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Advanced school

Advanced School of Applied Clinical Pharmacology: dedicata ai farmacologi clinici in formazione

La Società Italiana di Farmacologia, a partire dal 2013, organizza un momento di formazione per gli specializzandi in farmacologia clinica che anticipa il convegno Forum Pharma, un convegno che dal 2008 mette a confronto senza condizioni l’accademia, l’industria del farmaco e le istituzioni sui temi della farmaceutica. La scuola, chiamata Advanced School of Applied Clinical Pharmacology, ha lo scopo di riunire gli specializzandi nelle diverse scuole di specializzazione in farmacologia clinica sia di provenienza accademica sia dalle industrie del farmaco. Qui cerchiamo di capire cosa accade e quale valore ha questo evento per la crescita di prospettive di salute nella nazione. Lo analizzano i partecipanti provenienti dal mondo dell’accademia e dell’industria farmaceutica.

Quali prospettive per chi frequenta l’Advanced School of Applied Clinical Pharmacology?

La scuola, articolata in due giornate, vede alternarsi docenti provenienti dal mondo accademico e dall’industria farmaceutica. È una fonte di rilevante aggiornamento scientifico e soprattutto momento per uno stimolante confronto. Vengono abbattute le distanze, consentendo un’interazione diretta con esperti del settore, creando un ambiente confortevole e alla pari, nel quale gli specializzandi possono esporre con naturalezza le incertezze e perplessità circa le prospettive lavorative. Vari esperti della dirigenza medica di diverse aziende farmaceutiche e realtà private italiane condividono il loro percorso ed expertise consentendo ai partecipanti di acquisire maggiore consapevolezza dello scenario lavorativo e del percorso da seguire nel settore privato.

Qual è il valore aggiunto di aver frequentato l’Advanced School of Applied Clinical Pharmacology?

La scuola garantisce l’opportunità del confronto, con colleghi della direzione medica delle industrie del farmaco con diverse conoscenze e esperienze, su temi inerenti la ricerca clinica e l’accesso alle cure dei pazienti. Inoltre, il confronto con gli specializzandi provenienti dalle diverse Scuole di Farmacologia permette di trarre spunti interessanti relativi alle interazioni tra il mondo dell’industria del farmaco e la ricerca clinica indipendente.

Come si coniuga la frequentazione dell’Advanced School of Applied Clinical Pharmacology al Forum Pharma?

La complementarità dei due momenti, la sequenza temporale con cui avvengono e i temi trattati sia nella scuola sia nel Forum Pharma permettono di avere una visione completa delle diverse realtà operative dove la farmacologia e i farmacologi trovano spazio: quella dell'accademia, quella dell’industria del farmaco e quella delle istituzioni. Tutto questo permette di arricchire l’esperienza degli specializzandi con importanti momenti di confronto con i principali esponenti del sistema salute Italia che hanno contribuito alla contestualizzazione del ruolo del farmacologo clinico nel supportare l’evoluzione dell’assistenza al paziente.

Che valore dare alla prova pratica per la stesura di un protocollo sperimentale?

La simulazione è un’esperienza positiva, formativa e stimolante, soprattutto grazie al fatto che si è figurata come competizione tra gruppi eterogenei sorteggiati tra i partecipanti. E’ un modo per comprendere come, pur provenendo da formazioni e ambiti differenti, i farmacologi parlino la stessa lingua. La prova permette di sperimentare le capacità degli specializzandi di fare squadra e trovare la summa delle varie proposte che emergono durante il test, soprattutto considerando che la prova di simulazione della stesura di un protocollo di sperimentazione clinica è una novità per molti dei partecipanti, non rientrando in tutti i programmi di formazione delle varie scuole di specialità.

La prova pratica ha identificato nella ricerca clinica un forte punto di giunzione tra le diverse competenze. Mimando le fasi reali dello sviluppo di un protocollo, emerge la necessità ed il valore dell’approccio multidisciplinare. Questo rende possibile un arricchimento reciproco tra i partecipanti, esitato nella presentazione di vari progetti di ricerca di alto valore scientifico, al punto da rendere difficile la premiazione di un singolo protocollo.

Qual sono stati i “take home messages”?

Il lavoro del farmacologo clinico è complesso e richiede competenze avanzate ma anche il confronto continuo con altri professionisti della salute. Un aspetto importante è quello della necessità di fare rete, cioè di costruire rapporti personali e professionali con colleghi che operano in realtà diverse per stimolare la produttività e l’efficienza dei singoli sistemi. Molto è stato detto infatti sulla partnership pubblico-privato.

L’esperienza, nel suo complesso, è stimolante e fortemente consigliata e la possibilità di frequentare l’Advanced School of Applied Clinical Pharmacology e il Forum Pharma andrebbe estesa a tutti gli specializzandi delle scuole di specialità in farmacologia clinica.

Il lavoro congiunto di specializzandi dell’area accademica e dell’industria del farmaco permette di cogliere l’interesse di coloro che vogliono portare le proprie conoscenze all’interno dell’industria contribuendo allo sviluppo di nuove terapie. Al termine degli eventi risulta chiaro come il mondo dell’accademia e dell’industria debbano trovare momenti di confronto e collaborazione, permettendo alle diverse competenze di generare valore per il sistema salute e per lo sviluppo di terapie e servizi sempre più innovativi a beneficio del paziente.

La combinazione della scuola e del Forum Pharma mettono in evidenza le prospettive attuali e future del “Farmacologo Clinico” nel SSN, un tema sviluppato attraverso il confronto e la discussione da parte di esponenti del mondo politico, delle istituzioni e delle società scientifiche.  È evidente la necessità di attuare l’inserimento sul territorio nazionale del “Farmacologo Clinico” anche nelle realtà pubbliche e nelle realtà private, soprattutto in quelle dedicate alla ricerca e all’innovazione, dove questa figura rappresenta un valore aggiunto insostituibile, anche considerando che nella realtà quotidiana del SSN per i “Farmacologi Clinici” medici non esiste un ruolo riconosciuto, come accade per le altre branche specialistiche.