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Miocarditi e vaccini anti-COVID-19: dobbiamo preoccuparci?

18 agosto 2022

Miocarditi e vaccini anti-COVID-19: dobbiamo preoccuparci?
Qualche tempo fa, alcuni studi su piccoli campioni hanno ipotizzato che le miocarditi insorte in una piccola parte dei vaccinati con i vaccini anti-COVID-19 fossero conseguenti al vaccino. Più recentemente, studi su campioni più grandi ed eseguiti con maggiore accuratezza hanno valutato il fenomeno. Ecco, in poche parole, le loro conclusioni.

Ho fatto bene a vaccinarmi?

Assolutamente sì. I vaccini anti-COVID-19 hanno salvato la vita di milioni di persone in tutto il mondo. Infatti, l’effetto più importante dei vaccini anti-COVID-19 è quello di impedire al virus di determinare una malattia così grave da richiedere il ricovero e, come sappiamo, non tutti i pazienti ricoverati ce la fanno a sopravvivere. Inoltre, diminuendo i ricoveri, i vaccini hanno diminuito lo sviluppo di una COVID-19 che può trasformarsi in long-COVID, con grandi ripercussioni sulla qualità della vita di alcuni pazienti.

 

Cos’è la miocardite e quali sono i sintomi?

La miocardite è un’infiammazione del tessuto muscolare del cuore (miocardio). Soprattutto se lieve, la miocardite si manifesta con respiro affannoso (prevalentemente durante l’attività fisica), tosse, stanchezza, frequenza cardiaca aumentata, e qualche extrasistole (cioè sentire uno sfarfallio nel torace, come se il cuore avesse perso un colpo). Può esserci anche mal di testa e diminuzione della lucidità mentale. I sintomi cardiaci possono essere più o meno rilevanti, fino alla presenza di dolore toracico e un gran numero di extrasistoli, sintomi che facilitano la diagnosi.

 

Se mi viene la miocardite poi posso guarire?

Certamente, la maggior parte delle miocarditi che si osservano dopo i vaccini è di lieve entità e si risolve spontaneamente nel giro di alcune settimane. Infatti è rarissimo osservare miocarditi gravi o addirittura fatali. In uno studio sugli Svedesi negli anni antecedenti la COVID-19 e i vaccini anti-COVID-191, tra i pazienti di età inferiore ai 50 anni affetti da una miocardite sufficientemente grave da richiedere il ricovero, la mortalità è risultata inferiore all’1%.

 

Perché si parla solo ora degli effetti avversi di questi vaccini?

Perché questi effetti sono molto rari e, per una questione statistica (il numero limitato di pazienti selezionati e coinvolti nello studio), non si potevano vedere durante gli studi clinici di fase 3. Inoltre, in genere, le miocarditi hanno sintomi “aspecifici”, cioè difficili da ricollegare alla miocardite stessa.

 

Tutti i vaccini anti-COVID-19 posso causare miocardite?

Inizialmente la miocardite è stata collegata alla somministrazione del vaccino Pfizer (Comirnaty). Successivamente è stata osservata anche con i vaccini Moderna (Spikevax) e AstraZeneca (Vaxzevria). Le osservazioni relative alla comparsa di miocardite dopo il vaccino Janssen (Jcovden) sono sporadiche, ma è probabile che anche questo vaccino possa causare miocarditi.

 

Perché si è sentito parlare di più della miocardite da Comirnaty?

Perché questo effetto avverso è stato segnalato, per la prima volta, da ricercatori Israeliani e, in quel Paese, viene utilizzato solo Comirnaty. Inoltre, Comirnaty è il vaccino più utilizzato anche in Italia e nel resto d’Europa, quindi è logico che l’opinione pubblica si concentri di più su questo vaccino. Infine, la miocardite è certamente l’effetto avverso più grave determinato da Comirnaty e Spikevax, se escludiamo eventi avversi rarissimi che si osservano con una frequenza inferiore ad 1 evento ogni milione di somministrazioni.

 

Il rischio di miocardite da Comirnaty è uguale per tutti?

Assolutamente no. Nel primo grosso lavoro che si è occupato del tema, studiando 2,5 milioni di vaccinati2, la frequenza di miocarditi in chi ha fatto 2 dosi di Comirnaty è stata uguale a 20 miocarditi ogni milione di vaccinazioni. Ma se consideriamo solo i giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni, la frequenza sale a 54 miocarditi ogni milione di vaccinazioni. Se poi, in questa popolazione, dividiamo i maschi dalle femmine osserviamo che la frequenza nei maschi è ancora più alta (105 miocarditi ogni milione di vaccinazioni) ed il rischio nelle femmine è ridicolo (3 miocarditi ogni milione di vaccinazioni). Insomma, dopo due vaccinazioni di Comirnaty, l’unico gruppo con un certo rischio di sviluppare miocardite è quello dei giovani maschi (circa 1 miocardite ogni 10000 vaccinazioni). Fortunatamente tre quarti delle miocarditi osservate è di lieve entità. Dunque la mortalità per miocardite da vaccino è di gran lunga inferiore a 1 caso ogni milione di vaccinazioni e in soggetti sotto i 40 anni non è stato ancora descritto un morto nelle centinaia di milioni di dosi somministrate.

 

Tra i giovani maschi rischiano di più gli adolescenti o i “quasi adulti”?

Un altro studio Israeliano3 ha valutato la frequenza della miocardite nei giovani maschi e ha dimostrato che il rischio sale con lo scendere dell’età. Infatti negli adolescenti (16-19 anni), la frequenza è uguale a 151 miocarditi ogni milione di vaccinazioni e nei giovani di età compresa tra i 25 e i 29 anni la frequenza è uguale a 70 miocarditi ogni milione di vaccinazioni. Questo secondo studio conferma anche che le miocarditi da vaccino sono molto più frequenti nei maschi piuttosto che nelle femmine. Infine, dimostra che la frequenza basale di miocardite negli adolescenti maschi (cioè la frequenza di miocarditi in chi non si è vaccinato e non ha avuto la COVID-19) è di 11 casi per milione e che quindi il vaccino aumenta il rischio di miocardite nei maschi adolescenti di 14 volte.

 

Cosa si sa riguardo agli adolescenti sotto i 16 anni?

Uno studio effettuato in Canada4 dimostra che i maschi di età compresa tra i 12 e i 17 anni, in seguito a vaccinazione anti-COVID-19, hanno un rischio di sviluppare miocardite superiore del 30% rispetto ai maschi di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Quindi, possiamo ipotizzare che il rischio di miocardite negli adolescenti di età compresa tra i 12 e i 15 anni è leggermente superiore a quella dei ragazzi più grandi.

 

Il rischio di miocardite in seguito alla somministrazione di Spikevax è simile a quello di Comirnaty?

Anche con Spikevax il rischio è molto più alto nei giovani maschi, ma nella popolazione vaccinata con Spikevax la frequenza degli eventi avversi è superiore. Lo stesso studio di prima4 dimostra che nei maschi di età compresa tra i 18 e i 24 anni, il rischio di miocardite e pericardite è circa 5 volte superiore in chi fa due dosi di Spikevax rispetto a chi fa Comirnaty. Infatti, in chi fa due dosi di Spikevax sono state osservate circa 3 miocarditi/pericarditi ogni 10000 dosi.

 

Il rischio di miocardite in seguito alla somministrazione di Vaxzevria è simile a quello di Comirnaty?

Dopo la somministrazione della prima dose di vaccino, il rischio di miocardite è comparabile tra chi assume Vaxzevria e chi assume Comirnaty o Spikevax5. Tuttavia, dopo la seconda dose di vaccino, il rischio di miocardite aumenta di molto in chi riceve Comirnaty e Spikevax, mentre, è interessante notare che si osserva una frequenza bassissima di miocarditi dopo la seconda dose di Vaxzevria. Questo probabilmente avviene perché la seconda dose di Comirnaty e Spikevax si somministra 14 giorni dopo la prima mentre la seconda dose di Vaxzevria si somministra più tardi, dopo 1-3 mesi dalla prima somministrazione.

 

Perché i vaccini a mRNA (Comirnaty e Spikevax) e quelli basati sull’adenovirus (Vaxzevria) hanno come effetto avverso la miocardite?

È possibile che la miocardite sia determinata dalla proteina Spike di SARS-CoV-2 utilizzata da tutti questi vaccini per promuovere la risposta immunitaria contro il virus. Anche la miocardite che si osserva comunemente durante la COVID-19 potrebbe essere dovuta alla proteina Spike presente sulla superficie di SARS-CoV-2. Una serie di dati pubblicati e anche dati prodotti nel nostro laboratorio (non ancora pubblicati) suggeriscono che Spikevax produce più proteina Spike di Comirnaty e questo potrebbe spiegare perché si osserva una frequenza più alta di miocarditi dopo la somministrazione di questo vaccino.

 

Cosa si è visto nei soggetti che hanno ricevuto la prima dose con Comirnaty e la seconda dose con Spikevax?

Quando ad un soggetto vaccinato con Comirnaty è stato dato Spikevax come seconda dose la frequenza di miocarditi/pericarditi è stata ancora superiore (1,5-2 volte) a quella osservata nei soggetti vaccinati con due dosi di Spikevax5. Questo dato è veramente sorprendente e ne deve ancora essere capito il motivo.

 

Dopo queste scoperte è ancora giusto dire che il beneficio dei vaccini supera il rischio?

Si. Certamente. Il beneficio di questi vaccini (protezione dalla COVID-19 grave) è stato (ed è ancora oggi) di gran lunga superiore rispetto al rischio di miocarditi/pericarditi. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che anche la COVID-19 causa la miocardite, con una frequenza ancora maggiore di quella osservata nei soggetti vaccinati. In una pubblicazione recentissima su una rivista prestigiosa6, è stato dimostrato che ogni 1000 pazienti ricoverati per COVID-19, 2,4-4,1 pazienti hanno miocardite. Molti di questi pazienti necessitano di un supporto per sostenere la funzione cardiaca e circa il 15% di chi soffre contemporaneamente di miocardite e polmonite da Covid-19 muore nelle settimane successive al ricovero. Comunque, per quanto riguarda il futuro, verrà rivalutato il profilo beneficio/rischio dei vaccini non solo in funzione della frequenza degli effetti avversi, ma anche in funzione del beneficio che il vaccino determina per il soggetto vaccinato e la comunità in cui vive.

 

Referenze

1Fu M, Kontogeorgos S, Thunström E, et al. Trends in myocarditis incidence, complications and mortality in Sweden from 2000 to 2014. Sci Rep [Internet] 2022;12(1):1810. Available from: https://www.nature.com/articles/s41598-022-05951-z

2Witberg G, Barda N, Hoss S, et al. Myocarditis after Covid-19 Vaccination in a Large Health Care Organization. N Engl J Med [Internet] 2021;385(23):2132–9. Available from: http://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa2110737

3Mevorach D, Anis E, Cedar N, et al. Myocarditis after BNT162b2 mRNA Vaccine against Covid-19 in Israel. N Engl J Med [Internet] 2021;385(23):2140–9. Available from: http://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa2109730

4Buchan SA, Seo CY, Johnson C, et al. Epidemiology of Myocarditis and Pericarditis Following mRNA Vaccination by Vaccine Product, Schedule, and Interdose Interval Among Adolescents and Adults in Ontario, Canada. JAMA Netw Open [Internet] 2022;5(6):e2218505. Available from: https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2793551

5Karlstad Ø, Hovi P, Husby A, et al. SARS-CoV-2 Vaccination and Myocarditis in a Nordic Cohort Study of 23 Million Residents. JAMA Cardiol [Internet] 2022;7(6):600. Available from: https://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/fullarticle/2791253

6Ammirati E, Lupi L, Palazzini M, et al. Prevalence, Characteristics, and Outcomes of COVID-19–Associated Acute Myocarditis. Circulation [Internet] 2022;145(15):1123–39. Available from: https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIRCULATIONAHA.121.056817 

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