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Doping: quando i farmaci possono essere usati in maniera fraudolenta?

13 luglio 2023

Doping: quando i farmaci possono essere usati in maniera fraudolenta?
E’ un fenomeno in crescita che desta preoccupazione e che riguarda non solo gli atleti professionisti ma anche gli sportivi dilettantistici e amatoriali, il cui numero è sottostimato a causa della mancanza di controlli.

Cosa si intende per doping?

Secondo la legge il termine doping definisce “la somministrazione o l’assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l'adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche e idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti". In altre parole, i farmaci che aumentano le prestazioni fisiche diventano “doping” quando sono assunti in assenza di patologie con l’unico scopo di esaltare le prestazioni agonistiche degli atleti.

 

Tutti i farmaci possono essere considerati doping?

No, non tutti i farmaci sono considerati sostanze dopanti. C'è una lista che li riporta e che viene aggiornata ogni anno dalla Agenzia Mondiale Antidoping (WADA). Nel caso del doping, le sostanze biologicamente e farmacologicamente attive possono essere raggruppate in:

  • farmaci vietati per doping,
  • farmaci non vietati per doping ma utilizzati per scopi diversi da quelli autorizzati,
  • gli integratori, ossia tutti quei prodotti che servono a reintegrare eventuali perdite di macro e micronutrienti come sali minerali, aminoacidi, vitamine, ecc.

 

Farmaci vietati per doping: il caso EPO

L’esempio più famoso è certamente l’eritropoietina meglio nota come EPO. L’EPO è in grado di regolare la produzione dei globuli rossi e quindi di aumentare l’apporto di ossigeno nel sangue. Per questo è diffusa tra coloro che sono sottoposti a prestazioni atletiche di lunga durata come ciclisti e maratoneti. L'uso dell’EPO in questo ambito, tuttavia, comporta rischi per la salute non trascurabili, legati all'aumento della viscosità del sangue e della pressione arteriosa che possono portare a ictus, trombosi e infarto del miocardio.

 

Quali sono gli altri farmaci dopanti?

L’elenco dei farmaci è molto lungo e, tra i tanti, vale qui la pena di ricordare gli steroidi e gli stimolanti. Gli steroidi anabolizzanti, spesso usati in associazione con ormoni maschili come il testosterone, oppure l’ormone della crescita, sono assunti per far aumentare il volume dei muscoli, potenziando quindi forza fisica e resistenza allo sforzo. Gli effetti negativi però includono tossicità epatica, cardiovascolare e endocrina, sviluppo di tumori e disturbi psichiatrici. Gli stimolanti - tra cui amfetamine, cocaina, efedrina, e caffeina - diminuiscono invece il senso di fatica e aumentano il livello di vigilanza e, pertanto, possono incrementare l'agonismo ma anche l'aggressività.

 

E i farmaci utilizzati per scopi diversi da quelli autorizzati?

Alcuni farmaci non esplicitamente vietati potrebbero essere impiegati al di fuori delle loro indicazioni terapeutiche. In questo caso va però ricordato che se la persona non è malata, la somministrazione è comunque pericolosa poiché non ha una finalità terapeutica e, al contempo, non è scevra da possibili effetti negativi come la comparsa di gravi reazioni avverse Tra questi farmaci, quelli più usati sono gli antinfiammatori non steroidei.

 

Perché anche gli integratori possono ricadere nella categoria delle sostanze dopanti?

Anche se ritenuti innocui, gli integratori alimentari potrebbero dare positività in caso di controlli anti-doping poiché contaminati da sostanze proibite non riportate sull’etichetta del prodotto. Si stima che, a livello mondiale, il 5-20% degli integratori presentino questa problematica. Le contaminazioni possono avvenire casualmente, per esempio tramite uso di impianti produttivi utilizzati per altre produzioni ma può anche accadere che, con l’intento fraudolento di potenziare l’effetto del prodotto, siano state introdotte volontariamente. Inoltre, gli integratori potrebbero essere nocivi per la salute a causa di un uso eccessivo e/o improprio.

 

Doping e internet: una cattiva associazione!

Il quadro è ancora più preoccupante se pensiamo che una buona fetta del mercato è alimentata da internet. In questo caso diventa impossibile verificare la composizione effettiva del prodotto che spesso non contiene quanto riportato in etichetta. Inoltre, l’assunzione fai-da-te di questi prodotti non viene comunicata al medico di base e resta priva della supervisione da parte di chi possa monitorare il rischio di potenziali tossicità a carico di organi importanti come il fegato o il cuore (per es. tachicardia, ipertensione). Inoltre, c’è la possibilità di complicazioni legate alle interazioni con altri farmaci assunti legalmente.

 

Il doping nei giovanissimi: è un pericolo reale?

Purtroppo si! I dati indicano che è un fenomeno sempre più diffuso tra i giovanissimi. Il doping ormonale (principalmente ormoni androgeni) è particolarmente diffuso nelle fasce di età più basse (8-17 anni) e nei giovani in fase pre-puberale o appena post-puberale favorisce un'accelerazione della maturazione scheletrica con arresto prematuro della crescita. Nelle ragazze queste sostanze possono determinare cicli mestruali irregolari o vera e propria virilizzazione in base ad entità e durata dell'uso. E se questo non bastasse, ricordiamo anche che l’uso di sostanze dopanti in queste fasce di età aumenta il rischio cardiovascolare e di sviluppare alcuni tipi di tumore.

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