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Olmaria: un antinfiammatorio naturale per raffreddore e dolore

16 ottobre 2025

Olmaria: un antinfiammatorio naturale per raffreddore e dolore
Da profumatore dei banchetti reali di Elisabetta I a ispirazione della scienza moderna per uno dei farmaci più diffusi al mondo, l’olmaria è ancora oggi utilizzata per alleviare infiammazioni e sintomi da raffreddamento. Scopriamo insieme perché.

Cosa è l’olmaria?

L’olmaria (nome botanico Filipendula ulmaria (L.) Maxim. o Spiraea ulmaria L.; Fam. Rosaceae) è una pianta erbacea, nota per i suoi fiori bianchi profumati molto apprezzati già ai tempi di Elisabetta I, che la utilizzava come profumatore d’ambiente1,2. L’olmaria è nota sin dall’antichità anche come pianta medicinale con proprietà antinfiammatorie e si ritiene che dal suo antico nome, Spiraea, derivi il termine aspirina (acido acetilsalicilico)2.

 

Cosa contiene?

I composti caratteristici dell’olmaria sono i salicilati, soprattutto la salicilaldeide, noti per le proprietà antinfiammatorie. Contiene un olio essenziale, acidi fenolici, flavonoidi, come lo spiraeoside, e tannini idrolizzabili, tra cui la rugosina D1,3.

 

Come si usa?

Nella medicina tradizionale europea, si utilizzano la pianta intera e i fiori essiccati, sotto forma di infusi, decotti e tinture, come antinfiammatori, diuretici e analgesici in caso di mal di testa, mal di denti, dolori muscolari e articolari, febbre, sintomi influenzali, stati di raffreddamento e disturbi digestivi, come dispepsia e gastrite3. L’EMA riconosce l’uso tradizionale dei preparati orali per alleviare i sintomi del raffreddore e i dolori articolari lievi.

 

Quali sono le evidenze scientifiche a supporto degli usi tradizionali dell’olmaria?

Gli studi preclinici, seppur limitati, hanno evidenziato che estratti di fiori e foglie dell’olmaria possono inibire la sintesi di prostaglandine, ridurre la permeabilità vascolare e l’attività dell’enzima elastasi, meccanismi legati agli effetti antinfiammatori. Sono state riportate anche proprietà immunomodulanti e batteriostatiche verso patogeni urinari. Tuttavia, restano da chiarire gli effetti su funzione renale e digestiva.

 

Funziona davvero?

Gli studi clinici sono ancora scarsi e preliminari. Uno studio ha riportato il miglioramento del quadro clinico, in pazienti con displasia cervicale, dopo applicazione di un unguento contenente un decotto dei fiori di olmaria3. Tuttavia, sono necessarie ulteriori conferme per definirne l’efficacia clinica3.

 

Quali sono i prodotti sul mercato?

L’olmaria è presente in integratori alimentari multicomponenti, tisane, infusi, decotti, tinture ed estratti liquidi3. In Europa, è autorizzata anche come aromatizzante alimentare.

 

L’olmaria e i suoi preparati sono sicuri per la salute?

L’olmaria è considerata generalmente sicura sulla base della lunga tradizione d’uso e dell’assenza di segnalazioni rilevanti di effetti indesiderati3. Tuttavia, non essendo disponibili studi specifici di sicurezza, se ne sconsiglia l’uso prolungato oltre le quattro settimane, così come l’assunzione nei soggetti di età inferiore ai diciotto anni, in gravidanza e in allattamento3.

 

L’olmaria può interferire con i farmaci?

L’olmaria contiene quantità relativamente basse di salicilati, per cui le interazioni con farmaci a base di questi composti, come i FANS, sono considerate trascurabili. Tuttavia, in assenza di studi specifici, se ne sconsiglia l’uso in casi di ipersensibilità ai salicilati e in co-somministrazione con FANS e farmaci anticoagulanti1,3.

 

Cosa possiamo concludere?

Sulla base di quanto detto, l’olmaria può essere utile per il sollievo di disturbi lievi come raffreddore e dolori articolari minori. Tuttavia, per un uso corretto, è importante attenersi alle indicazioni d’uso e, in caso di dubbi, consultare il farmacista o il medico.

Bibliografia:

  1. doi: 10.22127/rjp.2021.302028.1781
  2. ISBN: 978-1-78535-554-7
  3. EMA/HMPC/434892/2010
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