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Immunità di gregge

Giuseppe Nocentini

L’immunità di gregge (o immunità di comunità) è un meccanismo fondamentale per azzerare la trasmissione di malattie infettive contagiose.

Il concetto è molto semplice: se la grande maggioranza degli individui è vaccinata (o ha avuto l’infezione), questo fatto impedisce la circolazione di un microorganismo perchè le persone vaccinate rappresentano una barriera che protegge anche coloro che non sono vaccinati. Infatti quando un soggetto si vaccina o si ammala e guarisce il sistema immunitario sviluppa una risposta specifica contro l’agente infettivo.

In particolare, succedono due cose:
1) un piccolo numero di linfociti B specifici per il microrganismo si attiva, prolifera (aumentando notevolmente in numero), e produce anticorpi capaci di segnalare il microrganismo come estraneo, favorendone la sua distruzione con grande efficienza e precisione;
2) alcuni linfociti T, anch’essi specifici per il microrganismo, aumentano notevolmente in numero, si attivano e uccidono l’agente infettante e le cellule che lo ospitano.

Dopo il vaccino o l’infezione (seguita da guarigione), sia i linfociti B che i linfociti T specifici dell’immunità adattativa non muoiono ma si rintanano nei linfonodi diventando linfociti della memoria, pronti a riattivarsi in presenza dello stesso microrganismo. Se il soggetto viene a contatto con il virus o il batterio contro il quale ha sviluppato la risposta immunitaria e il microorganismo entra nell’organismo, i linfociti della memoria si ri-attivano velocemente e i microorganismi vengono uccisi prima che si riproducano in gran quantità.

Molte delle infezioni dipendono da microrganismi che si trasmettono da persona a persona. Questo è vero sempre per i virus (una eccezione rarissima è rappresentata dal famigerato salto di specie, avvenuto con Covid-19) ed è vero molte volte per i batteri. In tutti questi casi, il microorganismo si diffonde solo passando da una persona ad un’altra persona.

Perché una persona sia in grado di contagiare un'altra persona è necessario che il microrganismo sia presente in grande quantità in almeno un distretto (ad esempio, gola-bocca-naso-bronchi, intestino, organi genitali o la stessa cute) dal quale un buon numero di microrganismi riesce ad arrivare all’altra persona attraverso goccioline, feci o contatto diretto. I linfociti della memoria presenti nel soggetto vaccinato o ammalato/guarito non permettono la proliferazione del microorganismo e, quindi, impediscono alla persona che è venuta in contatto con il microrganismo non solo di ammalare ma anche di diventare un veicolo di contagio. Questa rottura del meccanismo del contagio è, appunto, definita immunità di gregge.

Per approfondire, leggi anche "L'immunità di gregge: riscoprirsi interdipendenti" e "Siamo vicini all'immunità di gregge per la COVID-19?"