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Allergie stagionali: un aggiornamento sulle terapie e le strategie disponibili per gestirle meglio

9 aprile 2026

Allergie stagionali: un aggiornamento sulle terapie e le strategie disponibili per gestirle meglio
Con l’arrivo della primavera tornano puntuali anche le allergie stagionali, una condizione sempre più diffusa e complessa da gestire. in questo aggiornamento parliamo delle più recenti evidenze scientifiche e delle nuove linee guida internazionali per affrontarle.

Allergie in aumento: cosa sta cambiando

Negli ultimi anni si osserva un aumento significativo dei casi di rinite allergica e, soprattutto con sintomi più intensi e prolungati. Cambiamento climatico e inquinamento atmosferico stanno modificando le stagioni polliniche, rendendole più lunghe e imprevedibili1. Questo comporta una maggiore esposizione agli allergeni e una difficoltà crescente nel controllo dei sintomi.

 

Dalle linee guida ARIA 2024–2025 un nuovo approccio terapeutico

Le più recenti raccomandazioni ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma)2, sviluppate con il supporto della European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI)3, segnano un cambiamento importante4. L’approccio è centrato sul paziente, tenendo conto di preferenze, aderenza e qualità di vita5. Le linee guida sottolineano infatti come esista una grande variabilità individuale nelle risposte agli allergeni e ai trattamenti4.

 

Terapie intranasali al centro delle nuove linee guida

Le terapie intranasali sono il punto di riferimento nella gestione della rinite allergica. Le linee guida sottolineano un concetto chiave: non tutte le opzioni terapeutiche sono equivalenti. La scelta deve essere guidata dal profilo clinico del paziente.

 

Corticosteroidi intranasali (INCS): efficacia a lungo termine

In questo contesto, I corticosteroidi intranasali (INCS) restano tra le opzioni più efficaci. Rappresentano il trattamento più completo per ridurre l’infiammazione, controllare i sintomi nasali e oculari, e migliorare la qualità di vita soprattutto nei pazienti con sintomi persistenti o moderati-severi. Le linee guida ne raccomandano l’uso rispetto all’assenza di trattamento, grazie al loro effetto sui sintomi nasali, oculari e sulla qualità di vita.

 

Antistaminici intranasali: i nuovi aggiornamenti

Gli antistaminici intranasali (INAH), agiscono rapidamente bloccando l’istamina, responsabile dei sintomi allergici. L’azione è generalmente rapida, ideale nelle fasi iniziali o quando serve un sollievo immediato da prurito, starnuti e secrezione nasale.

 

La combinazione INAH+INCS

La vera novità riguarda le combinazioni fisse di INAH + INCS.  Le evidenze indicano che queste associazioni possono essere più efficaci rispetto alla monoterapia. Inoltre, garantiscono un miglior controllo complessivo dei sintomi e sono spesso associate a maggiore aderenza e soddisfazione del paziente. Per questo motivo, nei pazienti con sintomi più intensi o non adeguatamente controllati, le linee guida suggeriscono di preferire la combinazione rispetto ai singoli farmaci.

 

 Perché la combinazione funziona meglio?

L’associazione tra corticosteroide e antistaminico consente di agire su più meccanismi contemporaneamente: il controllo rapido dei sintomi (dato dall’antistaminico) e il controllo dell’infiammazione nel tempo (dato dal corticosteroide). È proprio questa complementarità che spiega perché le combinazioni intranasali rappresentano una strategia innovativa ed efficace.

 

Terapie biologiche: una nuova frontiera per i casi più complessi

Negli ultimi anni si è aperta una nuova prospettiva per i pazienti con allergie respiratorie più severe o difficili da controllare con le terapie tradizionali. I farmaci biologici rappresentano una classe innovativa di trattamenti che agiscono in modo mirato su specifici meccanismi del sistema immunitario. Tra questi, vi è omalizumab, un anticorpo monoclonale che si lega alle immunoglobuline E (IgE), molecole centrali nella risposta allergica e ne impedisce l’interazione con i recettori delle cellule immunitarie, riducendo infiammazione e reattività allergica.

 

Quando si utilizzano i farmaci biologici?

Non sono indicati per tutti i pazienti con allergia stagionale, ma vengono riservati alle forme più severe, pazienti con asma allergica e casi non controllati con le terapie standard. Attualmente, sono una terapia di seconda o terza linea, ma segnano il passaggio da una terapia sintomatica a una medicina sempre più mirata e personalizzata. L’interesse verso il loro impiego si è ampliato anche alla rinite allergica, soprattutto nei pazienti con malattia complessa o pluripatologica.

 

Allergie e microbiota: un nuovo campo di ricerca

Le evidenze più recenti suggeriscono che il microbiota, in particolare a livello intestinale e respiratorio,svolga un ruolo fondamentale nella regolazione del sistema immunitario e possa influenzare lo sviluppo delle malattie allergiche6. Quando il microbiota si altera (disbiosi) aumenta l’infiammazione, e si riduce la tolleranza verso sostanze innocue, facilitando quindila comparsa di allergie 6.

 

Perché è importante per le allergie?

Nel caso delle allergie respiratorie, si ipotizza che un microbiota alterato aumento la probabilità di sviluppare allergia e favorisca una risposta immunitaria “ipersensibile”. Questo aiuta anche a spiegare perché le allergie siano in aumento nei Paesi industrializzati, dove fattori come dieta, uso di antibiotici e stile di vita influenzano profondamente il microbiota.

 

Quali prospettive per il futuro?

La prevenzione delle allergie attraverso interventi mirati alla modulazione del microbiota, lo sviluppo di probiotici e l’identificazione di nuovi biomarcatori stanno fornendo risultati molto interessanti, sebbene siano ancora in una fase preliminare di ricerca, . Si tratta di un ambito in rapida evoluzione, che potrebbe in futuro affiancare le terapie tradizionali.

 

Ambiente e prevenzione: un tassello sempre più importante

Le più recenti raccomandazioni sottolineano come la gestione delle allergie non possa prescindere dai fattori ambientali, che influenzano in modo diretto l’esposizione agli allergeni e, di conseguenza, l’andamento dei sintomi. Ridurre l’esposizione ai pollini, monitorare la qualità dell’aria e adottare semplici strategie preventive – come evitare le uscite nelle ore di maggiore concentrazione pollinica o aerare gli ambienti nei momenti più favorevoli – può contribuire in modo significativo al controllo della malattia.

 

Conclusioni

Le allergie stagionali non sono solo un semplice fastidio passeggero. Le nuove terapie, insieme a una migliore comprensione dei fattori ambientali e individuali, offrono oggi strumenti sempre più efficaci per affrontare questa condizione e le nuove evidenze scientifiche e le linee guida più recenti indicano chiaramente la direzione: una gestione più precoce, più personalizzata e più attenta alla qualità di vita del paziente.

 

 

Bibliografia e sitografia:

 

  1. https://climate-adapt.eea.europa.eu/en/observatory/topics/health-impacts/pollen
  2. https://www.euforea.org/aria/
  3. https://eaaci.org/about-eaaci/
  4. Sousa-Pinto B, Bousquet J, Vieira RJ, et al. Allergic Rhinitis and Its Impact on Asthma (ARIA)-EAACI Guidelines-2024-2025 Revision: Part I-Guidelines on Intranasal Treatments. Allergy. Published online December 1, 2025. doi:10.1111/all.70131
  5. Bousquet J, Toumi M, Sousa-Pinto B, et al. The Allergic Rhinitis and Its Impact on Asthma (ARIA) Approach of Value-Added Medicines: As-Needed Treatment in Allergic Rhinitis. J Allergy Clin Immunol Pract. 2022;10(11):2878-2888. doi:10.1016/j.jaip.2022.07.020
  6. Untersmayr E, Bax HJ, Bergmann C, et al. AllergoOncology: Microbiota in allergy and cancer—A European Academy for Allergy and Clinical Immunology position paper. Allergy. 2019;74:1037–1051. https://doi.org/10.1111/all.13718

 

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