Cos’è la miotonia congenita?
La miotonia congenita è una malattia genetica rara causata dal malfunzionamento di un gene chiamato CLCN1 responsabile una proteina essenziale (il canale del cloro ClC-1) per la funzione dei muscoli scheletrici, come i muscoli degli arti1. Può essere ereditata in forma autosomica dominante (malattia di Thomsen) o autosomica recessiva (malattia di Becker), dando luogo a quadri clinici di gravità variabile2.
Quali sono i sintomi e come si manifestano nella vita quotidiana?
Il sintomo principale è la rigidità muscolare transitoria, che si manifesta soprattutto all’inizio del movimento e può rendere difficili alcune attività quotidiane, come alzarsi da una sedia, iniziare a camminare o afferrare oggetti. Nelle forme più gravi della malattia, alla rigidità muscolare può associarsi una debolezza transitoria, che in alcuni casi può favorire episodi di instabilità o cadute. I pazienti possono presentare, infine, ipertrofia muscolare, sensibilità al freddo, dolore muscolare e miotonia palpebrale2.
Quali trattamenti abbiamo a disposizione per questi pazienti?
Al momento non esistono farmaci in grado di agire sulla causa della malattia. Per questo, la terapia farmacologica della miotonia congenita è sintomatica e mira a ridurre l’ipereccitabilità delle fibre muscolari alla base della rigidità muscolare.
Il farmaco di riferimento è la mexiletina.
Si tratta di un antiaritmico approvato come farmaco orfano per gli adulti con miotonia3, che agisce facilitando il rilassamento muscolare e riducendo la rigidità tipica della malattia. Il trattamento è generalmente ben tollerato, ma può causare effetti indesiderati, come disturbi gastrointestinali, nausea e capogiri, mentre gli effetti cardiaci sono rari se il paziente viene attentamente monitorato.
Esistono alternative farmacologiche alla mexiletina?
Nei pazienti che non tollerano la mexiletina o che non ottengono un beneficio sufficiente, possono essere utilizzati farmaci come la lamotrigina e la ranolazina4-6, o l’acetazolamide che ha mostrato una certa efficacia in piccoli gruppi di pazienti con miotonia congenita e può essere considerata un’opzione terapeutica di seconda scelta7. Questi farmaci sono utilizzati off-label, e richiedono una valutazione personalizzata da parte del neurologo.
E per quel che riguarda le nuove strategie terapeutiche?
La ricerca punta a identificare farmaci capaci di agire direttamente sul canale ClC-1, attivandolo o favorendone il corretto posizionamento sulla membrana, agendo come veri e propri chaperone farmacologici8. Questi farmaci rappresentano un passo verso la medicina di precisione, con terapie mirate in base alla specifica mutazione genetica. Al momento, queste terapie sono ancora in fase preclinica, ma aprono prospettive promettenti per una terapia personalizzata dei pazienti con miotonia.
Bibliografia:
- Pflugers Arch. 2020 Jul;472(7):961-975.
- Muscle Nerve. 2020 Oct;62(4):430-444.
- EMA https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/orphan-designations/eu-3-14-1353
- Brain 140(9):2295–2305.
- Lancet Neurol. 2024 Oct;23(10):1004-1012.
- Neurology 89(7):710–713.
- Ann Neurol 3:531–537
- Front Pharmacol. 2022 Aug 11;13:958196.