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Perché le bevande alcoliche devono essere evitate mentre si assumono farmaci?

25 aprile 2024

Perché le bevande alcoliche devono essere evitate mentre si assumono farmaci?
Le bevande contenti alcol sono consumate praticamente in tutto il mondo. In questo articolo, analizziamo come l’assunzione di questa sostanza, attraverso le bevande che la contengono, possa provocare danni agli organi vitali e avere interazioni dannose con molti farmaci.

Quanto alcol serve per far male?

L'alcol presente nelle bevande alcoliche viene misurato in gradi alcolici. Per esempio, un vino con il 14% di alcol ha 14 grammi di alcol ogni 100 ml (più o meno un bicchiere). Gli effetti dell’alcol possono variare da persona a persona in base a fattori come il peso corporeo, il sesso, la tolleranza individuale e l'abitudine al suo consumo. I pericoli correlati alla sua assunzione aumentano in modo proporzionale alla quantità consumata e al tempo da cui se ne fa uso.

 

Dove agisce principalmente l’alcol assunto con le bevande?

Un primo bersaglio è il cervello: qui l’alcol causa un effetto sedativo cui consegue la diminuzione della coordinazione motoria e dell'attenzione. Un secondo bersaglio è il fegato. Un consumo cronico e smodato può sovraccaricare l’abilità metabolica del fegato e portare steatosi epatica, che può progredire a epatite alcolica che a sua volta può diventare cirrosi epatica e infine insufficienza epatica. E poi c’è il sistema cardiovascolare sul quale l’alcol agisce come un vasodilatatore e ciò può provocare temporaneamente un aumento della frequenza cardiaca e una diminuzione della pressione sanguigna, ma con l’uso cronico può favorire l’ipertensione.

 

E’ vero che il vino rosso fa bene al sistema cardiovascolare?

In uno studio scientifico di molti anni fa era stato osservato che il vino rosso, ricco di resveratrolo, sembrava offrire una protezione contro le malattie cardiovascolari grazie alle proprietà antiossidanti di questa sostanza. Tuttavia, la quantità di resveratrolo presente nel vino richiederebbe il consumo di una tale quantità di bevanda che il potenziale beneficio del resveratrolo verrebbe annullato dalla corrispondente quantità di alcol ingerita.

 

Alcol e sedativi

L’alcol può potenziare gli effetti di farmaci come le benzodiazepine o gli oppioidi, aumentando il rischio di effetti collaterali fino a compromissione delle funzioni vitali. Infatti, sia questi farmaci sia l'alcol deprimono il sistema nervoso centrale, un effetto che viene potenziato dal loro uso contemporaneo. Pertanto, il consumo di alcol deve essere assolutamente evitato durante la terapia con benzodiazepine e oppioidi. Anche l’effetto sedativo di altri farmaci, come gli antiepilettici, può essere aumentato dall’alcol.

 

Alcol e paracetamolo

La concomitante assunzione di alcol e paracetamolo può causare gravi danni epatici. L'alcol, infatti, favorisce la trasformazione del paracetamolo in metaboliti tossici che danneggiano le cellule epatiche. Questo meccanismo diventa ancora più pericoloso nel caso in cui si assuma un sovradosaggio di paracetamolo.

 

Alcol e farmaci per l’ipertensione

Gli ace-inibitori e i beta-bloccanti sono farmaci che riducono la pressione arteriosa. Quando essi sono assunti insieme a bevande alcoliche il loro effetto farmacologico diminuisce e si possono verificare tachicardia e sbalzi improvvisi della pressione arteriosa.

 

Alcol e anticoagulanti orali come il warfarin

L'interazione tra l'alcol e il warfarin, un farmaco anticoagulante, può essere particolarmente pericolosa. Infatti, l’alcol può sia esercitare direttamente un effetto anticoagulante del sangue sia causare un aumento della concentrazione di warfarin. Il risultato combinato dei due effetti determina un aumento dell’attività anticoagulante che può sfociare nel rischio di emorragia.

 

Alcol e farmaci per il diabete

L'alcol può interferire anche con l'efficacia dei farmaci per il diabete. Quando è consumato in concomitanza con l’assunzione di farmaci comunemente prescritti per il diabete di tipo 2, come ad esempio metformina, le sulfaniluree o gli inibitori di SGLT2, l’alcol può aumentare il rischio di ipoglicemia, causando debolezza, sudorazione, tremori, confusione mentale e, nei casi più gravi, perdita di coscienza.

 

Alcol, antibiotici e antifungini

Per quanto riguarda gli antibiotici, in particolare le cefalosporine, e gli antifungini, l'alcool può modificare la loro efficacia interferendo con il loro metabolismo a livello del fegato. Il risultato è una diminuzione della concentrazione plasmatica di questi farmaci che rende la terapia antibiotica e antifungina meno efficace.

 

La chiave è la moderazione

Abbiamo capito che l’alcol esercita un impatto significativo sul nostro organismo e che le interazioni dell'alcol con molti farmaci possono comprometterne l'efficacia terapeutica e aumentare il rischio di effetti collaterali gravi. È, quindi, fondamentale essere consapevoli di tali rischi e evitare il suo consumo, non solo quando si assumono farmaci per i quali sono note le interazioni con l’alcol, ma in generale durante qualunque terapia farmacologica.

 

Bibliografia:

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