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Antibiotici: uso corretto, rischi dell’abuso e antibiotico-resistenza

21 maggio 2026

Antibiotici: uso corretto, rischi dell’abuso e antibiotico-resistenza
Gli antibiotici hanno rivoluzionato la medicina, rendendo curabili infezioni batteriche un tempo mortali. Comprendere quando sono davvero necessari e quali rischi comporta il loro abuso è fondamentale per proteggere la salute individuale e collettiva.

Cosa sono gli antibiotici?

Gli antibiotici sono farmaci utilizzati per prevenire e trattare infezioni causate da batteri, agendo su specifici bersagli cellulari dei microrganismi. Non sono invece efficaci contro i virus, come quelli responsabili di influenza o raffreddore e il loro utilizzo, in questi casi, è inutile e potenzialmente dannoso.

 

Quando è corretto assumerli?

Gli antibiotici devono essere assunti solo quando realmente indicati e sempre su prescrizione medica, in presenza di una diagnosi o di un forte sospetto clinico di infezione batterica. Quando è necessario intervenire tempestivamente, senza aspettare i tempi per identificare con certezza il microrganismo responsabile, si inizia una terapia empirica, basata sulla valutazione clinica del medico e sulle condizioni del paziente.

 

L’uso degli antibiotici in Italia

I dati più recenti del Rapporto AIFA 2024 mostrano un aumento del consumo di antibiotici in Italia, con picchi nei mesi invernali che suggeriscono un uso improprio per infezioni virali. L’impiego risulta particolarmente elevato tra anziani e bambini, con marcate differenze regionali e valori più alti al Sud. Inoltre, si osserva il crescente utilizzo di antibiotici ad ampio spettro, un fenomeno che contribuisce ad alimentare l’antibiotico-resistenza e sottolinea la necessità di un uso più appropriato e consapevole.

 

Cos’è l’antibiotico-resistenza?

È la capacità di alcuni batteri di sfuggire all’azione di antibiotici che normalmente dovrebbero eliminarli. Questo fenomeno può svilupparsi attraverso mutazioni spontanee oppure mediante l’acquisizione di geni di resistenza da altri batteri.

 

Un uso più attento può prevenire la resistenza?

Si, per alcune classi di antibiotici, come i fluorochinoloni, una riduzione dell’uso ha portato a una diminuzione delle resistenze batteriche, dimostrando concretamente come un impiego più appropriato possa contribuire a limitare la diffusione dei batteri resistenti.

 

Quali sono i batteri responsabili maggiormente di resistenza agli antibiotici?

Batteri clinicamente rilevanti come Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa, Streptococcus pneumoniae, e Salmonella spp., possono presentare livelli variabili di resistenza agli antibiotici, rendendo più complesso il trattamento di infezioni urinarie, respiratorie, gastrointestinali o infezioni sistemiche.

 

Quali comportamenti favoriscono lo sviluppo di resistenze?

L’uso inappropriato degli antibiotici, ad esempio per infezioni virali o senza prescrizione medica e il loro abuso accelera la selezione e la diffusione dei batteri resistenti attraverso un meccanismo chiamato pressione selettiva. Anche l’abuso di antibiotici ad ampio spettro, sia in ambito umano sia veterinario e zootecnico, contribuisce al problema.

 

Conta anche il dosaggio e la durata della terapia?

Si, fattori di rischio sono l’assunzione di dosaggi errati (spesso troppo bassi), l’interruzione precoce della terapia o il mancato rispetto degli orari di assunzione, fondamentali per mantenere livelli efficaci del farmaco nell’organismo. Preservare l’efficacia degli antibiotici richiede quindi un impegno condiviso tra pazienti, istituzioni e professionisti sanitari.

 

Quale ruolo ha il paziente?

Il paziente ha un ruolo centrale nel contrasto all’antibiotico-resistenza, seguendo correttamente le indicazioni del medico, rispettando dosi, orari e durata della terapia, evitando l’automedicazione e rispettando il giudizio del medico sulla loro reale necessità. È importante non condividere gli antibiotici né conservarli per usi futuri, poiché ogni terapia è prescritta per il singolo paziente e il suo quadro clinico.

 

Ruolo delle Istituzioni e dei professionisti sanitari

Medici e farmacisti svolgono un ruolo fondamentale grazie al contatto diretto con i pazienti e alla promozione di una corretta informazione sanitaria. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e AIFA e Ministero della Salute promuovono strategie per un uso appropriato degli antibiotici. AWaRe (Access, Watch, Reserve), è una guida per i professionisti sanitari nella scelta dei farmaci, e l’approccio One Health integra salute umana e animale. In Italia, il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza sostiene prevenzione, ricerca e uso responsabile degli antibiotici.

 

I farmaci possono favorire la comparsa di infezioni?

Si, un uso prolungato o non appropriato degli inibitori di pompa protonica, come omeprazolo e farmaci analoghi, può modificare l’ambiente gastrico e il microbiota intestinale, ed è stato associato a un aumento del rischio di alcune infezioni gastrointestinali, tra cui quelle da Clostridium difficile. Sebbene gli inibitori di pompa protonica siano molto utili quando correttamente indicati, il loro impiego non necessario può contribuire indirettamente ad aggravare il problema dell’antibiotico-resistenza.

 

Vaccini e antibiotico-resistenza

Secondo l’OMS, i vaccini contribuiscono al controllo dell’antibiotico-resistenza in modo diretto, prevenendo infezioni batteriche, e indiretto, riducendo episodi infettivi virali che spesso portano a prescrizioni antibiotiche inappropriate. È il caso, ad esempio, dei vaccini contro pneumococco, influenza, Rotavirus e virus respiratorio sinciziale, in contesti e popolazioni specifiche.

 

Ci Saranno nuovi antibiotici in futuro?

L’OMS sta promuovendo lo sviluppo di molecole innovative dirette contro batteri resistenti, con particolare attenzione a nuovi bersagli terapeutici e meccanismi d’azione. Un esempio è cefiderocol, una cefalosporina che sfrutta i sistemi batterici di captazione del ferro per penetrare nei batteri, ed è indicata in infezioni gravi sostenute da microrganismi multi-resistenti. La resistenza agli antibiotici è stata anche oggetto del G7 Salute 2024, durante il quale l’Italia ha stanziato fondi per lo sviluppo di nuovi antibiotici.

 

Conclusione

L’abuso di antibiotici e la diffusione di resistenze batteriche rappresentano oggi una seria minaccia per la salute globale, tanto da essere definiti una “pandemia silenziosa”. Senza interventi efficaci, infezioni oggi comuni potrebbero diventare difficili da curare. Gli antibiotici sono una risorsa preziosa ma limitata: utilizzarli in modo consapevole e responsabile è fondamentale per garantire cure sicure anche alle generazioni future.

 

Bibliografia:

  1. Rapporto AIFA 2025 sugli antibiotici, AIFA (https://www.aifa.gov.it/-/rapporto-aifa-2025-sugli-antibiotici)
  2. Comunicato n-52 - Giornata europea degli antibiotici: i dati europei e nazionali, l’impegno di AIFA, 18 novembre 2025, AIFA
  3. Scheda L’utilizzo degli antibiotici in Italia - anno 2024, AIFA.
  4. L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto Nazionale Anno 2023, AIFA.
  5. Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025, Ministero della Salute.
  6. Dagan R, Klugman KP. Impact of conjugate pneumococcal vaccines on antibiotic resistance. Lancet Infect Dis. 2008, 785-795. doi:10.1016/S1473-3099(08)70281-0
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