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GdL Impatto Ambientale dei Farmaci

(Environmental Pharmacology)

 

Soci coordinatori: Ugo Moretti (Università di Verona); Raffaella Sorrentino (Università di Napoli Federico II)

Socio proponente: Alessandro Mugelli

 

Chiunque fosse interessato a partecipare al gruppo è pregato di inviare una richiesta, con il proprio nome, recapito telefonico e indirizzo e-mail a:

sif.farmacologia@segr.it

cc: ugo.moretti@univr.it; raffaella.sorrentino@unina.it

 

Presentazione del gruppo

 

Nel corso degli ultimi anni è notevolmente aumentata a livello internazionale l’attenzione all’impatto ambientale dei prodotti farmaceutici, al pari dei gas di scarico dei veicoli, dei rifiuti industriali, dei pesticidi e di altri inquinanti. L’introduzione e il rilascio nell’ecosistema dei prodotti farmaceutici potrebbe essere, secondo alcuni studi, una delle cause nascoste della crisi globale della fauna selvatica. L’impatto ambientale conseguente alla dispersione di farmaci sia in forma immodificata sia come metaboliti rappresenta dunque un punto di grande interesse e dibattito nel mondo scientifico. La loro presenza contamina l’ambiente inteso come biota, luoghi di lavoro, alimenti (acqua e cibo) e mangimi.

La presenza di prodotti farmaceutici nell’ambiente è conseguente al suo non corretto smaltimento, all’inquinamento operato dai siti di produzione dei farmaci, ma la parte preponderante sembra derivi dalla dispersione a seguito di assunzione del farmaco per utilizzo sia umano che veterinario. Esso, assieme alle acque fognarie raggiunge i grandi depuratori urbani costruiti per degradare sostanza chimiche molto semplici, ma non i farmaci. I principi attivi così non vengono rimossi/distrutti totalmente dai depuratori e si riversano in fiumi, laghi, mari, nelle acque sotterranee e sono stati ritrovati persino nell’acqua potabile; ciò porta ad un inquinamento diffuso. Una volta disperso, il prodotto farmaceutico viene a contatto con i microrganismi ambientali che svolgono un ruolo chiave nei processi ecologici come il ciclo biogeochimico e il degrado dei contaminanti organici. I microrganismi infatti sono un grande serbatoio di diversità genetica e la loro capacità metabolica ha un ruolo fondamentale soprattutto nel mantenimento della qualità del suolo e dell'acqua. Ciò può comportare un effetto diretto (antibiotici) causando un’alterazione dei microrganismi ambientali, oppure il farmaco può essere metabolizzato ad opera del microambiente con conseguente ulteriore modifica della sua struttura chimica. Le caratteristiche intese come proprietà fisico-chimiche intrinseche, fattori ambientali e condizioni climatiche possono inoltre favorire un processo lungo di accumulo del farmaco (e dei suoi metaboliti) nel suolo o nell'acqua. Di conseguenza il cospicuo e cronico utilizzo dei farmaci (decine di migliaia di tonnellate di farmaci per anno) e il destino quasi sconosciuto che essi subiscono una volta dispersi nell’ambiente, rappresenta un pericolo tangibile.

Diversi studi dimostrano la presenza, per nulla trascurabile, nelle acque reflue, di farmaci come ad esempio antinfiammatori, analgesici, antipertensivi, ipolipidemizzanti, antibiotici, antitumorali, ormoni. Tra gli effetti è possibile ipotizzare allergie, antibiotico resistenza, effetti sul sistema endocrino quali alterazioni nel comportamento sessuale e ritardo nella maturazione, sia nell’uomo che negli animali. Particolare attenzione va rivolta all’impatto conseguente all’utilizzo sempre più crescente di antitumorali, per i quali sono state rilevate cospicue quantità ad esempio negli effluenti ospedalieri. Non va inoltre trascurato l’impatto degli integratori, il cui consumo è cresciuto enormemente visto che non rientrano nella categoria “farmaco” per cui spesso sono assunti a seguito di autoprescrizione.

Il termine ecofarmacovigilanza è entrato nella letteratura scientifica ad indicare la scienza e le attività relative alla rilevazione, valutazione, comprensione e prevenzione delle reazioni avverse o di altri problemi legati alla presenza di farmaci nell’ambiente, che hanno effetto sia sull’uomo che su altre specie animali. Ma il concetto di ecofarmacovigilanza si è allargato ad una valutazione più in generale dell’impatto ambientale dei farmaci (Environmental Risk Assessment – ERA). Le autorità negli Stati Uniti, Europa e Canada hanno inserito negli ultimi anni valutazioni di ERA nelle procedure regolatorie sia prima che dopo la commercializzazione.

 

In generale gli obiettivi in questo contesto includono:

- Una migliore comprensione dei rischi per l’ambiente derivanti dai prodotti farmaceutici in esso dispersi;

- La progettazione di prodotti farmaceutici ecosostenibili, promuovendo lo sviluppo e la produzione di farmaci “verdi”;

- Sviluppare studi scientifici per la valutazione dei rischi che abbiano sufficiente solidità scientifica, coerenza e trasparenza;

- Spingere perché i rischi ambientali legati ai farmaci siano adeguatamente considerati e tradotti in azioni di mitigazione;

- Valutare l’efficacia della raccolta e dello smaltimento dei prodotti farmaceutici inutilizzati e dei rifiuti farmaceutici;

- Promuovere una migliore gestione globale delle emissioni di prodotti farmaceutici nel suolo e nell'ambiente acquatico.

 

Il Gruppo di Lavoro SIF su “Impatto ambientale dei farmaci” si propone di sposare tutti gli obiettivi descritti in precedenza, allo scopo di chiarire quali possono essere i reali effetti tossici sulla salute dell’uomo e dell’ambiente. La partecipazione attiva a questo gruppo di lavoro permetterà il confronto scientifico dei diversi gruppi di ricerca, favorendo lo sviluppo di collaborazioni sinergiche e proficue. La complessità di questo tema comporterà necessariamente una collaborazione di tipo multidisciplinare (farmacologia, tossicologia, farmacovigilanza, eco-tossicologia, ecofarmacovigilanza, biologia, chimica-analitica, etc).

Le collaborazioni saranno utili ai fini di costituire una rete tra ricercatori anche per la partecipazione a bandi di finanziamento, sia a livello nazionale che internazionale.

Infine, un importante obiettivo del gruppo sarà la divulgazione delle tematiche affrontate anche al di fuori della comunità scientifica, coinvolgendo settori della società esterni al mondo accademico, svolgendo un’importante funzione educativa sulla comunità.

 

Più in dettaglio questo gruppo SIF si propone di:

- organizzare un simposio specialistico nell’ambito del prossimo congresso nazionale della nostra società;

- promuovere l’organizzazione di workshop, convegni e iniziative di divulgazione scientifica relativi alle tematiche descritte;

- promuovere la diffusione delle ricerche in questo ambito anche per mezzo di un sito web dedicato.

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