Indica la capacità di una sostanza di interagire con il sistema degli estrogeni, ormoni che regolano funzioni importanti come lo sviluppo riproduttivo, la salute delle ossa e il metabolismo. In condizioni controllate, come nelle terapie mediche prescritte per alcuni disturbi legati alla carenza di estrogeni (ad esempio durante la menopausa), questa attività può avere effetti positivi. Tuttavia, può diventare problematica se l’esposizione è non controllata o prolungata, soprattutto in fasi sensibili della vita come gravidanza, infanzia e pubertà, o in presenza di patologie estrogeno-dipendenti (ad esempio alcune forme di tumore della mammella). In questi casi, alcune sostanze possono agire come interferenti endocrini e alterare l’equilibrio ormonale.