Quali sono i sintomi?
La vescica iperattiva è una condizione caratterizzata da forte e improvviso stimolo a urinare, anche quando la vescica non è piena, con una frequenza maggiore del normale, superando le otto volte in 24 ore (pollachiuria), sia di giorno sia di notte (nicturia), e può essere accompagnata da incontinenza urinaria (incontinenza da urgenza).
Chi ne soffre di più?
La sua prevalenza è compresa tra 8% e 15% nella popolazione generale. Tra i fattori predisponenti vi sono l’età avanzata, l’obesità, la menopausa, il fumo, il consumo di bevande contenenti caffeina e teina. La frequenza urinaria superiore alla norma si riscontra maggiormente nelle donne mentre nell’uomo molto spesso è correlata all’ipertrofia prostatica benigna. I sintomi della vescica iperattiva sono più spesso presenti in individui colpiti da malattie che coinvolgono il cervello, come ictus o sclerosi multipla.
Quali sono i rimedi disponibili?
La gestione della vescica iperattiva prevede diverse possibilità di trattamento, mediante un approccio graduale che va da una modifica dello stile di vita alla terapia farmacologica, dall’uso della tossina botulinica, fino alla stimolazione nervosa o alla chirurgia.
La terapia comportamentale
Solitamente si inizia con il limitare l’assunzione di liquidi in determinati momenti della giornata o con evitare alimenti e bevande che possono irritare la vescica, per esempio caffè o tè, alcol, cibi piccanti. Anche una dieta ricca di fibre, che migliora la funzione intestinale, può essere d’aiuto. Inoltre, il fisioterapista può suggerire esercizi utili per rilassare i muscoli della vescica e rinforzare il pavimento pelvico.
E invece, quali sono i farmaci utili?
Nei casi in cui le modifiche dello stile di vita non bastino, si può ricorrere alla terapia con farmaci. Si tratta di farmaci il cui scopo è quello di rilassare i muscoli della vescica. Tra questi troviamo gli anticolinergici e gli agonisti beta3-adrenergici.
Quali sono gli anticolinergici e come funzionano?
I principali farmaci di questa categoria sono ossibutinina, tolterodina e solifenacina. Questi rappresentano uno dei principali strumenti terapeutici per migliorare il riempimento vescicale e sono disponibili sia per somministrazione orale sia per via transdermica in forma di cerotto. Sebbene efficaci, gli anticolinergici possono causare fastidiosi effetti collaterali come secchezza delle fauci, stitichezza e visione offuscata; tuttavia, la disponibilità di varie formulazioni consente di adeguare il trattamento alle esigenze del paziente e ottenere un buon profilo di tollerabilità.
E gli agonisti beta3-adrenergici?
Tra questi invece troviamo mirabegron e vibegron, due farmaci che promuovono efficacemente il rilasciamento della vescica migliorandone il riempimento. Gli agonisti beta3-adrenergici mostrano un buon profilo di sicurezza, non provocano gli effetti sopra citati per gli anticolinergici e sembrano essere meglio tollerati nei pazienti anziani. Mirabegron può aumentare la pressione arteriosa e deve essere usato con cautela nei soggetti ipertesi.
Si possono usare assieme anticolinergici e agonisti beta3-adrenergici?
Si. Anticolinergici e agonisti beta3-adrenergici agiscono con meccanismo differente e possono anche essere combinati per un migliore controllo dei sintomi.
Trattamento dei casi refrattari
Se la risposta alle misure sino a qui descritte non è adeguata, o in caso di intolleranza ai farmaci indicati, è possibile avvalersi della tossina onabotulinica di tipo A. La tossina rilassa la muscolatura vescicale e riduce la sensazione di bisogno impellente di urinare per un periodo ci circa sei mesi. Viene iniettata in piccole quantità in diversi punti della parete vescicale con l’ausilio di un cistoscopio e di anestesia locale.
Altre opzioni per i casi più difficili da trattare
La terapia di neurostimolazione consiste invece nell’invio di impulsi elettrici ai nervi periferici. Piccoli elettrodi o pacemaker vengono inseriti in punti specifici del corpo come, ad esempio, la parte inferiore della gamba. Essi generano degli impulsi che ottimizzano la comunicazione nervosa tra cervello e vescica iperattiva e migliorano la minzione. L’intervento chirurgico, infine, è riservato unicamente a casi molto rari e complessi che non rispondono alle terapie conservative.
Cosa possiamo concludere?
Non tutti i trattamenti funzionano allo stesso modo e sicuramente non per tutti i pazienti. Le scelte terapeutiche dipendono dallo stato di salute e dall’età. Pertanto, è importante parlare dei propri sintomi con un medico di fiducia, per stabilire una corretta diagnosi e per identificare il trattamento più indicato per recuperare una buona qualità della vita.