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Newsletter N°27 del 6 luglio 2015

  • N° 1 - Conferma del Prof. Edoardo Spina come membro dell’Executive Committee dell’EACPT (European Association for Clinical Pharmacology nd Therapeutics)

    Il Prof. Edoardo Spina (Università di Messina) ci scrive:
    In occasione del 12° Congresso dell'EACPT, tenutosi a Madrid dal 27 al 30 giugno, sono stati ufficializzati i risultati delle elezioni per il rinnovo dell'Executive Committee per il biennio 2015-17 e con piacere comunico di essere stato riconfermato quale componente.
     
    Il Presidente e il Consiglio Direttivo della SIF si congratulano con il Prof. Spina e gli augurano buon lavoro.

  • N° 2 - 37° Congresso Nazionale della Società Italiana di Farmacologia (Napoli, 27-30 Ottobre 2015) Presentazione del simposio “Old and New Drus in the Modulation of Reward and Emotional Behavior”

    Moderatori: P. Campolongo e Roberto Ciccocioppo
     
    In che modo l'elaborazione delle emozioni operata dal nostro cervello interagisce con la memoria, il comportamento sociale ed i processi di ricompensa e dipendenza? Nel corso degli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha rivolto molta attenzione a come le emozioni influiscano sul funzionamento del cervello e, viceversa, di come il cervello affronti le sfide emotive a cui tutti noi siamo sottoposti durante la nostra vita. Ora sappiamo più in dettaglio come i circuiti cerebrali legati alle emozioni funzionano e come questi circuiti portino a risposte comportamentali appropriate in risposta ad eventi emotivamente salienti.
    I relatori di questo simposio presenteranno studi volti a chiarire come esperienze emotivamente salienti influenzino il nostro cervello e come questo poi guidi le adeguate risposte comportamentali in maniera appropriata. Verrà evidenziato come l'esposizione a stress in diverse fasi della vita determini dei cambiamenti a carico dei meccanismi di plasticità neuronale, particolarmente a livello sinaptico. Si discuterà di come tali alterazioni, possano essere ripristinate o prevenute in seguito a somministrazione ripetuta con lurasidone, un farmaco antipsicotico ad azione multi-recettoriale. Ciò potrebbe contribuire al miglioramento delle capacità funzionali che sono alterate nei pazienti affetti da depressione maggiore o da altre patologie legate allo stress. Inoltre, verrà messo in evidenza come il livello di stress, associato al livello di attivazione emozionale, sia un modulatore cruciale degli effetti indotti da sostanze attive sul sistema endocannabinoide sulla memoria. Si descriverà il ruolo che il sistema endocannabinoide gioca in diverse forme di comportamento sociale nel ratto, dalla modulazione delle vocalizzazioni ultrasoniche emesse dai piccoli separati dalla madre e dal nido, al comportamento di gioco sociale, che raggiunge l'apice tra lo svezzamento e il raggiungimento della maturità sessuale, a forme più adulte di comportamento sociale. Verrà discussa la possibilità che sostanze attive sul sistema endocannabinoide possano essere utili per il trattamento delle disfunzioni socio-emozionali che caratterizzano diverse malattie psichiatriche. Infine verrà evidenziato come nuove sostanze psicoattive percepite come sicure nell’opinione comune, fra cui la metossietamina (MXE) appartenente alle classe delle cosiddette “designer drugs”, siano invece in grado di alterare i processi emozionale, la percezione degli stimoli sensoriali ed i meccanismi di gratificazione in modelli preclinici di dipendenza. 

  • N° 3 - 37° Congresso Nazionale della Società Italiana di Farmacologia (Napoli, 27-30 Ottobre 2015) Presentazione del simposio “The purinergic system as a new, promising target to treat human diseases”

    Proponente: Dr.ssa Patrizia Popoli, Istituto Superiore di Sanità, Roma
     
    I nucleosidi e nucleotidi purinici (adenosina ed ATP) e i recettori da essi attivati (P1 e P2), sono gli elementi costitutivi del sistema purinergico. Tale sistema – finemente regolato ed orchestrato - è coinvolto nella modulazione di molte funzioni fisiologiche dell’organismo, ed una sua disregolazione è considerata di rilevanza patogenetica in diversi stati patologici.  Negli ultimi anni, il ruolo del sistema purinergico è stato oggetto di un’intensa e costante attività sperimentale sia in condizioni fisiologiche che in modelli di malattie, e recenti evidenze indicano che la modulazione dei recettori purinergici potrebbe rappresentare una strategia terapeutica efficace ed innovativa per il trattamento di patologie di diversa natura (neurodegenerative, cardiovascolari, metaboliche, infiammatorie, immunitarie, reumatiche).
    In questo simposio saranno presentate alcune delle evidenze più recenti sul ruolo dei recettori purinergici come possibili target per il trattamento di alcune specifiche patologie (malattie demielinizzanti, ischemia cerebrale, malattia di Niemann Pick tipo C e morbo di Parkinson).
    Nella minilecture di apertura, il Prof. Bruce Cronstein (New York University School of Medicine) illustrerà gli effetti esercitati dall’adenosina nei vari distretti dell’organismo evidenziando il possibile utilizzo terapeutico di farmaci attivi sui sottotipi recettoriali A1, A2A, A2B e A3 in malattie quali asma e artrite reumatoide. La presentazione della Prof.ssa Maria Pia Abbracchio (Università degli Studi di Milano) verterà sul contributo della demielinizzazione in diverse malattie neurodegenerative, e sul ruolo dei precursori oligodendrogliali presenti nel cervello adulto e di un recettore purinergico da loro espresso quali nuovi bersagli farmacologici per favorire la riparazione cerebrale. La Dott.ssa Elisabetta Coppi (Università degli Studi di Firenze) presenterà gli effetti dei recettori A2A, P2Y1 e P2X7  in un modello sperimentale di ischemia a carico della regione ippocampale, discutendo anche il potenziale ruolo di tali recettori nella proliferazione di neuroni immaturi. La Dott.ssa Patrizia Popoli (Istituto Superiore di Sanità, Roma), illustrerà gli effetti di un agonista selettivo del recettore A2A dell’adenosina in modelli sperimentali della malattia di Niemann Pick tipo C (una rara malattia genetica caratterizzata da accumulo intracellulare di colesterolo e conseguenti epato-splenomegalia, neurodegenerazione e morte precoce). Infine, la Prof.ssa Micaela Morelli (Università degli Studi di Cagliari), presenterà gli effetti della modulazione contemporanea dei recettori serotoninergici ed adenosinergici in modelli sperimentali di morbo di Parkinson, con particolare riferimento al miglioramento delle discinesie indotte da levodopa.
    Nel loro insieme, le presentazioni di questo simposio contribuiranno a definire se, e attraverso quali meccanismi, farmaci attivi sui recettori purinergici possono rappresentare un’opzione terapeutica efficace per malattie di natura diversa ma accomunate da un importante medical need, e cioè patologie gravi, incurabili o dotate di opzioni terapeutiche insoddisfacenti per efficacia e/o tollerabilità.

  • N° 4 - 37° Congresso Nazionale della Società Italiana di Farmacologia (Napoli, 27-30 Ottobre 2015) Presentazione del simposio SIF-SSFA “Ricerca e Sviluppo di Farmaci Orfani”

    Moderatori: Prof. Libero Berrino (SIF) e Dr. Marco Romano (SSFA)
     
    Nello spirito di una pluriennale collaborazione scientifica, SIF e SSFA propongono un simposio sulla ricerca e sviluppo dei farmaci orfani, moderato dal Prof. Libero Berrino (SIF) e dal Dr. Marco Romano (SSFA).
    Il primo relatore, il dr Domenico Criscuolo (SSFA), mette in luce l’importanza che la ricerca sulle malattie rare sta riscuotendo presso i diversi laboratori: i motivi sono diversi e si possono così riassumere. La globalizzazione ha reso il settore delle malattie rare un investimento potenzialmente redditivo; il supporto delle autorità regolatorie (per prime FDA ed EMA) ne ha reso meno problematico lo sviluppo clinico; le conquiste tecnologiche hanno reso possibile identificare i meccanismi per lo più genetici alla base di queste malattie, e quindi hanno stimolato la ricerca di agenti terapeutici mirati. A conseguenza di quanto sopra descritto, il settore delle malattie rare è da diversi anni in grande fermento: basti citare qualche numero. Dal 1983 (anno di promulgazione della legge USA in favore dei farmaci orfani), le aziende hanno presentato 3740 richieste di designazione di farmaco orfano, ricevendo oltre 2600 approvazioni, con una percentuale di successo di circa il 70%. Nel 2014 la FDA ha approvato 35 nuovi farmaci, di cui ben 15 avevano la designazione di farmaco orfano.
    Con la descrizione di un gruppo di malattie rare causate da mutazioni nei geni codificanti per canali ionici, le cosiddette canalopatie, il prof. Jean-François Desaphy (SIF, Università di Bari) illustrerà alcuni successi di collaborazioni tra associazioni di malati/familiari, ricercatori, e settore farmaceutico privato o pubblico, che hanno reso possibile l’accesso a farmaci in grado di migliorare significativamente la qualità della vita. Questi farmaci sono a volte molto costosi, ma esiste anche la possibilità di limitare i costi mediante il “repositioning”; Lo dimostra l’esempio della mexiletina, farmaco antiaritmico promosso a farmaco orfano dall’EMA per il trattamento di canalopatie muscolari, quali le sindromi miotoniche. La genetica di molte malattie rare spesso implica lo sviluppo di una medicina di precisione, con l’utilizzo di un farmaco solo in un sottogruppo di pazienti rari, il che comporta costi aggiuntivi e giustifica ulteriormente la necessità di un numero crescente di farmaci orfani.
    Diego Fornasari (Università degli Studi di Milano) discuterà dello stato dell’arte dell’approccio farmacologico alla Sindrome di Ondine, o Sindrome da Ipoventilazione Centrale Congenita, con particolare riferimento all’uso del progestinico desogestrel, all’identificazione di canali al potassio quali possibili target terapeutici e infine allo sviluppo di cellule staminali pluripotenti indotte, da pazienti, quali nuovi modelli cellulari per lo screening di nuove molecole.
    E dello sviluppo clinico di un farmaco orfano parlerà Gianni de Crescenzo (Celgene-SSFA), evidenziandone le peculiarità e le problematiche. Ad esempio si parlerà di Sotatercept (ACE-011) e di Luspatercept (ACE 536) e dei processi decisionali che ne hanno guidato la loro indicazione nella beta talassemia, partendo dalla loro azione nella differenziazione della linea cellulare eritroide.
    In conclusione, si può dire che le autorità regolatorie hanno dato un contributo significativo allo sviluppo della ricerca in questo settore, e le associazioni dei pazienti stanno dando un grande aiuto al loro sviluppo clinico.

  • N° 5 - Pharmastar: Nuove strategie terapeutiche contro il dolore, cosa è emerso dal Congresso SIF di Napoli

    Convegno Monotematico SIF Advances in pain research: pathophysiology and new therapeutic strategies”, Seconda Università di Napoli, 18 e 19 Giugno 2015)
     
    Il testo è disponibile liberamente al seguente indirizzo:
    http://www.pharmastar.it/index.html?cat=23&id=18835.

  • N° 6 - Convegno Monotematico SIF di Napoli, resoconto del Dr. Livio Luongo (II Università di Napoli)

    Due giornate dedicate alla divulgazione delle più recenti scoperte nell’ambito della fisiopatologia e del trattamento farmacologico del dolore intrattabile, si terranno presso lo storico complesso di S. Andrea delle Dame, Seconda Università degli studi di Napoli nei giorni 18 e 19 giugno. Il convegno, patrocinato dalla Società Italiana di Farmacologia presieduta dal Prof. Francesco Rossi, sarà incentrato su argomenti di elevato livello scientifico riguardanti le nuove possibili terapie per il dolore cronico di tipo neuropatico. Tale patologia, è caratterizzata da sintomatologie dolorose spontanee, derivanti da complessi processi di riorganizzazione dell’attività e della connettività del tessuto nervoso (cervello e midollo spinale). Questa tipologia di dolore non è solo un sintomo (considerato positivo per il nostro organismo), ma diviene una patologia invalidante che limita in maniera drammatica la qualità di vita del paziente.
    Al convegno interverranno personalità di elevato spessore scientifico internazionale dagli Stati Uniti, Canada, Inghilterra e Polonia.
    La Prof.ssa Daniela Salvemini, proveniente dalla St. Louis University, Missouri, USA, è di recente entrata a far parte dell’Academy of Science, uno dei riconoscimenti più prestigiosi per un Ricercatore.  La sua lettura magistrale sarà focalizzata su recenti scoperte pubblicate su prestigiose riviste di settore e condotte in collaborazione con il gruppo di Ricerca dei Proff. Sabatino Maione e Vito de Novellis della Seconda Università di Napoli. Tali ricerche sono focalizzate sull’individuazione di un nuovo “interruttore” capace, quando attivato, di ridurre la sintomatologia associata alle diverse tipologie di dolore neuropatico: il recettore A3 dell’Adenosina. 
    Il Prof. Min Zhuo, proveniente da Toronto è sicuramente tra i maggiori neuroscienziati a livello mondiale. Editore capo di diverse riviste scientifiche di settore nell’ambito degli aspetti molecolari alla base del dolore, focalizzerà la sua Honorary Lecture, sulla riorganizzazione dei neuroni cerebrali nel dolore cronico e nelle patologie psichiatriche associate ad esso come l’ansia e la depressione.
    La Prof.ssa Marzia Malcangio, docente di neurobiologia e neurofarmacologia presso il King’s College di Londra, ha svolto diverse ricerche pionieristiche nella comunicazione tra i neuroni e cellule non di origine neuronale che sembrano essere alla base della comparsa dei sintomi devastanti associati al dolore neuropatico. Ciò sarà oggetto della sua Lettura al convegno.
    Il Prof. Thomas Salt, professore presso la University College London (UCL), è tra i più noti studiosi delle aree cerebrali che regolano i sensi come la vista e il dolore. Incentrerà la sua Lettura sulla attività dei neuroni del talamo che rappresenta la maggiore area di integrazione delle informazioni dolorose che arrivano al nostro cervello.
    La Prof.ssa Katarzyna Starowicz, docente di farmacologia presso il Dipartimento di Farmacologia dell’Institute of Pharmacology Polish Academy of Sciences, incentrerà la sua Lettura sul possibile impiego di farmaci che possono agire su sistemi innovativi come quello degli endocannabinoidi. L’esperienza della Prof.ssa Starowicz nel settore scientifico degli endocannabinoidi è maturata in Italia presso i laboratori del CNR di Pozzuoli (Na) diretti dal Prof. Vincenzo Di Marzo, scienziato di fama internazionale e di elevato spessore scientifico.
    Accanto a questi grandi nomi noti in tutto il mondo per le loro ricerche ci saranno le esposizioni dei farmacologi italiani, soprattutto dei più giovani, che avranno modo di confrontarsi con personalità di rilievo nel loro stesso campo di ricerca. Il fine del congresso è proprio quello di creare un ambiente “friendly” e uno scambio di idee tra le nostre giovani menti e i ricercatori ampiamente affermati. Due giornate di inter-scambio culturale e di crescita per i farmacologi che studiano il dolore.

  • N° 7 - Relazione sul convegno “Trattamento del Diabete Oggi: prospettive terapeutiche e cliniche”, Bologna 11-12 Giugno 2015 - Prof. Annalisa Capuano, II Università di Napoli

    Il diabete mellito è una patologia cronica e complessa, che richiede il continuo monitoraggio dei livelli glicemici, il trattamento farmacologico delle complicanze, qualora presenti, nonché un’attività educativa del paziente. Secondo quanto riportato dalla International Diabetes Federation, nel mondo oltre 370 milioni di adulti sono affetti da tale patologia; in Italia, i dati ISTAT 2013 indicano che il 5,4% della popolazione (oltre 3 milioni di persone) ne è affetta.
    L’approccio ottimale del paziente diabetico include strategie di prevenzione primaria rivolte alla popolazione a rischio e di prevenzione secondaria delle complicanze della malattia attraverso una diagnosi precoce e un controllo ottimale della glicemia.
    Il Convegno “Trattamento del diabete oggi: prospettive terapeutiche e cliniche” ha affrontato i più attuali temi relativi alla gestione del paziente diabetico e alla terapia farmacologica, trattando sia i farmaci antidiabete da tempo utilizzati sia le nuove terapie. Inoltre, una particolare attenzione è stata riservata al tema della sicurezza e dell’appropriatezza terapeutica del diabete nel rispetto della sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
    Ad oggi, infatti, accanto alle più tradizionali terapie per la gestione del diabete (metformina, sulfaniluree e insulina) vi è un crescente utilizzo anche di nuovi farmaci, che sembrano offrire una valida alternativa, in termini di efficacia e sicurezza, ai classici ipoglicemizzanti.
    Alla luce di ciò, le sulfaniluree (SU) trovano ancora spazio nella terapia del diabete mellito? La risposta può essere data valutando le variabili di efficacia e tollerabilità. In termini di efficacia le sulfaniluree sono in grado di abbassare i livelli glicemici in maniera importante nelle prime settimane di terapia, perdendo, però, progressivamente la loro efficacia; di fatti, il trattamento protratto si associa ad un depauperamento della massa funzionale delle beta cellule pancreatiche, per cui, a fronte di un vantaggio immediato, si assiste, a lungo termine, ad uno svantaggio differito. In termini di tollerabilità, i principali effetti avversi delle SU sono l’aumento di peso e le severe ipoglicemie. L’incidenza di queste ultime è elevata e si associa a problematiche ad ampio spettro. Le ipoglicemie, infatti, sono un importante causa di cadute, che possono condurre a fratture di femore, le quali, nel paziente anziano, rappresentano una condizione altamente a rischio che determina un aumento della mortalità. Inoltre, le ipoglicemie hanno anche importanti ripercussioni a livello cardiovascolare, poiché determinano una attivazione adrenergica ripetuta. Pertanto, è ragionevole supporre che nel corso dei prossimi anni, il trattamento con sulfaniluree possa essere progressivamente abbandonato, per lasciare spazio alle più recenti terapie con farmaci incretinici, agonisti del GLP-1, inibitori della DPP-4 e gliflozine. Il peptide simile al glucagone (GLP-1) è un ormone prodotto a livello gastrointestinale, che gioca un ruolo importante nell’aumentare la secrezione insulinica stimolata dal glucosio da parte delle cellule beta pancreatiche. Altri effetti del GLP-1 includono la soppressione della secrezione del glucagone e il rallentamento del tempo di svuotamento gastrico con conseguente induzione del senso di sazietà. Dopo il suo rilascio in risposta all’assorbimento di glucosio, GLP1 è rapidamente metabolizzato da un enzima, la dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4), responsabile della sua breve emivita. I farmaci incretinici includono: 1) agonisti del recettore GLP1 che mimano il GLP- 1 endogeno e 2) gli inibitori del DPP-4 che inibiscono la degradazione delle incretine endogene.
    Già è possibile notare un significativo aumento nel loro consumo. Tali farmaci, infatti, sono caratterizzati un buon profilo di tollerabilità, e le iniziali preoccupazioni sul possibile rischio pancreatico e cardiovascolare non sono state supportate dai risultati dei più recenti trials clinici (EXAMINE, CAROLINA, TECOS, SAVOR-TIMI), che hanno evidenziato come il rischio di mortalità cardiovascolare e di cancro pancreatico si effettivamente sovrapponibile al placebo.
    Dibattuta è anche la questione circa il place in therapy di questi farmaci. Le più attuali evidenze indicano che questi farmaci andrebbero introdotti nello schema terapeutico il prima possibile e che andrebbero mantenuti per tutta la durata della malattia, anche nel momento in cui viene introdotta l’insulina.
    Nello scenario della terapia farmacologica del diabete si assiste, però, ad ulteriori novità che interessano, da un lato, le gliflozine, inibitori del riassorbimento tubulare del glucosio e, dall’altro, il primo biosimilare di insulina glargine, approvato nel settembre 2014 dall’Agenzia Europea dei Medicinali.
    Le gliflozine (dapagliflozin, canagliflozin e empagliflozin sono attualmente le gliflozine approvate da EMA e FDA) agiscono inibendo il trasportatore GLT2, deputato al riassorbimento del 90% del glucosio renale e inducendo in tal modo, glicosuria con conseguente diuresi osmotica. Le gliflozine si sono dimostrate in grado di ridurre i valori di glicata in maniera sovrapponibile a quello di altre classi terapeutiche, con una serie di effetti ancillari, fra cui una riduzione del peso corporeo, non legato alla perdita di liquidi ma effettivamente correlato ad una riduzione di massa grassa.
    Ancora da approfondire, attraverso la pianificazione di studi clinici a lungo termine, sono le problematiche legate alla sicurezza. In particolare, tali farmaci sono correlati ad un aumento delle infezioni del tratto genito-urinario ed il loro meccanismo di azione, non supportando una attività prettamente fisiologica, può determinare un effetto diuretico importante che, specialmente nei pazienti anziani, può condurre a severe deplezioni del volume circolante. Pertanto, ancora dibattute sono le indicazioni in real life.
    In risposta alla disponibilità di diverse opzioni terapeutiche e con lo scopo di creare uno strumento in grado di definire il percorso logico ottimale per la definizione della terapia personalizzata nel trattamento del diabete, sono nati gli algoritmi terapeutici. Ne sono esempi quello proposto dall'American Diabetes Association, in accordo con la European Association for the Study of Diabetes, e il più recente, pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco, in collaborazione con la Società Italiana di Diabetologia e l’Associazione Medici Diabetologi. L’algoritmo creato dall’AIFA per il diabete mellito di tipo 2 mira a definire la migliore terapia individuale per ciascun paziente, rappresentando anche un supporto per il medico diabetologo. E’ stato creato, infatti, allo scopo di aiutare l’utente a comprendere un possibile percorso logico per la gestione della malattia e per presentare le diverse opzioni terapeutiche, lasciando poi la decisione finale al clinico. L’algoritmo si compone di 384 nodi: la prima fase è finalizzata ad individuare il target glicemico ottimale per il paziente. La seconda fase, invece, si concentra sulla impostazione della terapia, attraverso una flow chart che inizia suddividendo i pazienti in base alla loro possibilità di assumere la metformina e proseguendo fino all’individuazione dello schema terapeutico ottimale.
    Pertanto, mantenendo i valori di emoglobina glicata come target di riferimento per l’impostazione della terapia, si andrà incontro sempre più ad uno schema di trattamento personalizzato, che si avvarrà delle più nuove alternative terapeutiche affiancando le terapie standard già presenti, al fine di raggiungere, per ciascun paziente, il proprio valore ottimale di glicata e ritardare l’insorgere delle complicanze sistemiche garantendo, al contempo, l’ottimale quality of life.

  • N° 8 - Premi SIF - Farmindustria Bando 2015

    N°15 Premi per ricerche di Farmacologia.
    Presentazione domande entro il 10 Luglio 2015.
     
    Il bando e maggiori informazioni sono disponibili su SIFWEB, sezione “Premi”, alla pagina:
    http://www.sifweb.org/studio/2015/sif_bando_premi_farmindustria_2015.pdf.

  • N° 9 - Premio Neurofarmacologia dell’Apparato Digerente "Marcello Tonini"

    N°1 premio di Euro 3.000 Istituito da 3P Solution SRL (Milano) in memoria del prof. Marcello Tonini.
    Presentazione domande entro il 10 Luglio 2015.
     
    Il bando e maggiori informazioni sono disponibili su SIFWEB, sezione “Premi”, alla pagina:
    http://www.sifweb.org/studio/2015/sif_premio_tonini_2015.pdf.

  • N° 10 - Premi SIF - Otsuka 2015

    N°2 Premi per ricerche di Neuropsicofarmacologia o Farmacologia del rene realizzati con il contributo incondizionato di Otsuka.
    Presentazione domande entro il 10 Luglio 2015.
     
    Il bando e maggiori informazioni sono disponibili su SIFWEB, sezione “Premi”, alla pagina:
    http://www.sifweb.org/studio/2015/sif_premi_otsuka_2015.pdf.

  • N° 11 - 12th World Congress on Inflammation

    Boston, USA, August 8-12, 2015
     
    Maggiori informazioni sono disponibili alla pagina:  http://inflammation2015.org/.

  • N° 12 - Valutazione del rischio per esposizione combinata a sostanze chimiche

    Milano, 7 Luglio 2015
     
    Evento ECM Società Italiana di Tossicologia.
     
    Per maggiori informazioni: http://www.sitox.org/evento/valutazione-del-rischio-per-esposizione-combinata-a-sostanze-chimiche/

  • N° 13 - Zardi Gori Foundation Conference “Drugs of abuse and mental diseases”

    Milano, November 5-6, 2015
     

    Sala napoleonica, Università di Milano, Via S. Antonio 10, Milano.
    Patrocinio SIF.
     
    Il programma e maggiori informazioni sono disponibili su SIFWEB alla pagina:
    http://www.sifweb.org/eventi/2015/sif_conv_zardigori_drugs_abuse_051115.pdf

  • N° 14 - IX Symposium internazionale sulle Neuroscienze

    Brescia, 3-5 Dicembre 2015
     
    Per maggiori informazioni: http://www.midollospinale.com/site

  • N° 15 - Borse di Studio per progetti di ricerca in ambito farmacologico bandite dalla SIF grazie al contributo incondizionato di MSD Italia

    Relazione di metà periodo della Dott.ssa Luisa Ponzoni (Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale, Università di Milano)
     
    “A new mouse model to study through electronic or conventional cigarette smoke: I) nicotine dependence and its relief with new nicotinic partial agonists; II) the altered sensitivity to rewarding effects of Δ9-tetrahydrocannabinol (Δ9-THC)”.
    Il testo completo della relazione è disponibile su SIFWEB, sezione “Borsisti SIF”, alla pagina:
    http://www.sifweb.org/infos/sif_relaz_ponzoni_2015.pdf.

  • N° 16 - Borse di Studio per progetti di ricerca in ambito farmacologico bandite dalla SIF grazie al contributo incondizionato di MSD Italia.

    Relazione di metà periodo della Dott.ssa Ilaria Gnemmi (Laboratorio di Farmacologia del Prof. Condorelli Fabrizio, Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università del Piemonte Orientale, Novara)
     
    “Role of IGF-I/Fes/STAT3 axis in neuroblastoma metastasization”.
    Il testo completo della relazione è disponibile su SIFWEB, sezione “Borsisti SIF”, alla pagina:
    http://www.sifweb.org/infos/sif_relaz_gnemmi_2015.pdf

  • N° 17 - Borse di Studio per progetti di ricerca in ambito farmacologico bandite dalla SIF grazie al contributo incondizionato di MSD Italia

    Relazione di metà periodo della Dr.ssa Giulia Magni (Università di Milano)
     
    The P2Y2 purinergic receptor as innovative pharmacological target and peripheral biomarker of pain in transgenic mice expressing a human familial hemiplegic migraine type 1 mutation.
    Il testo completo della relazione è disponibile su SIFWEB, sezione “Borsisti SIF”, alla pagina:
    http://www.sifweb.org/infos/sif_relaz_magni_2015.pdf