, la politica MFN rischia di avere ripercussioni pesanti sull'export e sull'attrattività per gli investimenti diretti esteri. L'Italia non può permettersi di restare ferma mentre gli altri paesi si stanno già adattando al nuovo contesto internazionale”.
In questo scenario, il rafforzamento della ricerca e sviluppo rappresenta una leva decisiva, come evidenziato da Giulio Pompilio, Direttore Scientifico del Centro Cardiologico Monzino IRCCS. “La farmaceutica del futuro si costruisce dove ricerca scientifica, sperimentazione clinica e visione industriale riescono a procedere insieme. L’Italia ha le competenze, le strutture e la qualità scientifica per essere protagonista, ma deve rendere più forte e più attrattivo il proprio ecosistema della ricerca clinica, superando ritardi attuativi e disomogeneità organizzative. Investire in ricerca e sviluppo farmaceutico significa oggi investire contemporaneamente in salute, innovazione, competitività e crescita economica”.
L’evento rappresenta il punto di partenza di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori momenti di confronto e approfondimento, fino al Convegno Nazionale SIF previsto al Lingotto di Torino dal 25 al 28 novembre 2026, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di un sistema farmaceutico più efficiente, equo e orientato all’innovazione.