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Amoxicillina: un antibiotico molto importante di cui spesso si abusa

9 novembre 2023

Amoxicillina: un antibiotico molto importante di cui spesso si abusa
Nella scorsa stagione invernale, l’amoxicillina è stata tra i farmaci introvabili. Vediamo perché questo farmaco è così importante e perché lo utilizziamo. L’amoxicillina serve a curare le infezioni sostenute dai batteri sensibili a questo farmaco.

Cos’è l’amoxicillina?

L’amoxicillina è un antibiotico battericida con ampio spettro d’azione che fa parte della classe delle penicilline ed è tra quelli più usati nei bambini.

 

Quando si usa?

L’amoxicillina è la prima scelta per tutte le più comuni patologie infettive. E’ impiegata nel trattamento di infezioni sostenute da batteri Gram-positivi e Gram-negativi tra cui, in particolare,  le infezioni delle vie respiratorie (come tonsilliti, polmoniti, faringiti, laringiti, sinusiti), ma anche infezioni intestinali, infezioni dentali, per il trattamento pre- e post-operatorio e per il trattamento della scarlattina. Normalmente l’amoxicillina viene somministrata per via orale sotto forma di sospensione, gocce, compresse o capsule, ma può essere somministrata anche per via parenterale sotto forma di soluzione per iniezioni.

 

Quale dosaggio è più appropriato?

L’amoxicillina è a basso costo, efficace e ben tollerata, con bassi rischi di effetti avversi. Come molti farmaci, anche per amoxicillina, la dose da assumere dipende dal tipo di infezione, dall'età e dal peso corporeo del paziente e per questo viene prescritta dal medico su base individuale.

 

E qual è la durata del trattamento?

Analogamente, la durata del trattamento è stabilita dal medico e va continuata anche quando i sintomi migliorano o svaniscono prima della fine prevista. Il ciclo di trattamento deve assolutamente essere rispettato, per evitare lo sviluppo della cosiddetta antibiotico-resistenza. Tuttavia, trattamenti prolungati possono causare effetti avversi dovuti all’alterazione della flora batterica intestinale.  

Cos’è l’antibiotico-resistenza e perché compare?

Con questo termine si intende la capacità di un batterio di resistere all'azione di uno o più antibiotici, rendendo di fatto il trattamento non efficace. Negli ultimi anni, infatti, molti antibiotici sono diventati meno efficaci o non funzionano più a causa dell'uso non del tutto appropriato che è stato fatto. Va detto che lo sviluppo della resistenza agli antibiotici è un processo evolutivo naturale ma questo fenomeno è velocizzato e aggravato da un uso eccessivo e spesso scorretto di questi farmaci.

 

Quali conseguenze porta lo sviluppo dell’antibiotico resistenza?

A causa dell’antibiotico-resistenza alcune malattie anche banali, non avendo più una terapia antibiotica adeguata, possono diventare gravi e, in taluni casi, letali. Inoltre, la resistenza-batterica può diffondere attraverso il passaggio del batterio resistente da persona a persona, all’interno degli ospedali e delle case di cura, attraverso la contaminazione degli alimenti, attraverso la diffusione nell’ambiente. Può accadere di contrarre batteri resistenti anche in seguito a viaggi internazionali. In Paesi in cui è molto diffusa.

 

Quali sono i comportamenti corretti per limitare la comparsa di antibiotico-resistenza?

Ci sono diversi atteggiamenti che dovremmo seguire e la prima azione sarebbe quella di prevenire le infezioni tramite vaccinazione (quando possibile). E poi, è importante usare gli antibiotici solo se prescritti dal medico, rispettare la sequenza della terapia, completare la cura come prescritta dal medico e non condividere gli antibiotici inutilizzati. E’ bene evitare di assumere gli antibiotici in maniera autonoma o su consiglio di amici o parenti. Inoltre, gli antibiotici non vanno mai usati in caso di infezioni virali (come il raffreddore o l'influenza) contro cui non sono efficaci.

 

Come superare il problema dell’antibiotico-resistenza

Purtroppo le alternative terapeutiche agli antibiotici sono scarse. Gli studi sui nuovi antibiotici puntano allo sviluppo di terapie innovative per far fronte ai ceppi resistenti, in taluni casi introducendo una modifica nella struttura chimica dell’antibiotico per confondere il batterio resistente e recuperare l’attività antibatterica.

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