Che cos’è il dolore neuropatico e come si riconosce?
Il dolore “neuropatico” è una condizione cronica causata da un danno o da un malfunzionamento del sistema nervoso, periferico o centrale. Secondo l'Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore, si tratta di una forma di dolore che non risponde ai comuni analgesici e necessita di un trattamento specifico. Colpisce circa il 7-8% della popolazione, manifestandosi con formicolii, scosse elettriche, ipersensibilità cutanea e bruciore persistente1.
Quali sono le cause più comuni?
Sono numerose ed eterogenee ma le più frequenti comprendono il diabete, che causa neuropatia diabetica, l’herpes zoster responsabile della nevralgia post-erpetica, il trattamento con chemioterapici, lesioni del midollo spinale o malattie come la sclerosi multipla. Anche traumi, infezioni o deficit vitaminici possono contribuire al danno delle fibre nervose2.
Come si cura il dolore neuropatico?
I comuni antidolorifici sono in genere poco efficaci. Le principali linee guida raccomandano come terapia di prima linea i gabapentinoidi (gabapentin, pregabalin) e alcuni antidepressivi, in particolare gli antidepressivi triciclici (amitriptilina, nortriptilina) o gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (duloxetina, venlafaxina). Gli oppioidi atipici (tramadolo, tapentadolo) sono considerati soltanto nelle forme più resistenti al trattamento standard, a seguito di una valutazione attenta di benefici e rischi1.
Come agiscono i farmaci di prima linea?
I gabapentinoidi sono farmaci generalmente usati per il trattamento dell’epilessia. Agiscono riducendo il rilascio di neurotrasmettitori eccitatori, responsabili della trasmissione del dolore, a seguito dell’inibizione di canali ionici presenti sulle cellule nervose. Gli antidepressivi, invece, aumentano la disponibilità di serotonina e noradrenalina, due neurotrasmettitori che, invece, potenziano le vie che inibiscono la trasmissione del dolore. Tutti questi farmaci si somministrano per via orale e richiedono un periodo di alcune settimane prima di essere efficaci1.
In base a cosa si sceglie un gabapentinoide?
I gabapentinoidi vengono usati per trattare la neuropatia diabetica, le nevralgie post-erpetiche e le neuropatie periferiche. Il pregabalin viene solitamente preferito perché è più facile la gestione del suo dosaggio e ha un effetto più rapido.
E gli antidepressivi quando si usano?
Gli antidepressivi diventano una valida opzione quando il dolore è cronico o diffuso, oppure quando si associano disturbi del sonno, ansia o umore depresso. Farmaci come duloxetina e venlafaxina sono tra i più utilizzati grazie al buon profilo di efficacia e tollerabilità, mentre i triciclici richiedono maggiore attenzione per i loro potenziali effetti collaterali3.
Cosa fare quando il dolore neuropatico non risponde ai farmaci di prima linea?
È possibile ricorrere ai cerotti a base di lidocaina, un anestetico locale che riduce la trasmissione nervosa del dolore. Anche applicazioni topiche ad alta concentrazione di capsaicina riducono la trasmissione del dolore; sono particolarmente utili nelle forme di dolore neuropatico periferico ben localizzato, ad esempio nelle nevralgie cutanee o nelle neuropatie focali. Generalmente, l’efficacia dei trattamenti topici è più moderata rispetto ai trattamenti sistemici; tuttavia, essi contribuiscono ad attenuare il dolore con effetti indesiderati minimi sull’intero organismo.
Cosa fare se il dolore neuropatico rimane refrattario nonostante i trattamenti?
Si possono considerare gli oppioidi atipici, come tramadolo e tapentadolo, impiegati quando il dolore è severo e compromette la qualità di vita1. Un’altra opzione è costituita dai cannabinoidi: questi farmaci possono essere utilizzati quando il dolore è cronico, resistente e associato a disturbi del sonno o a una sintomatologia che non risponde ad approcci convenzionali. In entrambi i casi, la prescrizione richiede una valutazione specialistica e un continuo monitoraggio a causa del rischio di dipendenza ed effetti collaterali.
Quali sono i principali effetti collaterali dei farmaci per il dolore neuropatico?
I gabapentinoidi sono in genere ben tollerati; gli effetti indesiderati più comuni includono sedazione, vertigini, edema periferico e aumento di peso. Gli antidepressivi, soprattutto i triciclici, possono causare bocca secca, stitichezza, visione offuscata e alterazioni del ritmo cardiaco.
Esistono approcci complementari non farmacologici?
Alcuni integratori come l’acido alfa-lipoico, vitamina D e antiossidanti possono essere utili in caso di documentata carenza o danno ossidativo, ma non sostituiscono la terapia farmacologica e vanno assunti sempre sotto controllo medico5. Inoltre, la fisioterapia mirata, la gestione dello stress e le terapie psicologiche possono supportare le terapie farmacologiche per una migliore gestione complessiva del disturbo.
Qual è il percorso ideale per gestire il dolore neuropatico?
Non esiste una cura unica per il dolore neuropatico. È necessario un approccio multidisciplinare che integri terapie farmacologiche, fisioterapia e supporti psicologici. L'intervento dell'AIFA, con la revisione della Nota 4 ha semplificato l'accesso ai trattamenti rimborsabili, favorendo percorsi terapeutici più efficaci e centrati sul paziente.
Bibliografia:
- Medicina (Kaunas). 2025 Jun 10;61(6):1063.
- J. Clin. Med. 2023, 12, 6028.
- Br. J. Anaesth. 2023, 131, 79–92.
- J Hand Surg Am. 2025 Aug;50(8):954-965.
- Pain Pract. 2024 Jan;24(1):186-210.
- AIFA https://www.aifa.gov.it/en/-/attivit%C3%A0-di-revisione-delle-note-aifa-abrogazione-delle-note-2-4-e-41