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Glucocorticoidi

I glucocorticoidi: cosa sono e come funzionano?

Ormoni e terapie ormonali
I glucocorticoidi sono nostri potenti alleati contro l’infiammazione da oltre 70 anni e si collocano tra i farmaci più utilizzati per il trattamento di svariate condizioni e patologie. Vediamo insieme come funzionano e quando utilizzarli.

Cosa sono i glucocorticoidi?

I glucocorticoidi (detti anche cortisonici) sono ormoni steroidei prodotti naturalmente nella corteccia del surrene ed appartengono alla classe dei corticosteroidi. Il più noto tra i glucocorticoidi prodotti dal nostro organismo è il cortisolo, definito anche "ormone dello stress" perché la sua produzione aumenta in condizioni di stress sia fisico che emotivo.

Dal cortisolo ai farmaci glucocorticoidi

Il cortisolo venne isolato dalle ghiandole surrenali per la prima volta negli anni 40 e, poco dopo, ne è stato dimostrato il potente effetto anti-infiammatorio e la sua utilità come farmaco per il trattamento dell’artrite reumatoide. In seguito, usando come base questo ormone, gli scienziati hanno migliorato le sue proprietà farmacologiche ed hanno prodotto in laboratorio molti farmaci, per questo definiti glucocorticoidi sintetici. Ancora oggi, i glucocorticoidi sono tra i farmaci più utilizzati e meno costosi.

Come funzionano i glucocorticoidi?

Sia i glucocorticoidi naturali che quelli sintetici agiscono principalmente attraverso il legame con il loro recettore chiamato, appunto, recettore dei glucocorticoidi o GR. Il GR è presente in quasi tutte le cellule del nostro organismo; in presenza dei glucocorticoidi, il GR si attiva ed entra nel nucleo cellulare, dove è in grado di controllare il funzionamento dei geni aumentando (o diminuendo) la produzione delle proteine.

Quindi cosa succede alle nostre cellule?

La cellula bersaglio dei glucocorticoidi cambia la propria funzione. Infatti, ogni cellula funziona in un certo modo grazie alle proteine di cui è composta; cambiandole, cambia anche il funzionamento della cellula. Per rendere un’idea della complessità del meccanismo di azione dei glucocorticoidi basti pensare che i geni controllati sono migliaia.

Quali sono gli effetti fisiologici dei glucocorticoidi?

I glucocorticoidi agiscono principalmente controllando la glicemia (il livello di glucosio nel sangue), al fine di assicurare il funzionamento dei processi cruciali per la sopravvivenza (come la funzionalità cerebrale). Questi ormoni agiscono anche sul metabolismo dei grassi e delle proteine e tendono ad aumentare la pressione arteriosa.

Fanno anche altro?

A concentrazioni più elevate rispetto a quelle fisiologiche i glucocorticoidi esercitano potenti effetti inibitori nei confronti del sistema immunitario; per questo motivo i glucocorticoidi sintetici vengono utilizzati come farmaci anti-infiammatori ed immunosoppressori.

Per quali patologie vengono utilizzati?

In caso di insufficienza surrenalica si utilizzano basse dosi di glucocorticoidi come terapia sostitutiva (cioè per sopperire alla mancata produzione endogena). A dosaggi maggiori i glucocorticoidi vengono utilizzati per controllare i processi infiammatori (di origine traumatica, malattie infiammatorie intestinali, allergie ed asma). Inoltre, per via della loro capacità di inibire l’attività del sistema immunitario, questi farmaci vengono utilizzati anche nel controllo di malattie autoimmunitarie (fenomeni artritici e reumatici, lupus, sclerosi multipla) e nella prevenzione del rigetto di trapianti. Inoltre sono anche utili nel trattamento di leucemie e linfomi.

Quali sono i glucocorticoidi in commercio?

Sono disponibili un grande numero di molecole sintetiche simili al cortisolo; tra i farmaci più utilizzati possiamo trovare il prednisone, il desametasone, il betametasone ed i glucocorticoidi topici o inalatori (budesonide, fluticasone, mometasone e ciclesonide).

Che differenze ci sono tra i vari glucocorticoidi?

I glucocorticoidi si differenziano per come agiscono (parametri farmacodinamici, cioè potenza, attività antiinfiammatoria, glucocorticoide e mineralcorticoide), per dove vanno, per quanto tempo rimangono nell’organismo e per come vengono eliminati (parametri farmacocinetici, cioè emivita, volume di distribuzione e clearance).

Come si possono somministrare?

I glucocorticoidi vengono somministrati prevalentemente per via orale (grazie alla loro capacità di essere assorbiti a livello intestinale). Sono disponibili anche preparazioni da somministrare per via intramuscolare o endovenosa (indicate soprattutto nelle emergenze), per uso topico (pomate e creme), per uso inalatorio (aerosol, bombolette pressurizzate e spray nasali) e colliri.

Sono farmaci sicuri?

Purtroppo, sebbene molto utilizzati, i glucocorticoidi hanno una lunga serie di effetti collaterali quando assunti per un certo periodo di tempo; per questo devono necessariamente essere somministrati dietro prescrizione medica, a seguito di una attenta analisi del rapporto tra rischi e benefici ed in caso sia impossibile utilizzare altri farmaci con proprietà simili (come i FANS). I glucocorticoidi ad uso topico o inalatorio sono in genere più sicuri.

Quali sono gli effetti collaterali?

Durante l’utilizzo dei glucocorticoidi sistemici (assunti per via orale o intramuscolo), più sono alte le dosi ed il trattamento è lungo, più sono frequenti gli effetti collaterali. Tra i più significativi troviamo l’abbassamento delle difese immunitarie (immunodepressione), con conseguente aumento del rischio di infezioni opportunistiche, l’aumento del rischio di osteoporosi, disturbi dell’apparato gastrointestinale, mal di testa, stati di insonnia, disturbi psichici, acne, aumento di peso, formazione di lividi e alterazioni del ciclo mestruale.

C’è altro da sapere?

Quando i glucocorticoidi vengono assunti per un certo periodo di tempo, viene inibita la naturale produzione del cortisolo. Per questo motivo è fondamentale non interromperne in maniera brusca l’assunzione; il rischio è quello di incorrere in uno stato di insufficienza surrenalica. È quindi necessario procedere con una graduale riduzione della dose assunta al fine di riattivare la normale produzione di cortisolo endogeno (ci possono volere anche diverse settimane).