Cosa sono le allergie alimentari?
Le allergie alimentari sono causate da una risposta anomala del sistema immunitario, spesso immediata e potenzialmente grave, nei confronti di sostanze presenti negli alimenti, dette allergeni. I sintomi più comuni includono prurito, orticaria, gonfiore a viso e labbra, disturbi gastrointestinali. Nei casi gravi si può arrivare a shock anafilattico. Tra gli alimenti più frequentemente coinvolti nelle reazioni allergiche vi sono latte vaccino, uova, soia, frumento, pesce, crostacei, arachidi e frutta a guscio1.
Cos'è Palforzia e a cosa serve?
Palforzia è un farmaco biologico costituito da polvere sgrassata di semi di Arachis hypogaea L. contenente una quantità controllata di proteina di arachidi. La sua somministrazione aumenta gradualmente la capacità dell’organismo di tollerare piccole quantità di allergene. Questo effetto prende il nome di “desensibilizzazione” e può aiutare a ridurre la gravità delle reazioni allergiche in seguito all’esposizione involontaria alle arachidi2,3.
Palforzia cura definitivamente l'allergia?
No. Il trattamento non elimina l’allergia e i pazienti devono continuare a evitare il consumo di arachidi. Il farmaco è utile per ridurre l’insorgenza e la gravità delle reazioni allergiche in caso di contaminazioni alimentari accidentali2.
Chi può utilizzare questo farmaco?
Palforzia è indicato per bambini e adolescenti da 1 a 17 anni con diagnosi confermata di allergia alle arachidi, i quali possono proseguire il trattamento anche in età adulta.
In quali casi è controindicato?
Il farmaco non è indicato per pazienti che hanno avuto una reazione allergica grave negli ultimi due mesi e neppure in pazienti che soffrono di asma grave3,4.
Quali sono le modalità di assunzione del farmaco?
Palforzia è disponibile sotto forma di polvere orale, in bustine o capsule apribili, da mescolare con cibi semisolidi. Il trattamento prevede 3 fasi sequenziali: una fase di intensificazione della dose iniziale e una fase di mantenimento. La prima somministrazione del farmaco e ogni incremento di dose deve avvenire in ambiente sanitario in modo da gestire potenziali reazioni allergiche3,4.
Come sono gestite le fasi di somministrazione del farmaco?
La fase iniziale prevede un aumento progressivo della dose in un’unica giornata: il paziente assume dosi crescenti di farmaco ogni 30 minuti. Questa fase si svolge in clinica e sotto controllo medico. Successivamente, si continua al proprio domicilio con la stessa dose per due settimane. Se non compaiono reazioni avverse, la dose viene aumentata gradualmente ogni due settimane fino a raggiungimento della dose di mantenimento necessaria per preservare la desensibilizzazione acquisita3.
Quali sono i possibili effetti avversi?
Gli effetti indesiderati più comuni sono legati all’esposizione controllata all’allergene e includono dolore addominale, esofagite eosinofila, irritazione della gola, prurito, tosse, nausea e vomito. Possono verificarsi anche reazioni allergiche sistemiche, incluso lo shock anafilattico3.
Quali accortezze avere durante la terapia?
Il farmaco deve essere assunto ogni giorno alla stessa ora, preferibilmente la sera (almeno 2 ore prima di andare a letto). Inoltre, per evitare che si manifestino reazioni allergiche è consigliato evitare di assumere palforzia dopo esercizio fisico intenso, bagni caldi o a digiuno. Durante tutto il percorso terapeutico, il paziente deve portare sempre con sé adrenalina autoiniettabile per le emergenze4.
Esistono altri farmaci per le allergie alimentari?
Una opzione terapeutica disponibile è omalizumab, un anticorpo monoclonale che blocca gli anticorpi di tipo IgE prodotti dal sistema immunitario e responsabili delle reazioni allergiche. È stato approvato dalla FDA nel 2024 per le allergie alimentari, con l’indicazione di continuare a evitare gli alimenti scatenanti. In Italia non è ancora approvato per questo scopo, ma gli studi clinici mostrano un aumento della soglia di reazione a diversi alimenti (arachidi, latte, uovo), riducendo il rischio di eventi gravi in caso di esposizione involontaria5.
Cosa possiamo concludere?
Palforzia rappresenta un importante passo avanti nella gestione dell’allergia alle arachidi. Pur non eliminando la necessità di evitare l’alimento, può offrire una protezione da reazioni gravi in caso di esposizione involontaria. Come per tutte le terapie di recente introduzione, gli effetti nel lungo periodo (oltre i 24 mesi) sono ancora oggetto di monitoraggio post-marketing (farmacovigilanza). In ogni caso, la gestione dell’allergia alimentare deve essere sempre valutata e personalizzata insieme al medico specialista.
Bibliografia:
- MSD Manual: https://www.msdmanuals.com/it/casa/disturbi-immunitari/reazioni-allergiche-e-altri-disturbi-da-ipersensibilit%C3%A0/allergie-alimentari
- Flom JD, Shreffler WG, Perrett KP. Moving Beyond Desensitization to Tolerance in Food Allergy. J Allergy Clin Immunol Pract. 2025;13(4):741-744. doi:10.1016/j.jaip.2025.02.014
- EMA. Palforzia: https://ec.europa.eu/health/documents/community-register/2020/20201217149776/anx_149776_it.pdf
- Stallergenes greer: https://www.stallergenesgreer.com/sites/default/files/affiliates/it/PALFORZIA/5.%20Guida%20all'uso%20per%20i%20professionisti%20sanitari_Stallergenes%20V2.0_Marzo%202025.pdf
- Wood RA, Togias A, Sicherer SH, et al. Omalizumab for the Treatment of Multiple Food Allergies. N Engl J Med. 2024;390(10):889-899. doi:10.1056/NEJMoa2312382