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Tarassaco: proprietà depurative, benefici reali e possibili rischi

28 maggio 2026

Tarassaco: proprietà depurative, benefici reali e possibili rischi
Con l’arrivo dell’estate cresce l’interesse verso prodotti naturali e integratori utilizzati per contrastare ritenzione idrica, gonfiore e senso di pesantezza. Tra i rimedi più conosciuti c’è il tarassaco. Ma cosa dice davvero la scienza sulla sua efficacia? E quali sono i possibili rischi o le interazioni con i farmaci?

Cos’è il tarassaco?

Il tarassaco (Taraxacum officinale WEBER ex WIGG.; Fam. Asteraceae), noto anche come “dente di leone”, è una pianta erbacea molto comune che Cresce spontaneamente nei prati, nei campi e persino ai bordi delle strade. Facile da riconoscere per i suoi caratteristici fiori gialli e per il soffione bianco che disperde i semi con il vento, viene utilizzato da secoli nella tradizione popolare per le sue presunte proprietà depurative e digestive1.

 

Quali sostanze contiene?

Il tarassaco contiene numerosi composti bioattivi, tra cui i lattoni sesquiterpenici (come taraxacina e taraxacerina), composti amari responsabili del caratteristico sapore della pianta. Sono inoltre presenti fitosteroli, composti fenolici come acido cicorico, acido caffeico e acido clorogenico, e inulina. Le foglie sono inoltre ricche di minerali tra cui il potassio .1

 

Per quali disturbi viene impiegata?

Tradizionalmente il tarassaco viene utilizzato per favorire la depurazione dell’organismo e supportare i processi digestivi. In particolare, gli vengono attribuiti effetti coleretico-colagoghi, cioè di stimolo alla produzione e al deflusso della bile, oltre a una lieve azione diuretica.1,2

 

Come agisce il tarassaco?

Le proprietà coleretico-colagoghe sembrano legate alla capacità dei suoi composti amari di stimolare la contrazione della cistifellea e favorire il passaggio della bile verso l’intestino, facilitando così i processi digestivi e la depurazione del fegato.3 L’effetto drenante e diuretico viene invece collegato soprattutto all’elevato contenuto di potassio, che favorirebbe l’eliminazione dei liquidi attraverso le urine.2,3

 

Il tarassaco funziona davvero come depurativo?

Nonostante la sua ampia diffusione nei prodotti drenanti e “detox”, le evidenze scientifiche disponibili sono molto limitate. Ad oggi è disponibile un solo studio clinico di breve durata, che ha osservato un aumento della produzione di urina dopo l’assunzione di un estratto di foglie tarassaco.2,3 Per questo motivo, il tarassaco dovrebbe essere considerato un rimedio tradizionale e non una soluzione terapeutica supportata da solide prove cliniche.

 

In quali prodotti lo troviamo?

Il tarassaco è disponibile in commercio sia come medicinale vegetale tradizionale, impiegato per il sollievo di lievi disturbi digestivi e urinari, sia come integratore alimentare, spesso utilizzato per favorire la digestione, la funzione epatica, il drenaggio dei liquidi e le funzioni depurative dell’organismo.3,4 Può essere assunto anche sotto forma di preparazioni erboristiche, come infusi e tisane.4

 

Il suo impiego può essere rischioso per la salute?

Ad oggi, non sono stati segnalati effetti indesiderati gravi. Tuttavia, sono stati descritti casi di reazioni allergiche e dermatiti da contatto, probabilmente legati alla presenza dei lattoni sesquiterpenici. Inoltre, il tarassaco è controindicato in presenza di ostruzione delle vie biliari, calcoli biliari, malattie del fegato, ulcera peptica e ipersensibilità alle piante della famiglia delle Asteraceae.

 

Ci sono limitazioni nel caso di uso di farmaci?

Per il suo elevato contenuto di potassio, occorre cautela in caso di assunzione contemporanea di farmaci che possono aumentare i livelli di questo minerale, come β-bloccanti e ACE-inibitori. Infine, l’impiego del tarassaco dovrebbe essere evitato in pazienti in terapia con litio: l’azione diuretica potrebbe infatti determinare disidratazione e conseguente tossicità da litio.3

 

Cosa dice la scienza?

Nel complesso, il tarassaco rimane una pianta di largo utilizzo tradizionale, soprattutto nei prodotti drenanti e digestivi. Tuttavia, le evidenze cliniche disponibili sono ancora limitate e non consentono di confermare con certezza molti dei benefici comunemente attribuiti. È importante utilizzarlo con cautela e parlare con il proprio medico in presenza di patologie, terapie farmacologiche concomitanti o in soggetti allergici, per evitare possibili effetti indesiderati.

 

Bibliografia:

  1. Mazzanti, Dell’Agli, Izzo. Farmacognosia e Fitoterapia, 2020
  2. Food Funct. 2025 Sep 15;16(18):7217-7229. doi: 10.1039/d5fo02646f.
  3. EMA/HMPC/475725/2020
  4. Allegato 1 del DM 10 agosto 2018

 

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