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Cosa c'entrano i farmaci con le sostanze cancerogene?

14 marzo 2024

Cosa c'entrano i farmaci con le sostanze cancerogene?
Le sostanze che si ritiene possano causare il cancro nell'uomo vengono dette "cancerogene". In questa lista rientrano anche alcuni farmaci, cerchiamo di capirne di più.

Cos’è un cancerogeno?

Un carcinogeno o cancerogeno è un agente chimico, fisico o biologico che, per inalazione, ingestione o contatto, può provocare, anche a distanza di anni dall’esposizione, l’insorgenza di un tumore. L’ Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha indicato circa 400 sostanze come sicuramente cancerogene, probabilmente cancerogene, o possibilmente cancerogene per l’uomo.

 

Come stabilire il grado di rischio che si corre?

La IARC suddivide le sostanze in categorie di rischio in base ai risultati ottenuti negli studi di cancerogenicità. Ad esempio nella categoria di maggior rischio troviamo 120 sostanze, tra cui alcol, fumo, raggi UV e alcuni farmaci, ma questi non necessariamente risultano più pericolosi di altri classificati in categorie a più basso rischio, bensì gli studi effettuati sono più numerosi e con risultati più convincenti.

 

Di che tipo di tumori parliamo?

Dipende dal tipo di sostanza e dal tipo di esposizione, respirare particelle di asbesto (derivate dall’amianto) può causare tumore alla pleura, mentre l’esposizione a radiazioni può causare tumori della pelle, della tiroide e leucemie. Anche i PCB (policlorobifenili) e le diossine che derivano dalla produzione della plastica e con i quali veniamo a contatto attraverso l’aria e il suolo, rientrano tra i cancerogeni, aumentando il rischio di sviluppare leucemie, linfomi e tumore al seno. Ma questi sono solo alcuni esempi.

 

E i farmaci? Ci sono evidenze che alcuni possano essere cancerogeni?

È importante sottolineare che il rischio di cancro associato a un farmaco dipende da diversi fattori, tra cui la dose, la durata del trattamento e la predisposizione genetica del paziente. Detto questo, i farmaci ritenuti ‘pericolosi’ sono quelli la cui azione consiste nel causare alterazioni del DNA (quindi un’azione mutagena) o nel modificare le fasi della divisione cellulare.

 

Ma quali sono le classi di farmaci più a rischio?

I farmaci che determinano un rischio cancerogeno sono i chemioterapici antineoplastici e gli immunosoppressori, ma anche alcuni antivirali, ormoni e antibiotici. Questi ultimi, agendo sul microbioma a livello intestinale, causano uno squilibrio della composizione della flora che, a lungo termine, può contribuire allo sviluppo di tumori del colon.

 

I farmaci ad attività ormonale meritano un commento in più.

L’utilizzo di contraccettivi orali che associano estrogeni e progestinici, può aumentare leggermente il rischio di cancro al seno, mentre gli estrogeni senza progesterone, aumentano in modo modesto il rischio di cancro uterino. Infine, l'uso a lungo termine di steroidi anabolizzanti può aumentare il rischio di cancro al fegato e accelerare lo sviluppo di quello alla prostata.

 

Ma questi farmaci ‘pericolosi’ sono curativi o dannosi?

Va detto subito che l’impiego in terapia di questi farmaci è sempre sotto stretto controllo medico per quel che riguarda lo scopo, la dose e la durata del trattamento. Poi, per quel che riguarda i “farmaci più pericolosi” possiamo dire che l'uso dei farmaci chemioterapici per la cura dei tumori è giustificato dal fatto che il risultato terapeutico è nettamente superiore rispetto al rischio di sviluppare un tumore a causa del loro impiego, e che i farmaci immunosoppressori, di norma, sono utilizzati in casi gravi come trapianti di organi, malattie ematologiche e condizioni immunologiche, e, anche in questo caso, i benefici terapeutici superano di gran lunga i rischi di effetti cancerogeni.

 

Come viene monitorata la situazione?

Ci pensa l’EMA che, tra i dati necessari per autorizzare un farmaco all’uso umano (compresi i farmaci generici e da banco), richiede esami adeguati atti a escludere che abbiano effetti teratogeni o genotossici e a escludere la presenza di impurezze classificate come probabilmente cancerogene per l'uomo, in particolare per i farmaci contenenti principi attivi di sintesi chimica.

Quindi, qual è la cosa più importante da ricordare?

L’effetto dipende sempre dalla dose: una sostanza può essere cancerogena se assunta a una certa dose e non esserlo a quella con cui le persone ne vengono a contatto nella vita quotidiana. Quando leggiamo che una sostanza è stato inserita in una delle liste della IARC è necessario capire quali sono i reali livelli di rischio ed entro che dosi. Ricordiamo pertanto sempre le parole di Paracelso: Tutto è veleno: nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto”.

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