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Givinostat nella distrofia muscolare di Duchenne: come funziona e chi può riceverlo

27 agosto 2026

Givinostat nella distrofia muscolare di Duchenne: come funziona e chi può riceverlo
Nonostante i numerosi progressi della ricerca, la distrofia muscolare di Duchenne, rappresenta ancora una malattia grave per cui esistono pochi farmaci efficaci. Un trattamento innovativo che agisce sul danno muscolare apre oggi nuove prospettive terapeutiche.

Qual è la causa di questa malattia e come si manifesta?

La distrofia muscolare di Duchenne (DMD) è una rara malattia neuromuscolare che colpisce principalmente i bambini di sesso maschile ed è causata dall'assenza oppure da una grave carenza della distrofina. Quando questa proteina è assente o non funziona correttamente, le fibre muscolari diventano più fragili e, nel tempo, si attiva un processo infiammatorio con sostituzione del tessuto muscolare con tessuto fibroso. Questi fenomeni contribuiscono alla progressiva perdita della forza muscolare e della capacità di movimento.

 

Cosa si può fare oggi per questi pazienti?

La terapia principale è ancora rappresentata dai corticosteroidi, che sono utilizzati per ridurre l’infiammazione e rallentare il danno muscolare; il loro impiego prolungato, tuttavia, può provocare effetti avversi importanti. Fortunatamente, negli ultimi anni è stato approvato un corticosteroide specifico per la DMD, il vamorolone, meglio tollerato dai pazienti perché agisce con un meccanismo d’azione diverso.

 

Cosa dice la ricerca scientifica?

In passato, in alcuni pazienti con specifiche mutazioni, è stato utilizzato il farmaco ataluren per il quale l’EMA ha ritirato l’autorizzazione, per dati d’efficacia insufficienti. Sono state, inoltre, sviluppate terapie innovative e personalizzate, come quelle a base di oligonucleotidi antisenso (ASO) e terapie geniche, ma nessuna di queste è stata approvata in Europa. L’unico farmaco attualmente autorizzato è givinostat.

 

Cos’è esattamente givinostat?

Givinostat è una strategia terapeutica che non agisce direttamente sul gene della distrofina, ma sui meccanismi cellulari che contribuiscono al danno muscolare. Il farmaco appartiene alla classe degli inibitori delle istone deacetilasi (HDACi), proteine che regolano l'attività di numerosi geni. Attraverso questo meccanismo, givinostat può ridurre i processi di infiammazione e fibrosi, che svolgono un ruolo importante nella progressione della DMD.

 

Cosa ci aspettiamo dal trattamento?

Gli studi condotti su bambini affetti da DMD, ancora in grado di camminare e già trattati con corticosteroidi, hanno mostrato che l’aggiunta di givinostat alla terapia standard può rallentare il peggioramento della funzione motoria rispetto al placebo [1]. Nei pazienti trattati sono stati osservati anche effetti favorevoli su alcuni parametri relativi alla struttura e alla composizione del muscolo. Il beneficio del trattamento consiste quindi nel rallentamento della progressione della malattia, non nel recupero completo della funzione muscolare già perduta.

 

Quanto è sicuro il suo impiego?

Come tutti i farmaci, anche givinostat può causare effetti indesiderati. Sono state riportate alterazioni del numero di piastrine, aumento dei trigliceridi e disturbi gastrointestinali. Per questi motivi, durante il trattamento, sono previsti controlli periodici.

 

Chi può ricevere givinostat?

Il farmaco non è indicato per tutti i pazienti con DMD e la decisione viene presa dal neurologo o dal centro specializzato che segue il paziente, in base all'età e allo stadio della malattia. Al momento, solo i pazienti a partire dai 6 anni di età e in grado di camminare possono iniziare il trattamento.

 

Cosa significa questo nuovo farmaco per i pazienti?

Givinostat non rappresenta una cura definitiva per la DMD, ma costituisce un’importante nuova opportunità terapeutica che può contribuire a preservare più a lungo l'autonomia e la qualità di vita dei pazienti.

 

 

Bibliografia:

  1. Mercuri E, et al. Safety and efficacy of givinostat in boys with Duchenne muscular dystrophy (EPIDYS): a multicentre, randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 3 trial. Lancet Neurol. 2024 Apr;23(4):393-403. doi: 10.1016/S1474-4422(24)00036-X.
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