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Paziente con CoViD-19 grave

Giuseppe Nocentini

Il paziente che ammala di CoViD è affetto da una serie di sintomi simili a quelli di una brutta influenza con febbre, tosse e dispnea, cioè fatica a respirare e affanno, mialgia, dolori articolari, mal di testa, affaticamento e disfunzioni dell’odorato (anosmia, disosmia) e del gusto (disgeusia), molte volte associati a perdita dell’appetito.

Dopo un certo numero di giorni (2-7) la sintomatologia può lentamente diminuire e il paziente guarisce completamente. Alcune volte ha reliquati (problemi che possono affligerlo per settimane o anche indefinitamente), molte volte no. Talvolta però, il paziente che esordisce con i sintomi sopra descritti improvvisamente peggiora e, quindi, si configura un CoViD-19 grave.

In questo caso il paziente di solito è affetto da segni clinici indicativi di una malattia polmonare grave come aumentata frequenza del respiro (più di 30 atti respiratori al minuto), frequenza cardiaca superiore a 125 battiti/minuto e tensione parziale di ossigeno inferiore a 94%. Se peggiora uteriormente il paziente va incontro a scompenso respiratorio che necessita una delle forme di respirazione assistita, compresa l’intubazione nelle forme più gravi. Oppure il paziente può andare incontro a gravi disfunzioni renali, epatiche o neurologiche. Ovviamente tutti i pazienti SARS-CoV-2 positivi ricoverati in rianimazione soffrono di CoViD-19 grave e rischiano la morte.