Che cos’è l’ulcera peptica?
L’ulcera peptica è una lesione della mucosa che interessa lo stomaco (ulcera gastrica), oppure il primo tratto dell’intestino tenue (ulcera duodenale). La malattia si sviluppa quando si altera l’equilibrio tra produzione di succhi gastrici ed enzimi digestivi ed i meccanismi di difesa che normalmente proteggono la parete gastrointestinale. Quando questa protezione si riduce, la mucosa può danneggiarsi progressivamente fino alla formazione di una vera e propria ferita.
Cosa c’entra l’Helicobacter pylori?
Questo batterio è importante perché nella maggior parte dei casi, le ulcere sono associate all’infezione da Helicobacter pylori, in quanto il batterio è capace di sopravvivere nell’ambiente acido dello stomaco provocando infiammazione cronica e gastrite.
Quali sono i sintomi da non sottovalutare?
Il sintomo più frequente è un dolore o bruciore localizzato nella parte alta dell’addome, spesso accompagnato da nausea, inappetenza, digestione lenta o senso di gonfiore. Tuttavia, alcune ulcere possono rimanere asintomatiche fino alla comparsa di complicanze gravi, come sanguinamento gastrointestinale (73% dei pazienti) o perforazione (9%) [1], che richiedono il ricovero in ospedale.
I sintomi dipendono dalla localizzazione dell’ulcera?
Si, esiste una correlazione. Nell’ulcera duodenale, più frequente nei soggetti giovani, il dolore compare spesso a digiuno e tende a migliorare dopo i pasti, mentre nell’ulcera gastrica, più comune dopo i 50 anni, il dolore peggiora generalmente dopo aver mangiato.
I farmaci possono favorire la comparsa di ulcere?
Si, un altro importante fattore di rischio è rappresentato dall’uso prolungato di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che possono indebolire le difese naturali dello stomaco e favorire la comparsa delle ulcere.
Esistono altri fattori di rischio?
Si. Il fumo di sigaretta aumenta il rischio di sviluppare ulcera peptica e favorisce le recidive. Inoltre, situazioni di forte stress fisico o psicologico, interventi chirurgici o eventi traumatici possono contribuire allo sviluppo della patologia.
Come si diagnostica l’ulcera peptica?
La diagnosi si basa principalmente sulla gastroscopia, che permette di osservare direttamente la mucosa di stomaco e duodeno mediante una sottile sonda flessibile dotata di telecamera e di eseguire una biopsia. Inoltre, è fondamentale identificare l’eventuale presenza di Helicobacter pylori, e una buona valutazione medica per individuare altri fattori di rischio e avviare un trattamento mirato.
In cosa consiste la terapia?
L’obiettivo della terapia è favorire la guarigione della mucosa, ridurre i sintomi e prevenire complicanze e recidive. Gli inibitori di pompa protonica (IPP) rappresentano il trattamento di prima scelta poiché riducono la produzione di acido gastrico così favorendo la cicatrizzazione della lesione.
Gli IPP sono sempre sicuri?
In generale gli IPP sono farmaci sicuri ed efficaci e gli effetti indesiderati sono solitamente lievi, quali leggeri mal di testa, nausea, diarrea, stitichezza, dolore addominale, gonfiore ed alterazioni del gusto. Tuttavia, il loro uso prolungato, soprattutto oltre un anno, va monitorato con il proprio medico per evitare che si sviluppino carenze di vitamina B12 e calcio che possono portare a rischio di fratture ossee e infezioni gastrointestinali.
Esistono altri trattamenti efficaci?
In alternativa o in associazione agli IPP, possono essere utilizzati farmaci antiacidi e gastroprotettori. Gli antiacidi, come i sali di alluminio e magnesio, vengono assunti dopo i pasti, ed in alcuni casi possono essere associati agli alginati garantendo un sollievo rapido anche se temporaneo, dei sintomi. Tra i farmaci gastroprotettori, il sucralfato agisce formando una barriera fisica sulla mucosa gastrica, proteggendo l’ulcera dall’azione degli acidi digestivi e favorendone la guarigione.
Se la causa è l’infezione da Helicobacter pylori, la terapia è differente?
Si! In caso di infezione da Helicobacter pylori, è fondamentale eradicare il batterio mediante un’appropriata terapia antibiotica (https://www.sifweb.org/sif-magazine/articolo/helicobacter-pylori-l-importanza-dei-farmaci-per-evitare-il-rischio-di-tumore-2023-06-08) [1].
Cosa altro posso fare?
Accanto alla terapia farmacologica, anche le modifiche dello stile di vita possono contribuire al miglioramento dei sintomi. Evitare il fumo, limitare il consumo di alcol e seguire un’alimentazione equilibrata, evitando cibi che possono irritare ulteriormente lo stomaco, sono molto utili. È, inoltre, importante utilizzare i FANS con cautela, soprattutto nei soggetti più a rischio, chiedendo consiglio al medico o al farmacista di fiducia.
Bibliografia:
[1] Vakil N. Peptic Ulcer Disease: A Review. JAMA. 2024 Dec 3;332(21):1832-1842. doi: 10.1001/jama.2024.19094. PMID: 39466269.