Cos’è la neurofibromatosi?
È una malattia genetica rara, caratterizzata da manifestazioni cliniche variabili, per lo più a livello cutaneo e da una predisposizione allo sviluppo di tumori, in particolare neurofibromi. È causata dalla mutazione del gene NF1 (nella neurofibromatosi di tipo 1) o del gene NF2 (nella neurofibromatosi di tipo 2), responsabili della produzione di proteine coinvolte nella regolazione della proliferazione delle cellule.
Come si manifesta?
La neurofibromatosi è caratterizzata da alterazioni cutanee, come macchie caffellatte (più comune nel tipo 1), lentiggini a livello delle ascelle e dell'inguine e neurofibromi. Queste lesioni, presenti prevalentemente a livello del capo, del tronco e degli arti, causano deformità, dolore e compressione di organi vitali e possono trasformarsi in tumori maligni. I pazienti possono presentare anche disturbi cognitivi.
È una malattia curabile?
La malattia non è attualmente curabile, ma viene gestita attraverso il monitoraggio clinico regolare con un team multidisciplinare, interventi chirurgici per rimuovere i tumori sintomatici, radioterapia o terapie farmacologiche di supporto. Per ridurre il dolore e migliorare la qualità di vita è necessario intervenire farmacologicamente; oggi in Italia, per i pazienti con NF1, sono approvati e disponibili il selumetinib e il mirdametinib.
Cos’è il selumetinib?
Il farmaco riduce la crescita dei neurofibromi, inibendo un meccanismo controllato dalla proteina neurofibromina 1, mutata nella NF1. Viene assunto per via orale in forma di compresse, che devono essere deglutite senza essere masticate, ed è normalmente somministrato due volte al giorno indifferentemente dai pasti. Per i bambini più piccoli o in caso di difficoltà nella deglutizione, esiste una formulazione granulare.
Come agisce e quali effetti avversi ha?
Selumetinib è un farmaco che inibisce le proteine coinvolte nei meccanismi che regolano la crescita e la proliferazione delle cellule. Per questo i pazienti in trattamento presentano spesso sintomi gastrointestinali, eruzioni acneiformi e danno muscolare. Più raramente si manifestano disturbi visivi e alterazioni della funzionalità cardiaca. La comparsa di eventi avversi richiede un aggiustamento del dosaggio o la sospensione del farmaco.
Chi può utilizzarlo?
Il selumetinib era stato inizialmente approvato per trattare i neurofibromi plessiformi inoperabili solo nei bambini con NF1, tra i 3 e i 17 anni, in quanto i neurofibromi crescono molto più velocemente nei bambini rispetto agli adulti. Sulla base di nuovi studi clinici che hanno dimostrato efficacia del farmaco e miglioramento della qualità di vita anche negli adulti, oggi selumetinib viene proposto ai pazienti di età pari o superiore ai 18 anni2,3,4.
E il mirdametinib?
È un farmaco che agisce come selumetinib, inibendo il meccanismo mutato nella malattia, riducendo la crescita dei neurofibromi plessiformi. Agendo allo stesso modo, anche gli eventi avversi sono sovrapponibili tra i due farmaci. Il sistema sanitario nazionale ha recentemente dato il via libera alla rimborsabilità al mirdametinib, farmaco orfano approvato per il trattamento di neurofibromi plessiformi inoperabili sia in pazienti adulti che pediatrici4.
C’è qualche differenza tra i due trattamenti?
Si. A differenza di selumetinib, assunto in maniera continuativa, il mirdanetinib prevede uno schema intermittente (tre settimane di trattamento seguite da una settimana di sospensione), che ne favorisce la tollerabilità e riduce il rischio di interruzione prematura5. I due farmaci differiscono anche per le formulazioni disponibili: il mirdametinib può essere somministrato anche in formulazione dispersibile, utile per alcuni bambini e per i pazienti con difficoltà di deglutizione, mentre il selumetinib in formulazione granulare. La scelta del trattamento dipende dalle caratteristiche del paziente, dalle indicazioni autorizzate, dalle condizioni cliniche e dalla valutazione dello specialista.
Cosa cambia, dunque, per i pazienti con neurofibromatosi di tipo 1?
L'arrivo di selumetinib e mirdametinib rappresenta un progresso importante nel trattamento dei neurofibromi plessiformi non operabili associati alla NF1. Questi farmaci non eliminano la causa genetica della malattia e non costituiscono una cura definitiva ma possono contribuire a controllare alcune manifestazioni cliniche, ridurre le dimensioni dei tumori e migliorare la gestione della malattia. La disponibilità di nuove opzioni terapeutiche, anche per i pazienti adulti, amplia le possibilità di trattamento e sottolinea l'importanza della ricerca farmacologica nelle malattie rare.
Bibliografia:
- Gorai, et al. Selumetinib—A comprehensive review of the new FDA‑approved drug for neurofibromatosis. Indian Dermatol Online J. 2024
- Chen AP et al. Efficacy and safety of selumetinib in adults with neurofibromatosis type 1 and symptomatic, inoperable plexiform neurofibromas (KOMET): a multicentre, international, randomised, placebo-controlled, parallel, double-blind, phase 3 study. Lancet. 2025.
- Gross AM et al., Selumetinib in adults with NF1 and inoperable plexiform neurofibroma: a phase 2 trial. Nat Med. 2025
- https://www.aifa.gov.it/documents/20142/0/Comunicato_AIFA_32-2026.pdf/f33487cb-bfb5-1e00-c666-89e71f57b49e
- Moertel CL et al., ReNeu: A pivotal, phase iib trial of mirdametinib in adults and children with symptomatic neurofibromatosis type 1-associated plexiform neurofibroma. J Clin Oncol. 2025