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Azitromicina: può essere un farmaco utile nella terapia dei pazienti adulti con Covid-19?

5 maggio 2020

Azitromicina: può essere un farmaco utile nella terapia dei pazienti adulti con Covid-19?
L’azitromicina non è un antivirale e non ha un’azione diretta contro i virus ma il suo impiego nella cura dei pazienti con infezione da coronavirus è giustificato dal fatto che possiede attività antinfiammatoria e immunomodulatrice e previene le sovrainfezioni batteriche.

Ma che cos’è l’azitromicina?

L’azitromicina è un antibiotico della classe dei macrolidi, indicata nel trattamento delle infezioni batteriche delle alte e basse vie respiratorie, del cavo orale, della cute e dei tessuti molli e nelle infezioni uro-genitali.

I macrolidi agiscono interferendo con la sintesi proteica del microrganismo patogeno comportando, di conseguenza, il blocco della crescita e della replicazione cellulare.

Quanto è utile utilizzare azitromicina nei pazienti affetti da COVID-19?

Una eccessiva risposta infiammatoria è alla base della gravità e della mortalità dei pazienti affetti da patologie respiratorie, tra cui la COVID-19.

Recentemente, l’azitromicina è stata impiegata in diversi protocolli in associazione con idrossiclorochina (un farmaco già autorizzato per il trattamento della malaria e di alcune malattie autoimmuni) per trattare i pazienti affetti da COVID-19.

Uno studio condotto in Francia, eseguito su un numero ristretto di pazienti ricoverati e positivi al Sars-CoV2, ha evidenziato che l'aggiunta di azitromicina all’idrossiclorochina ha determinato una riduzione della carica virale e un significativo miglioramento del decorso della patologia (Gautret et al., 2020).

In un successivo studio osservazionale condotto presso lo stesso ospedale (Méditerranée Infection di Marsiglia), 80 pazienti COVID-19 con infezione lieve-moderata hanno ricevuto azitromicina in associazione con idrossiclorochina per 10 giorni.

In tutti i pazienti è stato documentato un miglioramento clinico, eccetto in un paziente di 86 anni deceduto (il cui quadro patologico era già molto grave al ricovero). I risultati di questi studi sembrerebbero incoraggianti ma il numero di pazienti testati è ancora piccolo per poter trarre conclusioni chiare e definitive.

Sono tutti d’accordo sull’utilità della combinazione azitromicina e idrossiclorochina?

No, anzi. Alcuni autori, in un recente report, hanno sottolineato che l’associazione tra azitromicina e idrossiclorochina non sarebbe efficace nel contrastare l’infezione da coronavirus e che, al contrario, esporrebbe il paziente al rischio di eventi avversi cardiovascolari, con gravi artimie potenzialmente fatali, tali da richiedere la sospensione della terapia.

È quindi necessario che i risultati degli studi finora pubblicati siano confermati in studi multicentrici su larga scala (cioè in studi clinici che coinvolgano diversi centri ospedalieri e un numero di pazienti molto più grande di quelli inclusi negli studi descritti finora) poiché, anche a causa della poca conoscenza del virus, c’è bisogno di poter suddividere i pazienti in terapia per sottoclassi di età, genere, terapie croniche in corso, altre patologie concomitanti e gravità della patologia che permetta di dimostrare l’efficacia o meno di questi trattamenti.

Ma quali effetti collaterali possono presentarsi durante la terapia con azitromicina?

Come tutti i farmaci, anche l’azitromicina può presentare effetti indesiderati, tra i quali insufficienza epatica grave e il rischio di insorgenza di aritmie (in particolare, l’allungamento dell’intervallo QT all’elettrocardiogramma, ECG), soprattutto in determinate classi di pazienti.

Conoscendo la situazione di salute dei pazienti è possibile tener conto di questi effetti collaterali, cercando di salvaguardare il rapporto rischio/beneficio della terapia ed evitando di somministrare altri farmaci che potrebbero accentuare tali effetti avversi.

In particolare, per prevenire l’insorgenza di eventi cardiovascolari, sarebbe necessario effettuare costantemente un monitoraggio dei parametri cardiaci tramite ECG nei pazienti in trattamento con azitromicina.

Ciò non è sempre possibile, soprattutto in pazienti non ospedalizzati, seguiti esclusivamente dal medico di medicina generale.

Punto di vista dell’Agenzia Italiana del Farmaco

Riguardo al trattamento di COVID-19, a causa della mancanza di un solido razionale e dell’assenza di prove di efficacia, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha concluso che l’utilizzo di azitromicina, da sola o in associazione ad altri farmaci (con particolare riferimento all’idrossoclorochina), non è raccomandata nella terapia dei pazienti positivi al coronavirus al di fuori di eventuali sovrainfezioni batteriche.

 

Riferimenti bibliografici:

Gautret P., et al. Hydroxychloroquine and azithromycin as a treatment of COVID-19: results of an open-label non-randomized clinical trial. Int J Antimicrob Agents. 2020 Mar 20:105949.

Gautret P., et al. Clinical and microbiological effect of a combination of hydroxychloroquine and azithromycin in 80 COVID-19 patients with at least a six-day follow up: A pilot observational study. Travel Med Infect Dis. 2020 Apr 11:101663.

Molina JM., et al. No evidence of rapid antiviral clearance or clinical benefit with the combination of hydroxychloroquine and azithromycin in patients with severe COVID-19 infection. Med Mal Infect. 2020 Mar 30

Sitografia:

Società Italiana di Farmacologia. Macrolidi e infezioni virali: focus su azitromicina nella patologia COVID-19

Agenzia Italiana del Farmaco. Azitromicina nella terapia dei pazienti adulti con COVID-19

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