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Controindicazioni ai vaccini

Giuseppe Nocentini

Non tutti possono vaccinarsi.

Esistono controindicazioni temporanee e definitive.

Un soggetto non può vaccinarsi se affetto da una malattia che dà febbre, se è stato vaccinato con vaccini a virus vivi attenuati nei 30 gg precedenti o se è in trattamento con farmaci che agiscono sul sistema immunitario deprimendolo, inclusi i glucocorticoidi ad alte dosi. Queste sopra elencate sono controindicazioni temporanee. Infatti, una volta cessata la condizione, il soggetto può essere vaccinato.

In altri casi, il soggetto non può proprio vaccinarsi (si parla, in questo caso, di controindicazioni definitive). I casi più frequenti che rappresentano una controindicazione definitiva sono:
- gravi reazioni a precedente vaccinazione
- gravi reazioni allergiche o pseudoallergiche a farmaci che abbiano messo in pericolo la vita del soggetto (reazioni anafilattiche o anafilattoidi)
- malattie congenite del sistema immunitario che determinino immunosoppressione
- trattamenti immunosoppressivi somministrati a vita
- allergia a prodotti contenuti nel vaccino, come ad esempio un antibiotico o un conservante (in non tutti i vaccini sono presenti antibiotici o conservanti)
- malattie neurologiche in evoluzione

In caso di malattie come leucemia, tumori e AIDS la situazione va valutata caso per caso.

Le controindicazioni ai vaccini possono essere tali per due motivi:
- impedire la comparsa di reazioni avverse gravi al vaccino
- evitare di vaccinare soggetti che hanno una alta probabilità di non rispondere al vaccino (cioè che non risulteranno protetti dalla malattia contro la quale è diretto il vaccino)