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La liquirizia: l’oro nero non sempre luccica!

29 giugno 2023

La liquirizia: l’oro nero non sempre luccica!
Nota sin dall’antichità per il gusto intenso e le proprietà curative, la liquirizia è stata considerata da sempre un bene prezioso, da cui il nome di “oro nero”. Ma quali sono suoi benefici? È davvero sicura? Proviamo a fare il punto della situazione.

Cos’è la liquirizia?

La liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.; Fam. Fabaceae) è una pianta medicinale diffusa in diverse regioni dell’Europa e dell’Asia. La radice, dall’intenso sapore dolce, è stata utilizzata in campo alimentare e a scopo medicinale per trattare disturbi delle vie respiratorie, come tosse e bronchite, e infiammazioni del tratto gastrointestinale, quali dispepsia e gastrite1.

 

Cosa contiene la radice di liquirizia?

I composti caratteristici sono saponine triterpeniche, in particolare la glicirrizina, una molecola con un potere dolcificante 50 volte superiore a quello dello zucchero comune1; inoltre, sono presenti flavonoidi (liquiretina, glabridina), polisaccaridi e sali minerali. Quando assunta per via orale, la glicirrizina viene metabolizzata dalla flora batterica intestinale ad acido glicirretico (anche noto come acido glicirrizico)1.

 

In quali prodotti si trova?

La liquirizia si trova in commercio come componente di integratori alimentari per supportare la funzionalità digestiva, respiratoria e articolare 2, e in prodotti per la cura della pelle. Alcuni prodotti commerciali contengono estratti deglicirrizinati, ovvero privi di glicirrizina per evitare gli eventuali effetti indesiderati che vedremo più giù.

 

Quali sono le sue proprietà?

La radice di liquirizia è nota per le proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, espettoranti, gastroprotettive ed epatoprotettive; sono state riportate anche proprietà antivirali in particolare verso i virus che causano infezioni respiratorie 1.  

 

Quali sono i benefici della liquirizia sul sistema respiratorio?

La liquirizia rende più fluido il muco, facilitandone l’espulsione dalle vie respiratorie; inoltre, contrasta l’infiammazione e lo sviluppo di infezioni, facilitando la ripresa della normale funzionalità respiratoria1. Questi effetti sono associati prevalentemente alle saponine triterpeniche, anche se non si può escludere il contributo di altri composti, soprattutto i flavonoidi.

 

E sulla funzione digestiva?

La glicirrizina riduce l’acidità di stomaco, prevenendo la formazione di ulcere e migliorando i sintomi associati a disturbi della secrezione gastrica (es. esofagiti da reflusso)1. Alcuni studi preclinici hanno evidenziato anche la capacità dei flavonoidi e dei polisaccaridi della liquirizia di contrastare l’infezione dell’Helicobacter pylori, che può facilitare lo sviluppo dell’ulcera peptica. Per la liquirizia, sono stati riportati anche dei benefici a livello del fegato, dovuti agli effetti antinfiammatori e antiossidanti dell’acido glicirretico e dei flavonoidi 1.

 

La liquirizia è davvero utile?

Sebbene la liquirizia sia stata utilizzata ampiamente nella medicina tradizionale come espettorante e gastroprotettore, gli studi clinici ad oggi disponibili non sono sufficienti per confermarne l’efficacia clinica; in particolare, non è stato riscontrato alcun beneficio dell’estratto deglicirrizinato nel trattamento dell’ulcera peptica e duodenale. Altre evidenze mostrano che un prodotto ad uso topico è risultato utile nel trattamento di afte orali.

 

L’uso della liquirizia è sicuro?

La liquirizia è considerata un prodotto GRAS (Generally Recognized as Safe), ovvero “generalmente riconosciuto come sicuro” quando usata a basse dosi. Se ne sconsiglia il consumo eccessivo o prolungato, soprattutto in soggetti ipertesi, cardiopatici e con malattie renali a causa della presenza dell’acido glicirretico che ha attività mineralcorticoide e può causare squilibri elettrolitici, ritenzione idrica, ipertensione e alterazioni del ritmo cardiaco3. L’uso della liquirizia è sconsigliato anche al di sotto dei 18 anni e nelle donne in gravidanza per assenza di dati di sicurezza1,3.

 

La liquirizia può interferire con i farmaci?

L’assunzione concomitante di liquirizia e farmaci può causare interazioni farmacologiche. Questo fenomeno è dovuto alla glicirrizina e all’acido glicirretico, che aumentano l’espressione di enzimi responsabili del metabolismo di molti farmaci e della proteina coinvolta nel loro assorbimento ed eliminazione dall’organismo, riducendone di conseguenza l’efficacia terapeutica. Inoltre, può potenziare la perdita di elettroliti indotta da alcuni farmaci (es., diuretici, lassativi, glicosidi cardioattivi), con conseguenti rischi per la salute.

 

Cosa dicono le Agenzie regolatorie?

Secondo l’EMA (European Medicine Agency), la radice di liquirizia e i suoi estratti acquosi sono medicinali vegetali di uso tradizionale indicati in caso di dispepsia e bruciore di stomaco, e di tosse associata a stati di raffreddamento3. Negli integratori alimentari, se l’assunzione giornaliera di acido glicirretico supera i livelli considerati sicuri, deve essere riportata l’avvertenza “Non utilizzare per periodi prolungati senza sentire il parere del medico” 1,2.

 

Cosa possiamo concludere?

La liquirizia ha diverse proprietà medicinali, ma può comportare rischi per la salute, specialmente in soggetti sensibili o con patologie. È essenziale, pertanto, valutarne la reale utilità in relazione al proprio stato di salute, cercando informazioni da fonti affidabili e richiedendo il parere del medico o del farmacista in caso di dubbi.

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