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Mascherine per la protezione individuale: quali norme e quali studi a supporto?

24 aprile 2020

Mascherine per la protezione individuale: quali norme e quali studi a supporto?
Le attrezzature respiratorie di protezione personale sono particolarmente importanti per ridurre il rischio occupazionale di infezione quando la vaccinazione o trattamenti anti-infettivi specifici non sono disponibili. Ma quali esami sono necessari per validarne l’efficacia?

Chi usa e a che servono le mascherine?

I medici hanno da sempre utilizzato maschere per il viso per proteggere i pazienti da infezioni batteriche1.

Oggi, l’uso delle mascherine facciali ha un uso molto più ampio anche se va detto che l'efficacia di molti tipi di maschere per prevenire la contrazione di una infezione è ancora in discussione2.

La comparsa del virus SARS-CoV-2, agente patogeno della COVID-19, ha evidenziato come le attrezzature respiratorie di protezione personale diventano particolarmente importanti per ridurre il rischio occupazionale di infezione quando la vaccinazione o trattamenti anti-infettivi specifici non sono disponibili.

Da cosa ci proteggono le mascherine?

Le mascherine mediche3 possono aiutare a proteggere chi le usa dalle grandi goccioline respiratorie ma va detto che spesso differiscono per spessore e permeabilità e mancano di certificazione per proteggere gli utenti dal rischio di contrarre una infezione per via aerea4.

Molto più efficienti sono i respiratori N95, specificamente progettati per proteggere gli utenti da piccole particelle trasportate dall'aria, compresi gli aerosol.

Questi respiratori sono accuratamente testati per l'efficienza filtrante e la resistenza respiratoria, oltre a un ulteriore test per garantire lo stretto sigillo intorno al viso dell'utente5.

Come si valuta l’efficacia delle mascherine?

Le attuali linee guida sull'uso delle attrezzature respiratorie di protezione personale (DPI) in materia di sanità si basano su prove di efficacia limitate6 e studi di efficacia impegnativi che comportano risultati spesso incongruenti, linee guida internazionali incoerenti7 e raccomandazioni in conflitto8.

In generale si può dire che le prestazioni dei DPI sono state analizzate in contesti comunitari e sanitari senza però quantificare il loro effetto protettivo.

Una recente meta-analisi ha confrontato l'efficacia dei respiratori N95 e delle mascherine mediche ma non ha confrontato la loro efficacia con un adeguato controllo "senza maschera”.

Pertanto la superiorità dei respiratori N95 sulle maschere mediche ha una rilevanza pratica limitata, soprattutto se si considera la differenza di costo.

A che analisi vengono sottoposte le mascherine e da cosa ci proteggono?

La validazione della capacità di protezione della maschera facciale di norma è attuata mediante utilizzo di due agenti patogeni considerando la loro emissione sia episodica sia costante.

Però molti protocolli di prova valutano la prestazione delle maschere facciali solo in condizioni di flusso costante. In queste condizioni, la penetrazione può essere del 10-30% per le particelle ultrafini (UFP), diminuendo del 10-60% per dimensioni delle particelle fino a 3 mm.

Tuttavia, quando una persona infetta starnutisce o tossisce nelle immediate vicinanze di altre persone, le maschere sono sottoposte a pressione con diverse concentrazioni di particelle che includono la generazione di goccioline ad alta velocità ed emissioni di breve durata.

Le prestazioni delle maschere facciali in queste condizioni non sembra vengano misurate e quantificate.

Ma cosa succede nella vita di tutti i giorni, nel mondo reale?

Durante l'uso, la respirazione crea un alternarsi di pressioni positive e negative all'interno della maschera facciale.

Con l’inspirazione, più particelle possono infiltrarsi attraverso gli spazi non coperti intorno alle maschere facciali, vanificando l'efficienza rivendicata dal produttore.

Di fatto, i test di validazione delle maschere facciali non prevedono di imitare tosse o starnuti9.

Si ritiene che la velocità di emissione, la durata delle emissioni, le perdite intorno alle maschere facciali, la distanza tra la persona infetta e la vittima suscettibile, e la ventilazione polmonare dei soggetti sensibili siano i principali fattori che influiscono sulla protezione e sull'esposizione finale.

Quindi cosa possiamo concludere sull’uso del presidio medico delle maschere facciali?

Sicuramente si può affermare che le maschere facciali offrono protezione contro le infezioni respiratorie importanti.

Per completezza di informazione, dobbiamo però aggiungere che questi presidi medicali necessitano ancora di ulteriori studi.

È fuori discussione che rappresentino l'unica protezione disponibile per gli operatori sanitari, soprattutto quando non sono disponibili farmaci o vaccini e la modalità di trasmissione del patogeno è sconosciuta, e sono molto importanti per fornire protezione contro le infezioni alla comunità.

Per quel che riguarda gli operatori sanitari, i respiratori offrono una protezione superiore alle maschere facciali e, in ogni caso, la capacità protettiva diminuisce con l'aumentare della durata dell'uso continuo.

La massima priorità di questi dispositivi è di fornire ai lavoratori sanitari la sicurezza sul lavoro e alla comunità un presidio adatto a contenere l’alto rischio di contagio nel corso di una pandemia, come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La figura di sotto riporta quanto previsto dal WHO10 sull’uso delle mascherine in condizioni di basso ed alto rischio in presenza di pandemia (rosso) o influenza (celeste).

 

Gli studi sulle maschere di stoffa sono carenti, le linee guida sul loro utilizzo sono scarse e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne sconsiglia l’uso in situazioni sia a basso che ad alto rischio.

 

Riferimenti bibliografici:

1 Romney, M. G. 2001 Surgical face masks in the operating theatre: re-examining the evidence. J. Hosp. Infect. 47, 251–256.

2 van der Sande, M., Teunis, P. & Sabel, R. 2008 Professional and home-made face masks reduce exposure to respiratory infections among the general population. PLoS ONE 3, e2618.

3 World Health Organization. 2014 Infection prevention and control of epidemic- and pandemic-prone acute respiratory infections in health care. Geneva, Switzerland; Available at: http://apps.who.int/iris/bitstr eam/10665/112656/1/9789241507134_eng.pdf. Accessed 27 April 2017.

4 Occupational Safety and Health Administration. 2009 Respiratory infection control: respirators versus surgical mask. OSHA Fact Sheet; Available at: https:// www.osha.gov/Publications/respirators-vs-surgicalmasks-factsheet.html

5 Centres for Disease Control and Prevention. 2014 Respirator Trusted-Source Information. The National Personal Protective Technology Laboratory; Available at: http://www.cdc.gov/niosh/npptl/topics/respirators/disp_part/respsource3healthcare.

6 Jefferson T, Del Mar CB, Dooley L, et al. 2011 Physical interventions to interrupt or reduce the spread of respiratory viruses. Cochrane Database Syst Rev; CD006207.

7 MacIntyre CR, Chughtai AA. 2015 Facemasks for the prevention of infection in healthcare and community settings. BMJ; 350:h694.

8 Centers for Disease Control and Prevention. 2015 Interim Infection Prevention and Control Recommendations for Hospitalized Patients with Middle East Respiratory Syndrome Coronavirus (MERS-CoV). Available at: http://www.cdc.gov/coronavirus/mers/infection-prevention-control.html - infection-prevention.

9 Grinshpun, S. A., Haruta, H., Eninger, R. M., Reponen, T., Mckay, R. T. & Lee, S. A. 2009 Performance of an N95 filtering facepiece particulate respirator and a surgical mask during human breathing: two pathways for particle penetration. J. Occup. Environ. Hyg. 6, 593–603.

10 https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/advice-for-public/when-and-how-to-use-masks

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