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Ibuprofene e inquinamento marino: come i farmaci impattano su alghe e ecosistemi acquatici

2 aprile 2026

Ibuprofene e inquinamento marino: come i farmaci impattano su alghe e ecosistemi acquatici
L’acqua è una risorsa essenziale per la vita sulla terra ma l'attività dell’uomo può comprometterne la qualità. Anche i farmaci possono contribuire all’inquinamento ambientale. Vediamo come questo possa avvenire e attraverso quali meccanismi.

Come arrivano i farmaci nell’ambiente marino?

Una volta assunti e svolta la propria azione, i farmaci vanno incontro ad eliminazione sia come metaboliti e sia come principio attivo integro, principalmente attraverso le urine e/o le feci. Come tali possono quindi finire nelle acque reflue convogliate nei sistemi di depurazione. Tuttavia, una parte dei principi attivi e dei loro metaboliti può raggiungere fiumi e mari, contribuendo all’inquinamento delle acque.

 

I sistemi di depurazione sono predisposti per eliminare i farmaci?

No. Gli attuali processi di depurazione sono progettati per eliminare detriti, sostanze inquinanti e batteri come l’Escherichia coli. Tuttavia, non sono completamente efficaci nella rimozione dei farmaci, che possono quindi persistere nell’ambiente. Questo fenomeno è così rilevante che l’analisi delle acque reflue viene utilizzata per monitorare il consumo di sostanze d’abuso nella popolazione1.

 

Cosa c’entra l’ibuprofene e perché gli studi d’impatto ambientale sono focalizzati su questo principio attivo?

L’ibuprofene è un antinfiammatorio largamente usato da adulti, bambini e anziani per il trattamento di febbre, infiammazioni e stati dolorosi. L’ibuprofene è pertanto uno dei farmaci più utilizzati in Italia, secondo il rapporto OSMED 2024. Questo uso ingente e diffuso fa sì che l’ibuprofene venga considerato come un contaminante persistente e un marcatore della contaminazione delle acque2.

 

Che effetti ha l’ibuprofene sulle alghe marine?

Uno studio dell’Università di Pisa ha valutato gli effetti dell’ibuprofene sulle alghe della specie Cymodocea nodosa, considerate le sentinelle della salute dell’ambiente marino. L’ibuprofene ad alte concentrazioni (10 volte superiori alla concentrazione rilevata in mare) induce stress ossidativo bloccando l’attività fotosintetica dell’alga. A concentrazioni più basse, gli effetti dell’ibuprofene sulle alghe sono invece contrastati da una serie di vie biochimiche che proteggono dai radicali liberi2.

 

Quindi qual è l’impatto dell’ibuprofene sulla salute del mare?

Lo studio evidenzia che l’ibuprofene non sembra bioaccumularsi nelle alghe, una notizia certamente positiva. Bisogna però considerare che, in questo studio di ecotossicologia2, l’esposizione delle alghe all’ibuprofene è stata breve. Quindi non si può escludere che l’ibuprofene possa avere un effetto sull’ecosistema marino, seppur a basse concentrazioni, con un’esposizione prolungata nel tempo.

 

Come si può proteggere l’ambiente marino da contaminanti come l’ibuprofene?

Innanzitutto, i sistemi di depurazione delle acque reflue dovrebbero essere realizzati tenendo conto anche di contaminanti come i farmaci e i loro metaboliti. Questa implementazione dovrebbe includere delle vasche aggiuntive di depurazione che, sfruttando opportuni sistemi biologici anche bioingegnerizzati, come alghe, microalghe o batteri3, potrebbero purificare le acque reflue da farmaci. Specifici studi multidisciplinari di farmacologia, tossicologia e chimica dell’ambiente potranno aiutare a conoscere meglio il problema dell’inquinamento da farmaci e i potenziali rimedi per preservare l’ambiente.

 

 

Bibliografia e sitografia:

  1. Bade R, Nadaraja D. et al. Early identification of the use of potent benzylbenzimidazoles (nitazenes) through wastewater analysis: Two years of data from 22 countries. Addiction. 2025 Sep;120(9):1739-1746. doi: 10.1111/add.70027. Epub 2025 Mar 18.
  2. Menicagli V., Ruffini Castiglione M. et al. Stress responses of the seagrass Cymodocea nodosa to environmentally relevant concentrations of pharmaceutical ibuprofen: Ecological implications. J Hazard Mater. 2024 Sep 5:476:135188. doi: 10.1016/j.jhazmat.2024.135188. Epub 2024 Jul 15.
  3. Li Y, Zhang J et al. Phytoextraction, phytotransformation and rhizodegradation of ibuprofen associated with Typha angustifolia in a horizontal subsurface flow constructed wetland. Water Res. 2016 Oct 1:102:294-304. doi: 10.1016/j.watres.2016.06.049. Epub 2016 Jun 25.
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