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La BPCO: una malattia cronica che si può prevenire e trattare

18 maggio 2023

La BPCO: una malattia cronica che si può prevenire e trattare
La BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) è una patologia delle vie aeree, caratterizzata da persistenti sintomi respiratori e limitazioni al flusso di aria ai polmoni. E’ una malattia che può essere prevenuta e trattata con farmaci che aiutano nella gestione dei sintomi e a evitare complicanze fatali.

Cosa è la BPCO?

La BPCO è una malattia cronica, a carattere infiammatorio ed ostruttivo delle vie aeree, i cui sintomi più comuni sono tosse, dispnea e produzione di espettorato. Può presentarsi in diversi modi e con diversi gradi di gravità dalla bronchite cronica all’enfisema polmonare.

 

È possibile prevenire la BPCO?

Si, riducendo l’esposizione ai fattori di rischio, come il fumo di sigaretta sia attivo che passivo, quindi smettere di fumare costituisce la prima strategia preventiva. Se si è cronicamente esposti a sostanze nocive o fumo, considerato che l’insorgenza della patologia e la mortalità aumentano con l’età, è fondamentale sottoporsi a controlli periodici anche in assenza di sintomi ed adottare uno stile di vita sano. Tali precauzioni aiutano anche a evitare le riacutizzazioni, cioè fasi di ripresa della malattia con peggioramento dei sintomi, in particolare un aumento delle difficoltà respiratorie.

 

Si può guarire dalla BPCO?

Purtroppo le alterazioni del tessuto polmonare responsabili della malattia sono irreversibili, ma la terapia farmacologia allevia i sintomi, rallenta la progressione della patologia e la comparsa di complicanze fatali.

  

Quali sono le terapie disponibili?

Le terapie disponibili per il trattamento della BPCO prevedono l’uso di diverse classi di farmaci, quali: broncodilatatori (beta2-agonisti e anticolinergici), antinfiammatori corticosteroidi e inibitori della fosfodiesterasi-4, antibiotici e mucolitici.

 

Cosa sono i broncodilatatori?

I broncodilatatori sono i farmaci di prima scelta nel trattamento della BPCO. Agiscono rilassando i muscoli delle vie aeree, favorendo l’ingresso dell’aria nei polmoni e facilitando la respirazione. Tali farmaci appartengono a due principali classi: i beta2-agonisti e gli anticolinergici. Possono avere diversa durata d’azione (breve o lunga) ed essere usati in monoterapia o in associazione.

 

Come scegliere tra beta2–agonisti e anticolinergici?

L’utilizzo di una classe in particolare dipende dalla sintomatologia principale e dalla presenza o meno di riacutizzazione della malattia, ma anche da come il paziente risponde alla terapia e dalla eventuale manifestazione di effetti collaterali. Possono essere somministrati al bisogno, o in modo regolare per ridurre sintomi persistenti.

 

Quando vengono usati quelli a breve o a lunga durata d’azione?

I broncodilatatori a breve durata d’azione vengono impiegati per il rapido miglioramento dei sintomi e della pervietà delle vie aeree, mentre quelli a lunga durata d’azione risultano più efficaci nel migliorare la funzione respiratoria, la dispnea e ridurre il numero delle riacutizzazioni, migliorando la qualità di vita del paziente. In particolare, è stato dimostrato che gli anticolinergici a lunga durata d’azione sono superiori ai beta2-agonisti nel ridurre le riacutizzazioni e hanno una migliore efficacia nel diminuire i ricoveri ospedalieri.

 

Come si somministrano questi farmaci?

La somministrazione avviene principalmente per via inalatoria, la quale presenta il grande vantaggio di indirizzare i farmaci direttamente al sito della malattia, riducendo i possibili effetti collaterali sistemici. Per assumere i farmaci per via inalatoria si usano dei dispositivi, gli inalatori, disponibili in diverse tipologie, che in modo semplice ed efficace permettono il deposito di un’adeguata quantità di farmaco a livello bronchiale.

 

Cosa si usa per contrastare l’infiammazione che accompagna la BPCO?

I corticosteroidi sono impiegati per la loro azione antiinfiammatoria, spesso anch’essi per via inalatoria, e raccomandati in associazione con i broncodilatatori nei pazienti con alto tasso di riacutizzazione o in mancanza di risposta alla sola terapia con broncodilatatori. Nei casi più gravi possono essere anche assunti ad alte dosi per via orale per alcune settimane. Tra gli antinfiammatori, i più nuovi sono gli inibitori delle fosfodiesterasi-4 utilizzati in casi di BPCO grave e con frequenti riacutizzazioni. Questi vengono assunti per via orale e contribuiscono al miglioramento dei sintomi della malattia.

 

Quando invece è necessario ricorrere ad antibiotici e mucolitici?

Gli antibiotici della classe delle cefalosporine e dei macrolidi vengono principalmente utilizzati per prevenire e curare le infezioni batteriche che possono accompagnare la BPCO. Sono spesso necessari in caso di peggioramento della tosse e della quantità di espettorato. Nei casi più compromessi si possono anche usare i fluorochinoloni. Inoltre, possono essere impiegati anche farmaci mucolitici, come l’acetilcisteina che grazie alle sue proprietà antiossidanti può ridurre il rischio di riacutizzazioni.

 

Bibliografia:

1Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease – GOLD 2021

2Terry PD, Dhand R. Inhalation Therapy for Stable COPD: 20 Years of GOLD Reports [published correction appears in Adv Ther. 2021 Sep;38(9):4986-4988]. Adv Ther. 2020;37(5):1812-1828. doi:10.1007/s12325-020-01289-y

3Manuale MSD. https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/disturbi-polmonari-e-delle-vie-respiratorie/broncopneumopatia-cronica-ostruttiva-bpco/broncopneumopatia-cronica-ostruttiva-bpco

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