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Pillole di Salute

F.A.Q.

Antinfiammatori

Gli antinfiammatori sono farmaci in grado di ridurre l’infiammazione (o flogosi), un processo difensivo complesso che si instaura in presenza di agenti patogeni e/o di un danno tissutale. I FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) sono tra i farmaci più comunemente utilizzati. Vengono prescritti come antidolorifici generici, come anti-flogistici (per diminuire l'infiammazione in patologie muscolo-scheletriche, nonché dopo interventi chirurgici) e come anti-piretici per ridurre la febbre. Il meccanismo d’azione dei FANS si basa sulla riduzione della sintesi delle prostaglandine, molecole coinvolte nell’infiammazione. I corticosteroidi (farmaci antiinfiammatori steroidei o cortisonici) possono essere usati per contrastare l'infiammazione cronica di muscoli, tendini o articolazioni associata a un trauma o per far fronte all'infiammazione associata a una reazione allergica o a una malattia autoimmune. I cortisonici agiscono principalmente inibendo la produzione di mediatori dell’infiammazione.

Posso sospendere bruscamente il trattamento con cortisonici?

No, il trattamento con cortisonici non può essere interrotto improvvisamente, il dosaggio iniziale come anche la riduzione devono essere concordate con il proprio medico e deve avvenire in modo tanto più graduale e lento quanto maggiori risultino la dose e la durata del trattamento. Questo accade in quanto durante il trattamento l’organismo non produce regolarmente il cortisone, ma si avvale di quello che viene somministrato dall’esterno.

Quali sono i più comuni effetti collaterali dei cortisonici?

Le controindicazioni dei cortisonici dipendono soprattutto dal loro uso prolungato. Utilizzati a lungo possono causare un aumento dell’appetito, con conseguenti aumento di peso e assottigliamento della pelle, oltre che debolezza muscolare, acne, ulcera peptica, rallentamento della guarigione di ferite o della crescita in caso di somministrazione a bambini. Effetti collaterali di lieve entità includono mal di testa, capogiri, aumento dell’appetito, insonnia, sudorazione aumentata, digestione difficile, nervosismo.

Cosa succede se assumo una dose eccessiva di antiinfiammatori?

L’abuso di FANS può essere associato a un aumento del rischio di infarto, ictus o scompenso cardiaco; mentre per i cortisonici, considerando le innumerevoli attività metaboliche in cui sono coinvolti, l'abuso può implicare un maggior rischio di sviluppare diabete, ipertensione, osteoporosi, glaucoma e cataratta.

Quali sono i più comuni effetti collaterali dei FANS?

L'entità di questo e di altri rischi dipende da diversi fattori, in particolare dal tipo di farmaco assunto, dal suo dosaggio e dalla durata del trattamento. Nonostante siano generalmente ben tollerati, i FANS possono provocare una serie di reazioni avverse, distinguibili in effetti collaterali e reazioni di ipersensibilità̀. L’utilizzo prolungato di FANS può generalmente scatenare effetti avversi come ulcere, emorragie gastriche e danni renali. Le reazioni di ipersensibilità̀ avvengono in soggetti predisposti, sono imprevedibili e indipendenti dalla dose. Si distinguono in reazioni di ipersensibilità allergica (nei casi in cui si dimostrano anticorpi e/o linfociti T diretti contro il farmaco o i suoi metaboliti) e non allergica. L’esempio tipico e più frequente di ipersensibilità non allergica è il broncospasmo indotto dall’acido acetilsalicilico (aspirina).

Quali sono le principali vie di assunzione degli antiinfiammatori?

I FANS sono somministrati in diverse forme, per uso topico in pomate e creme dermatologiche, in compresse per via orale, in sistemi per assorbimento transdermico (cerotti medicati) o in supposte. I cortisonici possono essere assunti tramite compresse, soluzioni iniettabili, spray nasali e orali, creme o lozioni. Il numero di dosi giornaliere e la quantità dipendono da molti fattori (peso, durata trattamento, malattia), tuttavia è preferibile assumere gli antinfiammatori a stomaco pieno.

Cosa sono e quali sono i farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS)?

I FANS, o farmaci antiinfiammatori non steroidei, sono tra i farmaci più comunemente utilizzati, in grado di svolgere tre azioni terapeutiche specifiche: antiinfiammatoria, antipiretica e antidolorifica. Il loro meccanismo d’azione si basa sulla riduzione della sintesi delle prostaglandine, molecole coinvolte nell’infiammazione, attraverso l’inibizione dell’enzima cicloossigenasi. Appartengono a questa classe di farmaci l’acido acetilsalicilico e l’ibuprofene (di norma utilizzati a scopo analgesico e antipiretico), il naprossene, il ketoprofene e il diclofenac, normalmente usati come antinfiammatori e antidolorifici in caso di disturbi articolari, mal di testa intenso, mal di denti e nevralgie.

Cosa sono gli antinfiammatori anti-COX2 selettivi?

L’enzima cicloossigenasi (COX) è distinto in due isoforme: COX-1, costituzionalmente espressa e responsabile dell'azione protettiva ed omeostatica delle prostaglandine e COX-2, indotta da stimoli infiammatori e quindi alla base della flogosi. I FANS tradizionali e i nuovi inibitori selettivi dell'enzima COX-2 si differenziano per la diversa azione sulle due isoforme COX; questi ultimi hanno azione prevalente sulla COX-2. I cox-2 inibitori sono utilizzati per il trattamento dell'artrite e di altre condizioni dolorose. Presentano una efficace attività anti infiammatoria con una netta riduzione dei più comuni effetti collaterali (ad esempio la gastrolesività). Appartengono a questa classe i principi attivi celecoxib, parecoxib, valdecoxib, etoricoxib. È da sottolineare che questi farmaci sono controindicati in pazienti con cardiopatia ischemica o infarti e, per quanto concerne etoricoxib anche in presenza di ipertensione arteriosa.

Cosa sono e quali sono i farmaci antiinfiammatori steroidei o corticosteroidi?

Gli antinfiammatori steroidei (cortisonici o corticosteroidi) derivano dal cortisone e sono chimicamente sintetizzati con una struttura simile al cortisolo (ormone naturale secreto dalle ghiandole surrenali). I cortisonici sono farmaci antinfiammatori e immunosoppressori, che agiscono principalmente sulla riduzione della sintesi dell'enzima lipocortina, inibendo la produzione di mediatori dell’infiammazione. Le indicazioni terapeutiche di questi farmaci sono piuttosto numerose; classicamente vengono impiegati per contrastare il dolore di tendini o articolazioni associata a un trauma, oppure per far fronte all'infiammazione associata a una reazione allergica (incluse asma, rinite allergica, orticaria e dermatite atopica), o a quella associata a una malattia autoimmune (artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico). A volte la loro assunzione è prescritta in caso di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Tra i cortisonici di sintesi piu’ utilizzati ricordiamo il prednisone, il prednisolone, il betametasone, il desametasone ed il fludrocortisone.

Qual è la differenza tra farmaci corticosteroidi e FANS?

Nonostante abbiano entrambi la funzione di ridurre le reazioni flogistiche, le due classi di antinfiammatori si distinguono per struttura e specificità. I cortisonici hanno un utilizzo più specifico rispetto ai comuni FANS e, mentre i FANS possono essere utilizzati in modo occasionale e sporadico, gli antinfiammatori steroidei necessitano invece di essere assunti in maniera regolare e per un periodo più prolungato.

Posso usare il paracetamolo come antiinfiammatorio?

No, il paracetamolo è un farmaco con un ottimo effetto antipiretico e analgesico (riduce il dolore), ma presenta effetti antiinfiammatori molto deboli. Questo fa sì che il paracetamolo sia considerato un trattamento di prima linea del dolore e per la terapia sintomatica di affezioni febbrili quali l'influenza. Il paracetamolo può essere assunto anche a stomaco vuoto, in quanto in genere non causa problemi a livello gastrico, a differenza dei tradizionali FANS.

Gli antiinfiammatori possono interagire con altri farmaci o interferire con la loro l’azione?

I FANS possono interagire con altri farmaci e causare effetti indesiderati. In particolare, i FANS non sono indicati in combinazione con: farmaci che fluidificano il sangue, in quanto aumentano il rischio di sanguinamento; ACE-inibitori e diuretici, poiché possono causare insufficienza renale o contrastarne l’efficacia; altri tipi di FANS o cortisonici, poiché aumentano il rischio di disturbi a carico dell’apparato digerente.  I farmaci con i quali i cortisonici maggiormente interagiscono sono: gli anticoagulanti, causando ipercoagulabilità sanguigna; gli antiipertensivi, antagonizzando ad esempio l’effetto ipotensivo degli ACE inibitori e degli alfa-bloccanti; gli ipoglicemizzanti, poiché i cortisonici possiedono azione intrinseca iperglicemizzante. Inoltre, i corticosteroidi possono ridurre la risposta anticorpale ai vaccini, in particolare in caso di vaccini vivi. Pertanto, è bene informare il medico prima dell’assunzione di questi farmaci.

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