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Cordyceps: proprietà, benefici e rischi. Cosa dice la scienza?

10 settembre 2026

Cordyceps: proprietà, benefici e rischi. Cosa dice la scienza?
Il Cordyceps ha una lunga storia d’uso nella medicina tradizionale cinese e oggi viene proposto negli integratori alimentari, soprattutto tonici per sostenere energia e prestazioni fisiche. Ma il Cordyceps funziona davvero? E quali rischi può comportare? Vediamo cosa sappiamo sulla base delle evidenze disponibili.

Cos’è il Cordyceps?

Si tratta di funghi utilizzati nella tradizione asiatica a scopo alimentare e medicinale. La specie più rilevante per l’uso medicinale è Ophiocordyceps sinensis, anche conosciuta come Cordyceps sinensis, di cui si utilizzano micelio e sporoforo1. Più recentemente l’attenzione della ricerca si è rivolta anche a Cordyceps militaris, una specie più facilmente coltivabile 2.

 

Cosa contiene?

Il Cordyceps contiene diverse classi di composti chimici, tra cui polisaccaridi, nucleosidi, steroli, proteine, amminoacidi e acido cordicepico, meglio conosciuto come mannitolo1. Questi composti sono presenti in diverse parti del fungo ma la loro quantità e composizione possono variare in funzione della specie, dell’origine e delle condizioni di coltivazione del fungo, della parte utilizzata e del tipo di estratto. Per questo motivo, prodotti diversi a base di Cordyceps non sono necessariamente equivalenti.

 

Quali sono le proprietà del Cordyceps?

Gli studi preclinici sul Cordyceps hanno evidenziato proprietà immunomodulanti, antiossidanti, antinfiammatorie ed ergogeniche. Cordicepina e polisaccaridi sembrano contribuire in modo rilevante a questi effetti, poiché favoriscono la produzione di fattori coinvolti nella risposta immunitaria e interferiscono con fattori intracellulari coinvolti nel processo infiammatorio 2,3. I nucleosidi possono invece contribuire agli effetti sul metabolismo cellulare  3.

 

Quali sono gli usi riconosciuti in Italia?

Secondo l’Allegato 1 al DM 10 agosto 2018, Cordyceps sinensis può essere utilizzato negli integratori alimentari per favorire la funzionalità delle prime vie respiratorie, sostenere le naturali difese dell’organismo, per l’azione tonica e il sostegno metabolico. I prodotti in commercio sono indicati soprattutto come tonici per favorire energia, performance e resistenza fisica nello sport e per il benessere generale.

 

E Cordyceps militaris?

Pur avendo proprietà simili, Cordyceps militaris non è una specie automaticamente equivalente a quella utilizzata tradizionalmente. In Europa, il suo impiego negli alimenti o negli integratori deve essere valutato secondo la normativa sui Novel Food, sugli alimenti e ingredienti che non hanno una storia significativa di consumo alimentare nell’UE prima del 15 maggio 1997. È quindi importante verificare quale specie di Cordyceps è effettivamente presente nell’integratore, anziché considerare tutti i prodotti come intercambiabili.

 

Funziona davvero come tonico ed energizzante?

Gli studi clinici sugli effetti ergogenici riguardano soprattutto Cordyceps sinensis, utilizzato in genere per periodi compresi tra 2 e 12 settimane. In alcuni studi sono stati osservati miglioramenti di resistenza, soglia ventilatoria e picco di consumo di ossigeno, mentre altri non hanno mostrato effetti significativi. I risultati, quindi, non sono ancora del tutto coerenti e dipendono da preparato, dose, durata dell’assunzione e caratteristiche dei partecipanti. Le evidenze cliniche su Cordyceps militaris sono invece molto limitate e non permettono di considerarlo equivalente a C. sinensis 4.

 

Ci sono rischi per la salute?

Negli studi disponibili, i preparati a base di Cordyceps risultano generalmente ben tollerati nel breve periodo, ma i dati sulla sicurezza a lungo termine sono ancora limitati. In ogni caso, è opportuno evitarne l’uso in gravidanza, allattamento, età pediatrica, in presenza di patologie croniche o terapie farmacologiche, soprattutto immunomodulanti o antidiabetiche.

 

Cosa possiamo concludere?

Le evidenze scientifiche suggeriscono possibili effetti del Cordyceps su tono fisico, risposta immunitaria e fatica, ma gli studi clinici e di sicurezza restano limitati. È opportuno valutare con il medico o il farmacista l’utilità del prodotto in base alle proprie condizioni cliniche.

Bibliografia:

  1. doi: 10.1016/j.jf f.2013.01.034
  2. doi: 10.1002/ptr.70144
  3. doi.org/10.3390/molecules29215107
  4. doi: 10.3389/fnut.2025.1670416
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