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Droghe dello stupro: una minaccia per la sicurezza di tutti

25 novembre 2024

Droghe dello stupro: una minaccia per la sicurezza di tutti
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, parliamo delle droghe dello stupro, un rischio concreto spesso trascurato. Cerchiamo di comprendere cosa sono, come agiscono e quali strategie utilizzare per difendersi.

Cosa sono le droghe dello stupro?

Sono sostanze psicoattive (anche conosciute come date rape drugs o drink spiking) utilizzate per facilitare aggressioni di varia natura, tra cui abusi sessuali, furti e sequestri1. Pur essendo usate più frequentemente contro le donne, il fenomeno non è limitato a un unico genere. Sono stati riportati anche casi di uomini drogati per motivi sia sessuali che economici2.

 

Come agiscono?

Deprimono il sistema nervoso centrale, causando disinibizione, alterazione dello stato di coscienza, sedazione e perdita di memoria (amnesia). Questo compromette la capacità della vittima di opporre resistenza e di ricordare l’aggressione, ritardando anche la segnalazione dell’evento e le analisi tossicologiche, necessarie per rilevare la presenza di queste droghe nei liquidi biologici (ad esempio, sangue, urine)1.

 

Perché queste sostanze sono così difficili da rilevare?

Sono metabolizzate ed eliminate rapidamente, rendendole difficili da rilevare nel sangue o nelle urine, se le analisi non sono effettuate in tempi brevi, il che risulta improbabile a causa dell’amnesia che causano nella vittima. L’analisi del capello, dove queste sostanze possono persistere oltre un mese, rappresenta però una valida alternativa1,3.

 

Come vengono utilizzate?

Generalmente sono somministrate per via orale, mescolate a bevande, senza che la vittima possa accorgersene, poiché prive di colore, sapore e odore. Inoltre, sono utilizzate frequentemente in combinazione con sostanze d’abuso (ad esempio, cannabinoidi, ecstasy), ad azione stimolante, deprimente o allucinogena,  e alcool, causando intossicazioni di difficile diagnosi medica1,2.

 

Quali sono quelle usate più comunemente?

Tra le principali droghe dello stupro si trovano farmaci in grado di ridurre le funzioni del sistema nervoso centrale (o deprimenti centrali), come benzodiazepine, farmaci Z, antistaminici e anestetici. I più utilizzati sono il flunitrazepam, il GHB (o acido gamma-idrossibutirrico), la ketamina e la scopolamina2,3.

 

Cos’è il flunitrazepam?

È una benzodiazepina indicata per il trattamento a breve termine dell’insonnia. È utilizzata illecitamente poiché causa amnesia anterograda già nelle prime ore dopo l’assunzione e non è più rilevabile nel sangue dopo circa 24 h. Per contrastarne l’uso improprio, il farmaco è stato formulato in modo da rallentarne il discioglimento e svelarne la presenza grazie all’aggiunta di un colorante blu. È però possibile reperire altre formulazioni non colorate attraverso il mercato clandestino1.

 

E il GHB?

È un neuromodulatore, con struttura simile al GABA, il principale neurotrasmettitore inibitorio presente nel cervello. È usato a scopo medicinale per il trattamento della narcolessia e della dipendenza da alcool. L’uso illecito come droga dello stupro è dovuto alla capacità del GHB di indurre rilassamento ed euforia, con perdita di coscienza, sedazione profonda e amnesia ad alte dosi. Va incontro rapidamente a metabolismo ed eliminazione; pertanto, non è più rilevabile già 12 ore dopo l’assunzione1.

 

La ketamina

La ketamina è un anestetico dissociativo, che altera rapidamente (l’effetto si manifesta in meno di 5 minuti) le percezioni sensoriali e lo stato di coscienza, causando catalessi e amnesia , da cui deriva anche l’interesse come droga dello stupro. Per questo scopo, viene somministrata per inalazione con il fumo di sigaretta o diluita nelle bevande, in cui risulta impercettibile per la vittima1. Può essere rilevata nel sangue fino a 48 ore dopo l’assunzione, mentre nei capelli anche dopo alcuni mesi.

 

La scopolamina

È un alcaloide, noto anche con il nome di ioscina, isolato da piante della famiglia delle Solanaceae, come belladonna e stramonio, e utilizzato come farmaco antinausea. L’interesse come droga dello stupro deriva dai suoi effetti deprimenti sul sistema nervoso centrale, dovuti ad un’azione anticolinergica, che causano sedazione e amnesia3. La sua presenza nel sangue e nelle urine non è più rilevabile già dopo 5-6 ore dall’assunzione, mentre persiste nei capelli anche per mesi.

 

Come difendersi?

È fondamentale fare sensibilizzazione sul tema delle droghe dello stupro e promuovere strategie preventive, come evitare bevande di origine incerta, preferire contenitori sigillati da aprire personalmente, non lasciare mai le bevande incustodite ed astenersi dal consumarle in caso di dubbio, prestare attenzione a sintomi di malessere improvvisi e cercare immediatamente aiuto se necessario.

Bibliografia:

  1. Journal of Forensic and Legal Medicine 74 (2020) 102020
  2. Journal of Forensic and Legal Medicine 79 (2021) 102151
  3. Forensic Science International 347 (2023) 111678
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