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Ecco PAXLOVID, una nuova arma nella guerra contro Covid 19.

19 novembre 2021

Ecco PAXLOVID, una nuova arma nella guerra contro Covid 19.
Se circa un anno fa, tutti cominciavamo a conoscere Pfizer per l’imminente arrivo del suo vaccino, oggi la stessa azienda è pronta a mettere sul campo un nuovo farmaco per fermare il virus SARS-CoV-2 responsabile della CoViD-19.

Si chiama Paxlovid, nato con la sigla PF-07321332

Poco tempo fa avevamo parlato della prima pillola anticovid di Merck, il Molnupiravir, presentandola come l’apripista per le cosiddette terapie domiciliari. Su questa stessa scia, Pfizer ha da poco annunciato che richiederà a breve l’autorizzazione alla FDA per poter commercializzare il suo nuovo farmaco Paxlovid.

Pfizer ha presentato i dati di uno studio clinico dai quali si evince che Paxlovid, sarebbe in grado di ridurre dell’89% il rischio di contrarre la CoViD-19 in forma grave e quindi il rischio di ricovero in ospedale o di morte tra gli adulti infettati dal SARS-CoV-2 e con i sintomi della CoViD-19 da lieve a moderata. 

Qual è la differenza principale tra Molnupiravir e Paxlovid?

La prima differenza tra i due farmaci sta nel processo di sviluppo che ha portato alla loro identificazione come potenziali candidati vincenti.

Mentre Molnupiravir è un farmaco nato per contrastare il virus dell’influenza e oggi recuperato per il SARS-CoV-2 (l’operazione si chiama riposizionamento del farmaco nato per trattare un’altra patologia), il Paxlovid nasce specificatamente per impedire al SARS-CoV-2 di moltiplicarsi nelle nostre cellule. 

Dal punto di vista del meccanismo con cui i due farmaci agiscono, possiamo dire entrambi impediscono al virus di moltiplicarsi nella cellula infettata dal virus. Il Molnupiravir introduce errori nel codice genetico del virus, mentre Paxlovid blocca un enzima del virus, chiamato SARS-CoV-2-3CL proteasi. In entrambi i casi il virus non può più procedere con la sua aggressione alle cellule del nostro corpo.

I bersagli di questi farmaci sono molto affidabili perché, al contrario della proteina spike del virus che ora sappiamo quanto sia abile a mutare (le famose varianti), non vanno incontro a mutazione e sono sempre presenti qualsiasi sia la variante del virus.

I risultati della sperimentazione clinica

Pfizer ha presentato i risultati della sperimentazione clinica di fase II e III del farmaco, iniziata ad agosto 2021.

Lo studio, chiamato EPIC-HR (Evaluation of Protease Inhibition for Covid-19 in High-Risk Patients), è stato condotto su un gruppo di 1219 pazienti adulti risultati positivi all’infezione da SARS-CoV-2 e considerati ad alto rischio per sviluppare una malattia grave.

Lo studio ha mostrato una diminuzione dell’89% del rischio di ospedalizzazione e morte nei soggetti che avevano ricevuto Paxlovid rispetto al gruppo di controllo. Infatti, se nel gruppo dei pazienti trattati con Paxlovid 6 su 612 (0,8%) sono andati incontro a ricovero ospedaliero, entro 28 giorni dalla somministrazione, nel gruppo di controllo ben 41 su 607 (7%) è finito in ospedale e 10 di questi sono morti a seguito di complicazioni (nessuno dei pazienti trattati con Paxlovid è morto).

Anche in questo caso, cosi come era accaduto per Molnupiravir, gli effetti di Paxlovid sono stati così convincenti, che un comitato indipendente di esperti che sta monitorando la sperimentazione del farmaco, ha consigliato di accorciare i tempi della sperimentazione (interrompendola dopo che era stato reclutato il 70% dei pazienti previsti inizialmente) e procedere alla richiesta dell’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco. 

L’azienda ha rilasciato un comunicato in cui si rende disponibile a licenziare la produzione del farmaco a condizioni vantaggiose a tutti i Paesi, con contratti adeguati alle disponibilità economiche di ogni singolo Paese.

Come si assume Paxlovid?

Durante la sperimentazione clinica Paxlovid è stato somministrato per via orale, ogni 12 ore per cinque giorni.

Il farmaco è pensato per essere assunto tempestivamente, in modo che possa essere prescritto ai primi segni di infezione o di esposizione al SARS-CoV-2 contrastando quindi dall’inizio la replicazione del virus.

La Pfizer ha poi sottolineato che per aumentare la durata di attività del farmaco, è utile somministrare contemporaneamente anche una piccola dose di ritonavir, un farmaco noto da molti anni e utilizzato nella terapia dell’AIDS.

Dunque, Paxlovid, così come Molnupiravir, non ha bisogno di somministrazioni per via endovenosa e le pillole possono essere assunte direttamente a casa propria.

Allora possiamo dire addio ai vaccini.

No, assolutamente no. Questi farmaci, sebbene offrano due nuove opzioni terapeutiche, non sono delle alternative ai vaccini. Essi contrastano il virus nei pazienti già infettati evitando che la CoViD-19 si aggravi, ma solo i vaccini hanno la capacità di prevenire la CoViD-19 e rimangono l’arma più potente a nostra disposizione per arginare la pandemia e limitare l’insorgenza di nuove varianti.

 

 

Riferimenti sitografici

 

https://www.pfizer.com/news/press-release/press-release-detail/pfizers-novel-covid-19-oral-antiviral-treatment-candidate

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