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ACE-inibitori: come agiscono, quando si usano e quali effetti collaterali provocano

10 luglio 2025

ACE-inibitori: come agiscono, quando si usano e quali effetti collaterali provocano
Gli ACE-inibitori sono farmaci ampiamente utilizzati per il trattamento di malattie quali ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco, infarto del miocardio e nefropatia diabetica. Vediamo insieme come funzionano, quando si usano e quali effetti indesiderati possono causare.

Cosa sono gli ACE-inibitori?

Sono farmaci comunemente prescritti nei pazienti con malattie cardiovascolari, in particolare in caso di ipertensione arteriosa e di alcune forme di scompenso cardiaco.

 

Come agiscono?

Questi farmaci bloccano l’enzima ACE (acronimo di Angiotensin Converting Enzyme o Enzima di Conversione dell'Angiotensina), impedendo la conversione dell'angiotensina I in angiotensina II, una sostanza che induce vasocostrizione, stimola il rilascio di aldosterone e attiva il sistema nervoso simpatico. Di conseguenza, questi farmaci causano vasodilatazione, riduzione della pressione arteriosa e diminuzione dello stress sul cuore e sui reni.

 

Per cosa si usano?

Principalmente per trattare lipertensione arteriosa, per la quale sono spesso farmaci di prima linea, e lo scompenso cardiaco, in cui permettono di ridurre il carico di lavoro del cuore e ne migliorano la funzione. Sono prescritti in caso di infarto del miocardio, perché riducono il rischio di futuri eventi cardiaci. Aiutano, inoltre, a prevenire il rimodellamento cardiaco, un cambiamento della struttura del cuore che accompagna diverse patologie cardiovascolari. Infine, possono essere usati per la nefropatia diabetica grazie all’effetto protettivo sui reni che rallenta la progressione del danno renale.

 

Quali sono gli effetti collaterali?

Gli ACE-inibitori possono causare alcuni effetti avversi. Il più caratteristico è la tosse secca e stizzosa, che si manifesta in circa il 20% dei pazienti. Atri possibili effetti collaterali includono ipotensione, iperkaliemia, angioedema, vertigini e mal di testa, eruzioni cutanee, prurito, fatica e debolezza. È importante sottolineare che non tutti i pazienti li sperimentano e che il tipo e l’entità possono variare da paziente a paziente.

 

Ci sono controindicazioni alla loro assunzione?

Si. Gli ACE-inibitori sono controindicati in gravidanza a causa del rischio di malformazioni congenite1. Per quanto riguarda l’allattamento, alcuni ACE-inibitori possono passare nel latte materno e, pertanto, è consigliabile usarli con cautela, specialmente nelle prime settimane di vita del neonato. Sono sconsigliati, inoltre, in soggetti che hanno già sviluppato angioedema da farmaci appartenenti alla classe degli ACE-inibitori e in pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale.

 

Se assumo ACE-inibitori devo fare attenzione alla dieta?

Gli ACE-inibitori possono interagire con alcuni cibi o componenti della dieta. È importante limitare il consumo di alimenti molto ricchi di potassio (come banane, arance, patate, spinaci, pomodori, avocado, legumi secchi) e soprattutto l'uso di sostituti del sale che spesso contengono cloruro di potassio. È bene evitare la liquirizia che può contrastarne l’efficacia, poiché aumenta la pressione arteriosa, e moderare il consumo di alcol, poiché amplifica l’effetto ipotensivo degli ACE-inibitori.

 

 

Bibliografia:

  1. I farmaci antipertensivi in gravidanza. 2021. https://www.farmacovigilanza.eu/content/i-farmaci-antipertensivi-gravidanza
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