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Fitovigilanza: anche i prodotti naturali richiedono cautela

21 luglio 2026

Fitovigilanza: anche i prodotti naturali richiedono cautela
Editoriale a cura della Prof.ssa Gabriela Mazzanti, Membro del Sistema Italiano di Fitosorveglianza, già Professore Ordinario di Farmacognosia presso l'Università Sapienza di Roma e Presidente della Società Italiana di Farmacognosia.

Negli ultimi decenni è cresciuto il ricorso ai prodotti cosiddetti “naturali”, ottenuti soprattutto da piante officinali e commercializzati in gran parte come integratori alimentari. A favorirne la diffusione contribuisce l’idea che ciò che è naturale sia necessariamente benefico e sicuro. Non è così: con l’aumento dell’uso sono emerse anche reazioni avverse. Poiché la Farmacovigilanza riguarda i prodotti registrati come farmaci, per monitorare questi eventi è nata la Fitovigilanza.

Cos’è la Fitovigilanza?

La Fitovigilanza comprende le attività di monitoraggio delle reazioni avverse associate ai prodotti naturali: integratori a base di piante ed estratti vegetali (Botanicals), prodotti erboristici e preparazioni galeniche vegetali 1. Include anche prodotti naturali non vegetali, come la propoli. Tutti questi prodotti non rientrano infatti nella Farmacovigilanza, riservata ai medicinali registrati.

Perché un prodotto naturale può causare una reazione avversa?

Un prodotto erboristico o un integratore può causare reazioni avverse per caratteristiche proprie, per i suoi costituenti chimici o per le condizioni di chi lo assume. Le Asteraceae, per esempio, comprendono piante come camomilla (Matricaria chamomilla L.) e partenio [Tanacetum parthenium (L.) Sch. Bip.] che possono provocare allergie dovute ai lattoni sesquiterpenici 1, soprattutto nei soggetti predisposti. Anche la propoli, molto usata per i disturbi delle prime vie aeree, può causare asma allergico per la presenza di derivati dell’acido caffeico. Particolare cautela è necessaria negli anziani, che spesso presentano una ridotta funzionalità renale e assumono più farmaci, con un maggiore rischio di interazioni.

In che modo un preparato naturale può interagire con un farmaco?

I prodotti naturali contengono numerose sostanze, attive e non, che possono modificare l’azione o il destino nell’organismo di un farmaco assunto nello stesso periodo. L’interazione può ridurne l’efficacia, fino all’insuccesso terapeutico, oppure aumentarne gli effetti fino a renderli tossici.

Tra gli esempi più noti ci sono l’iperico e il succo di pompelmo. L’iperico può accelerare il metabolismo di molti farmaci e ridurne l’efficacia; associato agli antidepressivi, può invece potenziarne l’azione e favorire una crisi serotoninergica. Il succo di pompelmo può aumentare gli effetti di alcuni calcio-antagonisti usati contro l’ipertensione, con rischio di tossicità.

Cosa fare se si sospetta una reazione avversa a un preparato vegetale?

Il primo passo è rivolgersi al medico o a un professionista sanitario, che valuterà il caso e le misure necessarie. La reazione va poi segnalata agli organismi competenti. Possono farlo medici, farmacisti, erboristi, aziende produttrici, pazienti o familiari: la segnalazione è aperta a tutti.

Come si fa una segnalazione?

Le sospette reazioni avverse ai prodotti naturali si segnalano tramite la piattaforma online VigiErbe (https://www.vigierbe.it/), che tutela l’anonimato del soggetto. La scheda richiede informazioni sulla reazione (data di insorgenza, gravità, esito), sul prodotto sospetto (composizione, produttore, periodo di assunzione), su eventuali condizioni predisponenti e sull’uso concomitante di farmaci o altri prodotti. Occorre inoltre indicare se i sintomi sono migliorati dopo la sospensione e se sono ricomparsi con una nuova assunzione, oltre ai dati del segnalatore. Una compilazione completa e accurata è essenziale: informazioni insufficienti possono impedire la corretta valutazione del caso.

Chi raccoglie le segnalazioni?

Nel 2002 l’Istituto Superiore di Sanità, insieme al Ministero della Salute e all’Agenzia Italiana del Farmaco, ha avviato un progetto di Fitovigilanza, poi istituzionalizzato come Sistema di Fitosorveglianza, basato sugli stessi principi della Rete Nazionale di Farmacovigilanza 1. Il Sistema raccoglie e valuta le segnalazioni relative a prodotti naturali, comprese vitamine, minerali e altre sostanze con effetto nutritivo o fisiologico. L’attività è coordinata dal Centro Nazionale Ricerca e la Valutazione preclinica e clinica dei Farmaci in collaborazione con il Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità.

Chi esamina le segnalazioni?

Un comitato di esperti valuta se esiste un rapporto di causalità tra l’assunzione del prodotto e la reazione avversa. Considera la compatibilità dei tempi, il miglioramento dopo la sospensione, l’eventuale ricomparsa dei sintomi con una nuova assunzione e la presenza di cause alternative. Algoritmi decisionali basati su criteri predefiniti permettono poi di classificare il rapporto come certo, probabile, possibile, improbabile o non valutabile.

Cosa succede se emergono rischi per la salute?

Se dalle segnalazioni emergono potenziali rischi — per esempio più casi legati allo stesso prodotto o reazioni simili in gruppi vulnerabili come bambini, anziani e donne in gravidanza o allattamento — il Ministero della Salute viene informato. Può quindi disporre il prelievo e l’analisi del prodotto presso i laboratori dell’Istituto Superiore di Sanità o della rete dei Laboratori del Controllo Ufficiale e, quando necessario, adottare misure regolatorie, come il ritiro dal mercato o nuove avvertenze in etichetta.

In conclusione

L’uso di prodotti naturali, soprattutto vegetali, per favorire salute e benessere è sempre più diffuso. Spesso, però, avviene senza il supporto di professionisti formati e sulla base del passaparola o della pubblicità. Non di rado chi assume un integratore non lo comunica al medico, perché lo considera sicuro in quanto naturale o teme che la scelta non venga condivisa. Eppure, questi prodotti possono causare reazioni avverse legate sia alla loro composizione sia alle caratteristiche individuali. Per questo servono informazioni corrette, diffuse attraverso canali autorevoli come le Società scientifiche, insieme a un monitoraggio costante e alla segnalazione dei casi sospetti. Solo così è possibile conoscerli meglio e usarli in modo più sicuro e consapevole.

 

Bibliografia:

  1. Menniti-Ippolito F, Ippoliti I, Di Giacomo S, Da Cas R, Marano G, Ruggeri P, Salvi E, Annunziata A, Gargiulo R, Augusto Pastorelli AA, Boniglia C, Stacchini, Firenzuoli F, Moro PA, Moretti U, Mazzanti G. Sistema di Fitosorveglianza in Italia: attività, risultati e prospettive future. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2025. (Rapporti ISTISAN 25/34).
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