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Verbena: proprietà, benefici e rischi delle tisane naturali

2 luglio 2026

Verbena: proprietà, benefici e rischi delle tisane naturali
Impiegata comunemente in tisane e prodotti erboristici per favorire digestione, rilassamento e sonno, la verbena è un esempio di quanto sia importante usare i prodotti naturali con consapevolezza. Vediamo insieme perché.  

Cos’è la verbena?

Il nome “verbena” si riferisce a piante diverse. Tra le più note vi sono la verbena odorosa, nota anche come cedrina o erba Luigia (Aloysia citrodora Paláu), un arbusto aromatico della famiglia delle Verbenaceae, caratterizzato da foglie dal profumo di limone. La verbena officinale o verbena comune (Verbena officinalis L.) è invece una pianta erbacea. Sebbene appartengano alla stessa famiglia botanica ed entrambe siano impiegate nella tradizione erboristica, le due non possono essere considerate equivalenti1,2.

 

Cosa contiene la verbena?

Le foglie di verbena odorosa contengono soprattutto composti aromatici volatili, responsabili del profumo di limone, oltre a polifenoli, come il verbascoside, e flavonoidi. La verbena officinale, invece, è caratterizzata soprattutto da iridoidi, come verbenalina e hastatoside, insieme a polifenoli e flavonoidi 1,2.

 

Come si usa?

La verbena odorosa è impiegata soprattutto in infusi e preparati vegetali per promuovere digestione e rilassamento. L’EMA ne riconosce l’uso tradizionale per lievi sintomi di stress mentale, per favorire il sonno e per lievi disturbi gastrointestinali, come gonfiore e flatulenza1. Anche la verbena officinale si usa nella tradizione erboristica per disturbi digestivi e nervosismo, ma anche per alleviare lievi infiammazioni di bocca e pelle, tosse, febbre, mal di testa e dolori mestruali2,3.

 

Quali sono le proprietà della verbena odorosa?

Studi preclinici hanno evidenziato che gli estratti acquosi delle foglie di verbena odorosa possiedono proprietà spasmolitiche, sedative e ansiolitiche. Questi effetti sembrano legati sia al rilassamento della muscolatura intestinale sia alla modulazione della trasmissione mediata da GABA e serotonina, due messaggeri chimici del sistema nervoso centrale. Inoltre, come per la verbena officinale, sono state riportate proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antibatteriche 1,2.

 

La scienza dice che funziona davvero?

Per la verbena odorosa, alcuni studi clinici su estratti standardizzati in verbascoside hanno evidenziato benefici su sonno, stress e ansia. Tuttavia, il numero di studi disponibili è ancora limitato e sono necessarie ulteriori conferme. Per la verbena officinale, invece, le evidenze cliniche risultano ancora insufficienti per trarre conclusioni definitive.

 

Ci sono rischi per la salute?

La verbena è generalmente ben tollerata, ma i dati disponibili sulla sicurezza sono limitati. Per questo motivo, l’EMA ne sconsiglia l’uso in gravidanza, allattamento, bambini e adolescenti.

 

E il caso di intossicazione del neonato di Reggio Emilia?

Recentemente in Italia è stato riportato il caso di un neonato ricoverato per una grave intossicazione dopo l’assunzione di tisane a base di verbena essiccata, preparate con materiale vegetale di provenienza non controllata4. Nelle tisane è stata rilevata la presenza di specifiche sostanze, denominate alcaloidi tropanici, verosimilmente responsabili dell’intossicazione. Tuttavia, è importante sottolineare che questi composti non sono caratteristici della verbena. L’episodio suggerisce piuttosto una contaminazione del materiale vegetale durante la raccolta, la lavorazione o la commercializzazione, evidenziando l’importanza di utilizzare esclusivamente prodotti sottoposti a controlli di qualità. Il caso ricorda anche che tisane e preparati vegetali non dovrebbero essere somministrati a neonati e bambini piccoli senza indicazione del pediatra.

 

Cosa possiamo concludere?

Le evidenze disponibili suggeriscono che la verbena possa offrire benefici per la salute, in particolare negli ambiti legati ai suoi usi tradizionali negli adulti. Tuttavia, è importante prestare attenzione ad utilizzare la specie corretta e ricorrere sempre a prodotti di qualità certificata.

Bibliografia:

  1. doi: 10.1016/j.jep.2018.04.021
  2. doi: 10.1055/a-1232-5758
  3. EMA/HMPC/376770/2019
  4. https://www.ausl.re.it/salvato-da-grave-intossicazione-un-neonato-di-appena-12-giorni

 

 

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