Quali sono gli inibitori di pompa protonica disponibili e come agiscono?
Gli inibitori di pompa protonica (IPP) sono farmaci che agiscono bloccando la produzione di acido cloridrico da parte dello stomaco, favorendo quindi la guarigione di tutte quelle condizioni legate a una ipersecrezione acida gastrica. Gli IPP disponibili sono esomeprazolo, lansoprazolo, omeprazolo, pantoprazolo e rabeprazolo, utilizzati a diversi dosaggi sulla base della patologia del paziente.
In quali condizioni sono indicati ?
Questi farmaci possono essere utilizzati nel trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo, dell'ulcera peptica, dell'infezione da Helicobacter pylori, in associazione agli antibiotici, e di condizioni più rare caratterizzate da eccessiva secrezione acida, come la sindrome di Zollinger-Ellison. Inoltre, consentono di prevenire l’insorgenza di complicanze gravi gastrointestinali in pazienti selezionati che assumono farmaci che aumentano il rischio di sanguinamenti e/o danno alla mucosa gastrica (FANS, anticoagulanti, antiaggreganti, corticosteroidi).
Come devono essere assunti?
Gli IPP devono essere assunti al dosaggio corretto e per una durata limitata, che dipende dalla patologia da trattare. Ad esempio, nel caso dell'infezione da Helicobacter pylori il trattamento, di norma, é limitato a 10-14 giorni, mentre per l’ulcera peptica può essere necessario un trattamento più lungo, fino a otto settimane. Nella prevenzione dei possibili danni da altri farmaci (ad esempio aspirinetta), gli IPP devono essere assunti per tutta la durata del trattamento con questi medicinali.
Quali sono i rischi di un trattamento prolungato?
Gli IPP sono farmaci generalmente ben tollerati, ma l’uso prolungato può esporre al rischio di reazioni avverse, come infezioni gastrointestinali, alterazioni della flora intestinale, riduzione dei livelli di magnesio o vitamina B12, aumento del rischio di osteoporosi e possibile danno renale. Ma più di tutto aumentano il rischio di interazioni tra farmaci dato che cambiando il pH gastrico modificano l’assorbimento di molti principi attivi.
Si possono sospendere da soli?
Meglio di no. Chi assume un IPP da molto tempo dovrebbe sempre prima parlarne con il medico. In alcuni casi è corretto continuare, in altri si può ridurre la dose, passare a un uso intermittente o sospendere gradualmente, evitando la ricomparsa dei sintomi.
Nota AIFA per gli IPP: cos’è e a cosa serve
La Nota AIFA è lo strumento attraverso cui l’AIFA individua i criteri per cui un farmaco può essere utilizzato a carico del Servizio Sanitario Nazionale al fine di garantire un uso appropriato. Nel caso degli IPP, la nuova Nota AIFA N01 aggiorna le precedenti Note 1 e 48, e stabilisce la loro rimborsabilità alla dose più bassa efficace assunta per il tempo necessario quando c'è una specifica condizione di rischio gastrointestinale. Per il reflusso gastroesofageo, ad esempio, il trattamento iniziale dura in genere 4-8 settimane, poi il paziente va rivalutato. Se i sintomi sono controllati, la terapia può essere sospesa, ridotta o usata "al bisogno".
Perché è importante l’uso consapevole degli IPP?
Per un uso consapevole degli IPP il paziente dovrebbe porsi tre domande: perché lo sto assumendo? Per quanto tempo devo continuare? È ancora necessario? Questi farmaci sono preziosi per risolvere specifiche condizioni se utilizzati in modo sicuro e mirato ma non devono essere assunti dal paziente in autonomia. La scelta per la migliore terapia nasce sempre dalla valutazione del medico, che bilancia beneficio e rischio sulla base delle caratteristiche del singolo paziente.
Bibliografia:
- AIFA. Nota N01 - Indicazioni per la prescrivibilità a carico del SSN degli inibitori di pompa protonica. 2026.
- AIFA. Nota 48 - abolita; istituzione della Nota AIFA N01 con Determina PRES. n. 238/2026.
- Katz PO, et al. ACG Clinical Guideline for the Diagnosis and Management of Gastroesophageal Reflux Disease. Am J Gastroenterol. 2022.
- Targownik LE, et al. AGA Clinical Practice Update on De-Prescribing of Proton Pump Inhibitors. Gastroenterology. 2022.
- Malfertheiner P, et al. Proton-pump inhibitors: understanding the complications and risks. Nat Rev Gastroenterol Hepatol. 2017.